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Branson~

[Topic Unico] L'Angolo del Guru

Post in rilievo

1 minuto fa, Alberto da Messina ha scritto:

Non capisco sta fretta di cedere Gatti quando è tra i pochi che ha grinta 

Perché, come al solito, cediamo solo quelli che hanno mercato.

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1 minuto fa, SuperT ha scritto:

Non darmi false speranze.

Sono il primo a dire che la rosa è scarsa. Però, ragazzi, ricominciare con quasi la stessa squadra e lo stesso allenatore, sarebbe un pessimo segnale. 
Poi, terrei Spalletti, se mi assicurassero che metà dei bidoni che abbiamo cambieranno squadra.

Bravo, il punto è proprio far fuori quelle mele marce che non girano e dare pieni poteri nella gestione della squadra a Spalletti.

E fare un mercato come chiede l’allenatore.

Questo lato campo.

 

Perché poi abbiamo il problema in dirigenza, che è il problema più grosso.

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2 minuti fa, alexpremium89 ha scritto:

Il derby sarà l ultima partita di Gatti alla juventus

 

 

la stampa

Fuori uno. Una buona notizia ogni tanto. Però anche un orologio rotto segna l’ora giusta…

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5 minuti fa, PlatiniPresidente ha scritto:

Non sperare troppo che poi si avvera. E di cose da raccontare… hai voglia.

In queste giornate tristi, ci porti qualche news caro?

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3 minuti fa, Alberto da Messina ha scritto:

Non capisco sta fretta di cedere Gatti quando è tra i pochi che ha grinta 

La fretta ce l'hanno solo ed esclusivamente i giornalisti della stampa che devono mangiare: Gatti è uno dei non desiderati di Spalletti - Spalletti dovrebbe rimanere sulla panchina della Juve - Gatti disputerà l'ultimo derby torinese

 

:d

 

 

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9 ore fa, Thist ha scritto:

Conte è fuori dal Napoli. Per me va in nazionale. 

Nelle ultime settimane si era parlato di Allegri in nazionale e Conte al Milan.

 

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2 minuti fa, Alberto da Messina ha scritto:

Non capisco sta fretta di cedere Gatti quando è tra i pochi che ha grinta 

perche è scarso

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2 minuti fa, Alberto da Messina ha scritto:

Non capisco sta fretta di cedere Gatti quando è tra i pochi che ha grinta 

Tra l'altro, per quanto? 20 mln?

 

Per poi spenderne 30 per un altro che, magari, rende peggio di Gatti (che è una riserva, lo ricordo)?

 

Faccio fatica a comprenderne i motivi. Però sta sui * a metà della tifoseria, saranno contenti loro. Poi, se è uno dei casinisti dello spogliatoio, ben venga eh. Spero sia il primo di una lunga serie, nel caso.

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Adesso, SuperT ha scritto:

I fenomeni nello spogliatoio si sono ammutinati contro Motta (che aveva colpe, sia chiaro), non capisco come possano supportare (e sopportare) uno tra Palladino e Italiano.. Bisognerebbe tagliare loro, prima di incominciare un progetto..

Bingo .ok

Motta non ha avuto la forza di cambiare davvero questa squadra, oltre ad essere anche scarso come allenatore e lo stesso vale per Spalletti. Qui serve uno con il carattere giusto, uno capace di prendere decisioni forti: uno che prenda Locatelli e lo sbatta fuori squadra senza farsi troppi problemi.

Probabilmente uno come Conte potrebbe riuscirci, ma non esiste solo Conte. La domanda è: Palladino o Italiano o Fabregas avrebbero davvero la "spina dorsale" per fare certe scelte? Non possiamo chiedere ad un allenatore anziano di rivoluzionare la squadra, non ne avrebbe la forza. Un allenatore che nella partita decisiva fa giocare Koopmeiners, ormai è bollito.

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15 minuti fa, Luca V. ha scritto:

Sulla dirigenza hai ragione in pieno, ma i risultati del campo sono deludenti ed è Spalletti il responsabile.

Spalletti è arrivato a stagione in corso con giocatori (scarsi) non suoi e preparazione non sua. La colpa è dei calciatoeo deboli in tutto e di chi li ha scelti.

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6 minuti fa, L'amour est bleu... ha scritto:

Capisco il punto ma pensare che JE voglia vendere vuol dire illudersi ad di là dei contenuti delle mille e una notte.

 

Preso atto che la Juventus rimarrà in mano ad Exor quali saranno gli altri passi, quelli doverosi da fare per il proprietario?

 

Semplicemente parlerà con tutte le componenti societarie sperando di farsi un'idea, magari coadiuvato da qualche persona a lui vicina che abbia lavorato nel settore (com'è avvenuto quando scelse Giuntoli, non sapendo neanche chi fosse....asd) a quel punto deciderà se andare avanti con questi, se credere a Tizio o a Caio, soppesare bene gli orrori fatti in quest'ultima stagione e poi prendere delle decisioni.

 

Personalmente credo che rimarranno tutti al loro posto, forse pagherà il povero Modesto che da brava ultima ruota del carro verrà sacrificato come avviene sempre sull'altare della nascita di nuovi equilibri e dei vecchi diverbi, troppo vicina la venuta di Comolli per essere defenestrato, ancora di più quella di Spalletti.

 

Ci sarà a mio avviso un rimpasto molto italico, un volemose bene molto romano, delle pacche sulle spalle, delle grandi strette di mano con promesse di convivenza molto poco convinte e si andrà avanti almeno per la prossima stagione con questi attuali.

 

Mio modestissima opinione e previsione...:d

Io non è che mi illudo eh, probabilmente andrà come dici tu. E sarà il solito disastro.

 

JE non venderà, ma sarebbe la sola speranza.

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4 minuti fa, Alberto da Messina ha scritto:

Non capisco sta fretta di cedere Gatti quando è tra i pochi che ha grinta 

Peccato gli manchi tutto il resto, un altro scarparo che nella Juventus porterebbe le borse ai compagni al massimo, poi vabbè nella Juvinese o nell'Ascolentus se preferite, ci sta che possa giocarci. 

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5 minuti fa, alexpremium89 ha scritto:

Il derby sarà l ultima partita di Gatti alla juventus

 

 

la stampa

Dopo vlahovic gatti altra bellissima notizia, speriamo anche cambiaso e locatelli

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1 minuto fa, 🇮🇹IRR ha scritto:

Spalletti è arrivato a stagione in corso con giocatori (scarsi) non suoi e preparazione non sua. La colpa è dei calciatoeo deboli in tutto e di chi li ha scelti.

Beh, gli hanno preso Boga e Holm e gli hanno sistemato la squadra 😐

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Adesso, lucal88 ha scritto:

In queste giornate tristi, ci porti qualche news caro?

Nessuna nuova rispetto a ieri. Però ti dico che in questo momento chiunque spari notizie lo fa immaginando perché gli scenari sono diversi e nemmeno chi decide sa che succederà domani. Chiellini al comando? È una possibilità. Comolli solo demansionato? Pure. Un nome altisonante della nostra storia? Anche. Spalletti resta? Possibile. Conte torna? Difficile ma non impossibile. Insomma aspettiamo perché dopo le consultazioni il proprietario deciderà il da farsi. Ma il problema è propio se deciderà lui.

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27 minuti fa, Van Gaal ha scritto:

La Juve avrebbe speranza di tornare grande solo con una mossa: Guardiola alla Continassa. 

 

Con conseguente mercato di livello. 

 

Ma la proprietà non è dello stesso avviso.

Ma come puoi anche solo pensarlo? 

 

Davvero. 

 

Non tanto per l'allenatore ma per il mercato che non potrebbe fare. 

Non hai notato che il nostro monte ingaggi sta cercando di diminuire e non di salire. 

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3 minuti fa, The Barnacle ha scritto:

Perché, come al solito, cediamo solo quelli che hanno mercato.

Anche perché se un giocatore non ha mercato per logica conseguenza non lo venderai. 

Poi voglio vederlo sto mercato di Gatti, immagino che offerte arriveranno, prestito con diritto di riscatto dal Southampton o roba simile.  

 

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Quoto

Juventus fuori dalla Champions? Spalletti resta sotto esame dopo il finale deludente, mentre Elkann riflette sul futuro tecnico.
 

John Elkann non era presente all’Allianz Stadium nell’ultima uscita della Juventus e nemmeno a Torino, impegnato all’estero per questioni legate a Exor. Questo, però, non significa distanza dalle vicende bianconere. I contatti con Luciano Spalletti sono continui e destinati a proseguire anche nei prossimi giorni. Alla Continassa si dava praticamente per certa la qualificazione alla prossima Champions League e proprio per questo motivo il ko contro la Fiorentina ha lasciato strascichi pesanti, soprattutto sull’allenatore toscano.

Spalletti non pensa alle dimissioni

Il tecnico juventino non avrebbe intenzione di lasciare l’incarico, pur essendo consapevole delle conseguenze che un eventuale fallimento europeo potrebbe avere sul progetto sportivo. Fin dal suo arrivo, dopo il cambio con Tudor, Spalletti non aveva legato il proprio futuro esclusivamente agli accordi contrattuali. Anche il rinnovo sottoscritto dopo l’ultima pausa del campionato era arrivato senza conoscere quale competizione europea avrebbe disputato la Juventus nella stagione successiva.

Delusione e autocritica dopo il crollo finale

Le ultime due gare interne, concluse con appena un punto raccolto contro Verona e Fiorentina, hanno compromesso una qualificazione che sembrava ormai vicina. Spalletti vive questo momento con forte amarezza e tende prima a mettere in discussione il proprio operato piuttosto che quello della squadra. L’allenatore ritiene di non essere riuscito a portare il gruppo oltre certe difficoltà mentali e pressioni ambientali. Nonostante questo, il suo lavoro viene comunque considerato più incisivo rispetto a quello svolto in precedenza da Tudor e Thiago Motta. Resta però evidente come alcuni limiti strutturali della squadra siano riemersi nei momenti decisivi della stagione, con blackout già visti in passato.

I numeri della gestione Spalletti

Dal suo arrivo in panchina, la Juventus ha conquistato 53 punti in 28 partite. In questo arco temporale soltanto l’Inter ha fatto meglio in Serie A. Quando Spalletti aveva preso in mano la squadra, la qualificazione all’Europa League non era ancora certa e anche il percorso europeo appariva complicato. La Juventus era comunque riuscita a superare la prima fase di Champions, eliminando avversari di livello e raccogliendo risultati importanti contro club internazionali.

Mercato, infortuni e rendimento altalenante

Nel corso della stagione la Juventus ha dovuto convivere con diversi problemi. In porta si sono alternati Di Gregorio e Perin, mentre Vlahovic è stato atteso per mesi senza continuità di rendimento. Anche Openda, David e Koopmeiners non hanno rispettato pienamente le aspettative, lasciando spesso la squadra senza riferimenti offensivi nei momenti più delicati.

Spalletti ha sintetizzato il crollo finale spiegando come “due partite sbagliate hanno mandato tutto all’aria”.

Yildiz e McKennie simboli del calo bianconero

Nel finale di stagione alcuni giocatori chiave sono apparsi in evidente difficoltà fisica. Weston McKennie, da settimane, sembra aver perso brillantezza atletica, mentre Kenan Yildiz continua a convivere con problemi al ginocchio. Questo secondo Corsport.

 

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12 minuti fa, SuperT ha scritto:

I fenomeni nello spogliatoio si sono ammutinati contro Motta (che aveva colpe, sia chiaro), non capisco come possano supportare (e sopportare) uno tra Palladino e Italiano.. Bisognerebbe tagliare loro, prima di incominciare un progetto..

Esattamente, la cricca non è stata ancora messa da parte.. fino ad allora non si vincerà più 

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Quoto

La Juventus vive una crisi profonda tra limiti caratteriali, errori di mercato e assenza di leader: tifosi delusi dal rendimento della squadra.
 

La crisi della Juventus non riguarda soltanto i risultati o la classifica. Il problema è molto più profondo e coinvolge soprattutto la personalità della squadra. Le ultime prestazioni hanno evidenziato una realtà difficile da ignorare: all’interno della rosa bianconera ci sono giocatori che, pur avendo qualità tecniche, sembrano non possedere il carattere necessario per reggere il peso di una maglia come quella della Juventus.

La maglia della Juventus pesa

Giocare nella Juventus significa convivere con pressioni continue, aspettative enormi e l’obbligo costante di vincere. Club come Juventus, Real Madrid o Manchester United hanno una cultura diversa rispetto ad altre società: perdere non è considerato normale e ogni sconfitta lascia conseguenze pesanti dentro lo spogliatoio. Ed è proprio questa mentalità che sembra mancare nell’attuale gruppo bianconero.

Una squadra che si scioglie nelle difficoltà

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi nelle ultime partite riguarda la reazione mentale della squadra nei momenti negativi. Quando la Juventus va sotto nel punteggio o subisce episodi sfavorevoli, la squadra appare fragile, incapace di reagire con rabbia e determinazione. Manca chi prende il pallone, alza il ritmo e trascina i compagni nei momenti complicati. Lo sguardo di molti giocatori trasmette insicurezza e smarrimento, soprattutto quando la partita si mette male.

Né campioni né gregari con mentalità vincente

Una grande squadra si costruisce non soltanto con i fuoriclasse, ma anche con giocatori disposti a sacrificarsi con spirito e fame agonistica. Oggi, invece, la Juventus sembra priva sia dei grandi leader tecnici sia di quei gregari capaci di combattere come campioni. Ed è proprio questo il punto che preoccupa maggiormente: manca la base caratteriale su cui ricostruire una squadra vincente.

Serve una svolta mentale

I giocatori che resteranno dovranno cambiare atteggiamento e assumersi maggiori responsabilità. La Juventus ha bisogno di calciatori pronti a lottare fino all’ultimo minuto, senza crollare alla prima difficoltà o dopo un episodio arbitrale negativo. La personalità, in certi contesti, conta quasi quanto la qualità tecnica.

Anche la società è sotto accusa, errori di mercato e scelte discutibili

Le critiche però non riguardano soltanto la squadra. Secondo molti tifosi, la dirigenza ha responsabilità enormi nella costruzione di una rosa considerata incompleta e poco adatta alle ambizioni del club. Le scelte effettuate sul mercato negli ultimi anni vengono giudicate insufficienti per riportare la Juventus ai vertici del calcio italiano ed europeo. I risultati recenti hanno riportato alla mente stagioni tra le più difficili della storia bianconera moderna.

La sensazione diffusa è che il club abbia perso identità, fame e capacità di reagire nei momenti decisivi e senza una svolta profonda, tecnica ma soprattutto mentale, il rischio è quello di continuare ad allontanarsi dagli standard storici della Juventus.

 

Quoto

La Juventus rischia pesanti conseguenze economiche senza Champions League: fino a 60 milioni in meno e nuovi dubbi sul piano di rilancio.
 

In casa Juventus cresce la tensione mentre si avvicina l’ultimo turno di campionato. Alla Continassa si respira un clima già vissuto negli ultimi anni: tifosi, dirigenti e parte dello spogliatoio convivono con il timore di un’altra mancata qualificazione alla Champions League.

Per il club bianconero l’esclusione dalla massima competizione europea non rappresenterebbe soltanto un problema sportivo. Sarebbe soprattutto un duro colpo economico, capace di mettere nuovamente in discussione il progetto di rilancio costruito negli ultimi anni.

La qualificazione all’Europa League, già assicurata, limiterebbe parzialmente le conseguenze finanziarie, ma non sarebbe sufficiente a compensare il peso dell’assenza dalla Champions.

Quanto costerebbe alla Juve restare fuori dalla Champions

La società ha già sperimentato le conseguenze economiche dell’esclusione dalle coppe europee. Dopo l’estromissione dalle competizioni Uefa legata al caso delle plusvalenze, i dirigenti avevano quantificato un impatto negativo compreso tra 90 e 95 milioni di euro tra diritti televisivi, incassi da stadio, sponsorizzazioni e merchandising.

Quella stagione si concluse con un rosso di bilancio pari a 199 milioni.

Per il 2026-27 lo scenario sarebbe differente, dato che la Juventus disputerebbe comunque l’Europa League. Tuttavia, le simulazioni interne indicano una distanza economica significativa tra una partecipazione agli ottavi di Champions e un cammino europeo avanzato in Europa League, ipotizzando quarti o semifinali. Il divario stimato oscillerebbe tra 55 e 60 milioni di euro. Ed è proprio questa cifra a rappresentare la posta economica dell’ultima giornata di Serie A.

Il piano di rilancio dipende dalla qualificazione europea

Negli ultimi anni Exor e gli altri azionisti hanno sostenuto il club con quattro aumenti di capitale dal 2019 a oggi, per un totale di 998 milioni di euro. L’ultima operazione finanziaria, da 98 milioni e riservata agli investitori istituzionali, è stata completata soltanto sei mesi fa.

Nonostante le difficoltà, la Juventus aveva mostrato segnali di miglioramento sul piano economico. Le perdite sono progressivamente diminuite: dai 239 milioni del 2021-22 ai 58 milioni registrati nel 2024-25.

Riduzione dei costi e obiettivo pareggio di bilancio

Parallelamente il club ha avviato una significativa politica di contenimento delle spese. Nell’ultimo quinquennio i costi legati alla rosa, tra stipendi e ammortamenti, sono stati ridotti di circa 150 milioni. Anche nell’attuale esercizio si è registrato un ulteriore calo delle spese per il personale tesserato. Lo riporta Gazzetta.

 

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Buongiorno, ma io leggo da più parti del circoletto alla Juve, ma chi mi può illuminare e dirmi i nomi di questo famoso circoletto?

 

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2 minuti fa, L'amour est bleu... ha scritto:

Dal suo arrivo in panchina, la Juventus ha conquistato 53 punti in 28 partite. In questo arco temporale soltanto l’Inter ha fatto meglio in Serie A. Quando Spalletti aveva preso in mano la squadra, la qualificazione all’Europa League non era ancora certa e anche il percorso europeo appariva complicato. La Juventus era comunque riuscita a superare la prima fase di Champions, eliminando avversari di livello e raccogliendo risultati importanti contro club internazionali.

Incontrando Pafos, Bodo Glimt (sculandola al 93'), Benfica senza pretese in casa e Monaco (partita che se avessimo perso, non ci sarebbe stato nulla da dire). Gli avversari difficili li aveva incontrati Tudor.

 

Ma poi cosa vuol dire che la qualificazione all'EL non era certa? Era il 31 ottobre .uah

 

Poi, ripeto, 53 punti, non incontrando due volte Inter, Milan, Como, Atalanta, Verona a Verona, Genova a Genoa e Lazio all'Olimpico. Sti numeri valgono zero, non è una statistica. Se, ai tempi della scuola, prendevo 8 a gennaio e 3 da febbraio a maggio, venivo bocciato.

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che poi locatelli mi sembra uno senza carattere come fa a farsi seguire da qualcuno per comandare in uno spogliatoio e mettersi contro a qualsiasi allenatore 

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