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  1. si di solito le può approvare all'interno di un range di proposte non so se AIDIDAS permetta anche piccole modifiche
  2. Concordo su tutto ma devi osservare una cosa. E' il sistema del calcio italiano che sta arretrando rispetto a quello dei paesi europei. Lo aveva anche detto Andrea Agnelli facendo pressapoco il tuo stesso paragone solo che lui citava il gruppo delle prime squadre italiane. Una sola società non fa sistema. Lo dimostra lo scarso appeal che hanno le nostre società in termini di raccolta di main sponsor. Ti pare possibile che il massimo valore di una maglia di serie a sia di 30 milioni? Eppure è così. La prescrittese raccoglie 30 mio dal suo main sponsor e noi per la legge del valore equo di mercato, ci siamo dovuto accodare ad una cifra leggermente inferiore. Stesso discorso per la difficoltà che ebbe SPORTFIVE per vendere il naming dello stadium pure in un periodo di massimi successi della squadra e di massima copertura mediatica della struttura. Che la forbice dei fatturati si sarebbe allargata lo prevedevo anche io dieci anni fa quando qui centro si favoleggiava di raggiungere le top five Il problema quindi non è della singola società ma del sistema che arretra sotto ogni punto di vista
  3. lo stemma mica lo cambiamo ogni anno se vuoi puoi fare una ricerca in rete e vedi i cambiamenti degli stemmi delle diverse società Ma non facciamone una questione di stemma che si sono fatti millemila sondaggi anche qui ed è sempre risultato preferito il nuovo stemma rispetto a quello precedente poi che a te non piaccia è legittimo ma a gusto di maggioranza è un altro discorso Comunque sono due discorsi differenti. Lo sviluppo dello stile è opera del fornitore. La scelta di cambiare stemma della società
  4. certamente. più partite fai più ricavi ma questo vale in pratica solo per l'anno in cui siamo rimasti fuori dalle coppe, in realtà sono molti anni che non arriviamo in finale di champions Io mi sono limitato ad osservare che non poteva mettersi in relazione il dato con la tipologia di calciatori che scendono in campo o che vengono acquistati
  5. questo sarebbe vero se fossero diminuiti i numeri relativi alle presenze medie allo stadio che invece sono sempre più o meno le stesse. Sono diminuiti perchè allo stadio in generale si spende meno. Il Bayern, per dire, solo da servizi dei chioschi (cibo e bevande) incassa 75 milioni ogni anno. Siamo in un contesto poco spendente. Ti faccio l'esempio delle maglie. Il primo anno di Ronaldo ci fu il boom (relativamente ai nostri numeri) di maglie vendute, superando di poco il milione di pezzi. Tieni conto però che le squadre più alto vendenti restano stabilmente fra i 2 ed i 3 milioni di pezzi venduti ogni anno. Se nemmeno Ronaldo basta a far vendere le maglie ai tifosi che cosa ci vorrebbe? Il contesto in cui opera il calcio italiano e tendenzialmente più "povero" rispetto a quello di altre società e comunque l'indice di affezione dei tifosi con la squadra è diverso rispetto ad altri paesi.
  6. Premesso che uno stadio grande venduto a prezzi contenuti non è di nessuna utilità pratica per un club in questo periodo. Gli stadi vengono realizzati per massimizzare il profitto ed aumentare al massimo il fatturato. Nessuno spenderebbe altrimenti centinaia di milioni di euro. Non è pensiero comunque di nessuna società il creare uno stadio grande per avvicinare il pubblico con prezzi popolari e questo vale a qualsiasi latitudine, è proprio un concetto del calcio inteso come Business e non più come passione o senso di appartenenza. E' un cambiamento di valori che si è consolidato che, capisco, può non trovare accordo in tutti. Ora non ti sto dicendo loro hanno ragione e tu torto. Osservo semplicemente lo stato delle cose e la tendenza generale.
  7. La testata che ha redatto questo articolo di chiama Calcio e Finanza e di questo si occupa... articoli di approfondimento su queste tematiche li fanno da sempre anche quando eravamo indicati come società vincente sul campo e virtuosa da un punto di vista dei conti in ordine. Non è quindi questo il caso (mi pare) di una testata in cerca di scandali o di parlar male della nostra società
  8. La tendenza europea per gli stadi è di massimizzare il ricavo per singolo posto. Il ricavo medio per posto occupato del PSG è di oltre 140 euro, quello del Real 160 euro. La Juventus ricava mediamente 66 euro per posto venduto. Sono convinto che anche le altre società che costruiranno i propri stadi, con l'aumento di comodità e servizi, seguiranno questa tendenza all'aumento dei prezzi
  9. non è una questione nostra è una strategia globale dei produttori. Non è che per la Juventus adottano strategie particolari rispetto alle altre società mondiali del resto il numero di maglie vendute si attesa grosso modo sempre sugli stessi numeri fatta eccezione del primo anno quando arrivò Ronaldo, che toccammo il milione di pezzi venduti (dato comunque ben lontano da quelli delle società alto vendenti che stabilmente vendono fra i 2 ed i 3 milioni di maglie ogni anno)
  10. Questo che dici, e che ho evidenziato, è l'origine del male che ha colpito le nostre finanze. Piaccia o meno il tutto è iniziato quando si è dovuto adeguare gli ingaggi a praticamente tutta la rosa con l'arrivo di Ronaldo. Aggiungici poi gli acquisti costosi sbagliati.....
  11. La cosa ha un senso nel sistema globale del merchandising. Creare una discontinuità stilistica accentuata, anno dopo anno, non solo permette di accontentare tutti i gusti (c'è che ama l'innovazione e chi il tradizionale) ma crea una differenza netta fra le maglie di stagione in stagione e questo, specialmente all'estero, è un elemento vincente che spinge i tifosi ad aggiornare la propria maglia. Solo in Italia infatti la maglia viene comperata una volta ogni tanto (a parte dovute eccezioni si intende)
  12. Guarda il problema di fondo risiede nella gestione ingaggi della rosa durante la gestione Paratici ed a seguito dell'arrivo di Ronaldo. A quel punto il corrispettivo medio degli ingaggi è salito oltre il valore reale dei calciatori e ci ha consegnato una rosa invecchiata ed invendibile. Infatti il suo valore si è praticamente azzerato o quasi con molte dismissioni a zero per fine contratto, a valore di minusvalenza, o con rescissioni onerose. In questo contesto per fare mercato dove normalmente si opera attraverso il ricavato dalle cessioni della prima squadra, si è dovuto ricorrere alla (s)vendita dei giovani della Next che avrebbero dovuto servire invece per generare plusvalenza rispetto al mercato tradizionale. Questo il punto che ha creato il disequilibrio nei conti che poi ha generato buona parte delle passività correnti. Aggiungici ovviamente poi il fatto che alcuni acquisti (anche fra i più onerosi) si sono rivelati inferiori alle aspettative...ed ha chiuso il cerchio
  13. Scusami tanto ma Calcio e Finanza si occupa di argoneti finanziari legati al mondo del pallone, è normale che faccia articoli del genere così come li faceva quando noi eravamo una società virtuosa che vincevamo sul campo ed avevamo i conti in ordine
  14. I debiti, ovvero le passività complessive sono passate da 638,6 milioni a 762,1 milioni di euro di cui 244 milioni come debiti da factoring (di cui 145 in scadenza al 2027) e 224,4 milioni verso società calcistiche (a fronte di crediti per 105,1 milioni dalle società) mentre l’indebitamento finanziario netto è invece pari a -280,2 milioni di euro (post IFRS 16, mentre pre IFRS 16 è -271,8), rispetto al -242,8 milioni del 30 giugno 2024 (post IFRS 16, mentre pre IFRS 16 era -231,5 milioni). (Fonte CalcioeFinanza) Ecco i dettagli principali della struttura delle passività Juventus (basati su dati recenti 2024-2025): Debiti verso altre società calcistiche (224,4 milioni): Relativi principalmente a rate di cartellini per l'acquisizione di calciatori. Debiti da factoring (244 milioni): Finanziamenti ottenuti anticipando crediti futuri. Indebitamento finanziario netto (359,6 milioni): Include debiti con banche e istituti finanziari, pur migliorato rispetto ai picchi passati. Passività correnti: Include anche debiti verso dipendenti (stipendi) e fornitori, oltre ad altre imposte differite. Il bilancio consolidato approvato a settembre 2025 mostra un parziale miglioramento del patrimonio netto (166,2 milioni nel 2022) grazie a ricavi da competizioni, ma la struttura debitoria rimane significativa, in gran parte legata agli investimenti per i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (336,7 milioni in attività non correnti)
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