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  1. 2 punti
  2. 1 punto
    Garrison devi capire che il mondo va avanti e l'ambiente italico è questo se non urli e non alzi la voce (o non meni) finisce che ogni tot di anni qualche subumano di qualche Procura inventa qualche procedimento a nostro carico (con i soldi dei contribuenti) dopo un periodo in cui i vari Ziliani e Pistocchi hanno, nel frattempo, creato terreno stile Goering e company ai tempi o cominci a rispondere sullo stesso livello e anche con maggior virulenza o nel 2031 uscirà un indagine per danni ambientali ai nostri danni, per dirti a che punto possono arrivare con le * sti subumani e io francamente son stufo di tutto ciò, per cui o reagisci subito e li stronchi sul nascere o sta roba diviene ciclica non siam più nel 1970 con stile sabaudo e altre robe, rispondiamo sul campo e via dicendo non funziona più così e consiglio ai signori del vapore di Torino di farsi un giro nei bassifondi per capire come va la faccenda, altro che "pacatezza" e minchiate varie... ho visto dove ti porta la "pacatezza"...
  3. 1 punto
    Per me stranamente sottovalutato. Si sente parlare poco di lui. Ha ancora 22 anni, titolare in Serie A portoghese e potenziale da esprimere. Mi piacerebbe vederlo nella Serie A italiana.
  4. 1 punto
    Continua la buona stagione per Felix Correia al Gil Vicente. Nell'ultima gara buona prestazione e si procura anche il rigore vincente.
  5. 1 punto
    Scusate , ma perchè la Juventus non ha ancora detto nulla a riguardo , nonostante sia passata una settimana?
  6. 1 punto
    Il tuo discorso è corretto e coerente ma fallace in alcuni punti. Restando agli esempi fatti, Di Lorenzo e Gatti NON si sono sviluppati nella stabilità. Gatti ha cambiato squadra ogni anno, Di Lorenzo è rimasto due anni massimo in una squadra. E no, non sono pochi gli esempi di calciatori maturati tardi, dove maturare tardi intendiamo 22-23-24. Potrei pescarne tanti altri ma non il 31/12 :-) Questo ci consentirebbe una cosa importante. Causa dello sfacelo economico della prima squadra nell'ultimo periodo è stato strapagare delle riserve. Partendo da un Rincon in mezzo fino ai 3,5 mld di de Sciglio. Calciatori che non spostano nulla ma che hai strapagato con contratti lunghi. Giocatori che, sostituiti da, esempio, Nicolussi e un Barbieri dopo un anno di B, davano contributi non distanti ad un decimo del costo annuo. Liberando risorse per i veri BIG. Sersanti - Fabbian stessa cosa. Stessa età, Sersanti sta facendo il primo anno di B da titolare indiscusso e, pur nella situaizione del Lecco, è uno dei migliori centrocampisti giovani della B a mio avviso. Non sarà da prima squadra? bene ma quest'anno chi gli vieterà di essere obiettivo, che ne so, di una Udinese o Sassuolo con il quale potrai fare lo stesso affare Fabbian - Bologna? I soldi veri sono tutti. Anche i 3,5 di Vrioni, i4 di Dellavalle che prendi a fine anno, i 2 di Beruatto. Dalla somma a spanne fatta, e dalla quale ti ho escluso gran parte delle operazioni di bilancio (Moreno / Correia, Marques / Mateus) è uscita la cifra che ti consente di sostenere ad oggi a costo zero la Next. Cifra che devi integrare con il prodotto della NEXT. Soule, Barrenechea, Nonge, Yildiz, Hujsen, Iling. Patrimonio CHIARISSIMO. Questo lascito va ben oltre. Buon anno
  7. 1 punto
    Salvo che sappia cose che noi non sappiamo circa trattative già aperte tra Uefa/Superlega… Mi pare una ricostruzione un po’ confusa… così come non convince neppure l’interpretazione della portata della sentenza.
  8. 1 punto
    INTERVISTA A Paco D'Onofrio Avvocato esperto in diritto sportivo Partiamo dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, che è arrivata settimana scorsa sulla Superlega: cosa pensa a riguardo? “È una sentenza che ha ragionato secondo le norme del diritto europeo e non del diritto sportivo, com’è giusto che sia e come è stato fatto in passato in altri casi clamorosi, come nel caso della sentenza Bosman. Il diritto europeo vede lo sport in due modi: limitatamente agli aspetti organizzativi e tecnici, l’ordinamento sportivo viene ritenuto autonomo giustamente autonomo. Quindi, in quanto tale, questo è libero di scegliersi le regole che valuta più opportune. Quando, però, queste hanno una ricaduta sul mercato, hanno un valore economico e determinano attività imprenditoriali, come ogni altra attività su territorio europeo, è necessario attenersi alle regole generali dell’Unione Europea ed ai principi su cui si fonda il mercato libero dell’Unione Europea. Quindi, in buona sostanza, si può parlare di una sentenza che gli operatori del calcio hanno considerato nella loro giusta importanza sportiva, ma in realtà, è una sentenza che attiene ad un settore commerciale, che, però, in questo caso, ha accentuato la cassa di risonanza mediatica". Parlando delle reazioni che ha suscitato questa sentenza, dobbiamo dire che in molti si sono manifestati contro la predetta pronuncia. A capeggiare questa fazione troviamo il presidente dell’UEFA, Alexander Ceferin. Ha provato a chiedersi perché il capo dell’istituzione calcistica europea ha accolto negativamente la sentenza, visto che quest’ultima è arrivata dalla Corte di Giustizia Europea? “Questo andrebbe chiesto a lui e non a me. Non so perché lui abbia reagito negativamente alla sentenza, ma posso provare a intuirlo. Tale pronuncia non condanna l’UEFA, ma pone un principio innovativo, benché non ci sono vincitori e vinti. Se, poi, mediaticamente fa comodo pensare o piace evidenziare che ce ne siano, è un altro discorso. Ma, da un punto di vista giuridico, la CGUE si è espressa sostenendo che non ci può esserci un monopolio, perché altrimenti ci sarebbe una posizione dominante. È chiaro che chi quella posizione l’ha avuta fino al momento della sentenza e l’ha avuta in modo legittimo, perché non c’era alcuna norma che lo vietasse, riteneva che il sistema adottato fosse sano, utile e che intercettasse le esigenze del calcio. Ora, la decisione della Corte obbligherà a qualche adeguamento attraverso un colloquio tra l’UEFA e la Superlega. Si andrà necessariamente in quella direzione, perché non credo che la Superlega abbia mai avuto l’intenzione di creare una competizione parallela, separatista e divisiva: è impossibile tecnicamente poterlo fare, anche perché ci sono delle norme di diritto sportivo che lo impediscono e sulle quali la Corte di Giustizia Europea non è entrata, perché avrebbe violato l’autonomia dell’ordinamento sportivo. Quindi, da un lato la Superlega porta a casa un risultato importante, ma da sola non ha la forza per andare avanti. Dall’altra parte, l’UEFA, che, fino al momento della sentenza, non aveva considerato la possibilità di confrontarsi con un altro soggetto, ora dovrà farlo, perché non può permettersi di rimanere arroccata sulle posizioni precedenti. Io sono molto ottimista e guardo a questa sentenza come un’occasione per le parti. L’Unione Europea ha dato un’indicazione, dalla quale si può uscire rafforzati”. “Secondo me, questo passaggio non è stato casuale. Al di là delle posizioni formalmente tenute, cioè un progetto che l’UEFA non considerava legittimo, in realtà, poi, alcuni profili sono stati recepiti informalmente dalla stessa UEFA. Quindi, si può dire che il dialogo era già indirettamente stato avviato. Rimaneva solo lo “scoglio” che la Superlega ha superato, facendo un passo indietro: ricordiamoci che la contestazione principale che si faceva al progetto era la cosiddetta “membership”, cioè che ci fossero delle squadre che, a prescindere dal merito e dal momento sportivo, fossero automaticamente qualificate. Bene, questa contestazione originaria non sussiste più, perché l’ultima revisione della Superlega non prevede più squadre automaticamente ammesse. Io sono convinto che le due parti si interfacceranno, al di là delle dichiarazioni o delle posizioni di facciata. Quindi, si può dire che già prima della sentenza di giovedì scorso si sia verificato un percorso di avvicinamento tra le parti in causa. Io penso che la decisione della Corte abbia incentivato questo percorso di avvicinamento. E, in tal senso, ci sono state delle aperture: i cosiddetti “vincitori”, cioè la Superlega, hanno fatto sapere attraverso il suo amministratore delegato di essere disponibili a parlare con l’UEFA. È normale che sia così”. Ci può essere una reale contestazione o un ricorso in appello da parte dell’UEFA per ciò che concerne la sentenza già emessa a favore della Superlega oppure il giudizio è irrevocabile? “Questo è un principio che, tra l’altro, non sorprende, perché è coerente con l’ordinamento dell’Unione Europea. È chiaro che quando viene adottato per settori commerciali industriali o produttivi anonimi o meno mediatici, nessuno se ne accorge, non fa notizia. Ma tutta la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea persegue quella direzione. Pertanto, la sentenza di giovedì scorso non è sorprendente, ma è coerente. O meglio, sorprende il mondo del calcio, ma, in realtà, è una sentenza che si uniforma a tutte le precedenti pronunce su questioni analoghe, legate ad altri settori, da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il motivo per cui non penso ci possa essere alcun tipo di modifica rispetto alla predetta impostazione giuridica è dovuto al fatto che esprime un principio strutturale dell’Unione Europea”. Fonte : BN news
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    non hai inteso cio che volevo dire: intendevo dire che potrebbe essere che in accordo con JE, AA si sia dimesso per un duplice motivo: ridurre le ritorsioni contro la juve in questo periodo e far si che AA si dedichi al progetto SL, appoggiato in maniera oscura da JE
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    Se non fosse che viene da piangere sarebbe da ridere , la Uefa che chiede all'organo che li ha giudicate e gli ha detto che abusano del loro potere di correggere la sentenza , dimostrando ancora una volta che si credono sto * (e quindi dimostrano che la sentenza è giusta) . E invece adesso cominceranno ad abbassare le orecchie. Zhang in prigione , Ceferin e Gravina disoccupati , Inter fallita. Il mondo che vorrei...
  14. 1 punto
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