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  1. salve ragazzi, chi mi sa dire quanto costa ? Vivo in Svizzera....e vorrei accquistare abbonamento x tutto l`anno x vedere le partite. Sono già Juventus member premium International.... grazie...
  2. Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  3. Stando a quanto riferito da una fonte interna di GameStop, la Juventus Edition di PES 2020 ha totalizzato vendite molto superiori rispetto all'Inter Edition. PES 2020, con la Juventus Edition, ha totalizzato vendite sostanzialmente superiori rispetto alla Inter Edition, nella misura del 130%, presso la catena GameStop.A rivelarlo è una fonte interna dell'azienda, che conferma dunque un ottimo riscontro per la partnership esclusiva fra eFootball PES 2020 e la Juventus, capace effettivamente di rilanciare le vendite del calcistico Konami.Disponibile su PC, PS4 e Xbox One, Pro Evolution Soccer 2020 non si limita alle licenze ma introduce svariate novità sotto il profilo del gameplay, migliorando anche il controllo della palla. Fonte: Gamestop e Multiplayer Prescritti umiliati pure nell'ambito informatico
  4. Juventus (4-3-3) Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  5. Sarà Juventus-Barcellona la doppia sfida dei sedicesimi di finale della Women Champions League. Il sorteggio tenutosi oggi a Nyon ha stabilito che le ragazze di Rita Guarino dovranno vedersela con le finaliste dell'ultima edizione, superate solo all'ultimo atto, tenutosi il 18 maggio scorso al Ferencváros Stadion di Budapest, dal Lione. Le Juventus Women giocheranno la prima gara in casa, allo stadio Moccagatta di Alessandria «Come ho sempre sostenuto la Champions non può ancora essere obiettivo stagionale, perché sappiamo di dover ancora colmare il gap con squadre più importanti d'Europa – commenta Stefano Braghin, Head of Women di Juventus - Per noi è l'occasione di fare esperienza internazionale e giocare contro il Barcellona sarà utile per capire quanto dobbiamo ancora lavorare per arrivare a certi livelli, sperando ovviamente di riuscirci in poco tempo». I favori del pronostico sono dalla parte delle spagnole, ma il recente Mondiale ha dimostrato quanto il calcio femminile italiano possa farsi valere anche in ambito internazionale: «Noi proveremo a fare del nostro meglio – continua Braghin – sapendo che nel calcio a volte ci sono delle sorprese. Ad oggi non c'è ancora una percezione esatta del calcio femminile, dove i valori sono definiti, ma le partite sono sempre molto aperte. Partiamo da sfavoriti e siamo consapevoli del valore della nostra avversaria, ma questo non significa che non si possa riuscire in un'impresa». Juventus.com
  6. Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  7. L’ex calciatore bianconero Stefano Tacconi è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso di ‘Cose di Calcio’, analizzando anche gli episodi arbitrali della prima giornata di Serie A: “L’esordio della Juventus? È la squadra di Allegri che ha giocato, a parte Higuain. Ho visto malissimo De Sciglio e Matuidi, una Juve che a differenza di Allegri quando ha fatto gol non si è difesa ma ha continuato ad attaccare nonostante il calo nel secondo tempo. Quando segni l’1-0 secondo me devi ammazzare gli avversari, devi trovare il 2-0 che avevamo anche fatto. Secondo me quest’anno con gli arbitraggi vogliono favorire qualche squadra del sud. Secondo me quest’anno vogliono favorire il Napoli, lo abbiamo già visto alla prima giornata” Sul VAR: “Decide sempre l’arbitro, VAR o non VAR, è un arbitro che decide. Purtroppo decidono ancora loro. È un bene per la Juve, almeno ora non ruba più solo lei ma rubano anche gli altri”, ha detto con una punta di ironia. Fonte: Radiobianconera.com
  8. Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.
  9. TORINO - Merih Demiral il duro conquista i tifosi della Juve. Ma in famiglia è... tenero. A Stoccolma, sabato nell’amichevole contro l’Atletico Madrid, il centrale turco ha fatto a spallate con il “cattivo” Diego Costa, sempre un osso duro, suscitando l'applauso dei fans bianconeri anche quelli virtuali, con i video del contatto mandato e rimandato. Lo hanno paragonato, non a caso, a Paolo Montero, per la grinta e per come si faccia rispettare in campo, anche a difesa dei compagni. Poi, il difensore si è concesso il riposo in famiglia, secondo tradizione. Un ritratto molto lontano dalle luci della ribalta: Demiral il duro che fa il tenero… Fonte: Tuttosport Video Demiral-Diego Costa
  10. Calciomercato Juventus 2019/2020: acquisti e cessioni ACQUISTI ACQUISTI: ALTRE OPERAZIONI Giocatore Ruolo Data di Nascita Squadra Formula Valutazione Gonzalo Higuain A 10/12/1987 Chelsea Fine Prestito - Stefano Sturaro C 09/03/1993 Genoa Fine Prestito - Luca Pellegrini D 07/03/1999 Roma Definitivo 22M Cristian Romero D 27/04/1998 Genoa Definitivo 26M Emil Audero P 18/01/1997 Sampdoria Fine Prestito - Alberto Cerri A 16/04/1996 Cagliari Fine Prestito - Rogerio D 13/01/1998 Sassuolo Fine Prestito - Luca Marrone C 28/03/1990 Verona Fine Prestito - Leonardo Mancuso C 26/05/1992 Pescara Fine Prestito - Marko Pjaca A 06/05/1995 Fiorentina Fine Prestito - Andrea Favilli A 17/05/1997 Genoa Fine Prestito - Daouda Peeters C 26/01/1999 Sampdoria Fine Prestito - Riccardo Orsolini A 24/01/1997 Bologna Fine Prestito - Luca Barlocco D 20/02/1995 Piacenza Fine prestito - CESSIONI . Giocatore Ruolo Data di Nascita Squadra Formula Valutazione Leonardo Spinazzola D 25/03/1993 Roma Definitivo 29,50M Luca Pellegrini D 07/03/1999 Cagliari Prestito - Cristian Romero D 27/04/1998 Genoa Prestito - Emil Audero P 18/01/1997 Sampdoria Riscatto 20M Stefano Sturaro C 09/03/1993 Genoa Definitivo 16,50M Moise Kean A 28/02/2000 Everton Cessione Definitiva 27,50M Riccardo Orsolini A 24/01/1997 Bologna Riscatto 15M Alberto Cerri A 16/04/1996 Cagliari Cessione Definitiva 9M Andrea Favilli A 17/05/1997 Genoa Cessione Definitiva 7M Luca Marrone C 28/03/1990 Verona Cessione Definitiva 1M Joao Cancelo D 27/05/1994 Man City Cessione Definitiva 65M Luca Barlocco D 20/02/1995 L.R. Vicenza Gratuito - Rogerio D 13/01/1998 Sassuolo Prestito - Andrea Barzagli D 08/05/1981 - Ritiro - Martin Caceres D 07/04/1987 Lazio Fine Prestito -
  11. Nuove dichiarazioni da parte di Cristiano Ronaldo. Il giocatore della Juventus, a margine del premio Marca Leyenda, consegnatogli per aver trionfato in Premier League, Liga e Serie A, ha parlato dell'annata bianconera, del futuro e ha svelato anche dei retroscena. La Champions? "E’ sempre l’anno della Juventus, così come del Real e del Barcellona ma solo una può farcela. La Juventus partirà per chiudere davanti a tutti, ma il risultato finale dipende da molti fattori: il momento, il gruppo, conta tanto anche la fortuna. Ci sono 6-7 squadre che possono arrivare fino in fondo, non vedo grosse novità rispetto alle annate precedenti. La Champions però per noi non è un’ossessione". La vincerete? "Ci proveremo. Sappiamo come sempre che è una competizione difficile, la Juventus c’è ma anche altre squadre sono attrezzate per vincere: il Real Madrid, il Barcellona e il Manchester City. Solo una può riuscirci però e io mi auguro che sia la Juventus". De Ligt alla Juve grazie a te? "Dopo la partita mi sono avvicinato a Matthijs e gli ho detto: “Visto che tutti parlano del tuo futuro, perché non vieni alla Juventus?”. Era solo una battuta, io non ho avuto alcun peso nel suo acquisto. Non fa parte del mio lavoro e non mi permetterei mai di influenzare un presidente o un allenatore. Io sono contento se arrivano giocatori forti ma alla Juve ci sono Paratici e Nedved che hanno ben più esperienza di me e sanno fare il proprio mestiere". Buffon? "Io lo ammiro molto, lo considero il miglior portiere del mondo insieme a Iker Casillas e sono molto contento di poter giocare con lui. L’ho sempre stimato da rivale, ora ancora di più che lo vedo allenarsi accanto a me. Quando ci siamo incontrati a Torino mi ha detto che era felice di poter giocare finalmente nella mia stessa squadra e io la penso esattamente come lui". Sarri ti ha liberato dalle incombenze? "E’ un modo di dire, perché se sei in un top club e vuoi ottenere grandi obiettivi devi sacrificarti e dare il massimo. Io l’ho fatto al Real così come nell’ultima stagione alla Juventus e anche in nazionale. Vado avanti, attacco, ho molta libertà ma se c’è da difendere vado a chiudere gli spazi. Solo così si può arrivare al traguardo". Fonte: Marca e 90min calcio news
  12. Electronic Arts, azienda produttrice del videogioco FIFA, sente eccome il contraccolpo della perdita della Juventus. L'azienda ha visto crollare il suo valore in borsa di ben 660 milioni di sterline, pari a 732 milioni di euro nelle ore successive all'annuncio della partnership esclusiva tra i bianconeri e Konami. Secondo CNBC, ieri le sue azioni sono calate del 3,28%, costando appunto oltre 700 milioni di euro, con il valore sceso a 71.42 sterline ad azione, con il complessivo di EA passato da 22,76 miliardi di sterline (15 luglio) a 22,1 miliardi di sterline il 16 luglio Fonte: Tuttojuve
  13. Imagine for a second that the Premier League’s top scorer is also his club’s best defender. Impossible, surely. Not for William John Charles, CBE, the Swansea boyo who was adopted by Yorkshire and who went on to become Il Gigante Buono of Juventus. Elland Road’s John Charles Stand is more than just a tribute. The old West Stand was burned down in 1957 and Charles was sold for a British record £65,000 to help pay for it. Treated like meat, perhaps, but Charles was never destined to travel cattle class. In fact, Jack Charlton once revealed that Charles was the first footballer he knew who had a car. Here is a man who first played for Wales at the age of 18, making him the youngest international until a certain Ryan Giggs came along. Charles helped Leeds into the top flight in 1956 and a year later finished as the First Division’s top scorer on 38 goals. He often finished matches in defence, protecting what he had provided earlier. The story goes that Billy Wright, England captain and Wolves legend, was once asked to name the best forward he had ever played against and nominated Charles. Lion of Vienna Nat Lofthouse came up with the same reply when requested to pick the best defender he had ever faced. Certainly Charles was widely recognised to have totally snuffed out the Lofthouse threat when the pair faced each other in 1955 with Wales recording a famous 2-1 win over England in Cardiff. So Charles was special, no doubt about it. Such was the impact he made in Turin, he was voted Serie A’s greatest foreign player in 1997, four decades on. Not bad against the likes of Michel Platini either. Back to Leeds, where it all started. Charles signed as a youth player in 1948 having been on the ground staff at Swansea. The following year Charles was a regular in the side, as a defender, with the club trying to get out of the old Second Division. Gradually he was asked to play centre forward for Leeds while continuing in defence for Wales. In the 1953-54 season, Charles scored a record 43 goals in 39 games. Two years later he contributed 29 as Leeds were finally promoted to the top flight and he was club captain. Charles only played one season of First Division football for Leeds but finished with a record 38 goals in 40 matches. After that, fire destroyed the West Stand and Leeds wanted to cash in without selling the player to a domestic rival. This was what Charles said: ‘The manager called me in and said, “Juventus want you.” I said, “Who are Juventus?” and he looked at me and said, “They’re one of the best teams in Italy.” I’d never heard of them but it was different then. You didn’t have the television and press coverage you get now.’ The £65,000 move went ahead and Charles scored three goals in his first three games to become an instant hero to Il Tifosi. Things went from good to better as the Welshman netted 28 times and helped the Old Lady of Turin to their tenth Serie A title. He was also voted footballer of the year in Italy. Charles enjoyed five trophy-laden years at Juve. Three Scudetti and a couple of Italian Cups were just reward for the glut of goals which he provided. There was also the 1958 World Cup. Wales had qualified – for the only time in their history – but they did not disgrace themselves, drawing against Hungary, Mexico and Sweden. Wales went on to beat Hungary in a play-off and earned a quarter-final tie against Brazil, who had a promising youngster called Pele in the squad. Charles, who went on to play 38 times and score 15 goals for his country, missed the match through injury. In 1962 Charles left Juventus and returned to Leeds, who themselves had returned to the second tier of domestic football. It was not a success despite the record £53,000 outlay and the player quickly headed to Roma in a £70,000 deal. Three seasons at Cardiff City and a non-League swansong at Hereford United followed before Charles finally called it a day. He was awarded the CBE in 2001 and since then has been included in the Azzurri Hall of Fame, the Football League’s 100 legends, and named the most outstanding player of the past 50 years by the Football Association of Wales. As well as the John Charles Stand, there is a John Charles Way and there is a bust of him inside Elland Road, too. Anyone who has ever tried to navigate round the complicated ring road system of Leeds will also confirm that all signs point to the John Charles Centre for Sport. It would be fair to say his name lives on. -Dailymail- Oggi la Juventus torna a parlare "gallese"; credo non possa esserci modo migliore di proiettarsi verso un futuro radioso, se non rievocando un glorioso passato, un giocatore eccezionale, come John Charles. Spero l'inglese non crei troppi disagi, tuttavia l'articolo era così ben realizzato che mi sarebbe parso offensivo tradurlo.
  14. Matthijs De Ligt ha spiegato come mai ha scelto di firmare con la Juventus: "Amo il modo in cui difendono gli italiani". Matthijs De Ligt ha spiegato ad 'Ajax TV' le ragioni che lo hanno spinto a scegliere la Juventus. De Ligt ha spiegato ad Ajax TV che molti dei modelli a cui si ispira sono leggende del calcio italiano e che ama il modo di difendere dei difensori azzurri. Il 19enne centrale ha anche voluto salutare l'Ajax, il club in cui ha passato la sua intera carriera fino al trasferrimento in bianconero da calciatore professionista e in cui è cresciuto, giocando per 10 anni nelle giovanili. Fonte: Goal Italia.com Ricordiamoci anche che lui stima molto Bonucci, Chiellini e Barzagli
  15. Il capitano ha risposto alle domande dei tifosi a Dimaro: “Speriamo di vincere lo scudetto”. Mertens: “Il secondo posto è comunque un trofeo” DIMARO (Trento) - "Sono giovane, mi trovo bene a Napoli e spero di rimanere qui a vita". Così Lorenzo Insigne rispondendo alle domande del pubblico in piazza a Dimaro, sede del ritiro del Napoli. L'attaccante azzurro, quindi, sulla corsa alla scudetto, ha aggiunto: “È il mio sogno. Speriamo di raggiungere il traguardo in questa stagione". Infine, alla domanda su Sarri allenatore della Juventus, ha ribadito: "L'ho già detto, per noi napoletani è un tradimento. Ma adesso pensiamo a batterlo". Mertens: “Fieri del secondo posto” "Io darei tutto per vincere lo scudetto con il Napoli - ha detto Mertens - e pur sapendo che per i tifosi il secondo posto non basta, per noi è comunque un trofeo, perché abbiamo fatto tutto il possibile e dobbiamo esserne fieri". Manolas: “Napoli scelta migliore” Il neoarrivato Manolas ha spiegato: "Non so se io e Koulibaly siamo i più forti centrali del campionato. Questo lo dirà il campo, noi daremo il massimo. Qui nel Napoli ho trovato un clima molto familiare, vedo una squadra molto organizzato e unita. Perché sono andato via dalla Roma? Non ve lo dirò, è una cosa mia personale. Ho parlato col direttore e col mister e mi hanno fatto sentire sicuro per la mia scelta. Non ho mai avuto dubbi, ho sempre voluto Napoli e sono sicuro che sarà la miglior decisione". Fonte: Tuttosport
  16. Salve, volevo aprire un piccolo topic riguardo una statistica, e cioè i gol segnati dai giocatori della Juventus dal 2000 ad oggi in tutte le competizioni Stavo navigando nel canale della Bundesliga quando mi è capitato un video sui migliori marcatori del Bayern dal 2000 ad oggi, così mi son chiesto se esisteva qualcosa di simile sulla Juventus Purtroppo non ho trovato nulla, ma mi son preso 2 orette e con l'aiuto di Wikipedia e Excel ho stilato questa classifica Vi mostro uno screenshot dove potete osservare le prime 27-28 posizioni Cosa ne pensate? Personalmente mi stupiscono i 199 gol di Del Piero, così a memoria ricordavo ne avesse fatti molti di più dal 1993 al 2000 Ottimo il podio di Dybala dietro al duo intoccabile, podio rimasto per diversi anni nelle mani di Nedved con i suoi 65 gol Incredibili i numeri di Vidal, davvero un mostro al suo apice da noi Menzione speciale per Chiellini, a pochi passi dalla top 10
  17. In vista del 34° anniversario della tragedia dell'Heysel, bellissimo gesto da parte dell'Associazione della Memoria Storica Granata (Museo del Grande Torino e della leggenda granata) in onore dei 39 angeli volati in cielo il 29 maggio del 1985. L'associazione, non nuova ad azioni in difesa della memoria (ricordiamo la mostra "Heysel e Superga tragedie sorelle" in collaborazione con saladellamemoriaheysel.it), ha esposto uno striscione con la scritta "+39 Rispetto" su sfondo granata, durante Torino Lazio! Per questo e per il prossimo weekend lo stesso striscione sarà esposto anche fuori dal Museo. "Considerato il recente Daspo della Juventus FC allo sconsiderato che ha mimato l’aeroplano durante l’ultimo derby, siamo certi di essere sulla strada giusta.
 Sfottiamoci a volontà, insultiamoci pure se vogliamo, ma lasciamo stare i morti, loro non possono difendersi.
 Difenderli spetta a noi". Questo il testo che si legge sul loro sito. Dopo lo striscione in onore del Grande Torino comparso nella Curva Sud dello Stadium e la presenza della Juventus a Superga (attraverso una delegazione dello Juventus Museum) in occasione del 70° anniversario della tragedia granata, un altro passo verso quei rapporti di civiltà che due squadre come Juve e Toro, le rispettive tifoserie, e una città come Torino (culla del calcio italiano), meritano senza se e senza ma. Chi conosce il valore della Storia, chi comprende il significato della Memoria, deve gettare i semi per far crescere il Futuro. Insieme possiamo. Grazie di cuore, ragazzi! 70 angeli in un unico cielo!
  18. Juventus (4-4-2): Pinsoglio; Caceres, Bonucci, Rugani, De Sciglio; Cuadrado, Can, Bentancur, Pereira; Kean, Dybala. Alla prossima stagione Grazie a mercimichel per le splendide immagini che crea per il topic
  19. Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Barzagli, Alex Sandro; Can, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Mandzukic, Cristiano Ronaldo.
  20. Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Barzagli, Chiellini, Spinazzola; Can, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Cristiano Ronaldo, Dybala.
  21. Sara Gama, 30 anni, difensore, capitana della Juve e della nazionale con cui giocherà il Mondiale in Francia. Quest’anno ha vinto scudetto e Coppa Italia SARA GAMA ALLA JUVE DAL 2017 84 PARTITE CON L’ITALIA Sogno il giorno in cui diremo solo calcio senza declinare il genere. Oggi noi siamo ancora alla fase startup La miglior risposta al razzismo negli stadi è l’indifferenza Ma serve un sistema che escluda chi offende e provoca SARA GAMA Dopo i successi con la Juve è pronta per i Mondiali “Siamo aria fresca, attiriamo sponsor. Il movimento crescerà “Io capitana azzurra Sono il volto dell’Italia già globale” INTERVISTA GIULIA ZONCA TORINO Capitana della nazionale, due scudetti e una Coppa Italia con la Juve e un Mondiale davanti. Sara Gama sa che il calcio femminile ha bisogno di facce note per crescere ed è felice di metterci la sua. La partita giocata allo Stadium tra Juve e Fiorentina che cosa ha spostato? «Se fossi in un altro club e realizzassi che la Juve con questa scelta ha riportato famiglie negli stadi, ha dato un messaggio, imiterei». Imiteranno? «È già successo. La Fiorentina è stato il primo club a pensare alle donne ma la Juve ha un altro impatto mediatico e ha sollevato un’onda. Ora l’Europa ci guarda. Non esistevamo e adesso la nazionale va ai Mondiali: facciamo sul serio». Lei ha giocato per il Psg, in un campionato considerato. L’Italia a che punto è? «Sulla via giusta. Oggi ci alleniamo da professioniste». Senza esserlo. «Esiste una delibera in federazione che ci permetterebbe di esserlo, per applicarla bisogna preparare il terreno. Siamo come una start-up, servono sgravi fiscali per non soffocare le società. Ci sono ancora dilettanti come il Tavagnacco. Comunque non è una questione femminile, i rugbisti, per dire, non sono professionisti». Ai Mondiali i premi sono aumentati ma su un altro pianeta rispetto agli uomini. «Erano 15 milioni e diventano 30, raddoppiare non è male. Se poi li metti vicino agli oltre 400 dei maschi capisci che la differenza è gigantesca e va ridotta. Succederà, gli sponsor si interessano, hanno capito che siamo aria fresca». L’allenatrice dell’Italia, Bertolini, ha detto «le donne sal-veranno il calcio». «Me lo auguro. Non abbiamo i superpoteri, ma la differenza porta crescita. Un giorno parleremo di calcio e basta, senza declinare il genere. Fino ad allora gli uomini però saranno un sostegno». Il calcio ha bisogno di essere salvato? «Ha bisogno di correnti nuove che lo contaminino». Tre cose da rubare agli uomini e tre da lasciare a loro. «Prenderei la conoscenza, l’esperienza e il professionismo. Lascerei i presunti tifosi che fanno danni». Il calcio femminile espandendosi è destinato a importare anche le tossine? «Riusciamo a schermare. Resta il fatto che se la nostra società è intollerante e istiga all’odio questo atteggiamento si riversa anche negli stadi». Bloccare le partite con cori razzisti servirebbe? «Sì, però rischi di essere ostaggio. Farlo una volta può essere una scelta di rottura non la soluzione al problema. Viviamo con cellulari, telecamere e droni, possiamo individuare gli agitatori. E dovremmo far-lo sempre». Come avrebbe reagito ai buu al posto di Kean? «La miglior risposta è sempre l’indifferenza, ma lui è tanto giovane. Non è semplice». Si è mai trovata in quella situazione? «No. Si concentravano più a corrermi dietro. Esiste una meritocrazia tra i bambini e i genitori, allora non si permettevano commenti». Avere una capitana multietnica della nazionale aiuta? «Sì, perché mostri la faccia di una società globalizzata. Siamo mescolati e gli incroci ci migliorano, più lo vedi e più ti ci abitui». Con il calcio è stato amore a prima vista? «Nella mia famiglia non giocava nessuno, io lo faccio da quando cammino. Mio nonno e mia mamma mi accompagnavano agli allenamenti da bambina». E suo padre? «È arrivato in Italia, a Trieste, dal Congo come studente di ingegneria. Ha preferito tornare indietro. Qui siamo convinti che tutti vogliano venire in Italia e occupare il nostro spazio ma non è vero». Suo padre è in Congo? «Sì, preferisce la vita lì». Lei ci è mai stata? «No, ma sono felice dei mondi che mi attraversano. La mia famiglia è metà istriana, ho sangue misto: croato, congolese e il risultato è che sono italianissima». Sta in consiglio federale. Battaglie vinte? «È importante che ci vedano. Fino a 7 anni fa non eravamo rappresentate. Il contratto con le tv, prima Rai e ora Sky è sta-to un successo». Il calcio è maschilista? «Lo è: era un feudo, è normale. Abbiamo le quota rosa e nessuno le ama, io neppure, ma per iniziare devi dare delle opportunità. Anche se non è solo l’innesto di donne che può rendere l’ambiente meno maschilista». Pensa a un cambio di mentalità? «Certo. Oggi alla Juve ci alleniamo fianco a fianco con gli under 23, loro si abituano, crescono con noi e ci danno per scontate». L’Italia ai Mondiali può passare il girone? «Si può fare, la squadra ha tanta qualità, è cresciuta a livello fisico. Il bello è che ora spesso riusciamo a imporre il nostro gioco. Non si va a fare le comparse». Ha una barbie a sua immagine, fiera o destabilizzata? «Non mi pareva di avere affinità con le bambole, poi ho capito. C’era una volta la donna barbie e se trasformi lo stereotipo il concetto è forte. La bambola dice tu puoi fare quello che vuoi». Ha 30 anni, pensa al dopo calcio? «Vorrei fare politica sportiva, la dirigente: manca leadership al femminile». Il calendario azzurro 23 maggio Italia-Svizzera a Ferrara, ultima amichevole 9 giugno Esordio Mondiale con l’Australia a Valenciennes 14 giugno A Reims con la Giamaica 18 giugno A Valenciennes con il Brasile La Stampa.
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