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AG10

Rocchi accusato di frode sportiva, nelle intercettazioni riferimenti ad un dirigente dell’Inter, si indaga su incontro tra i 2. PM: "Arbitri graditi all'Inter e pressioni al VAR"

LadyJay

Questo è il topic per parlare di Rocchi, l'Inter e tutto quello che ci sta attorno e NON per polemizzare tra utenti, il tutti contro uno, andare sistematicamente OFF TOPIC. Cercate di attenervi al regolamento e, soprattutto, non lamentatevi pubblicamente se i vostri post OT o di flame vengono censurati. Grazie

Edit: evidentemente non è chiaro, ma anche le notizie off topic sono per l'appunto OT!!!

Messaggio di LadyJay

Post in rilievo

1 ora fa, Natureza ha scritto:

«L’Inter sta rompendo il c…»: l’intercettazione di Rocchi e la telefonata scomparsa (con Marotta?)


16 Luglio 2026 - 05:57 Alessandro D’Amato

Le telefonate del designatore con i colleghi: si lamenta delle pressioni nerazzurre. Ma la conversazione di cui parla non è agli atti. Forse perché effettuata su Whatsapp

Mentre la procura di Milano chiede l’archiviazione dell’inchiesta su Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri al telefono diceva che i nerazzurri lo mettevano sotto pressione. «Siccome questi dell’Inter ci stanno rompendo il c… pesantemente, stavo pensando… Ma se noi invertissimo, e su Inter-Verona mettessimo Piccinini invece che Sozza?», dice il 29 aprile 2025 al telefono con Andrea Gervasoni. La telefonata la pubblica oggi il Corriere della Sera, puntando anche su una telefonata “scomparsa”. Ovvero quella del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta o di Schenone.

 

L’intercettazione di Rocchi


Rocchi parla della designazione di Simone Sozza come direttore di gara per Verona-Inter del 3 maggio 2025. È al telefono con Riccardo Pinzani, che nell’Aia-Associazione italiana arbitri cura i rapporti con i club. Pinzani riferisce di una chiamata con Giorgio Schenone, referente nerazzurro degli arbitri. E Rocchi conferma: «Lo so, rompono il c… l’Inter questo motivo». Pinzani aggiunge un altro elemento: «Schenone m’ha detto: “Guarda, so che Marotta (presidente dell’Inter, ndr ) ne stava parlando con Viglione”» (capo dell’ufficio legislativo della Federcalcio). «Sì, mi hanno chiamato, mi hanno rotto i *, te lo dico io», risponde Rocchi.

 

La telefonata di Marotta


Rocchi dice di aver ricevuto una chiamata, da Marotta o da Viglione. Ma la telefonata non è stata intercettata. Così come quella del 5 aprile, quando Rocchi diceva a Pinzani: «Ho sentito stasera Viglione per altre cose che ti dirò più avanti, lui è interista e m’ha detto: “Gianluca complimenti, l’arbitro ha arbitrato benissimo”». Ma, avverte l’autore dell’articolo Luigi Ferrarella, le comunicazioni possono essere avvenute solo o su altre utenze non individuate, o tramite telefonate tipo WhatsApp, dunque non intercettabili con le “normali” intercettazioni telefoniche ma solo attraverso captatori informatici che trasformino l’apparecchio in una microspia ambulante. Ma nel caso di Rocchi il tentativo della GdF di inoculare lo strumento-virus sul suo telefono non ha funzionato.

 

 

https://www.open.online/2026/07/16/rocchi-inter-intercettazione-marotta/

Ah però  ... 

 

Meraviglioso.

 

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1 minuto fa, fmorig67 ha scritto:

Ah però  ... 

 

Meraviglioso.

 

la giustizia sportiva non può far finta di niente....

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Adesso, davik ha scritto:

la giustizia sportiva non può far finta di niente....

Intendi Chinè? 🤣
Finché il potere decisionale sarà nelle mani di una singola persona, questi la faranno sempre franca.

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1 minuto fa, davik ha scritto:

la giustizia sportiva non può far finta di niente....

Non credo di aver fiducia nella GS,  visti i trascorsi. 

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Adesso, Ghesboro ha scritto:

Intendi Chinè? 🤣
Finché il potere decisionale sarà nelle mani di una singola persona, questi la faranno sempre franca.

Però se iniziano ad uscire questo tipo di intercettazioni....tipo Marotta che ha chiamato Viglione ecc....

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Non esiste il famoso art 4 del codice di giustizia sportiva con il tanto decantato principio di lealtà?

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Adesso, Troy McClure ha scritto:

Non esiste il famoso art 4 del codice di giustizia sportiva con il tanto decantato principio di lealtà?

esiste anche il principio secondo cui la legge è uguale per tutti ma onestamente nessuno se n'è mai accorto bah

  • Grazie 1

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4 minuti fa, davik ha scritto:

la giustizia sportiva non può far finta di niente....

Se quel Viglione di cui si legge nelle carte della Procura della Repubblica di Milano è solamente un omonimo del Viglione responsabile dell'ufficio legislativo della FIGC, allora si che la giustizia sportiva probabilmente non si girerà dall'altra parte, altrimenti la vedo davvero dura. .ghgh

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1 ora fa, Natureza ha scritto:

L'articolo del Corriere

HNVBDxPW4AAvXYK.jpg

Questo comunque, a livello sportivo, è grave eh...

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4 minuti fa, davik ha scritto:

Però se iniziano ad uscire questo tipo di intercettazioni....tipo Marotta che ha chiamato Viglione ecc....

Usciranno (se usciranno mai) tra 10 anni come è successo per le intercettazioni di Facchetti: Peccato, è tutto prescritto.

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Adesso, Giampy88 ha scritto:

Se quel Viglione di cui si legge nelle carte della Procura della Repubblica di Milano è solamente un omonimo del Viglione responsabile dell'ufficio legislativo della FIGC, allora si che la giustizia sportiva probabilmente non si girerà dall'altra parte, altrimenti la vedo davvero dura. .ghgh

E comunque c'e anche l 'inter miami, l'inter turku, l'inter bratislava. Bisogna capire a quale inter si fa riferimento nelle intercettazioni e non e facile.

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2 minuti fa, Orakei ha scritto:

Questo comunque, a livello sportivo, è grave eh...

dipende se sono rintracciabili ed utilizzabili come prova; se sono solo dei riportati giornalistici credo poco nel loro utilizzo in GS

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Adesso, Davids ha scritto:

E comunque c'e anche l 'inter miami, l'inter turku, l'inter bratislava. Bisogna capire a quale inter si fa riferimento nelle intercettazioni e non e facile.

l'INTERMEDDA

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Ragazzi una curiosità da ignorntone in materia, ma la GS ha dei termini una volta ricevute le carte per esprimersi o fa un pò come vuole?

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1 ora fa, ColpaDiAlfredo ha scritto:

L’Archiviazione a livello penale può anche essere dovuta al fatto che non ci siano prove concrete.

a livello sportivo basterebbe questo per essere radiati.

ma loro controllano tutto..

a partire dai media e quindi tutti zitti 

Per me l'archiviazione penale non è così scandalosa....anche se il passaggio all'antimafia potrebbe aprire altri scenari ....

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Comunque se non erro mancano le intercettazioni di Marotta e di Schenone in cui chiedono designazioni a loro favorevoli.
Senza di quelle la GS non muoverà un dito.

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1 ora fa, Natureza ha scritto:

«L’Inter sta rompendo il c…»: l’intercettazione di Rocchi e la telefonata scomparsa (con Marotta?)


16 Luglio 2026 - 05:57 Alessandro D’Amato

Le telefonate del designatore con i colleghi: si lamenta delle pressioni nerazzurre. Ma la conversazione di cui parla non è agli atti. Forse perché effettuata su Whatsapp

Mentre la procura di Milano chiede l’archiviazione dell’inchiesta su Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri al telefono diceva che i nerazzurri lo mettevano sotto pressione. «Siccome questi dell’Inter ci stanno rompendo il c… pesantemente, stavo pensando… Ma se noi invertissimo, e su Inter-Verona mettessimo Piccinini invece che Sozza?», dice il 29 aprile 2025 al telefono con Andrea Gervasoni. La telefonata la pubblica oggi il Corriere della Sera, puntando anche su una telefonata “scomparsa”. Ovvero quella del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta o di Schenone.

 

L’intercettazione di Rocchi


Rocchi parla della designazione di Simone Sozza come direttore di gara per Verona-Inter del 3 maggio 2025. È al telefono con Riccardo Pinzani, che nell’Aia-Associazione italiana arbitri cura i rapporti con i club. Pinzani riferisce di una chiamata con Giorgio Schenone, referente nerazzurro degli arbitri. E Rocchi conferma: «Lo so, rompono il c… l’Inter questo motivo». Pinzani aggiunge un altro elemento: «Schenone m’ha detto: “Guarda, so che Marotta (presidente dell’Inter, ndr ) ne stava parlando con Viglione”» (capo dell’ufficio legislativo della Federcalcio). «Sì, mi hanno chiamato, mi hanno rotto i *, te lo dico io», risponde Rocchi.

 

La telefonata di Marotta


Rocchi dice di aver ricevuto una chiamata, da Marotta o da Viglione. Ma la telefonata non è stata intercettata. Così come quella del 5 aprile, quando Rocchi diceva a Pinzani: «Ho sentito stasera Viglione per altre cose che ti dirò più avanti, lui è interista e m’ha detto: “Gianluca complimenti, l’arbitro ha arbitrato benissimo”». Ma, avverte l’autore dell’articolo Luigi Ferrarella, le comunicazioni possono essere avvenute solo o su altre utenze non individuate, o tramite telefonate tipo WhatsApp, dunque non intercettabili con le “normali” intercettazioni telefoniche ma solo attraverso captatori informatici che trasformino l’apparecchio in una microspia ambulante. Ma nel caso di Rocchi il tentativo della GdF di inoculare lo strumento-virus sul suo telefono non ha funzionato.

 

 

https://www.open.online/2026/07/16/rocchi-inter-intercettazione-marotta/

Ma come si può archiviare sta roba?

  • Grazie 1

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3 minuti fa, Ghesboro ha scritto:

Comunque se non erro mancano le intercettazioni di Marotta e di Schenone in cui chiedono designazioni a loro favorevoli.
Senza di quelle la GS non muoverà un dito.

mancano... strano eh.

Pubblicano le telefonate di chi è indagato per omicidio ma di queste non si sa nulla... vabbe ma lo capisco. Il calcio non è importante, non muove masse e soldi. 

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8 minuti fa, loirinho ha scritto:

dipende se sono rintracciabili ed utilizzabili come prova; se sono solo dei riportati giornalistici credo poco nel loro utilizzo in GS

Sono nel faldone della procura.

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Ma a voi sembra normale che sta roba esce su open online mentre altri canali di informazione fanno finta di niente?

dovete capire che questi maiali  vanno boicottati: dazn, sky, cds, gds e marchettari vari.

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26 minuti fa, 2019-2020 ha scritto:

molti qui dentro piangeranno amare lacrime. Ciaone

È quello che dicono sempre a me sefz 

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Bene che escano intercettazioni si questo tipo aspettandone altre . Perché la gente in generale si scogliona del tutto. E sto calcio già mezzo fallito ,fallira del tutto .

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“Ci sarà pure un giudice a Berlino”

Don Beppe non portava corona, e proprio per questo regnava meglio.

Non firmava quasi nulla, non appariva mai davvero responsabile, eppure ogni cosa, nella sua città, sembrava piegarsi al suo gesto invisibile. Il suo castello non aveva torri né fossati: era lo skyline intero, una muraglia di vetro, acciaio e specchi che si alzava sopra i quartieri bassi come una promessa di successo e una minaccia insieme. Di notte brillava come una costellazione artificiale; di giorno lasciava intravedere, dietro la facciata lucida, le crepe di fondamenta marce, gli appalti addomesticati, le firme incrociate, i favori restituiti, i debiti mai saldati se non in obbedienza.

Di Don Beppe si diceva che fosse un uomo solo. Era falso. Don Beppe era molti. Era il prestanome visibile di poteri sparsi in isole lontane, approdi senza regole e senza controlli, luoghi dove il denaro cambiava nome per non lasciare traccia e la proprietà si nascondeva dentro altre proprietà, come una scatola chiusa in un’altra scatola, fino a rendere impossibile sapere chi comandasse davvero. Lui, sulla scena, ci metteva il volto bonario, la battuta da strada, la stretta di mano larga, il tono dell’uomo pratico che “fa girare l’economia”. Gli altri, quelli che nessuno vedeva, ci mettevano il capitale, le coperture, gli avvocati, i silenzi.

Sotto quello skyline viveva anche il mugnaio. Ma non aveva più un mulino, perché i mulini moderni non stanno sui fiumi: stanno nei contratti, nelle licenze, nei permessi, nelle graduatorie, nelle attese infinite di chi chiede semplicemente che la legge valga anche per lui. Era un piccolo imprenditore, o un artigiano, o un cittadino qualunque: poco importa. Contava solo che stesse dalla parte di quelli che dipendono da una regola chiara per poter lavorare, campare, difendersi. Il suo “acquaio” — ciò che faceva girare la sua ruota — non glielo prosciugò la natura, ma la deviazione interessata delle norme. Una concessione bloccata per lui e accelerata per altri. Un controllo inflessibile su di lui e cieco davanti ai palazzi di vetro. Una sanzione recapitata in tempo al suo indirizzo e una deroga pronta per chi stava più in alto.

Il mugnaio protestò. Portò carte, ricevute, date, prove. Chiese quello che ogni suddito, ogni cittadino, ogni uomo senza protezione chiede quando è messo con le spalle al muro: che qualcuno leggesse i fatti invece dei nomi. Ma nella città di Don Beppe la legge non era abolita; sarebbe stato troppo rozzo. La legge restava intatta nei codici, nei palazzi, nei discorsi ufficiali. Si faceva piuttosto una cosa più sottile: la si interpretava per gli amici e la si applicava per il popolino. Per quelli dello skyline, la norma diventava elastica, intelligente, contestuale, “complessa”. Per il mugnaio, invece, era letterale, severa, immediata. Gli amici ottenevano pareri; lui riceveva ingiunzioni. Gli amici avevano tavoli tecnici; lui aveva sportelli chiusi. Gli amici trovavano eccezioni; lui trovava scadenze.

Così accadde che il torto subìto dal mugnaio si trasformò, per via giudiziaria e amministrativa, nella sua colpa. Non importava che fosse stato danneggiato: risultava inadempiente. Non importava che avesse perso per una deviazione decisa altrove: risultava moroso. Non importava che la sproporzione fosse evidente: mancava, gli dissero, la corretta procedura, il modulo esatto, il timbro giusto, il termine rispettato. E mentre lui imparava sulla propria pelle che anche l’ingiustizia può avere carta intestata, Don Beppe inaugurava un’altra torre, tagliava un altro nastro, sorrideva sotto i flash con l’aria di chi crea sviluppo.

Un tempo, nelle storie, il mugnaio poteva ancora gridare: “Ci sarà pure un giudice a Berlino”. Era la speranza estrema che, sopra i signori locali, esistesse almeno un luogo della giustizia non ancora comprato, non ancora intimidito, non ancora piegato al rango e alla rendita. Ma qui la frase suonava più amara. Non perché i giudici non esistessero, ma perché erano sommersi da una nebbia più tenace dell’arbitrio antico: reti societarie opache, competenze spezzettate, responsabilità dissolte in paradisi remoti, poteri che non governano mai ufficialmente e per questo governano tutto senza rispondere di nulla.

Il mugnaio allora non smise di parlare, benché tutti gli consigliassero il contrario. “Lascia perdere.” “Non puoi vincere.” “Quelli stanno troppo in alto.” “Ti rovini.” Ma proprio questa era la funzione più profonda dello skyline di Don Beppe: non solo dominare la città, bensì insegnarle la rassegnazione. Far credere ai molti che la legge sia una macchina neutrale quando invece cambia voce a seconda del citofono che suona. Convincere il povero che la propria sconfitta sia un fatto tecnico, e non politico. Trasformare il privilegio in procedura e l’abuso in normalità.

Eppure la storia del mugnaio continua a tornare perché nomina una ferita che non passa: il bisogno ostinato di una giustizia che non si lasci ipnotizzare dai palazzi. Nella versione antica, la salvezza veniva dall’alto, da un sovrano che correggeva i suoi stessi giudici. Nella nostra, sarebbe ingenuo aspettarsi un re giusto. Don Beppe non è un’eccezione personale, è una funzione del sistema. Per questo il problema non è trovare un principe illuminato, ma ricostruire istituzioni capaci di vedere attraverso i prestanome, di inseguire il potere fin dentro le sue isole opache, di chiamare responsabilità ciò che oggi si traveste da fatalità burocratica.

Finché questo non accade, il mugnaio moderno continuerà a perdere due volte: prima nel lavoro, poi nel tribunale del linguaggio, dove il suo danno viene riscritto come errore suo. E Don Beppe continuerà a prosperare nel suo castello di vetro, forte non tanto della propria astuzia quanto della complicità di un ordine che ha imparato a non negare la legge, ma a piegarla con eleganza.

Allora la vecchia frase andrebbe riscritta così: non “ci sarà pure un giudice”, ma “ci sarà pure, da qualche parte, una giustizia non in affitto”.
 

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17 minuti fa, Davids ha scritto:

E comunque c'e anche l 'inter miami, l'inter turku, l'inter bratislava. Bisogna capire a quale inter si fa riferimento nelle intercettazioni e non e facile.

Poi hanno detto nerazzurri, poteva essere pure il Pisa...

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Adesso, Gianco ha scritto:

Poi hanno detto nerazzurri, poteva essere pure il Pisa...

esatto. se avessero detto * non ci sarebbero stati dubbi.

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