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Tricarico10

Elezioni Figc, Malagò verso la candidatura per la Serie A

Post in rilievo

7 minuti fa, Godai san ha scritto:

"Il caso Juve ha dimostrato che la giustizia sportiva funziona" Giovanni Malagò

 

Tu Juve non puoi candidare uno che la pensa così. Dimostri ai tuoi tifosi che ti piace essere cornuto e mazziato.

Per me una delusione ( come lo è stato avere appoggiato Gravina ).

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ma onestamente cosa vi aspettavate? Gravina è stato votato dal 98% dei votati (mica dal 51%). Il sistema tutela se stesso. Hanno dimissionato Gravina solo perchè costretti dalla piazza ma non perchè hanno intenzione di cambiare. Resterà tutto cosi. Malago' darà la nazionale a Conte che magari ci porterà agli Europei (a cui è piu facile qualificarsi) poi tra 2 anni saremmo di nuovo qui a lamentarci che il calcio italiano fuori dai nostri confini è penoso...  che non ci sono giovani etc. etc. 

Comunque a me fa piu' paura il candidato dei dilettanti... la lega serie A da sola fa il 15% dei voti ad anche se si sommano a quelli di B e C (ossia il calcio professionistico) tocca solo il 45%. I dilettanti (che sostengono ABETE) di solito fanno gruppo con assoallenatori e assocalciatori raggiungendo il 55% dei voti.

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Adesso, Dale_Cooper ha scritto:

"Tifo contro l'Italia così la FIGC si riforma" .ghgh 

Parlo per me: io tifo contro l'Italia. Punto. .sisi

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4 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

Non capisco, puoi spiegare meglio?

Grazie

Credo perché Malagò sia un nome di inda e Napoli, mentre Juve e Milan volevano candidare Galliani...

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6 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

Non capisco, puoi spiegare meglio?

Grazie

Inter e napoli (o meglio marotta, dela e gravina) hanno spinto ossessivamente per malagò, per proteggere le magagne delle iscrizioni dei prescritti ecc.

Il milan proponeva galliani.

Noi chiellini.

 

Il sistema ha vinto ancora e non cambierà nulla.

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7 minuti fa, TheRedDevil ha scritto:

Credo perché Malagò sia un nome di inda e Napoli, mentre Juve e Milan volevano candidare Galliani...

 

3 minuti fa, el titan ha scritto:

Inter e napoli (o meglio marotta, dela e gravina) hanno spinto ossessivamente per malagò, per proteggere le magagne delle iscrizioni dei prescritti ecc.

Il milan proponeva galliani.

Noi chiellini.

 

Il sistema ha vinto ancora e non cambierà nulla.

Se così fosse per quale motivo Juve e Milan hanno votato a favore di Malagò (che qui dentro date già per scontato nuovo presidente ma la strada è lunghissima) e non contro come Lazio e Verona?

 

Boh a me sembra il solito ragionamento dove si vuole sempre vedere il marcio anche quando non esiste.

 

PS: non sto dicendo che Tizio sia meglio di Caio, ma dire "hanno vinto certe squadre ed altre hanno perso" quando poi le altre hanno votato a favore mi sembra un filino utopistico.

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4 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

 

Se così fosse per quale motivo Juve e Milan hanno votato a favore di Malagò (che qui dentro date già per scontato nuovo presidente ma la strada è lunghissima) e non contro come Lazio e Verona?

 

Boh a me sembra il solito ragionamento dove si vuole sempre vedere il marcio anche quando non esiste.

 

PS: non sto dicendo che Tizio sia meglio di Caio, ma dire "hanno vinto certe squadre ed altre hanno perso" quando poi le altre hanno votato a favore mi sembra un filino utopistico.

Calcio e finanza

Se tu ne sai di più postaci pure il tuo articolo.

 

Lun, 13 Apr 2026

Malagò candidato della Serie A per la FIGC. Vincono Marotta e De Laurentiis. Musata per il Milan e impreparazione Juventus

La scelta dell’ex numero uno del Coni come candidato alla presidenza della FIGC ha vincitori e vinti: ecco il quadro in Serie A.

 

Nella battaglia in Lega Serie A che ha portato alla scelta dell’ex numero uno del CONI Giovanni Malagò quale candidato della massima categoria per le prossime elezioni a presidente della FIGC, ci sono vincitori e vinti.

 

Tra i primi ci sono sicuramente il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta e quello del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il primo è stato il grande tessitore della candidatura del navigatissimo manager romano che inizialmente scontava una certa diffidenza da parte delle piccole le quali temevano che un suo mandato, sostenuto dalle big, potesse spingere molto sulla riduzione della Serie A a 18 squadre.

Malagò, come spiegato nell’editoriale pubblicato sabato scorso, inoltre scontava anche un dubbio di natura politica tra i presidenti: ovvero quello di non essere molto in sintonia con il governo Meloni e in particolare con il ministro dello Sport Andrea Abodi.

E questo era un elemento non secondario visto che i presidenti sono ormai sempre più persuasi che senza un asse con la politica è difficile dare il via a quelle riforme di cui il calcio italiano necessità. Basti pensare al nodo infrastrutturale oppure una eventuale reintroduzione del decreto crescita o qualche iniziativa simile in materia fiscale.

Evidentemente il blitz romano di Marotta della scorsa settimana nel quale il manager varesino ha incontrato il suo concittadino e amico Giancarlo Giorgetti, potente ministro dell’Economia e delle Finanze dell’esecutivo Meloni (la figlia di Giorgetti per altro lavora anche all’Inter in qualità di “Football Travel Officer”), ha permesso al presidente nerazzurro di trovare gli argomenti necessari per rassicurare molto presidenti nell’assise di Lega di oggi. Anche se sarà difficile che questo governo possa varare provvedimenti volti ad aiutare il calcio almeno prima delle prossime elezioni.

 

L’altro vincitore è stato Aurelio De Laurentiis, che avendo in programma da tempo un viaggio negli Stati Uniti per motivi imprenditoriali, sapeva che non avrebbe potuto seguire la vicenda dall’Italia dove si definivano i giochi e con la scaltrezza del manager navigato, presupponendo come sarebbe andata la questione, non appena Gravina si è dimesso ha fatto un endorsement in piena regola per Malagò. «Se Malago prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo. Tempistiche per ripartire? Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da domattina, se Malagò se ne interessasse nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente». In qualche modo intestandosi il nome dell’ex numero uno del CONI ed entrando a pieno titolo nel novero di chi ha propugnato la candidatura vincente.

 

 

La musata del Milan, l’impreparazione della Juventus

Tra i vinti non si possono non elencare, non foss’altro per la loro storia e il loro blasone, Milan e Juventus che inizialmente sono parse entrambe sorprese dinnanzi alla velocità di manovra di Inter e Napoli.

Nello specifico i rossoneri hanno poi tentato di giocarsi la carta Adriano Galliani che però a conti fatti si è rivelata una toppa peggiore del buco. Non foss’altro perché soltanto qualche ora dopo l’indiscrezione lanciata dal Corriere delle Sera su questa iniziativa rossonera è stato lo stesso ex amministratore delegato di Milan e Monza a tirarsi indietro facendo così prendere una musata pubblica al club di via Aldo Rossi.

Galliani, che è molto amico di Marotta, sapeva del resto che la sua candidatura era stata abbozzata tardi per avere il giusto sostegno. Inoltre il manager monzese sa benissimo di scontare una certa sintonia con il presidente della Lazio Claudio Lotito. I due non sono soltanto colleghi di partito nel gruppo di Forza Italia in Senato ma per anni sono stati in linea su temi calcistici in Lega Serie A. E il patron biancoceleste, dopo la sconfitta incassata l’anno scorso subita dal suoi candidato Lorenzo Casini contro Ezio Simonelli nella corsa alla presidenza della Lega Serie A, è ancora visto come il fumo negli occhi da parte di numerosi presidenti della massima categoria.

La Juventus, all’inizio infastidita dalla attività di Marotta, invece si è fatta notare per un certo immobilismo prima di accodarsi alla cordata per Malagò. E questa mancanza di iniziativa su partite del genere non è accettabile per una società che vanta il maggior numero di tifosi in Italia. Segno probabilmente che Giorgio Chiellini, per quanto promettente, è probabilmente ancora troppo acerbo come dirigente e che l’amministratore delegato Damien Comolli, che ancora non parla benissimo l’italiano (e quindi viene da domandarsi come faccia a capire quelle mezze frasi o i non detti che a volte sono punti di svolta nelle partite di palazzo come quelle di Lega), probabilmente non è adatto (o non lo è ancora) a un così importante incarico.  

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5 minuti fa, el titan ha scritto:

Calcio e finanza

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Lun, 13 Apr 2026

Malagò candidato della Serie A per la FIGC. Vincono Marotta e De Laurentiis. Musata per il Milan e impreparazione Juventus

La scelta dell’ex numero uno del Coni come candidato alla presidenza della FIGC ha vincitori e vinti: ecco il quadro in Serie A.

 

Nella battaglia in Lega Serie A che ha portato alla scelta dell’ex numero uno del CONI Giovanni Malagò quale candidato della massima categoria per le prossime elezioni a presidente della FIGC, ci sono vincitori e vinti.

 

Tra i primi ci sono sicuramente il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta e quello del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il primo è stato il grande tessitore della candidatura del navigatissimo manager romano che inizialmente scontava una certa diffidenza da parte delle piccole le quali temevano che un suo mandato, sostenuto dalle big, potesse spingere molto sulla riduzione della Serie A a 18 squadre.

Malagò, come spiegato nell’editoriale pubblicato sabato scorso, inoltre scontava anche un dubbio di natura politica tra i presidenti: ovvero quello di non essere molto in sintonia con il governo Meloni e in particolare con il ministro dello Sport Andrea Abodi.

E questo era un elemento non secondario visto che i presidenti sono ormai sempre più persuasi che senza un asse con la politica è difficile dare il via a quelle riforme di cui il calcio italiano necessità. Basti pensare al nodo infrastrutturale oppure una eventuale reintroduzione del decreto crescita o qualche iniziativa simile in materia fiscale.

Evidentemente il blitz romano di Marotta della scorsa settimana nel quale il manager varesino ha incontrato il suo concittadino e amico Giancarlo Giorgetti, potente ministro dell’Economia e delle Finanze dell’esecutivo Meloni (la figlia di Giorgetti per altro lavora anche all’Inter in qualità di “Football Travel Officer”), ha permesso al presidente nerazzurro di trovare gli argomenti necessari per rassicurare molto presidenti nell’assise di Lega di oggi. Anche se sarà difficile che questo governo possa varare provvedimenti volti ad aiutare il calcio almeno prima delle prossime elezioni.

 

L’altro vincitore è stato Aurelio De Laurentiis, che avendo in programma da tempo un viaggio negli Stati Uniti per motivi imprenditoriali, sapeva che non avrebbe potuto seguire la vicenda dall’Italia dove si definivano i giochi e con la scaltrezza del manager navigato, presupponendo come sarebbe andata la questione, non appena Gravina si è dimesso ha fatto un endorsement in piena regola per Malagò. «Se Malago prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo. Tempistiche per ripartire? Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da domattina, se Malagò se ne interessasse nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente». In qualche modo intestandosi il nome dell’ex numero uno del CONI ed entrando a pieno titolo nel novero di chi ha propugnato la candidatura vincente.

 

 

La musata del Milan, l’impreparazione della Juventus

Tra i vinti non si possono non elencare, non foss’altro per la loro storia e il loro blasone, Milan e Juventus che inizialmente sono parse entrambe sorprese dinnanzi alla velocità di manovra di Inter e Napoli.

Nello specifico i rossoneri hanno poi tentato di giocarsi la carta Adriano Galliani che però a conti fatti si è rivelata una toppa peggiore del buco. Non foss’altro perché soltanto qualche ora dopo l’indiscrezione lanciata dal Corriere delle Sera su questa iniziativa rossonera è stato lo stesso ex amministratore delegato di Milan e Monza a tirarsi indietro facendo così prendere una musata pubblica al club di via Aldo Rossi.

Galliani, che è molto amico di Marotta, sapeva del resto che la sua candidatura era stata abbozzata tardi per avere il giusto sostegno. Inoltre il manager monzese sa benissimo di scontare una certa sintonia con il presidente della Lazio Claudio Lotito. I due non sono soltanto colleghi di partito nel gruppo di Forza Italia in Senato ma per anni sono stati in linea su temi calcistici in Lega Serie A. E il patron biancoceleste, dopo la sconfitta incassata l’anno scorso subita dal suoi candidato Lorenzo Casini contro Ezio Simonelli nella corsa alla presidenza della Lega Serie A, è ancora visto come il fumo negli occhi da parte di numerosi presidenti della massima categoria.

La Juventus, all’inizio infastidita dalla attività di Marotta, invece si è fatta notare per un certo immobilismo prima di accodarsi alla cordata per Malagò. E questa mancanza di iniziativa su partite del genere non è accettabile per una società che vanta il maggior numero di tifosi in Italia. Segno probabilmente che Giorgio Chiellini, per quanto promettente, è probabilmente ancora troppo acerbo come dirigente e che l’amministratore delegato Damien Comolli, che ancora non parla benissimo l’italiano (e quindi viene da domandarsi come faccia a capire quelle mezze frasi o i non detti che a volte sono punti di svolta nelle partite di palazzo come quelle di Lega), probabilmente non è adatto (o non lo è ancora) a un così importante incarico.  

Io ne so 0 ed è un argomento che me ne sbatte altamente il caxxo usando un francesismo oxfordiano, so solamente che le uniche contrarie a Malagò sono state Lazio e Verona.

 

Di conseguenza alle altre (Juve compresa) sta bene il nome di Malagò, di conseguenza il resto è narrazione utile a riempire il giornale/acchiappare click.

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2 ore fa, black&whitetiger ha scritto:

Quindi Marotta si è scelto un altro Presidente FIGC, visto che la Calzetta è una settimana che lo sponsorizza come persona gradita alla Merdeka.

Avevi dubbi? 

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21 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

Io ne so 0 ed è un argomento che me ne sbatte altamente il caxxo usando un francesismo oxfordiano, so solamente che le uniche contrarie a Malagò sono state Lazio e Verona.

 

Di conseguenza alle altre (Juve compresa) sta bene il nome di Malagò, di conseguenza il resto è narrazione utile a riempire il giornale/acchiappare click.

Se ne sai 0 eviterei di commentare visto che come spiegato ampiamente nell'articolo postato,  ciò che hai scritto è decisamente falso.

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Tra una cena con Giorgetti, una con la Russa e Gravina, Marotta si è scelto nuovamente il presidente fidato. 

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6 minuti fa, el titan ha scritto:

Se ne sai 0 eviterei di commentare visto che come spiegato ampiamente nell'articolo postato,  ciò che hai scritto è decisamente falso.

Beh, secondo me non ha tutti i torti. 

Che Juve e Milan appoggino Malagò è un fatto, l'articolo di Calcio e Finanza è ricostruzione, narrazione, per quanto autorevole (direi non molto, comunque). 

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35 minuti fa, el titan ha scritto:

 

La Juventus, all’inizio infastidita dalla attività di Marotta, invece si è fatta notare per un certo immobilismo prima di accodarsi alla cordata per Malagò. E questa mancanza di iniziativa su partite del genere non è accettabile per una società che vanta il maggior numero di tifosi in Italia. Segno probabilmente che Giorgio Chiellini, per quanto promettente, è probabilmente ancora troppo acerbo come dirigente e che l’amministratore delegato Damien Comolli, che ancora non parla benissimo l’italiano (e quindi viene da domandarsi come faccia a capire quelle mezze frasi o i non detti che a volte sono punti di svolta nelle partite di palazzo come quelle di Lega), probabilmente non è adatto (o non lo è ancora) a un così importante incarico.  

Tradotto: non contiamo un catzo, come sempre. 

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3 minuti fa, el titan ha scritto:

Se ne sai 0 eviterei di commentare visto che come spiegato ampiamente nell'articolo postato,  ciò che hai scritto è decisamente falso.

No alt, il dato oggettivo è che la Juve ha appoggiato la candidatura di Malagò altrimenti poteva fare come Lazio e Verona e votare contro.

Almeno questo non cerchiamo di stravolgerlo!

 

L'articolo postato ci racconta una narrazione che va contro la realtà oggettiva, poi a me sta anche bene andare dietro a ciò che dicono i giornali, basta però essere coerenti e prenderli per legge sempre e non solo quando portano acqua al proprio mulino.

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Adesso, Fino alla fine… ha scritto:

No alt, il dato oggettivo è che la Juve ha appoggiato la candidatura di Malagò altrimenti poteva fare come Lazio e Verona e votare contro.

Almeno questo non cerchiamo di stravolgerlo!

 

L'articolo postato ci racconta una narrazione che va contro la realtà oggettiva, poi a me sta anche bene andare dietro a ciò che dicono i giornali, basta però essere coerenti e prenderli per legge sempre e non solo quando portano acqua al proprio mulino.

Certo, anche in dittatura il 99% delle persone vota per il dittatore. 

Certo guardare il dito e non la luna a volte fa male..

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Abbiamo una società di cerebrolesi. 

Spero ci puniscano una volta per tutte facendoci fallire.

 

Vedere ogni volta farci ammazzare rimanendo inermi non è più accettabile. 

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1 ora fa, Dale_Cooper ha scritto:

"Tifo contro l'Italia così la FIGC si riforma" .ghgh 

E l'alternativa, che peraltro penso verrà eletta visto che Malagò lo sostiene "solo" la A, é Abete sostenuto dai dilettanti (nel senso Lega Dilettanti).

Che avrà 80 anni, presumo.

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10 minuti fa, el titan ha scritto:

Certo, anche in dittatura il 99% delle persone vota per il dittatore. 

Certo guardare il dito e non la luna a volte fa male..

Farà sicuramente male ma almeno non si cercano perenni nemici anche quando non esistono.

 

Poi ripeto, se vogliamo stravolgere la realtà e pensare che Inter e Napoli abbiano obbligato Juve (e Milan ed altre 14 squadre) a votare a favore di una persona che non volevano va bene, ma forse è il caso di chiudere tutto e seguire la Kings League.

 

Ripeto bis, state mettendo il carro davanti ai buoi, dal candidare Malagò all'eleggerlo come nuovo presidente della Figc ce ne passa di strada.

 

PS: tanto non è nemmeno quotato che l'ipotetico nome alternativo a Malagò sarà un altro che voleva Marotta e che non voleva la Juve e ripartiranno le solite congetture astrali...

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42 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

Io ne so 0 ed è un argomento che me ne sbatte altamente il caxxo usando un francesismo oxfordiano, so solamente che le uniche contrarie a Malagò sono state Lazio e Verona.

 

Di conseguenza alle altre (Juve compresa) sta bene il nome di Malagò, di conseguenza il resto è narrazione utile a riempire il giornale/acchiappare click.

Più che altro la Juve può anche discostarsi ma se poi a tutte le altre sta bene, non vedo quale sarebeb la differenza...oltretutto Lazio e Verona penso siano per Abete, mica per chissà che presidente innovativo (Abete che da quanto ho capito é sostenuto dal Governo mentre malagò é considerato vicino al PD o cose del geenre...insomma solite beghe all'italiana). 

Pealtro il Prsidente della FIGC dovrebbe venire scelto sulla base del vantaggio di tutto il movimento, non certo per gli interessi di bottega (che non ho capito neanche quali dovrebbero essere per la Juve).

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3 minuti fa, garrison ha scritto:

Più che altro la Juve può anche discostarsi ma se poi a tutte le altre sta bene, non vedo quale sarebeb la differenza...oltretutto Lazio e Verona penso siano per Abete, mica per chissà che presidente innovativo (Abete che da quanto ho capito é sostenuto dal Governo mentre malagò é considerato vicino al PD o cose del geenre...insomma solite beghe all'italiana). 

Pealtro il Prsidente della FIGC dovrebbe venire scelto sulla base del vantaggio di tutto il movimento, non certo per gli interessi di bottega (che non ho capito neanche quali dovrebbero essere per la Juve).

Il problema è che ci sono interessi di bottega, da perseguire, per la Juve, ma in società sono ciechi.

Il primo è che la giustizia sportiva la deve smettere di punire solo una società, creando artifizi giuridici ad hoc.

 

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I nomi sono sempre gli stessi che ruotano da 40 anni circa. Ma il problema profondo è che non c'è reale volontà di riformare il sistema dalle radici a prescindere dal gioppino che la politica metterà sulla poltrona della figc.

Il calcio italiano è destinato ad anni bui e forse ad un ridimensionamento definitivo non più reversibile.

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