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Sergione

Morata: "Alla Juve fu incredibile, è il posto migliore in cui ho giocato, sono stato molto felice. Andai al Milan sotto effetto di farmaci, non sapevo bene cosa stessi facendo"

Post in rilievo

Durante un'intervista nel podcast "El camino de Mario" con Mario Suárez, Álvaro Morata si è confessato a cuore aperto scatenando un grande clamore mediatico. L'ex attaccante di Real Madrid e Juventus ha affrontato temi delicati, a partire dai problemi avuti durante la sua avventura al Milan: "Mi sono presentato alla mia presentazione con il Milan sotto l'effetto di farmaci, senza sapere bene cosa stessi facendo. Ovviamente, è un club enorme"

 

"L'unica cosa di cui mi pento nella mia carriera è aver lasciato l'Atletico. Dopo la partita contro il Dortmund, la mia testa è andata a rotoli. Nel giro di tre mesi ho lasciato l'Atletico, che era il posto in cui avevo sempre desiderato essere. Darei via tutto quello che ho vinto pur di vincere un titolo con l'Atletico. Dopo l'errore di Dortmund, ho vissuto il momento più difficile della mia carriera. Ma più che per le critiche sui social, è stato per la mia storia personale e per ciò che so che significava, perché sono convinto che non ci sarebbe potuto essere un anno migliore. Sono un tifoso dell'Atletico Madrid. Sarei andato alla finale di Copa del Rey contro la Real Sociedad. Ho parlato con Koke, ho comprato i biglietti, ma alla fine non ci sono andato per paura che potesse succedere qualcosa, che qualcuno potesse dirmi qualcosa. Mi sarebbe piaciuto portare i bambini", ha aggiunto Morata.

 

"Come penso di essere considerato all'Atletico? Non lo so. Mi fa male essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente, penso di essere partito per un senso di colpa. L'Atletico è sempre tra i migliori club del mondo. Non sapevo che poi sarebbe arrivato Julián, ma sarei rimasto comunque. Prima era difficile persino camminare per strada. C'erano tifosi dell'Atletico che non mi accoglievano bene e tifosi del Real Madrid a cui sembrava dare fastidio che io fossi tifoso dell'Atleti. Non riescono a capire che questo è un lavoro. Ho giocato nel Real Madrid perché mi si è presentata l'occasione e ne sono molto grato. Non provo odio né rancore verso nessuno. Carvajal è mio amico, continuo a sostenerli e a fare il tifo per loro. Però credo che in Spagna non sia normale vedere un giocatore passare dal Real all'Atletico come invece in Italia è più normale vedere qualcuno giocare sia nel Milan sia nell'Inter. È calcio, la gente dovrebbe capirlo. Io faccio sempre l'esempio delle aziende: le persone cambiano lavoro per soldi, motivazioni personali o perché non stanno bene. Noi invece veniamo considerati traditori. La cosa positiva è che, quando incontro tifosi dell'Atleti, mi salutano con affetto. E per me vale tantissimo. Mi piace spiegare loro cosa rappresenta l'Atleti. Quando mi fanno domande, dico sempre che quello che vedono non è la normalità. La normalità è lottare tutta la vita per vincere qualcosa. Io sono stato molto fortunato, ma ho lavorato tantissimo. Per questo mi piacerebbe che i miei figli tifassero Atletico: perché credo che la vita sia la cosa più simile che esista all'Atleti. Quando vedo Koke, il Cholo e tutta questa gente che da anni rincorre una Champions League, e poi rivedo Koke in ritiro a ricominciare da capo... io non ce la farei. Mi costerebbe tantissimo", ha proseguito Morata

 

"Che cosa significa vincere la Champions League? È qualcosa di incredibile per ciò che rappresenta e per la sua storia. La finale persa contro il Barcellona con la Juventus mi ha lasciato per sempre la sensazione di chiedermi cosa sarebbe successo se avessimo vinto. Ricordo ancora l'arrivo all'aeroporto e quei 40.000 tifosi bianconeri. Le due Champions vinte con il Real Madrid sono state qualcosa di straordinario, ma al tempo stesso quasi normale per quello che rappresenta quel club. Vincere la Champions ha un significato diverso a seconda del posto in cui la conquisti. L'esperienza alla Juventus? Ho avuto la fortuna di giocare in tanti posti. La gente ride quando dico 'Il mio sogno era giocare lì'. Chiedete a un bambino se gli piacerebbe giocare nelle squadre in cui ho giocato io. Perché lasciai il Real per la Juve? Per cercare di costruirmi un nome e una storia tutta mia. In quel periodo giocavo poco nel Real Madrid e arrivò un club come la Juventus, per il quale ero il trasferimento più importante degli ultimi anni. Mi sentii molto apprezzato. Tanta gente mi diceva che avrei dovuto andare in prestito. Le opzioni erano Wolfsburg e Juventus. Un giorno, parlando con mio padre e con Juanma López, mi dissero di andare alla Juve e affidarmi al destino. Quell'anno arrivammo in finale di Champions League e vincemmo tutto in Italia. Fu incredibile, è il posto migliore in cui ho giocato, a Torino sono stato molto felice", ha detto ancora Morata.

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Un bravo ragazzo che ha sempre speso belle parole per noi (a differenza di gente che la nostra maglia l'ha vestita anche per più di un decennio)

Lo ritenevo l'attaccante delle grandi notti, in quanto usciva fuori proprio quando la posta in palio saliva. Poteva diventare molto più letale ma ha comunque fatto una carriera di tutto rispetto.

 

Personalmente non riuscirò mai a volergli male .ok

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6 minuti fa, elledani ha scritto:

Poteva diventare molto più letale ma ha comunque fatto una carriera di tutto rispetto.

 

Personalmente non riuscirò mai a volergli male .ok

Morata è stato un po frenato da un'eccessiva emotività, perché dal punto di vista tecnico non gli mancava niente

 

Avessimo vinto la Champions sarebbe stato l'eroe di quella stagione, gol in semifinale andata e ritorno, gol in finale

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Ragazzo fragile ma ha tutto il mio rispetto per quello che è, diverso dagli altri calciatori, e soprattutto per quello che ha dato alla nostra maglia. Nel 2015 con un po' di fortuna la potevamo portare a casa.

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Ragazzo molto emotivo, penso che abbia passato veramente brutti momenti personali negli ultimi anni. La sua fragilità mi ricorda Higuain, non so se a ragione o torto perché non li conosco. Auguro il meglio a entrambi...

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La sua giocata sul gol di Cuadrado a Monaco (partita rubata o con l’assurdo annullamento del gol del 3-0, gol che era regolare di un metro buono), e’ una delle migliori bianconere degli ultimi 30 anni.

All’uomo Alvaro, così come al professionista Morata, non puoi non voler bene.

Buona vita, Alvaro. 

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Lui è stato bene da noi, e noi con lui. Ha amato la Juve e la ama ancora, e penso che fa sempre piacere leggere queste parole, anche a distanza di anni. 

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Bel giocatore moratone, gli è sempre mancato qualcosa per essere fenomenale ma è sempre stato un ottimo giocatore, completo. 

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Lo ricorderò sempre con piacere, non un fenomeno, ma l'attaccamento alla maglia e mai una parola fuori posto, lo mettono sul piedistallo dei miei ricordi.

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Non si può non volergli bene , è stato un protagonista del periodo più bello degli ultimi vent’anni.

Però ‘sti paragoni tra i calciatori e i lavoratori di aziende “normali” potrebbero risparmiarseli. 

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2 ore fa, Sergione ha scritto:

Mi sono presentato alla mia presentazione con il Milan sotto l'effetto di farmaci

Cioè? sefz

 

😂

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Il primo Morata era qualcosa di devastante. Una progressione palla al piede e un eccellente tecnica di base. Mai capito perché non è riuscito a diventare ai livelli top mondiali pur avendo naturalmente fatto una buona carriera ma mai diventando quella macchina da gol che sarebbe potuto essere.

ricordo la sua prima palla toccata da noi alla prima partita. Progressione pazzesca si vedeva che era un altro livello. Poi per qualche motivo l ha persa ma ripeto sarebbe potuto diventare top 3 mondiale ai livelli di Higuain per dire

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11 ore fa, elledani ha scritto:

Un bravo ragazzo che ha sempre speso belle parole per noi (a differenza di gente che la nostra maglia l'ha vestita anche per più di un decennio)

Lo ritenevo l'attaccante delle grandi notti, in quanto usciva fuori proprio quando la posta in palio saliva. Poteva diventare molto più letale ma ha comunque fatto una carriera di tutto rispetto.

 

Personalmente non riuscirò mai a volergli male .ok

Idem, molto apprezzato, tutti gol pesantissimi contro grandissime squadre e club avversari con la "A" maiuscola, vedi Fiorentina, Inter, Torino, Roma. Uno di noi.

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Leggo di un ennesimo ritorno con la moglie..

Ormai non sanno più che inventarsi per far parlare di loro 

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Il suo problema è essere troppo emotivo e sensibile, per un periodo non giocava bene e Allegri lo mise in panchina perché la ragazza lo aveva lasciato. Poi aveva conosciuto quella che è diventata sua moglie e si è ripreso. La moglie attuale con tutto il rispetto è un'arrivista che sta con lui solo per i soldi, infatti lo ha mollato perché non voleva venire in Italia quanto andò al Milan per non spostare i figli dalla scuola... stai con un calciatore, non fai nulla dalla mattina alla sera ergo lo segui pure se va in Arabia e non discuti

Poi si sono rimessi insieme ma non vorrei che sia solo per i figli

Lui ha paura pure di andare in giro per strada perché lo insultano... ha vinto pure più di quanto meritasse a mio modo di vedere, anche se più da comprimario che da protagonista. Avrebbe e avremmo meritato la CL del 2015, quell'anno fu eccezionale la sua migliore annata di tutta la carriera

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