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Allegri a GQ: "Fra 5 o 6 anni smetto ma se chiama la nazionale... Vincere la Champions oggi non è facile come 30 anni fa"

Post in rilievo

«Io sono quasi alla fine, tra cinque o sei smetto», annuncia l’allenatore della Juventus allo scrittore Sandro Veronesi in un’intervista sul numero di ottobre

 

1. «Tra cinque o sei anni smetto. Perché finché mi diverto ad andare in campo e insegnare io continuo, ma nel momento in cui non mi divertirò più smetterò, e avrò risolto il problema. A me piace vedere i giocatori crescere, mi piace far debuttare i ragazzini e vederli diventare grandi. A me piace insegnare. Alla fine dell’anno mi piace vedere dei giocatori che sono migliorati, per me è una soddisfazione enorme. Nel momento in cui smetto di sentire questa magia, non ha più senso che alleni».

 

 

2. E allenare la Nazionale? «La Nazionale sì. La Nazionale è un’altra cosa. È un motivo d’orgoglio. E ti dico anche che la Nazionale italiana dei nati tra il 1992 e il 2000 ha due generazioni di giocatori molto bravi. Son forti. Sarà una Nazionale forte, nei prossimi anni».

 

3. «Di fenomeni nel mondo continuano a essercene solo uno, o due, com’era prima, per ogni generazione… La differenza è che ora ci sono tanti più soldi e tante più squadre con diversi giocatori forti. Vincere la Champions ora non è come vincerla trent’anni fa».

 

4. «Io non sono uno che sta ventisei ore a pensare a una partita. Io dico sempre che ci sono gli allenatori costruiti e gli allenatori naturali. Io sono di quelli naturali. Non devo star lì a vedere video per ore e ore. Guardo quello che devo guardare e in un quarto d’ora capisco quello che posso capire. Se sto tutto il giorno a vedere video alla fine non capisco nulla».

 

5. «Il lunedì mattina mi arrivano dei pacchi di roba così, tutti i numeri possibili e immaginabili estratti dalla partita della domenica. Io non li leggo nemmeno, guardo soltanto il numero dei falli fatti e subiti e i duelli aerei vinti e persi. Fine. Non guardo altro. Perché se fai fallo, vuol dire che sei vicino alla palla, e dov’è che si difende, nel calcio? Vicino alla palla. Se metti undici giocatori attaccati l’uno all’altro sulla linea di porta, non la coprono tutta. Se fai fallo, vuol dire che sei vicino alla palla, e se sei vicino alla palla vuol dire che stai difendendo. A Genova ci hanno gonfiato come zampogne, così come a Cardiff – nel secondo tempo, perché nel primo eravamo molto più aggressivi. Appena è finita l’aggressività, è finita la partita».

 

 

6. «Io son contro tutte queste letture teoriche, i Deep Data, ci divento matto: perché la partita inizia alle tre e finisce a un quarto alle cinque, ma dalle tre a un quarto alle cinque ci sono tante partite dentro una partita. Vogliono far diventare il calcio una scienza esatta, ma il calcio non sarà mai una scienza esatta, ci sono troppe variabili. Come possono pensare che in una metà campo dove sei in ventidue, dove ci sono contrasti, con la palla che rimbalza di qua e di là, tu vinci perché applichi gli schemi? Io vado spesso a vedere i settori giovanili e sempre più spesso vedo che ai bambini insegnano un calcio fatto di numeri, di schemi forzati: “Tu la passi al 3, il 3 la passa al 6, il 6 la passa al 4”. Oppure, “lo schema è che si deve dare la palla alla punta e la punta la deve scaricare indietro al centrocampista”: ho capito, ma se la punta è in buona posizione forse è meglio che si giri e tiri in porta e faccia gol, no? Il gol è valido lo stesso, anche se non hai eseguito lo schema».

 

7. «Una gran parte degli allenatori di oggi è insicura. Preparano la partita, dicono “domenica si va in campo così e cosà”, poi arriva il sabato mattina, viene giù un temporale, tuoni e fulmini, le condizioni sono cambiate completamente e non possono più mettere le cose come volevano, ma loro lo fanno lo stesso sennò vanno in confusione. Io dico: se il sabato mattina piove a dirotto e non puoi più preparare la gara come volevi, vai in palestra e fai una partita di pallacanestro, che tanto la domenica giochi lo stesso».

 

8. Il calcio è semplice, ragazzi. È inutile complicarlo, è semplice: in campo tu devi fare l’opposto di quello che fa l’avversario. Se l’avversario ti viene incontro, ti allontani. Se si allontana, gli vai incontro. Fine. Vogliono renderlo più difficile di quello che è. E a me queste cose mi mandano nei pazzi».

 

9. «L’aspetto psicologico è l’ottanta per cento della prestazione dei giocatori. Io ora delego molto allo staff, per la preparazione atletica, la tecnica eccetera. Io entro nell’esercitazione principale, lavorando su ogni singolo giocatore, per capire quando gli va dato qualcosa, quando gli va tolto, cosa gli va chiesto, a ognuno, perché alla fine sono dei ragazzi e ognuno di loro ha bisogno di coccole e di severità, ma in momenti diversi e in situazioni diverse l’uno dall’altro. C’è il momento in cui uno dev’essere ripreso da solo e quello in cui dev’essere ripreso davanti ai compagni. E c’è il momento in cui devi tirarti indietro te, in cui devi mollare».

 

10. «Io sono contentissimo della rosa che abbiamo. È migliorata, e non era facile. Siamo fortissimi. Ai tifosi dico di liberarsi della negatività, di non arrovellarsi sulle sconfitte passate. Le finali si perdono e si vincono, è sempre stato così, e così sarà anche per la Juventus. Lo dico anche ai giocatori, perché per fare grandi cose, col talento che hanno, gli ci vuole solo l’incoscienza. Un po’ di sana follia, mettere da parte i ragionamenti e pensarsi invincibili».

 

fonte: GQ

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purtroppo c'è chi vince le coppe contro il Bayern a fine ciclo o il Liverpool di Gerrard e chi deve affrontare le finali contro Ronaldo e Messi in stato di grazia

 

ciò non toglie che si è perso pure contro l'Amburgo, quindi i motivi sono vari, diversi, vecchi e nuovi

 

frecciate a Sacchi e Conte comunque .sisi

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Mi fiondo a prendere i popcorn e mi godo il vespaio che si sta per scatenare @@ tirate fuori il peggio di voi, mi raccomando, in fondo è solo il nostro allenatore e uno dei quattro più vincenti della nostra storia @@

 

Non c'era certamente bisogno che ricordasse a tutti QUANTO sia difficile vincere la CL di questi tempi...ma a volte anche ripetere un'ovvietà può fare bene.

 

Allenerà sicuramente la Nazionale, prima o poi .ok

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Uno dei tre allenatori più vincenti della nostra storia. E c'è chi non vede l'ora se ne vada...

 

Dopo i mondiali sarà lui l'allenatore della nazionale.

 

Spero non così presto. Fossi nella Federazione, ora come ora, punterei su Ancelotti per il dopo Ventura...

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In nazionale sarebbe il Ct giusto, scelte semplici, i migliori in campo, pochi fronzoli tattici e rispettato a livello internazionale.

 

Prima però Max portaci la coppa!

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Uno di quei allenatori che rimpiangeremo x anni qnd nn ci sarà più...come intelligenza é al pari del trap e di lippi..che fortuna ad avercelo...vai max che la cl prima o poi l'alziamo noi

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Vincere la Champions è più difficile di 30 anni fa&quot.

 

Pure perdere 5 finali consecutive non è difficile, ma divino.

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L'allenatore della Juve si confessa a GQ: "A me piace insegnare ai giovani, quando non mi divertirò più me ne andrò" E sulla Champions: "Vincerla è più difficile di 30 anni fa"

 

28 SETTEMBRE 2017 - MILANO

Il successo: quello di un allenatore capace di vincere 3 scudetti consecutivi con la Juventus, conquistando due finali consecutive di Champions League. Massimiliano Allegri è uno dei migliori allenatori del mondo e si è confessato a GQ. "Fra 5 o 6 anni smetterò con il calcio. Finché mi diverto a insegnare in campo, continuo. Quando non lo farò più, me ne andrò. A me piace insegnare ai giovani, è una soddisfazione vedere dei miglioramenti nei giocatori". Allenatore essenziale e pratico, Allegri spiega a parole i concetti che le sue squadre mettono in pratica sul campo. "Il calcio è semplice, non ha senso complicarlo. Bisogna fare l'opposto di quello che fa l'avversario".

 

FUTURO — E sulla panchina della Nazionale italiana, per il futuro, quello di Max può essere uno dei nomi più caldi. "È un motivo di orgoglio, la Nazionale mi interessa molto. E la squadra del futuro promette bene: i ragazzi nati tra il 1992 e il 2000 sono molto bravi". E sulla preparazione alle partite, Allegri svela i suoi segreti. "Non sono uno che pensa 26 ore a una partita. Dico sempre che ci sono gli allenatori costruiti e quelli naturali: io faccio parte della seconda categoria. Non devo stare tutto il giorno a vedere video, non capirei nulla così. Guardo ciò che mi serve e in quarto d'ora capisco quello che devo fare".

 

 

CHAMPIONS — Il rimpianto per le due sconfitte nelle finali di Champions con Barça (2015) e Real (2017) è ancora vivo nella mente dei tifosi bianconeri. "Le finali si vincono e si perdono – continua Allegri –. Lo dico anche ai giocatori, perché per fare grandi cose è necessaria una buona dose di talento e incoscienza. Di fenomeni nel calcio ce ne sono pochissimi, ma ora ci sono tante squadre con molti grandi giocatori. Vincere la Champions è più difficile di 30 anni fa". Grande stratega e psicologo, Allegri entra nella mente dei giocatori. "Delego molto al mio staff, ma la psicologia è l'80% della prestazione dei giocatori. L'allenatore deve capire il momento in cui coccolare o riprendere un giocatore, stimolarlo e pungolarlo".

 

Gasport

... e far giocare i vecchi.

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Non lo volevo ma mi ha conquistato, oltreché con i risultati, con l'intelligenza delle sue idee e con l'evidente capacità di migliorare i singoli.

L'allenatore perfetto per una Juve moderna e nella situazione attuale: bravo sul campo, aziendalista (in un'accezione positiva), abile davanti ai microfoni.

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Mi fiondo a prendere i popcorn e mi godo il vespaio che si sta per scatenare @@ tirate fuori il peggio di voi, mi raccomando, in fondo è solo il nostro allenatore e uno dei quattro più vincenti della nostra storia @@

 

Non c'era certamente bisogno che ricordasse a tutti QUANTO sia difficile vincere la CL di questi tempi...ma a volte anche ripetere un'ovvietà può fare bene.

 

Allenerà sicuramente la Nazionale, prima o poi .ok

preparate gli schiumogeni antincendio e avvisate la protezione civile !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! questo topic E' UNA BOMBA !!!!!!! .brr .brr

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