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AG10

Rocchi accusato di frode sportiva, nelle intercettazioni riferimenti ad un dirigente dell’Inter, si indaga su incontro tra i 2. PM: "Arbitri graditi all'Inter e pressioni al VAR"

Post in rilievo

14 minuti fa, juventusueberalles ha scritto:

Se Chinè dovesse saltare (cosa che spero ardentemente) per loro saranno davvero uccelli per diabetici, belli rugosi, come dice quel prescritto parlando dell’ottimo @zacmayo 

Se il quadro politico e giudiziario continuerà a evolversi in questa direzione (e sta succedendo davvero, nonostante i media stiano remando contro), la possibilità che salti è estremamente alta, se non certa. E se salta Chiné tramite commissariamento, non sarà la commissione di garanzia della Giustizia sportiva a nominare un nuovo procuratore capo (l'ennesimo gattopardo), ma verrebbe nominato un giudice straordinario tramite il Commissario Straordinario nominato dal CONI, il quale azzera l'intera Procura Federale attuale (mandando a casa sostituti, aggiunti e collaboratori legati alla vecchia gestione). 

Insomma, se l'intero sistema è marcio, e l'Inter ne fa parte, è inutile chiedere che quest'ultima venga penalizzata da un sistema colluso. Bisogna bruciare il sistema. Ascione deve fare questo, e lo sta facendo.

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Già Chine' ha fatto una figuraccia con le iene, pare lo stesso atteggiamento che hanno i truffatori quando vengono beccati dalla trasmissione di Italia 1, ci avete fatto caso?

 

 

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Adesso, Menzo ha scritto:

Già Chine' ha fatto una figuraccia con le iene, pare lo stesso atteggiamento che hanno i truffatori quando vengono beccati dalla trasmissione di Italia 1, ci avete fatto caso?

 

 

Salterà anche lui,tempo al tempo.

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Tuttosport - Altri nomi Inter in arrivo in Procura, l’ipotesi: “Schenone portatore di istanze più alte”

Nuove testimonianze e altri approfondimenti investigativi animano l’indagine della Procura di Milano sul presunto sistema di condizionamento arbitrale nel calcio italiano. Nella giornata di venerdì il pubblico ministero Maurizio Ascione ha ascoltato tre figure considerate centrali per chiarire i rapporti tra dirigenti arbitrali e società sportive. Davanti ai magistrati si sono presentati Giorgio Schenone, responsabile dei rapporti con gli arbitri dell’Inter, il neo designatore arbitrale Dino Tommasi e l’ex presidente dell’AIA Antonio Zappi. Nessuno dei tre risulta iscritto nel registro degli indagati, ma le loro dichiarazioni sono ritenute importanti per comprendere il quadro complessivo dell’inchiesta. Al momento gli indagati restano Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni, Rodolfo Di Vuolo, Luigi Nasca e Daniele Paterna. Gli investigatori stanno cercando di accertare se vi siano state pressioni indebite sulle designazioni arbitrali e interferenze nelle valutazioni VAR durante alcune gare considerate decisive.

Le dichiarazioni di Schenone davanti ai magistrati
L’audizione più lunga è stata quella di Giorgio Schenone, rimasto per oltre tre ore negli uffici della Procura milanese. Il dirigente interista ha confermato l’esistenza di contatti frequenti con Gianluca Rocchi, spiegando però che si trattava di normali rapporti professionali costruiti nel tempo. Schenone ha escluso in maniera netta di aver mai tentato di influenzare le decisioni arbitrali: "Non ho mai fatto pressioni sulle scelte da fare".

 

Secondo La Repubblica, il pm Ascione avrebbe concentrato molte domande sui rapporti tra il club nerazzurro e l’allora designatore della Serie A. Gli investigatori vogliono capire se dietro alcuni colloqui vi fossero semplici confronti istituzionali oppure vere e proprie pressioni. Schenone, uscito dal Palazzo di Giustizia, ha ribadito di non aver avanzato richieste particolari sugli arbitri da assegnare alle gare dell’Inter. La Procura, tuttavia, continua ad approfondire il presunto episodio avvenuto il 2 aprile 2025 durante la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan. In quel contesto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato espresso il desiderio di evitare la presenza dell’arbitro Daniele Doveri in alcune sfide decisive. Un punto che resta centrale nell’inchiesta e che porterebbe presto a nuove convocazioni.

Il presunto incontro di San Siro e le “designazioni pilotate”
Uno degli aspetti più delicati dell’indagine riguarda il presunto incontro avvenuto a San Siro in occasione del derby di Coppa Italia. Gli investigatori sospettano che in quella circostanza qualcuno vicino all’Inter abbia espresso precise preferenze sugli arbitri destinati alle gare più importanti della stagione. Secondo la ricostruzione al vaglio della Procura, sarebbe stata manifestata contrarietà nei confronti di Daniele Doveri, ritenuto non gradito al club nerazzurro. Le intercettazioni raccolte dagli inquirenti parlerebbero di richieste insistenti rivolte a Rocchi affinché venissero evitate determinate designazioni. L’accusa formulata nei confronti dell’ex designatore si basa proprio sull’ipotesi di “designazioni pilotate”, finalizzate a favorire la squadra milanese nei momenti chiave della corsa scudetto, poi persa a favore del Napoli. Gli inquirenti stanno cercando di capire chi abbia realmente partecipato a quei colloqui e quale ruolo abbiano avuto i dirigenti della società. Per questo motivo non si escludono nuove audizioni già nei prossimi giorni. La Procura vuole inoltre verificare se Schenone agisse autonomamente oppure come tramite di richieste provenienti da livelli più alti del club. Gli elementi raccolti finora vengono considerati ancora parziali e necessitano di ulteriori conferme investigative. Il lavoro degli investigatori punta a ricostruire con precisione l’intera rete di rapporti tra società e vertici arbitrali.

 

Il filone sulle interferenze nella sala VAR
Parallelamente al tema delle designazioni, l’inchiesta si concentra anche sulle presunte pressioni esercitate all’interno della sala VAR di Lissone. Gli investigatori stanno verificando se alcune decisioni arbitrali siano state influenzate da interventi esterni o da indicazioni non regolari. In questo contesto sono stati ascoltati Dino Tommasi e Antonio Zappi, entrambi considerati persone informate sui fatti. Tommasi, recentemente nominato nuovo designatore arbitrale a interim dopo l’autosospensione di Rocchi, sarebbe comparso in alcune intercettazioni telefoniche insieme allo stesso ex responsabile arbitrale. Le conversazioni riguarderebbero valutazioni su episodi arbitrali finiti sotto osservazione da parte della Procura. Anche Antonio Zappi è stato interrogato sui rapporti interni all’AIA e sulle dinamiche legate al funzionamento del VAR. L’ex presidente dell’associazione arbitrale, recentemente squalificato per tredici mesi, avrebbe fornito chiarimenti sulle procedure adottate nelle revisioni video delle partite. Gli inquirenti sospettano che in alcune circostanze siano state effettuate “bussate”, cioè interventi mirati per modificare o confermare decisioni già prese sul campo. Le testimonianze raccolte serviranno a capire se tali episodi rientrassero nella normale attività tecnica oppure rappresentassero condotte irregolari. Questo filone potrebbe diventare decisivo per definire eventuali responsabilità disciplinari e penali.

Le prossime mosse della Procura di Milano
L’indagine coordinata dal pm Ascione è destinata ad allargarsi ulteriormente nei prossimi giorni con nuove convocazioni, tra lunedì e martedì della prossima settimana. Gli investigatori vogliono ascoltare altre persone vicine al mondo arbitrale e probabilmente anche figure legate alla dirigenza interista. L’obiettivo è chiarire definitivamente la natura dei rapporti intercorsi tra Rocchi e alcuni rappresentanti del club nerazzurro. Gli inquirenti stanno analizzando intercettazioni telefoniche, documenti e altri elementi tecnici raccolti nel corso di mesi di attività investigativa. Particolare attenzione viene riservata ai contatti avvenuti nelle settimane decisive della passata stagione calcistica. La Procura intende verificare se vi sia stato un sistema organizzato capace di orientare designazioni arbitrali e valutazioni VAR. Le persone ascoltate finora hanno negato l’esistenza di pressioni o accordi illeciti, ma gli investigatori continuano a lavorare per verificare ogni dettaglio emerso dalle intercettazioni. L’inchiesta sta suscitando forte attenzione nel mondo del calcio italiano, soprattutto per il coinvolgimento di figure di primo piano dell’arbitraggio nazionale. I prossimi interrogatori potrebbero fornire nuovi elementi utili a comprendere la reale portata della vicenda.

  • Grazie 1

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2 ore fa, Davide5maggio ha scritto:

Cioè mi state dicendo che la dirigenza dell'Inter nel 2025 ha ripercorso esattamente quella che era la struttura del Milan di Galliani e Meani 

 

Ovvero 

 

Mandare un dirigente di seconda fascia a dare indicazioni che arrivavano da dirigenti più alti?

 

Con l'aggravante che Meani non era dirigente mentre Schenone sì?

 

 

Non posso e non credo che siano stati così impudenti e sconsiderati dai!?!?!

 

Sarebbero dei dement.i!!!

Sarebbero semplicemente degli interisti... 

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2 minuti fa, Anubic ha scritto:

Tuttosport - Altri nomi Inter in arrivo in Procura, l’ipotesi: “Schenone portatore di istanze più alte”

Nuove testimonianze e altri approfondimenti investigativi animano l’indagine della Procura di Milano sul presunto sistema di condizionamento arbitrale nel calcio italiano. Nella giornata di venerdì il pubblico ministero Maurizio Ascione ha ascoltato tre figure considerate centrali per chiarire i rapporti tra dirigenti arbitrali e società sportive. Davanti ai magistrati si sono presentati Giorgio Schenone, responsabile dei rapporti con gli arbitri dell’Inter, il neo designatore arbitrale Dino Tommasi e l’ex presidente dell’AIA Antonio Zappi. Nessuno dei tre risulta iscritto nel registro degli indagati, ma le loro dichiarazioni sono ritenute importanti per comprendere il quadro complessivo dell’inchiesta. Al momento gli indagati restano Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni, Rodolfo Di Vuolo, Luigi Nasca e Daniele Paterna. Gli investigatori stanno cercando di accertare se vi siano state pressioni indebite sulle designazioni arbitrali e interferenze nelle valutazioni VAR durante alcune gare considerate decisive.

Le dichiarazioni di Schenone davanti ai magistrati
L’audizione più lunga è stata quella di Giorgio Schenone, rimasto per oltre tre ore negli uffici della Procura milanese. Il dirigente interista ha confermato l’esistenza di contatti frequenti con Gianluca Rocchi, spiegando però che si trattava di normali rapporti professionali costruiti nel tempo. Schenone ha escluso in maniera netta di aver mai tentato di influenzare le decisioni arbitrali: "Non ho mai fatto pressioni sulle scelte da fare". Secondo La Repubblica, il pm Ascione avrebbe concentrato molte domande sui rapporti tra il club nerazzurro e l’allora designatore della Serie A. Gli investigatori vogliono capire se dietro alcuni colloqui vi fossero semplici confronti istituzionali oppure vere e proprie pressioni. Schenone, uscito dal Palazzo di Giustizia, ha ribadito di non aver avanzato richieste particolari sugli arbitri da assegnare alle gare dell’Inter. La Procura, tuttavia, continua ad approfondire il presunto episodio avvenuto il 2 aprile 2025 durante la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan. In quel contesto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato espresso il desiderio di evitare la presenza dell’arbitro Daniele Doveri in alcune sfide decisive. Un punto che resta centrale nell’inchiesta e che porterebbe presto a nuove convocazioni.

Il presunto incontro di San Siro e le “designazioni pilotate”
Uno degli aspetti più delicati dell’indagine riguarda il presunto incontro avvenuto a San Siro in occasione del derby di Coppa Italia. Gli investigatori sospettano che in quella circostanza qualcuno vicino all’Inter abbia espresso precise preferenze sugli arbitri destinati alle gare più importanti della stagione. Secondo la ricostruzione al vaglio della Procura, sarebbe stata manifestata contrarietà nei confronti di Daniele Doveri, ritenuto non gradito al club nerazzurro. Le intercettazioni raccolte dagli inquirenti parlerebbero di richieste insistenti rivolte a Rocchi affinché venissero evitate determinate designazioni. L’accusa formulata nei confronti dell’ex designatore si basa proprio sull’ipotesi di “designazioni pilotate”, finalizzate a favorire la squadra milanese nei momenti chiave della corsa scudetto, poi persa a favore del Napoli. Gli inquirenti stanno cercando di capire chi abbia realmente partecipato a quei colloqui e quale ruolo abbiano avuto i dirigenti della società. Per questo motivo non si escludono nuove audizioni già nei prossimi giorni. La Procura vuole inoltre verificare se Schenone agisse autonomamente oppure come tramite di richieste provenienti da livelli più alti del club. Gli elementi raccolti finora vengono considerati ancora parziali e necessitano di ulteriori conferme investigative. Il lavoro degli investigatori punta a ricostruire con precisione l’intera rete di rapporti tra società e vertici arbitrali.

Il filone sulle interferenze nella sala VAR
Parallelamente al tema delle designazioni, l’inchiesta si concentra anche sulle presunte pressioni esercitate all’interno della sala VAR di Lissone. Gli investigatori stanno verificando se alcune decisioni arbitrali siano state influenzate da interventi esterni o da indicazioni non regolari. In questo contesto sono stati ascoltati Dino Tommasi e Antonio Zappi, entrambi considerati persone informate sui fatti. Tommasi, recentemente nominato nuovo designatore arbitrale a interim dopo l’autosospensione di Rocchi, sarebbe comparso in alcune intercettazioni telefoniche insieme allo stesso ex responsabile arbitrale. Le conversazioni riguarderebbero valutazioni su episodi arbitrali finiti sotto osservazione da parte della Procura. Anche Antonio Zappi è stato interrogato sui rapporti interni all’AIA e sulle dinamiche legate al funzionamento del VAR. L’ex presidente dell’associazione arbitrale, recentemente squalificato per tredici mesi, avrebbe fornito chiarimenti sulle procedure adottate nelle revisioni video delle partite. Gli inquirenti sospettano che in alcune circostanze siano state effettuate “bussate”, cioè interventi mirati per modificare o confermare decisioni già prese sul campo. Le testimonianze raccolte serviranno a capire se tali episodi rientrassero nella normale attività tecnica oppure rappresentassero condotte irregolari. Questo filone potrebbe diventare decisivo per definire eventuali responsabilità disciplinari e penali.

Le prossime mosse della Procura di Milano
L’indagine coordinata dal pm Ascione è destinata ad allargarsi ulteriormente nei prossimi giorni con nuove convocazioni, tra lunedì e martedì della prossima settimana. Gli investigatori vogliono ascoltare altre persone vicine al mondo arbitrale e probabilmente anche figure legate alla dirigenza interista. L’obiettivo è chiarire definitivamente la natura dei rapporti intercorsi tra Rocchi e alcuni rappresentanti del club nerazzurro. Gli inquirenti stanno analizzando intercettazioni telefoniche, documenti e altri elementi tecnici raccolti nel corso di mesi di attività investigativa. Particolare attenzione viene riservata ai contatti avvenuti nelle settimane decisive della passata stagione calcistica. La Procura intende verificare se vi sia stato un sistema organizzato capace di orientare designazioni arbitrali e valutazioni VAR. Le persone ascoltate finora hanno negato l’esistenza di pressioni o accordi illeciti, ma gli investigatori continuano a lavorare per verificare ogni dettaglio emerso dalle intercettazioni. L’inchiesta sta suscitando forte attenzione nel mondo del calcio italiano, soprattutto per il coinvolgimento di figure di primo piano dell’arbitraggio nazionale. I prossimi interrogatori potrebbero fornire nuovi elementi utili a comprendere la reale portata della vicenda.

Quel “portatore di istanze più alte” sommato al fatto che verranno sentiti altri dirigenti interisti mi farebbe stare molto poco tranquillo se fossi un prescritto cartonato. Poi però rifletto e penso che se fossi un prescritto cartonato sarei anche un viscido e falso sepolcro imbiancato dotato di due neuroni ed entrambi lesi e quindi si, in effetti sarei tranquillo, poste queste premesse.

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23 minuti fa, Tyreke ha scritto:

Tanto è chiaro che il sistema non puoi scardinarlo con la giustizia sportiva, visti gli attori coinvolti...

L'unico modo è affidarsi ad un indagine ordinaria seria, che però ha i suoi tempi e i suoi meccanismi, dunque non aspettiamoci novità immediate.

A noi è andata male perché si è attivata subito ed in primis la giustizia sportiva a furor di popolo e fomentata dai giornali tipo la rosea, e solo dopo la giustizia ordinaria che, soprattutto in calciopoli, ha avuto esiti diversi e non univoci (sicuramente non simmetrici con le conclusioni del giudizio in sede sportiva)

Esattamente, è impossibile pretendere la testa di una società se quest'ultima fa parte del sistema che dovrebbe giudicarla dal punto di vista sportivo/finanziario.

Tuttavia io mi aspetto invece novità, non dico immediate ma sicuramente entro la fine del mese. Ci sono troppe dinamiche in ballo legate al denaro, inteso come offerte dei mainstream per i diritti tv per la trasmissione della Seria A, sponsor che valutano se investire o meno in una società. Inoltre Ascione a luglio entrerà nella procura europea, quindi l'indagine deve chiudersi in tempi brevi.

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14 minuti fa, burrico ha scritto:

Se il quadro politico e giudiziario continuerà a evolversi in questa direzione (e sta succedendo davvero, nonostante i media stiano remando contro), la possibilità che salti è estremamente alta, se non certa. E se salta Chiné tramite commissariamento, non sarà la commissione di garanzia della Giustizia sportiva a nominare un nuovo procuratore capo (l'ennesimo gattopardo), ma verrebbe nominato un giudice straordinario tramite il Commissario Straordinario nominato dal CONI, il quale azzera l'intera Procura Federale attuale (mandando a casa sostituti, aggiunti e collaboratori legati alla vecchia gestione). 

Insomma, se l'intero sistema è marcio, e l'Inter ne fa parte, è inutile chiedere che quest'ultima venga penalizzata da un sistema colluso. Bisogna bruciare il sistema. Ascione deve fare questo, e lo sta facendo.

Appunto…

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11 minuti fa, Lv426 ha scritto:

https://twitter.com/repubblica/status/2053058217786356131
 

Di Marco, Barella, Lautaro, Bastoni, Acerbi, Dumfries… caspita che bell’esempio per i giovani!🤣

Il Papa non è italiano.😇 

Probabile che abbia usato il presente indicativo "SIETE" al posto dell'imperativo "SIATE esempio per i giovani!" (monito) o del congiuntivo "che voi SIATE esempio per i giovani fa un po' ridere" 🤣 

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24 minuti fa, Menzo ha scritto:

Già Chine' ha fatto una figuraccia con le iene, pare lo stesso atteggiamento che hanno i truffatori quando vengono beccati dalla trasmissione di Italia 1, ci avete fatto caso?

 

 

Chinè? personaggio inqualificabile è il primo che deve essere indagato!

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1 ora fa, -Anton10- ha scritto:

La cosa che fa ridere e’ che giustamente gli interisti possono attaccarsi sui giornalisti, soprattutto interisti, che scrivono:

Non sono indagati, (non sono indagati), [non sono indagati], {non sono indagati}, <non sono indagati>…
Perche’ formalmente cosi’ e’.


Pero’, ecco fa strano che esca fuori un testimone che debba difendersi e giustificarsi quando in realtà si dovrebbe far altro, poi vabbeh in 3 ore si possono esser dette tante cose percio’, facciamo passare la tesi della nuova giurisprudenza by Inter che un testimone si debba difendere e giustificare.

Allora ci devono spiegare perche’ nei prossimi giorni saranno chiamati altri loro dirigenti.. 
Se va tutto bene perche’ chiamarli?

 

Loro ci sfottono nel loro forum, ma se ci fossimo stati noi al posto loro, a quest’ora si spippettavano a vicenda.. 
Percio’, visto che ci leggete, noi dobbiamo pensare al Lecce, vero, ma dopo quello che ci avete fatto in quella partita, che siate dei ladri di * e’ appurato e non per Bastoni-Kalulu

 

Ma per RIGORE SU MCK E FALLO SU OPENDA PRIMA DEL GOL DI ZIELINSKI.. Quindi non prendeteci per scemi, grazie.

.goodpost 

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1 ora fa, zacmayo ha scritto:

L’unica salvezza per loro è il lockdown del paese per l’hantavirus… forse il Comandante dlela

 nave è interista 

Sei pure culinario… ma che hanno detto ? 

intervirus

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Qualcuno che ha tempo e voglia oltre che un abbonamento AI, può fare questa analisi?

Mi serve una analisi statistica precisa sugli ultimi campionati di serie A calcio partendo da quello in corso. Mi serve sapere quanti giocatori hanno saltato partite per raggiunto limite ammonizioni diviso prima solo per squadra poi per squadra/anno. Il caso preciso da controllare è questo : Pippo giocatore della squadra A viene ammonito ed essendo in diffida, viene squalificato e salta la partita contro la squadra B. A quel punto tu aggiungi +1 alla somma della squadra B. Mostrami che hai tutto chiaro e poi procedi.

 

io provato con Claude free ma ha trovato solo pochi dati e Inter Napoli sembrerebbero le più svantaggiate e non ci credo!

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2 ore fa, VincentJuventus ha scritto:

 

no eh! L'Arcangelo Gabriele é una idea mia, me la hanno copiata. Ora gli vado a dire di pagarmi i diritti d'autore

2 ore fa, zacmayo ha scritto:

Ci portiamo avanti per il 17.05. 
 

Posti a sedere sul pullman tutti occupati sefz 

IMG_1297.jpeg

perché il 17?

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