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Dale_Cooper

IFAB, regole nuove ma problemi antichi: il calcio ha bisogno di criteri oggettivi

Post in rilievo

Le nuove regole approvate dall'IFAB introducono un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio troppo lenti, impongono che i giocatori sostituiti lascino il campo entro dieci secondi (pena squadra in inferiorità numerica per un minuto o fino alla seguente interruzione di gioco) e ampliano il raggio d'intervento del VAR su secondo giallo chiaramente errato, scambio di identità e calci d'angolo assegnati in modo palesemente sbagliato.

 

 

Le nuove misure approvate dall'IFAB vanno nella direzione giusta. Sarebbe sterile e inutile negarlo. Il calcio ha un problema evidente di tempi morti, di interruzioni artificiose, di perdite di tempo scientemente organizzate e di sostituzioni usate tatticamente per spezzare ritmo e inerzia. Intervenire su rimesse laterali, calci di rinvio, sostituzioni e su alcuni margini operativi del VAR significa almeno riconoscere che il problema esiste e che non è più tollerabile fare spallucce e dire che nel mondo si sbaglia.

 

MA ... pur accogliendo positivamente questo pacchetto di novità, resta una sensazione difficile da fare altre spallucce... nel calcio ogni passo avanti regolamentare arriva con un ritardo ESASPERANTE, quasi patologico. Perché ci si arriva sempre così tardi? Come si fa a pensare alla revisione di un secondo cartellino giallo chiaramente errato solo NOVE anni dopo l'introduzione del VAR? Come si fa a intervenire su una delle storture più evidenti del sistema soltanto dopo che per anni si sono accumulate espulsioni sbagliate, partite indirizzate, classifiche alterate, proteste e sfiducia sullo strumento e chi lo usa? E soprattutto, come si fa a correggere quel segmento della decisione e a lasciare però aperto il buco regolamentare sulla prima ammonizione inventata o totalmente forzata, che è il detonatore del secondo giallo?

Perché so già che alla prima situazione in cui un giocatore prende un secondo giallo corretto, ma il primo è palesemente errato, salteranno fuori altri discorsi tecnici e strutturali che la metà ne basterebbe.. Una ammonizione inventata è una decisione che modifica SUBITO il comportamento del giocatore (ne limita l'aggressività, ne condiziona ogni contrasto successivo, altera il pressing, obbliga eventualmente l'allenatore a sostituirlo per prudenza, ecc.) Una prima ammonizione errata può falsare una partita quasi quanto un'espulsione (enfasi sul quasi eh..) Se poi su quella base dovesse addirittura arrivare un secondo giallo, il sistema si conferma fallace, che nasce da un errore iniziale non correggibile...

 

E allora la questione torna alla coerenza regolamentare. Se il principio del VAR è correggere gli errori chiari e decisivi, non si capisce perché quel principio debba fermarsi davanti a una soglia artificiale costruita intorno ad un tavolo a Zurigo... Un secondo giallo sì, ma il primo no. Un angolo chiaramente assegnato male sì, ma una simulazione evidente no... Un rigore sì, ma una punizione al limite, no. Ma perché? Perché si interviene su alcuni effetti estremi, ma si continua a ignorare le cause intermedie che li generano? Il calcio oggi ha bisogno di una parola che sembra far tremare tutti per un motivo che non capisco proprio: OGGETTIVITÀ.

 

Prendiamo la questione del tempo effettivo e delle perdite di tempo... Bene. Bene introdurre un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio quando l'arbitro ritiene che si stia eccedendo o ritardando deliberatamente. Benissimo. Bene anche l'idea di velocizzare le sostituzioni imponendo l'uscita dal campo entro dieci secondi. Super benissimo. Ma sapete qual'è la parola che mi fa ribrezzo qui sopra? Visivo. Chi decide quando parte il countdown? Con quale criterio? Con quale uniformità? Con quale soglia comune tra un arbitro e l'altro, tra un campionato e l'altro, tra il primo minuto e il novantesimo? Perché se il cronometro parte "quando l'arbitro ritiene", il rischio è che la norma, invece di ridurre l'arbitrio, lo sposti semplicemente un po' più in là. Come al solito, si annuncia una regola apparentemente rigida e poi la si rimette immediatamente dentro la discrezionalità arbitrale. 

 

Il calcio è pieno di regole teoricamente precise ma praticamente elastiche, applicate in modo intermittente, emotivo, contestuale. Vi ricordate i famosi otto secondi per la ripresa del gioco del portiere? Ecco, sono l'esempio perfetto. Sono stati fatti rispettare rigorosamente per quanto? due o tre giornate? Facciamo anche quattro o cinque? Magari sull'onda di una direttiva o di una polemica mediatica? E poi? ... E poi tutto torna nel limbo della tolleranza discrezionale. A quel punto gli otto secondi diventano dodici, poi quindici, poi venti... soprattutto se una squadra è in vantaggio di un goal a mezz'ora dalla fine. E tutti lo sanno eh... giocatori, allenatori, dirigenti, tifosi, commentatori.. La regola resta scritta, ma la sua applicazione evapora nell'aria. Lo stesso discorso vale anche per il criterio del tocco di mano "immediatamente" precedente al goal. "Immediatamente" sul piano regolamentare è una formula pericolosamente elastica. Che cosa delimita l'immediatezza? Il tempo trascorso? Il numero di tocchi? La continuità dell'azione? Il numero di giocatori coinvolti? L'assenza di una nuova fase di possesso? Se il pallone viene toccato più volte in pochi secondi prima del goal, chi stabilisce dove finisca la conseguenza diretta del fallo di mano e dove inizi una nuova azione? Questo è veramente il peggiore dei mondi possibili, perché non produce certezza, non produce deterrenza e delegittima sia il regolamento sia chi dovrebbe farlo rispettare. Il contrario di oggettività, praticamente. .ghgh

 

Per questo servono criteri verificabili, meccanismi automatici, protocolli di applicazione non interpretabili. Se si vuole davvero colpire la perdita di tempo, allora bisogna introdurre segnali visivi standardizzati, cronometri ufficiali visibili, procedure uguali per tutti, senza dipendere dall'umore del direttore di gara o dal contesto ambientale... In assenza di oggettività, la discrezionalità si trasforma fatalmente in sospetto. E da sempre il calcio vive già immerso nel sospetto...

 

Lo stesso vale per la simulazione. Da anni si discute di tuffi, contatti cercati, cadute teatrali, accerchiamenti, richieste compulsive di cartellino... E che si fa? Niente. La risposta continua a essere debole, episodica, incoerente, inconcludente, disorganica, insufficiente, contraddittoria.... Boh, aggiungete voi altri aggettivi che vi vengono in mente... è davvero incomprensibile. Se il sistema vuole davvero tutelare il gioco, deve SMETTERE di considerare la simulazione come un peccato veniale e trattarla per ciò che è, ovvero una condotta fraudolenta che altera una decisione disciplinare. È un tentativo di ingannare l'arbitro. E se riesce, può generare un rigore, un'espulsione, una punizione dal limite, una seconda ammonizione, e altre robe... E quindi perché una condotta deliberatamente ingannevole continua a essere sanzionata con tanta timidezza? Perché non si introducono meccanismi severi, automatici e soprattutto retroattivi? Perché non si prevede una revisione disciplinare post-partita sistematica per i casi più evidenti? Perché non si costruisce una giurisprudenza sportiva forte, capace di far capire che la simulazione non è "mestiere", ma alterazione del risultato? Ecco, nessuna risposta, come al solito.

 

Poi il problema non è l'errore in se. L'errore è fisiologico in ogni attività umana, anche ai massimi livelli. Il problema è la centralità eccessiva dell'arbitro dentro l'evento. Troppo spesso chi dirige una partita sembra volerla per forza interpretare e marchiare. È questo che esaspera il mondo calcistico. Si ha l'impressione costante che alcune direzioni arbitrali siano dominate da un protagonismo esasperato, da una presenza invasiva, da una voglia di lasciare una firma più che di garantire equilibrio (che è quello che dovrebbero fare).

Il miglior arbitro, in teoria, è quello che si nota il meno possibile perché ha tenuto il controllo con autorevolezza e misura... Nel calcio di oggi, invece, troppo spesso si assiste al contrario.. arbitri che interrompono continuamente, che adottano metri disciplinari altalenanti, che cambiano soglia del fallo nel corso della stessa partita (o della stessa azione...), che usano i cartellini in modo scenografico, che alimentano tensione invece di raffreddarla e voler far vedere al mondo questa autorevolezza che però è solo di facciata. L'autorevolezza vera sta nella coerenza. Ovvero avere un criterio riconoscibile dal primo all'ultimo minuto. Sta nel distinguere il fallo dal contatto, la protesta dall'accerchiamento, il contrasto duro dalla condotta violenta... Quando una partita finisce e il dibattito pubblico si concentra quasi interamente sull'arbitro, il sistema dovrebbe interrogarsi su questa cosa. Poi certo che è una scappatoia easy quando c'è un errore a sfavore e perdi la partita. Certo che non sempre è colpa dell'arbitro. Ma troppo spesso ahimè sì. E non voglio demonizzare la categoria eh, ma voglio semplicemente che si pretenda finalmente una riforma arbitrale profonda, moderna, valutabile e soprattutto trasparente.

 

Quattro punti che dovrebbero avere la priorità.

  1. Uniformità applicativa. Non è più accettabile che episodi quasi identici vengano trattati in modo opposto a seconda dell'arbitro, della competizione o del momento mediatico.
  2. Trasparenza valutativa. Le prestazioni arbitrali non possono restare chiuse in un sistema opaco, autoreferenziale, quasi sacro. Se il calcio professionistico vive di analisi, dati, metriche, responsabilità pubblica, non vedo perché il comparto arbitrale debba sottrarsi a una cultura della verifica più chiara e visibile.
  3. Depersonalizzazione della direzione di gara. L'arbitro deve tornare a essere garante della gara, non interprete. Meno ego, meno gestualità superflua, meno teatralità disciplinare, più sobrietà tecnica.
  4. Sanzione delle condotte antisportive sistemiche (perdite di tempo, simulazioni, proteste, accerchiamenti, ostruzionismi tattici, uso manipolatorio delle interruzioni). 

 

Le novità IFAB sono un passo avanti, ma non sono una svolta definitiva. Sono un segnale, ok, ma sembrano sempre una toppa più che un'implementazione pensata a fondo... Il calcio, oggi, ha bisogno di meno interpretazione e più protocollo. Meno discrezionalità e più oggettività. Meno zone grigie e più standard. Meno arbitri protagonisti e più arbitri affidabili.

 

Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata non per come è stata diretta. E finché questo principio non tornerà centrale (per tutti, non solo per l'IFAB, anche per i tifosi), ogni riforma sarà utile ma sempre insufficiente.

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45 minuti fa, Dale_Cooper ha scritto:

Il calcio, oggi, ha bisogno di meno interpretazione e più protocollo. Meno discrezionalità e più oggettività. Meno zone grigie e più standard. Meno arbitri protagonisti e più arbitri affidabili.

Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata non per come è stata diretta. E finché questo principio non tornerà centrale (per tutti, non solo per l'IFAB, anche per i tifosi), ogni riforma sarà utile ma sempre insufficiente.

chiosa finale sublime! .allah 

(ma secondo me, le nostre, saranno solo delle pie e soverchie illusioni, ho questa impressione...)

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Le perdite di tempo come nel calcio non esistono in nessuno sport. Il tempo effettivo può essere una soluzione parziale, ma come ha detto lo stesso Spalletti, sono comunque pensate per spezzare il ritmo e nessun recupero (ovvero qualche minuto messo dopo un'ora e mezza di gioco) potrà mai compensare il vantaggio indebitamente ottenuto frammentando costantemente il gioco e le azioni più promettenti. Tuttavia lo farei lo stesso.
In Europa, invece, hanno iniziato a fischiare meno falli, e si è subito vista la differenza di qualità nel gioco, ovvero nella capacità di giocare la palla sotto pressione, contro il pressing, in tutte situazioni dove in Italia si cerca il falletto per riposizionarsi e non perdere il pallone. E poi cartellini gialli che vengono dati gratuitamente, sono usati in modo raro contro le simulazioni. Ma se ci pensate è l'equivalente del fallo tattico, e andrebbe punito severamente. Le regole del gioco possono essere cambiate, anzi devono esserlo con l'evoluzione dello sport. Lo è in ogni settore della vita, non vedo perché non potrebbe esserlo per il calcio (pensate se esistesse ancora il retropassaggio al portiere).

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Io toglierei var e tecnologia e rimetterei tutto come prima

Così tanto per parlare ancora di calcio 

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Per me non avranno mai credibilità. Possono introdurre anche 100 regole nuove, resteranno sempre episodi in quella zona grigia che, tra regolamento non chiaro o di libera interpretazione, la Juve si troverà a pagare (vedi espulsione di Kelly dove addirittura il secondo giallo è diventato rosso). 

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55 minuti fa, Dale_Cooper ha scritto:

Uniformità applicativa. Non è più accettabile che episodi quasi identici vengano trattati in modo opposto a seconda dell'arbitro, delle squadre coinvolte, della competizione o del momento mediatico.

Piccola aggiunta sefz 

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La risposta è semplice: tramite gli arbitri - e il VAR - è possibile ricattare politicamente i club.

 

Non nascondiamoci dietro un dito: strutturalmente, per via delle regole del gioco, un arbitro può scientemente indirizzare il risultato di una gara.

 

E se mi dite che bisogna credere nella buona fede degli arbitri (sì Garrison, so già che stai ALZANDO IL DITINO), la mia risposta è che da quando è stato introdotto il VAR IO NON CI CREDO PIU'.

 

E se mi rispondete che allora devo essere coerente, la mia risposta è che lo sono. L'ultima partita che ho visto che non sia una partita della Juventus è stata nel 2020, e non sono più abbonato a niente tranne che ad Amazon Prime dalla stagione successiva a quella del covid. Dallo schifo che provo non riesco più a vedere neanche le partite in chiaro della coppetta italia.

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Serviva qualcosa per punire severamente i simulatori.

Serviva anche qualcosa di realmente efficace contro le perdite infinite di tempo (il tempo effettivo)

Invece niente.

 

Ci toccherà vedere un'altro anno di rigorini ridicoli e di tuffi di Barella e soci.

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Esatto. Ci sarà comunque l'interpretazione ad squadra (soggettività). Per quanto riguarda le perdite di tempo basta mettere il tempo effettivo.

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Il calcio ha bisogno di FARE PULIZIA di gente come GRAVINA CEFERIN E INFANTINO IN PRIMIS, gente che considera il CALCIO COME COSA LORO e ritiene di decidere a priori chi deve vincere e chi non deve; il VAR è solo un potente strumento per arrivare a questi fini, al pari del controllo dei designatori. Il resto è cibo per le menti piccole e gli sprovveduti. Cominciamo a mettere PLATINI COME PRESIDENTE che conosce tutte le magagne di questi "galantuomini".

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A me sembra si stia esagerando con tutte queste modifiche.

Rendono il calcio uno sport LENTISSIMO.

 

E forse anche per questo "vanno piano".

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Il problema è che si pretende l’oggettività assoluta in uno sport essenzialmente interpretativo.

 

Il calcio non è l’atletica con il fotofinish.

È contatto, dinamica, contesto, intenzione.

 

Se vuoi eliminare totalmente la discrezionalità arbitrale, l’unica soluzione è sostituire l’arbitro con un algoritmo e trasformare la partita in un processo amministrativo.

 

Poi c’è il paradosso del VAR.

Prima ci si lamentava perché non c'era, poi perché non interveniva abbastanza, o meglio non poteva intervenire in determinati casi. Ora che si amplia l’intervento su secondo giallo chiaramente errato, non va bene perché non si rivede anche il primo.

Se domani permettono di rivedere anche il primo, non andrà bene perché non si può rivedere ogni fallo laterale del 12° minuto. È la rincorsa infinita alla perfezione retroattiva.

 

La parte sul “conto alla rovescia visivo”: ci si indigna perché parte “quando l’arbitro ritiene”. Ma chi dovrebbe farlo partire? Il quarto uomo, un altro giudice? Un sensore nel pallone? L’IA?

 

Purtroppo, o fortunatamente, in qualsiasi norma sportiva esiste una soglia di valutazione. 

L’alternativa è scrivere un manuale di 800 pagine con decine di sottocasi.

 

E poi la simulazione. Qui sembra che abbiamo scoperto l’acqua calda: “È una condotta fraudolenta!”. Davvero? Grazie, non lo sapevamo. Si propongono sanzioni automatiche, retroattive, giurisprudenza forte, magari anche commissioni settimanali che analizzano al microscopio ogni caduta in area. Sai che serenità ambientale.

 

Il punto più curioso però è la lamentela sulla “centralità eccessiva dell’arbitro”. Tradotto: quando l’arbitro decide in un modo che non mi piace, è protagonista; quando lascia correre, è coerente e sobrio. Il miglior arbitro è quello che non si nota? Sì, finché non c’è un episodio dubbio contro la tua squadra. Lì improvvisamente deve notarsi eccome.

 

E poi la chiusura:

“Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata, non per come è stata diretta.”

Verissimo. Ma guarda caso, questo tipo di post nasce quasi sempre dopo partite in cui la direzione non è stata gradita.

 

Il calcio è cambiato, in peggio.

Indietro non si può tornare, e all'orizzonte si intravede un calcio che non sarà più quello bellissimo che (quasi) tutti abbiamo giocato nel campetto dietro casa, ma un calcio pieno di polemiche e dettato dall'interesse economico, peggio di quello che stiamo vedendo adesso.

 

Una volta non ci dormivo, adesso lo prendo per quello che è: uno spettacolo di bassa categoria 

 

 

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Io problema lo risolvono solo introducendo la possibilita di chiamare il Challange solo per un massimo di tot volte, come nella gran parte degli sport: togli l'onere all'arbitro di decidere dove quando e perche guardare, togli le perdite di tempo di sceneggiate in campo di presunti falli, educhi allenatori e giocatori che imparerebbero ad evitare di gridare al VAR ogni 2 secondi avendo solo un tot di utilizzi massimi, rendi le partite piu godibili e scorrevoli.

 

Sarebbe troppo intelligente, troppo onesto, troppo facile. Ma poi come farebbero a dar da mangiare a millemila persone che vivono di questo? Come incrementerebbero sospetti su sospetti con la polemica che fa audience? Come renderebbero soggettivo anche una regola oggettiva?

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59 minuti fa, Gobbo88 ha scritto:

Per me non avranno mai credibilità. Possono introdurre anche 100 regole nuove, resteranno sempre episodi in quella zona grigia che, tra regolamento non chiaro o di libera interpretazione, la Juve si troverà a pagare (vedi espulsione di Kelly dove addirittura il secondo giallo è diventato rosso). 

Anche il tempo della  sostituzione si può allungare, ti fanno un cenno prima, così simuli qualcosa tipo crampi o un fallo subito e perdi tempo.

Poi i prescritti continueranno a fare quello che vogliono mentre gli altri si prenderanno le ammonizioni. 

 

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Se si fosse introdotto il tempo effettivo, si sarebbe posto fine a quasi tutte le perdite di tempo. 

Sostituzioni, falli, rimesse dal fondo. Tutto spazzato via dal tempo effettivo: due tempi da 30 minuti effettivi

 

E il VAR doveva essere usato per le ammonizioni sin dal 1° giorno. 

 

Ma credo che il problema principale sia il fatto che non riusciamo ad accettare l'errore umano. Come sbaglia Zegrova ('tacci sua), sbaglia anche l'arbitro. 

Solo che gli arbitri non lo ammettono. E sono facilmente influenzabili

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Non cambierà mai nulla.

Faranno sempre come vogliono loro per favorire i soliti noti, venendo poi in TV o rilasciando interviste imbarazzanti , cercando di spiegare episodi uguali con decisioni diverse a seconda della maglia come se nulla fosse con una naturalezza incredibile . 

Dove la linea è sempre: i soliti noti per loro non sono mai favoriti e di errori ce ne sono pochissimi.

E soprattutto non vengono quasi mai ammoniti , figuriamoci espulsi, anche se si possono permettere qualsiasi cosa.

Hanno espulso quel giocatore di qualsiasi squadra perché era ultimo uomo : giustissimo perché...

Non hanno espulso quel giocatore dei prescritti perché era ultimo uomo : giusto, perché c era, se vedi , non può, ma qui.... 

Ma come? Ma sono episodi uguali?? Ma noooo, non sono uguali, noooo, se vedi qui, la', ma non capite, ecc.

Anche basta.

Gli ingiocabili sono la squadra che per rapporto falli fatti/cartellini è quella meno punita in tutta Europa. E' una delle squadre più fallose in Italia con 14 falli commessi a partita, ma la media Falli/Ammonizione per l'Inter registra circa 9,94 falli per ogni cartellino giallo, a fronte di una media SerieA di 6,9.

 

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Possono mettere tutte le regole di questo mondo ma se poi non verranno applicate in campo non servirà a nulla. Tipo le perdite di tempo dei portieri, è mai stato assegnato calcio d'angolo all'avversario per perdita di tempo? No, eppure la regola c'è già... 

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Il VAR sta uccidendo il calcio.

Questo non è più il gioco che abbiamo tanto amato.

 

Bisogna tenere 3 semplici cose:

 

- goal line technology

- fuorigioco

- 3 chiamate a testa per qualsiasi episodio dubbio.

 

Stop. Basta.

Nessuna discrezionalità nell'uso del VAR lasciata agli arbitri/varisti.

 

Basta invenzioni strane... conteggi... giochini...

Le perdite di tempo hanno sempre fatto parte del gioco.

Sono tattiche anche quelle. È il calcio.

 

Altrimenti diventa un'altra cosa.

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2 minuti fa, saturnz70 ha scritto:

Il VAR sta uccidendo il calcio.

Questo non è più il gioco che abbiamo tanto amato.

 

- goal line technology

- fuorigioco

- 3 chiamate a testa per qualsiasi episodio dubbio.

 

Stop. Basta.

 

Altrimenti diventa un'altra cosa.

2 a tempo: 4

non cumulabili

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19 minuti fa, LeRoi31 ha scritto:

Gli ingiocabili sono la squadra che per rapporto falli fatti/cartellini è quella meno punita in tutta Europa. E' una delle squadre più fallose in Italia con 14 falli commessi a partita, ma la media Falli/Ammonizione per l'Inter registra circa 9,94 falli per ogni cartellino giallo, a fronte di una media SerieA di 6,9.

A proposito di menti piccole ma anche di troll che pullulano qui dentro, vaglielo a spiegare che i dati non mentono, io dopo averci provato ed essere stato bannato per questo, lascio perdere.

Per me rimangono IMPRESENTABILI, COME I LORO PADRINI POLITICI E DELLE FEDERAZIONI.

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1 ora fa, Del Piero75 ha scritto:

Se si fosse introdotto il tempo effettivo, si sarebbe posto fine a quasi tutte le perdite di tempo. 

Sostituzioni, falli, rimesse dal fondo. Tutto spazzato via dal tempo effettivo: due tempi da 30 minuti effettivi

 

E il VAR doveva essere usato per le ammonizioni sin dal 1° giorno. 

 

Ma credo che il problema principale sia il fatto che non riusciamo ad accettare l'errore umano. Come sbaglia Zegrova ('tacci sua), sbaglia anche l'arbitro. 

Solo che gli arbitri non lo ammettono. E sono facilmente influenzabili

Si giocano 50minuti di media solo in Serie A 

L'altra sera contro il Gala se ne saranno giocati 40 su 90 di minuti.

Figurati quanto sarebbe servita una roba del genere.

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Post che condivido in toto

aggiungo solo il mio perchè…,Il board di proposito non mette a posto i problemi,fa comodo lasciare zone grige a chi vuol manovrare,mi sembra evidente 

sono politici oltre che poco competenti,e i politici di solito,sistemano i problemi visto che lo potrebbero fare o

semplicemente mettono una toppa che serve a poco e rimandano all’infinito la soluzione ?

Fa comodo che sia cosi,cambierà poco o nulla nei prossimi 20 anni…

 


 

 

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2 ore fa, Ste71 ha scritto:

La risposta è semplice: tramite gli arbitri - e il VAR - è possibile ricattare politicamente i club.

 

Non nascondiamoci dietro un dito: strutturalmente, per via delle regole del gioco, un arbitro può scientemente indirizzare il risultato di una gara.

 

E se mi dite che bisogna credere nella buona fede degli arbitri (sì Garrison, so già che stai ALZANDO IL DITINO), la mia risposta è che da quando è stato introdotto il VAR IO NON CI CREDO PIU'.

 

E se mi rispondete che allora devo essere coerente, la mia risposta è che lo sono. L'ultima partita che ho visto che non sia una partita della Juventus è stata nel 2020, e non sono più abbonato a niente tranne che ad Amazon Prime dalla stagione successiva a quella del covid. Dallo schifo che provo non riesco più a vedere neanche le partite in chiaro della coppetta italia.

Esattamente 

sono convinto anche io sia proprio così 

E la gente è stanca,non sei l’unico che si allontana da questo calcio

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