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Sergione

VIDEO Conceicao: "La Juventus deve tornare a vincere e io voglio esserci. Gioco sempre per la squadra mai per me stesso"

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Francisco Conceição affida le sue emozioni e la sua visione del calcio a una lunga intervista sulle pagine di SportWeek. Un dialogo a cuore aperto in cui l'esterno offensivo portoghese ha lasciato ampio spazio alle proprie sensazioni, raccontando senza filtri il suo modo di vivere il campo, il peso del cognome che porta sulla maglia e le grandissime ambizioni che nutre per la Juventus e per la Nazionale.

 

Quoto

 

 

L'ISTINTO AL POTERE - Alle definizione di giocatore "irriverente" data dal connazionale Bruno Fernandes, Conceição risponde senza esitazioni: "Sì, senza dubbio. Sono uno che non ha paura di sbagliare". Una filosofia che si traduce in un modo di giocare sfrontato e diretto: "Posso avere di fronte il difensore più forte del mondo, ma io lo punto lo stesso. Nessun difensore è mai stato dribblato finché non ci riesce il primo: questa è la mia mentalità e penso di avere la qualità per dribblare chiunque. Continuerò a provarci per dimostrarlo coi fatti. Perché oggi nel mio ruolo mi sento uno dei migliori".

 

Un calcio fatto di guizzi, che nasce dalla gioia di avere il pallone tra i piedi: "Gioco con allegria. Con passione. Con tanta voglia di fare la differenza. Senza allegria non sono lo stesso". E la vera essenza del suo divertimento è chiarissima: "Puntare il difensore e metterlo con il sedere per terra? Sì, in quei momenti mi esalto. Saltare l’avversario e vincere è ciò a cui tengo di più. Dopo, viene il fare gol". A chi lo accusa di tenere troppo la palla, l'esterno risponde con fermezza: "Non è che io non voglia fare un passaggio a un compagno perché mi diverto a dribblare. Penso soltanto che in quel momento sono più utile alla squadra se provo a saltare l’uomo. Gioco sempre per la squadra, mai per me stesso".


LA MISSIONE MONDIALE E LA JUVENTUS - Alla Juventus, sotto la gestione tecnica di Luciano Spalletti, il portoghese sta trovando la sua dimensione. Le richieste dell'allenatore sono chiare: "Mi chiede lo stesso: giocare come so fare, però sempre pensando al meglio per la squadra. Prima il collettivo e poi le individualità, dice. Io sono tranquillo, perché con le qualità che ho posso fare tante, tante cose". L'impatto con il mondo bianconero e con la città è stato perfetto: "Vivo in centro, mi piace tutto della città. È tranquilla, comoda, familiare come Oporto. Mi sento a casa. La Juventus? Fantastica. È un club fantastico che vuole tornare a vincere e io voglio vincere qua. È da troppi anni che non succede, quando ricapiterà sarà bellissimo. E io voglio esserci". Poi, una dichiarazione di intenti sul prossimo Mondiale e un pensiero per Cristiano Ronaldo: "Cosa fa il Portogallo? Io penso che vinciamo. Il Portogallo deve vincere. Siamo convinti di potercela fare. CR7? Indipendentemente dall’età fa sempre tanti gol, è un leader e ha ancora tanta fame, lo dimostra ogni giorno".

 

IL RAPPORTO CON PAPA SERGIO - Il rapporto con il padre, Sergio Conceição, è stato il vero motore della sua maturazione, pur attraversando momenti complessi legati alle inevitabili malelingue: "Ho sofferto. È inevitabile, quando a 18 anni le persone che non ti vogliono bene dicono di te che giochi solo perché sei il figlio di Conceiçao. A quell’età è difficile che non ti importi ciò che ascolti, ma quelle parole mi hanno reso più forte mentalmente, mi hanno fatto maturare più velocemente. Mi hanno reso uomo". Sul campo, papà Sergio non gli ha mai fatto sconti: "Lui è molto severo in casa come sul campo, forse sul campo di più… in casa un abbraccio ogni tanto te lo dà. È anche molto esigente con il peso. Agli inizi, al Porto, non ci badavo tanto, ma tutti i giorni lui ci faceva salire sulla bilancia e bastava che superassi il mio peso forma di cento o duecento grammi, che lui mi dicesse: 'Oggi mangi meno'. Ai suoi occhi io dovevo dare l’esempio. È stata una pressione forte, ma mi ha aiutato a crescere in fretta e a diventare un giocatore migliore". E proprio da lui ha imparato la fase di non possesso: "Mi piace difendere, vincere un contrasto. Rubare palla è come fare un dribbling o un gol".

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Uno dei pochi con la personalità e la tecnica per giocare nella Juventus.

Se lo facessero lavorare tanto sul tiro, dove può migliorare di molto, diventerebbe devastante.

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5 ore fa, Sergione ha scritto:

È da troppi anni che non succede, quando ricapiterà sarà bellissimo. E io voglio esserci

Allora torna tra qualche anno

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Chico è  forte ed ha tutto x diventare fortissimo. È ancora giovane ed ha tutto il tempo per migliorare le scelte e il tiro. Veloce e tecnico salta l'uomo e si sacrifica molto, io ci credo daje chico

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"Puntare il difensore e metterlo con il sedere per terra? Sì, in quei momenti mi esalto. Saltare l’avversario e vincere è ciò a cui tengo di più. Dopo, viene il fare gol". 

 

Magari col tempo cambierà il modo di pensare, e forse peggiorerà pure,ma questo è un giocatore inutile e talvolta deleterio perché ti costringe pure a tenere uno dietro a coprirlo.

 

 

 

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8 minuti fa, Polposiscion ha scritto:

"Puntare il difensore e metterlo con il sedere per terra? Sì, in quei momenti mi esalto. Saltare l’avversario e vincere è ciò a cui tengo di più. Dopo, viene il fare gol". 

 

 

 

 

Ecco perché segna ogni morte di papa...

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A me piace...negli ultimi tempi l'unico che creava pericoli per gli avversari ...risuktando spesso anche migliore di yldiz ...e si è sempre sacrificato molto anche dietro in vari recuperi. ..come giusto che sia.

 

Tra laltro vedo che sta imparando ad accertarsi e a proporsi di piu al tiro centrale oltre al solito tiro a giro dalla fascia...o al cross.

 

Si è vero ...tiri e cross li sbaglia molto.

Ma rifletteteci ...gioca in una Juve scarsa e spesso nervosa ...e lui si prende  a volte anche  responsabilità non sue portandolo anche a strafare. Penso che crescendo e in una Juve piu decente..giocando con piu tranquillità e consapevolezza di squadra possa davvero essere un fattore 

 

Poi fattore non affatto trascurabile è uno che lotta e non si arrende mai. Non lo vedi mai adagiato su se stesso o indolente come capita molto spesso al 90 percento dei suoi compagni 

 

 

 

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2 minuti fa, 77luca ha scritto:

Vabè dai, più o meno, no?. Cambia un po’ lo stile , ma alla fine…

Non sono d'accordo.

 

Credo che Soulè sia un giocatore migliore di Conceiçao, sotto tutti gli aspetti.

 

In particolare...hai presente la critica al portoghese di fare tutto da solo e di sbagliare le scelte? Bene, l'argentino, anche in quello, è proprio un'altra cosa.

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Si vede che ci tiene tantissimo, sia da come parla che da come gioca, è uno che da il massimo sempre. Io proseguirei con Chico, ma deve diventare più concreto. Su 10 volte che arriva nei pressi dell'area, 9 non portano a nulla di concreto

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Adesso, Dastan85 ha scritto:

Non sono d'accordo.

 

Credo che Soulè sia un giocatore migliore di Conceiçao, sotto tutti gli aspetti.

 

In particolare...hai presente la critica al portoghese di fare tutto da solo e di sbagliare le scelte? Bene, l'argentino, anche in quello, è proprio un'altra cosa.

Può essere ma non so se quest’anno con Soulè al poto di Conceicao sarebbe andata meglio. Faccio fatica a immaginarmelo. Il portoghese non è forte ma spesso è stato l’unico da cui si sperava potesse venire qualcosa in partita. In molti casi anche più che dal turco. Poi vabè un modo di giocare abbastanza prevedibile e non certo un livello altissimo. Però almeno la voglia di fare un po’ di cas.ino l’aveva. Soulè io non so se almeno quello l’avrebbe dato alla juve di quest’anno, anche considerato che ha avuto le sue pause non trascurabili, alla Roma.

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Con una buona offerta lo venderei. Io non lo considero incedibile. Bravo a portare palla, bravo a saltare l'uomo, ma le mille mila volte che tira il pallone addosso al portiere o al difensore mi fanno impazzire. 

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Gol divorati davanti al portiere? A bizzeffe. 

Assist gol? Una rarità. 

Scelte sbagliate nelle giocate? A iosa. 

 

Non è perché fa meno schifo degli altri fa sì che sia un fenomeno. 

Speriamo di trovare il pesce che abbocca

  • Grazie 1

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