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(Video) "Spalletti in conferenza: nel calcio moderno devi andare a fare il 3° goal non aspettare che l'arbitro fischi la fine"

Post in rilievo

1 ora fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

L'ho riascoltata per bene e confermo che non concordo su nulla, scritto in poche  parole. Da sempre credo che la filosofia del rischio, difendere in inferiorità, "sperando", sia equivalente a far decidere una partita volutamente sempre aperta "al ruzzolare del pallone". Credo non paghi mai. Per esperienza da spettatore, sopratutto, non paga in serie A. Essere così espliciti e autocelebrativi, dopo una partita che poteva essere pareggiata, proprio perchè i nostri stavano pressando a pochi minuti dalla fine lasciando l'uno contro uno, seguendo i dettami dell'allenatore, per me è l'anticalcio. Spalletti lo chiama calcio moderno? Va bene. È lo stesso gesto simbolico, verbalizzato, che mi ha trasmesso quando tentò di stringere la mano ad Allegri, per forza; ma lì aveva davvero dominato. Non mi entusiasma. In effetti io non ho mai fatto l'aellnatore e quindi mi attengo a quanto di buono ho visto con Spalletti: dopo settimane di mediocrità, ultimamente siamo piu ordinati, più offensivi e piu belli da vedere, ma sopratutto facciamo più punti. Quindi forza Juve e avanti cosi. Oggettivamente non credo nel quarto posto, ma ci spero.

Il calcio trapattoniano e allegriano è morto e sepolto. Per quanto voglia bene al Trap il suo tatticismo se poteva andare bene in Italia presentava il conto in Europa. Una squadra top come è stata soprattutto in passato la Juve deve dominare le gare, non fare la sparagnina. Platini contestava spesso il Trap su questo aspetto. Poi è evidente che una gara la giochi anche come ti permette di farlo l'avversario di turno, ma la troppa speculazione non va bene. 

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16 minuti fa, SpaceOddity ha scritto:

Non c'è nessun squilibrio tattico voluto. Non c'è proprio nessun squilibrio tattico in generale.  la squadra è quasi sempre molto ben equilibrata.

Se Ferguson avesse il tiro, la partita finiva pari. Stavamo facendo pressing e abbiamo lasciato il due contro due: al novantesimo queste cose si evitano e non si accettano in nome del rischio insito nello spartito. Se si sbaglia in quella occasione la colpa è di Spalletti, non del pressing fatto male, dell'errore individuale e della stanchezza. Solo di Spalletti. A prescindere dalle chiacchiere, quei rischi si pagano da sempre e per sempre. Ben venga essere propositivi ma evitiamo di essere degli egocentrici perdenti: rivendicare di voler rischiare di perdere per attaccare, con uomini tecnici che non recuperano ma confidano sugli altri, al novantesimo, é l'anti-calcio: l'ho scritto e mi ripeto, poi lo potete chiamare anche calcio moderno, a me cambia davvero nulla.

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3 minuti fa, Nedved11! ha scritto:

Non ho scritto questo ma sottolineo il fatto che in Italia ha quasi sempre vinto la squadra con più qualità. 

Se poi ci sono  rivali con valori simili allora ci sta che il gioco possa pagare. 

Chi non vorrebbe vedere il bel gioco? Ma si può fare con questo centrocampo scarso e lento in costruzione e che perde tonnellate di palloni dai tempi dell'Allegri bis?

Si può giocare più a viso aperto con una difesa che fa papere ogni partita? 

Molti si fanno ingannare dalle ultime due partite dove l'avversario ha giocato concedendo occasioni ma ora che ricominciano le squadrette barricate in difesa si rivedranno i problemi che non possono sparire perchè dipendono dalle caratteristiche dei giocatori. 

 

Oook, capisco cosa intendi. 

 

Mettiamola così, se l'Atalanta con giocatori di buono discreto livello ha vinto una Europa League, perché non ci può provare la Juve?

 

Si gioca organizzati, aggressivi, concentrati, veloci. Di sicuro a giocare come ha giocato l'ultima Juve di Allegri in Europa prendi solo pallate.

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3 minuti fa, Granpasso ha scritto:

Peraltro quell'affermazione è una vaccata. Il Napoli di Conte ha vinto lo scudetto con un possesso palla medio del 55% circa, giocando anche delle ottime partite e certamente non facendo così schifo come qualcuno qui dentro vuole far intendere. 

Evidentemente ti sei perso tutte quelle partite dove il Napoli ha vinto solo grazie a prodezze di McTominay e pochi altri.

Il possesso palla non centra nulla , contano le occasioni create. 

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21 ore fa, El Pistolero ha scritto:

E ti pareva che non si tirasse fuori allegri... magari allineamoci anche noi tifosi alla "modernità" e finiamola di parlare di cose di anni fa...

Perché?

Che problemi ti crea? 

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8 minuti fa, Barney Panofsky ha scritto:

L'unico forum dove si è in fastidio, una sorta di rosicamento assurdo se la squadra gioca "bene", nel senso di organizzata, aggressiva, e preferisce tenere la palla, possibilmente nella trequarti avversaria. 

 

Ma che problemi avete? Cioè, è roba da psichiatria. Io mica me la spiego. 

Lo so io il problema di fondo qual è ma if ai spic ai em in big trabol ci siamo capiti 

  • Grazie 2

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2 minuti fa, Barney Panofsky ha scritto:

Oook, capisco cosa intendi. 

 

Mettiamola così, se l'Atalanta con giocatori di buono discreto livello ha vinto una Europa League, perché non ci può provare la Juve?

Ma ben venga, abbiamo tanti giocatori offensivi forti, se Spalletti trova la formula giusta....

Non sono per la ricerca dell'equilibrio a tutti i costi o per il tatticismo esasperato, penso solo che la qualità dia un vantaggio enorme nel garantire successi, ma non per questo non bisogna tentarle tutte...

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2 minuti fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Se Ferguson avesse il tiro finiva pari. Stavamo facendo pressing e abbiamo lasciato il due contro due. Al novantesimo queste cose si evitano e non accettano in nome del rischio insito nello spartito. A prescindere dalle chiacchiere, questi rischi si pagano da sempre e per sempre.

Lo stavamo facendo male il pressing evidentemente se lo hanno potuto eludere. E il due contro due era fatto male perchè evidentemente le preventive sui due del Napoli non erano abbastanza aggressive. Detto ciò   Ferguson ha tirato da 30 metri non è che sia arrivato in area di rigore. Io non ho detto mica che quella situazione tattica è stata curate bene. E non lo ha detto Spalletti. Ma quella situazione non è figlia di cosa stavi facendo cioè il pressing ma di come lo stavi facendo , o sbagliando. Quando fai pressing alto le preventive sono fondamentali proprio per questo.

Mi pare invece che a livello di far subire questo tipo di situazioni alla Roma del Gasp gliele abbiamo fatte subire piuttosto spesso attaccando gli spazi dietro il loro pressing e verticalizzando fra le linee. 

Mi spiace che la partita non ti sia piaciuta, l'abbiamo dominata ed abbiamo pienamente meritato la vittoria, contro la migliore difesa del campionato.

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5 minuti fa, Nedved11! ha scritto:

Ma ben venga, abbiamo tanti giocatori offensivi forti, se Spalletti trova la formula giusta....

Non sono per la ricerca dell'equilibrio a tutti i costi o per il tatticismo esasperato, penso solo che la qualità dia un vantaggio enorme nel garantire successi, ma non per questo non bisogna tentarle tutte...

Non sono un allenatore, credo ci siano veramente tante variabili nel calcio. 

Ma a prescindere, pensando proprio a tranci di tonno (in modo proprio grezzo e semplice), se ho una squadra non composta da fenomeni, preferisco che vengano organizzati tanto in modo da sopperire a certe lacune. Per questo citavo l'Atalanta.

 

Poi la sfera non ce l'ha nessuno, e credo che sul 2-0 a 5 minuti dalla fine pure Spalletti sappia "leggere" la cosa in termini di "non complichiamoci la vita". Spero. 

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13 minuti fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Se Ferguson avesse il tiro, la partita finiva pari. Stavamo facendo pressing e abbiamo lasciato il due contro due: al novantesimo queste cose si evitano e non si accettano in nome del rischio insito nello spartito. Se si sbaglia in quella occasione la colpa è di Spalletti, non del pressing fatto male, dell'errore individuale e della stanchezza. Solo di Spalletti. A prescindere dalle chiacchiere, quei rischi si pagano da sempre e per sempre. Ben venga essere propositivi ma evitiamo di essere degli egocentrici perdenti: rivendicare di voler rischiare di perdere per attaccare, con uomini tecnici che non recuperano ma confidano sugli altri, al novantesimo, é l'anti-calcio: l'ho scritto e mi ripeto, poi lo potete chiamare anche calcio moderno, a me cambia davvero nulla.

Credo che tu abbia frainteso cosa dice Spalletti in merito. Non intende dire che sistematicamente accetta che si verifichino quelle situazioni, perchè accetta il rischio ed è la normalità di tutta la partiuta ma che nel calcio non si può pretendere che non ci scappino al 100%.

una o due situazioni del genere ma che l'atteggiamento di non chiudersi a subire è giusto , perchè se ti chiudi a subire per lunghi minuti la paghi sicuro, anche se è ovvio che quella situazione va curata meglio. 

Non esiste partita in cui non correrai mai il rischio prima o poi , nel finale o all' inizio,  di prendere gol, perlomeno finchè il tuo gap con l'avversario non sia talmente grande che non c'è proprio partita. Questo intendeva Spalletti e così l'ho intesa io.

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Adesso, Barney Panofsky ha scritto:

Non sono un allenatore, credo ci siano veramente tante variabili nel calcio. 

Ma a prescindere, pensando proprio a tranci di tonno (in modo proprio grezzo e semplice), se ho una squadra non composta da fenomeni, preferisco che vengano organizzati tanto in modo da sopperire a certe lacune. Per questo citavo l'Atalanta.

 

Poi la sfera non ce l'ha nessuno, e credo che sul 2-0 a 5 minuti dalla fine pure Spalletti sappia "leggere" la cosa in termini di "non complichiamoci la vita". Spero. 

Ma sicuramente l'obiettivo di Spalletti è farli giocare a memoria come ha fatto col Napoli (in 2 anni) , con le dovute proporzioni non avendo Lobotka Anguissa Osihmen che quasi facevano reparto da soli.

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35 minuti fa, Nedved11! ha scritto:

Evidentemente ti sei perso tutte quelle partite dove il Napoli ha vinto solo grazie a prodezze di McTominay e pochi altri.

Il possesso palla non centra nulla , contano le occasioni create. 

Ma non stavamo parlando del fatto che, più si tiene palla, meno è probabile prendere gol? Quello che fai tu è un altro discorso che attiene all'efficacia del gioco. Io dicevo semplicemente che il possesso palla e, ancor di più, il possesso nella metà campo altrui, impedisce all'avversario di avvicinarsi alla tua porta e quindi di essere pericoloso. 

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1 ora fa, SpaceOddity ha scritto:

.ghgh era abbastanza prevedibile. Il problema è il misunderstanding , quello di cui parla non è filosofia del rischio anzi il contrario, è la filosofia del prevenire dell'essere proattivi invece che reattivi. . Filosofia che  il rischio lo abbassa quanto più possibile. Prevenire l'emergenza  è meglio del rimediare all' emergenza. E' occuparsi del fatto che l'emergenza non si verifichi e che quando si verifica, venga risolta il prima possibile sul nascere prima che faccia danni. E non significa affatto difendere in inferiorità. I problemi in partita li abbiamo avuti quando ci siamo abbassati a difendere posizionale e quando abbiamo perso dei palloni in uscita stupidamente con scelte individuali errate nel finale ,  ma lo dice pure Spalletti ,che parla di palloni che vanno tenuti , di responsabilità del singolo nel gestire correttamente tali palloni, e intende ovviamente che le uscite andavano curate meglio  . E ovviamente se parla così lo sa perfettamente che è nelle corde dei nostri giocatori fare questo. E infatti lui parla di situazioni in cui potava scapparci il pareggio, ma non le nomina come una cosa prevista e messa in preventivo ,perchè accetta il rischio,  anzi le nomina come qualcosa figlio del fatto che abbiamo smesso di prevenire tali situazioni. E ciò  dipende dall' essersi abbassati e dall' esserci allungati e dall' avere giocato male le uscite e dal non avere fatto la corretta riaggressione dopo la perdita della palla in attacco o a centrocampo . E proprio per questo Spalletti non si dice del tutto soddisfatto della partita. Spalletti sta lavorando e il suo è lavoro di campo , insegna , inculca concetti, ed è un lavoro articolato e complesso, che richiede dei tempi , ma è un lavoro che tende a cambiare e migliorare i calciatori singoli e la mentalità della squadra, oltretutto ha implicazioni anche sull' atteggiamento emotivo perchè l'attitudine che sta cercando di seminare perchè cresca,  aumenta il coraggio e riduce la paura, aumenta la sicurezza e riduce l'ansia, aumentala  fiducia in se stessi dei calciatori e del gruppo. Si tende insomma a ripristinare una mentalità da grande squadra ,che vuole dominare il campo , il gioco, che non ha mille  patturnie e mille  paure e fantasmi nella testa. Che non se la fa addosso anche contro l'ultima in classifica quando questa varca la metà campo perchè pervasa dalla fobia di prendere un gol e quindi convinta che si deve rintanarsi in un buco. Che se prende malauguratamente un gol pur avendo cercato di prevenirlo ( cosa che nel calcio è la normalità e va messa in preventivo visto che nessuna squadra non prende mai gol e si vince segnandone di più di quelli che prendi )  non va nel panico facendosi chiudere all' angolo, ma reagisce non accettando di farsi mettere sotto e di subire l'avversario, invece che stare lì a disperarsi come se questa " immane tragedia" di avere preso gol  non avrebbe mai dovuto  accadere , e quindi nel momento in cui accade c'è il panico ed è finito tutto e tutto sta crollando . Una squadra che se è in vantaggio cerca di segnare ancora per chiudere la partita  e che in vantaggio non vuole  lasciare all' avversario di rialzare la testa, contendendogli ferocemente campo e palla e in questo modo frustrando la sua voglia di rivalsa, invece che subirla, in questo modo  non dando all avversario l'occasione di strapparti  l'osso di bocca. Si chiama forza mentale.

Si chiama carattere, si chiama mentalità vincente. E siccome non ce l'abbiamo ad oggi la squadra di gran lunga una spanna sopra tutti, e migliore di tutti in serie a , che ci permette di vincere in ciabatte  , come organico, che ti permette di vincere lo stesso , anche speculando anche facendo il minimo, anche giocando e impegnandosi solo 20 minuti, e poi una volta trovato il gol fare il minimo, non ce lo possiamo più permettere di non lavorare su certe cose, di avere una mentalità sparagnina ed utilitaristica , di essere approssimativi e svogliati dal punto di vista tattico e della fatica, e del lavoro. Il tempo del cazzeggio e della sufficienza è finito, deve finire,  insieme al tempo della paura, e meno male perchè tanto più con una rosa non nettamente  dominante , lavoro tattica atteggiamento fanno la differenza, ma anche se ce l'avessi dominante quella rosa di sicuro lavoro tattica atteggiamento la renderebbero più forte ancora e capace di issarsi a livelli ancora più alti. 

 

Amen

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3 minutes ago, Granpasso said:

Ma non stavamo parlando del fatto che, più si tiene palla, meno è probabile prendere gol? Quello che fai tu è un altro discorso che attiene all'efficacia del gioco. Io dicevo semplicemente che il possesso palla e, ancor di più, il possesso nella metà campo altrui, impedisce all'avversario di avvicinarsi alla tua porta e quindi di essere pericoloso. 

Questa cosa la sentivo ai tempi di Pirlo che voleva giocare in questo modo, poi l'ho sentita da Motta ed in entrambi i casi è stato un discreto fallimento. Io resto sempre dell'idea di fare un gol in più degli altri, perchè a meno che tu non abbia uno squadrone, puoi anche giocare per non prendere gol, ma allo stesso tempo non è detto che lo fai.

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8 minuti fa, Granpasso ha scritto:

Ma non stavamo parlando del fatto che, più si tiene palla, meno è probabile prendere gol? Quello che fai tu è un altro discorso che attiene all'efficacia del gioco. Io dicevo semplicemente che il possesso palla e, ancor di più, il possesso nella metà campo altrui, impedisce all'avversario di avvicinarsi alla tua porta e quindi di essere pericoloso. 

mancano i piedi buoni a centrocampo per farlo, la costante dai tempi dell'Allegri bis è una quantità mostruosa di palloni persi. 

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Quoto

Qualcuno inconsciamente abbassa un po' la tensione, non è la storia della Juve. La stessa storia che dice che il Real Madrid può vincere 6-2, il Milan di Ronaldinho poteva farlo 5-2, noi 1-0 o 2-0: la storia di questa società è questa e si parla di decenni. Un concetto che l'allenatore sta inculcando ai nuovi e ai vecchi, perchè è sempre bene tenere la retta via. Questo non vuol dire che non bisogna provare a vincere 3-0. Dobbiamo migliorare, però, non siamo il Real Madrid né mai lo saremo. Non abbiamo quelle caratteristiche: loro se prendono il 3-2 poi finisce 6-2. Se lo subiamo noi, viene anche un po' di paura e rischiamo di rovinare una partita: siamo una squadra che se è in vantaggio non deve prendere gol".

 

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9 minuti fa, _Alex_ ha scritto:

 

L'unica cosa veramente errata in questa dichiarazione è che qui si parla di singole squadre ed é fuorviante. Invece é una dichiarazione che disegna la storia del calcio. Italiano e internazionale. Vincere dei trofei facendo un gol piú dell'avversario, non curandoti di quanti ne prendi, é possibile solo per le formazioni piene di campioni ed é comunque rischioso. Non è certo una questione di mentalità. Invece difendere il risultato quando sei inferiore tecnicamente lasciando pochi spazi e facendo male in ripartenza é la sintesi della tradizione italiana. Che non é basata sulla filosofia: gli scudetti li vince chi subisce meno gol. Dominare il gioco e intendere che lo devi fare in pressing a campo aperto non ha alcun senso sportivo. Puoi dominarlo lo stesso difendendo bene e segnando in contropiede.

Con questa seconda tattica non occorre essere tecnicamente enormemente più forti per vincere, ed è proprio il sale di questo sport.

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1 ora fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Se Ferguson avesse il tiro, la partita finiva pari. Stavamo facendo pressing e abbiamo lasciato il due contro due: al novantesimo queste cose si evitano e non si accettano in nome del rischio insito nello spartito. Se si sbaglia in quella occasione la colpa è di Spalletti, non del pressing fatto male, dell'errore individuale e della stanchezza. Solo di Spalletti. A prescindere dalle chiacchiere, quei rischi si pagano da sempre e per sempre. Ben venga essere propositivi ma evitiamo di essere degli egocentrici perdenti: rivendicare di voler rischiare di perdere per attaccare, con uomini tecnici che non recuperano ma confidano sugli altri, al novantesimo, é l'anti-calcio: l'ho scritto e mi ripeto, poi lo potete chiamare anche calcio moderno, a me cambia davvero nulla.

Se svilar non aveva la parata finiva 5-1

  • Grazie 1

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Adesso, migcar ha scritto:

Se svilar non aveva la parata finiva 5-1

Non ha senso l'obiezione. É più facile segnare a campo aperto che a difesa schierata: lasciare un uomo a tu per tu col portiere senza avversari al novantesimo é piú pericoloso che lasciarlo tirare dal limite a difesa schierata, senza avere il tempo e lo spazio di mirare, perché pressato.

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25 minuti fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

L'unica cosa veramente errata in questa dichiarazione è che qui si parla di singole squadre ed é fuorviante. Invece é una dichiarazione che disegna la storia del calcio. Italiano e internazionale. Vincere dei trofei facendo un gol piú dell'avversario, non curandoti di quanti ne prendi, é possibile solo per le formazioni piene di campioni ed é comunque rischioso. Non è certo una questione di mentalità. Invece difendere il risultato quando sei inferiore tecnicamente lasciando pochi spazi e facendo male in ripartenza é la sintesi della tradizione italiana. Che non é basata sulla filosofia: gli scudetti li vince chi subisce meno gol. Dominare il gioco e intendere che lo devi fare in pressing a campo aperto non ha alcun senso sportivo. Puoi dominarlo lo stesso difendendo bene e segnando in contropiede.

Con questa seconda tattica non occorre essere tecnicamente enormemente più forti per vincere, ed è proprio il sale di questo sport.

Ah quindi a calcio non si vince solo ed esclusivamente  facendo più gol dell' avversario? Ma robe da matti. Manco i fondamenti e le regole di base.

Gli scudetti li vince chi subisce meno gol ma attacca facendo i gol per vincere.E se vince vuol dire che fa più gol dell' avversario.  E molto molto spesso li vince chi ha anche il miglior attacco che è altrettanto importante. Oltretutto non è che lo scudetto lo vincono solo ed esclusivamente squadre che giocano catenaccio e difendono a catenaccio, spesso hanno la miglior difesa squadre che difendono in maniera aggressiva e che dominano il gioco anzi quasi sempre. Perchè non è affatto vero che la difesa bassa posizionale è la più efficace.

Essere chiusi nella propria area di rigore con l'avversario che manovra sul perimetro e non riuscire ad uscire per 20 minuti non è dominare la partita. E' subire sperando di fregare qualcuno nel momento in cui si distrae se lui te lo concede. Mentalità da poveracci non da Juventus  E no , non li abbiamo vinti ne i mondiali ne gli europei , ne le champions league ne gli scudetti con il catenaccio. Li abbiamo vinti giocando a calcio specie il calcio aggressivo. Checchè ne dicano luoghi comuni e leggende, su questa fantomatica tradizione calcistica italiana da cagainbraghe

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