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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 27/05/2026 in tutte le aree
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30 punti
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23 puntiPatto Juve: avanti insieme, più di prima. Ma possibilmente, meglio di prima. John Elkann detta la linea: il binomio Comolli - Spalletti dovrà riportare la squadra al vertice. Nessuna rivoluzione. In un incontro con i giornalisti alla Continassa, Comolli ha spiegato come non abbia mai ha sentito venire meno la fiducia della proprietà: il dialogo con l’azionista di riferimento è continuo. La delusione di Elkann è enorme e il termine frustrazione ricorre nelle analisi dell'Ad, il quale si assume ogni responsabilità della stagione deludente. Dice di “soffrire fisicamente per questi risultati e per l’amarezza dei tifosi”. Ma è pronto a ripartire, saldo al suo posto di comando con un obiettivo preciso:“Migliorare insieme alla squadra di lavoro che guido, con cui c’è piena sintonia. Chiellini, Modesto, Ottolini: abbiamo tutti lo stesso obiettivo”. Comolli svela che non c’è stato bisogno di una mediazione da parte di Elkann per ricucire gli strappi con Spalletti, primo perché l’azionista non entra in queste dinamiche e poi perché Comolli nega decisamente qualsiasi problema con l’allenatore: “Tutto quello che abbiamo fatto è stato condiviso. Luciano è coinvolto sul mercato, dà le indicazioni sui giocatori e lavora a stretto contatto con Ottolini. L’ho scelto io e ho deciso che rinnovasse il contratto. Ma lavoriamo insieme da sette mesi dunque possiamo crescere insieme e migliorare nel nostro lavoro comune”. "Ci sarà una cessione, ma Yildiz non si tocca" Detto che la richiesta pubblica dell’allenatore di essere partecipe e influente nelle decisioni sulla costruzione della nuova Juventus non possono derivare dal nulla, e che Sky Sport conferma la divergenza di vedute tra i due nel corso della stagione, questa - secondo Comolli - è da interpretare come un fisiologico passaggio di assestamento nel loro rapporto. Sul futuro, poi, Comolli ha detto chiaro che il mercato sarà vincolato alla necessità di rispettare i parametri del financial fair play: “Ci sarà una cessione in più del previsto per fare cassa e abbassare i costi, ma Yildiz non si tocca, è il nostro futuro” . Secondo le notizie raccolte, quello di Bremer può essere il nome eccellente in uscita. Per dare un giudizio sul suo lavoro, Comolli sostiene “siano necessari 3/5 anni”, anche se è consapevole che la Juve debba tornare a vincere prima: “Dopo questa stagione parlare di scudetto sarebbe azzardato – ha detto- . Ma dobbiamo costruire una squadra che abbia le potenzialità per lottare per ogni obiettivo”. In che modo? “La base c’è, dovremo inserire giocatori di mentalità e con un carattere forte. E qui che dobbiamo migliorare. Spalletti è d’accordo su questo, mi ha anche chiesto se gli algoritmi possono aiutare a individuare giocatori con queste caratteristiche”, queste le parole dell’Ad, questo il modo che ha scelto per iniziare a voltare pagina. Sky Sport
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10 puntiEccomi ragazzi, vi chiedo perdono sin da ora, cercherò di sintetizzare il più possibile e in caso di curiosità di rispondere alle vostre domande, ma sarà comunque una cosa lunghetta da leggere Innanzitutto quando si vuole veicolare un messaggio di tale importanza bisogna partire da postulati piuttosto stringenti: - il contesto storico. Comolli viene da 10 giorni di fuoco di fila su ogni genere di media che parli di Juventus, dalla stampa nazionale ai canali più o meno grandi del web. Questo avrebbe già dovuto settare la comunicazione in modo differente, ed arriviamo al primo basilare errore comunicativo. Comolli aveva due scelte: indire una conferenza di una certa portata, in modo da essere ricettivo e omicomprensivo sul fuoco comunicativo che ha raccolto in questi giorni, oppure "concedersi" con un summit riepilogativo sui canali ufficiali della società, con una sorta di "monologo guidato" per spiegare i suoi punti di vista e punti programmatici. Ha scelto una riunione carbonara ad invito, creando così una sorta di clientarismo informativo. Il sottotesto che passa è "se siete graditi partecipate, altrimenti commentate domani" . E' una strategia comunicativa piuttosto "violenta", utilizzata spesso dalle major come Disney e Warner per crearsi una corte di "diffusori" fintamente neutrali di statement societari. Già societari. E qui arriviamo al secondo punto - Definire un ruolo. Quando si comunica, è fondamentale aver bene chiaro in testa CHI o QUALE nostra parte sta comunicando qualcosa. Abbiamo tutti svariate identità nella vita di tutti i giorni: professionisti, amici, mariti, madri, padri, figli...e ogni nostra identità ha un preciso codice comunicativo e messaggi differenti da veicolare. Difficilmente, ad esempio, il padre ed il figlio che convivono in noi saranno portatori dello stesso messaggio. Qui Comolli fa un corto circuito clamoroso. Inizia parlando da AD della Juventus, poi scende sempre di più nel personale, arrivando alla fine dove chi parla a questa pletora di "Illuminati" (Marvellianamente parlando) non è più l'AD di una società (già di per se un errore, ma sarebbe lunga da spiegare e entrano in gioco codici molto specifici che alla Juventus mancano da anni), ma l'uomo Comolli, che pian piano, nelle parole "rivendica" e "demanda" responsabilità in piena difesa del se e non del collettivo (Se badate si parte sempre dal "Mi assumo le responsaabilità" ad una progressiva assunzione di scusanti volte a sottolineare che comunque la sua idea non è stata sviluppata a pieno, sino alla debacle comunicativa totale in cui sostiene di non essere criticabile per un lasso di tempo arbitrariamente deciso da Comolli stesso) - Io e gli altri. La diegetica "chiaccherata" prosegue con Comolli che nomina attivamente altre persone. Altro errore comunicativo. Quando si sostiene la forza di un messaggio, lo si deve fare in prima persona. Senza esitazioni, con una dialettica convincente e idee ferme e convinte. La parte centrale dell'intervista è un continuo nominare altre persone, mettendo nelle loro bocche concetti funzionali alla narrazione portata avanti da Comolli stesso e"riscrivendo" fatti ed accadimenti in modo completamente asservito a quanto vuole far passare con le sue parole. Tudor, Spalletti, Ottolini, Chielllini vengono tutti nominati in declinazione al Comolli pensiero, senza possibilità di contradditorio alcuno (come peraltro denota anche il fatto di parlare ad un circolino). Altro metodo comunicativo legittimo, ma che in ambito della comunicazione viene percepito come violento. Il messaggio sottotraccia che passa (che Comolli volesse oppure no), è che lui è al di sopra di ognuno di loro, aziendalmente e concettualmente, che ha diritto di voto e veto su qualsiasi decisione e che i summenzionati sono felici di aderire alla sua visione. Insomma, un disastro annunciato, dacchè ogni persona deve avere il diritto di manifestare anche in questi contesti, punti di vista differenti, anche se apparentemente incompatibili. Non è un caso se nomina proprio Locatelli e McKennie, guardacaso gli stessi giocatori nominati da Spalletti nel suo intervento. E' un continuo tentativo di "riscrittura" degli accadimenti per veicolare una "riscrittura" della realtà giornalistica uscita in questi giorni. - L'assunzione di responsabilità. Questo passaggio è più breve, giuro. Ho sentio già qualche creator (casualmente presente) dire che "Comolli si sè assunto le sue responsabilità". Il che non sono è falso, ma getta un'ombra su chi afferma questa cosa. Comolli parte dicendo che "CI assumiamo le responsabilità", ma proseguendo nel suo iter narrativo, arriva a derubicare le SUE responsabilità, nominando ad hoc "Luciano", "Giorgio" o "il precedente allenatore". Si giunge così in un multiverso comunicativo in cui le idee comolliane possono essere mediate, ma non discusse ne escusse. Anche qui volontariamente o no (ma il messaggio è cosi reiterato che ritengo di si), passa iun concetto semplice: io ho il sapere del metodo giusto, lo fanno tutti, se qui non funziona è sicuramente colpa di altri. Il fatto che senta già circolare messaggi come "Comolli si è assunto le sue responsabilità" indica perfettamente che assurgere un circolo di "graditi" sta già assolvendo l'effetto sperato da Comolli, Chiudo dicendo che quanto emerge è il quadro di una persona (perchè ha abbandonato lui per primo il campo di ruolo e competenza) distopica e despotica, con poco coraggio professionale e con scarsa empatia e capacità critica. E' il paradigma del "simpatico dirigente che gratta il formaggio sulla pasta", non dissimile da uno spot elettorale, ma tragicamente avvallato da una proprietà annoiata, disinteressata e poco intelligente. E questo è solo ciò che emerge dalla comunicazione di questa idea veramente bislacca e del tutto disfunzionale. @Enri78 dacchè ho intuito che anche tu sei del settore ti chiedo una disamina su quanto ho riscontrato
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8 puntiIn occasione dell'anniversario della tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, l'Associazione Quelli di... Via Filadelfia promuove una giornata di profonda commozione, memoria e cultura per rinnovare il ricordo delle 39 persone che persero la vita il 29 maggio 1985. Venerdì 29 maggio, alle ore 18:00, presso la piazza Vittime dell'Heysel, situata tra Lungo Dora Agrigento e strada del Fortino, si terrà la solenne cerimonia di commemorazione, curata dall'Associazione Quelli di... Via Filadelfia insieme all'Associazione Familiari Vittime Heysel. L'appuntamento di quest'anno assumerà un significato ancora più profondo e permanente. Contestualmente alla cerimonia, verrà infatti inaugurato un monumento alla memoria. L'opera è nata da una forte e sentita volontà delle associazioni stesse ed è stata finanziata dalla Regione Piemonte e realizzata dal Comune di Torino, con il sostegno e la collaborazione della Circoscrizione 7. L'installazione, posizionata sulla piazza proprio a fianco della Biblioteca Civica "Italo Calvino", offrirà un luogo fisico di ricordo affinché il sacrificio di quei trentanove tifosi rimanga scolpito nella storia cittadina e nella memoria collettiva.
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8 punti"Non c'è bisogno di un aumento di capitale al 30 giugno. Va ricordato che noi chiudiamo i conti al 30 settembre, non al 30 giugno. Quindi non c'è necessità di un aumento di capitale. Per quanto riguarda la UEFA, nei nostri documenti finanziari abbiamo annunciato che stiamo negoziando un accordo. Abbiamo un dialogo aperto con la UEFA e una decisione arriverà entro il 30 giugno. La discussione è iniziata da alcune settimane e continuerà fino alla fine di giugno. Il funzionamento è questo: se entreremo in un accordo, ci saranno due conseguenze. La prima è una sanzione economica di base, una parte incondizionata e una parte condizionata. Se firmeremo l'accordo nelle prossime settimane, dovremo pagare una sanzione. Poi c'è un secondo livello, legato alle possibili sanzioni sportive. Per rispondere alla vostra domanda, si guarda alla lista A UEFA che viene presentata a inizio settembre. Se un giocatore esce, deve essere sostituito da un giocatore che abbia un costo compatibile. Quando parlo di costo, intendo il costo complessivo annuo del giocatore: ammortamento più salario. Non solo il cartellino e non solo lo stipendio. Per esempio: se il giocatore A costa 5 milioni all'anno, 2,5 milioni di ammortamento e 2,5 milioni di salario, e quel giocatore parte, allora il giocatore B che entra deve costare al massimo una cifra simile. Se costa 4,999 milioni, va bene. Questo è il modo in cui funziona. L'accordo con la UEFA si basa sulle stagioni 2022-23, 2023-24 e 2024-25. In questa stagione abbiamo avuto solo 21 giocatori in lista A a causa delle regole sui giocatori formati nel club e nella federazione, oltre ai giocatori in lista B. Si guardano i costi in entrata e in uscita. Non voglio però entrare troppo nel dettaglio sui numeri dei giocatori". In queste settimane e in questi mesi sono circolate molte informazioni sulle difficoltà del rapporto tra lei e Spalletti. Vorrei capire fino a dove arrivano queste difficoltà, se nel vostro rapporto è cambiato qualcosa e se qualcosa deve cambiare perché possa andare meglio. Inoltre, Spalletti ha spesso detto di voler incidere sulla campagna acquisti e sulla scelta dei giocatori. "Ci sono quattro domande dentro una sola domanda, quindi provo a rispondere con ordine. Prima di tutto, sono sorpreso da tutte queste informazioni, perché molte sono false. Il mio rapporto con Luciano è sempre stato lo stesso: buono, con una comunicazione buona e costante. Ci incontriamo regolarmente, sia uno a uno sia con lo staff, nel suo ufficio o in altri contesti. È una collaborazione continua. Per quanto riguarda il mercato, da quando Luciano è arrivato abbiamo sempre condiviso piani, nomi e strategia. I giocatori arrivati a gennaio e quelli partiti a gennaio sono stati decisi in totale accordo. Le decisioni sono state prese insieme. Anche per la prossima stagione, Luciano ha parlato con i giocatori che vorremmo, nei limiti di ciò che è consentito dalle regole. È pienamente coinvolto e siamo in totale accordo su quello che stiamo facendo. Nella pianificazione della rosa, che Marco sta portando avanti, Luciano è coinvolto costantemente. Marco parla con Luciano molto più di me, ovviamente, perché Marco è il direttore sportivo. Hanno incontri e conversazioni regolari, e tutto ciò che Marco fa tiene conto del modo in cui Luciano vuole far giocare la squadra. Abbiamo lavorato insieme per sette mesi. Prima non ci conoscevamo. Noi abbiamo scelto Luciano. Io ho raccomandato all'area sportiva e all'azionista di maggioranza di scegliere Luciano perché ero convinto allora che fosse la persona giusta per guidare il club e la squadra. E sono ancora convinto al 100% che sia la persona giusta per guidare il club e la squadra in futuro. Per questo ho insistito molto per arrivare all'accordo e per esercitare l'opzione prevista nel contratto. All'epoca Marco non era ancora qui. La decisione di portare Luciano è stata presa dal board, da Giorgio e da me. Io ho presentato la raccomandazione all'azionista di maggioranza e ho spiegato le ragioni per cui pensavo che Luciano fosse la persona giusta. Per noi era importante dare continuità. Non volevamo aspettare la fine della stagione per decidere se esercitare o meno l'opzione presente nel contratto. Volevamo trovare un accordo di lungo periodo che superasse l'opzione unilaterale che avevamo. Detto questo, possiamo fare meglio? Ovviamente sì. Possiamo lavorare meglio? Ovviamente sì. Ma non si può chiedere a persone che si conoscono da sette mesi di lavorare già perfettamente insieme. Abbiamo giocato 54 partite in questa stagione. Luciano è arrivato e ha guidato la squadra in tante partite di campionato, Coppa Italia e Champions League. Abbiamo giocato ogni tre giorni. Abbiamo attraversato una finestra di mercato breve, quella di gennaio, e ora siamo davanti a una finestra di mercato molto più lunga, che richiede molta più pianificazione. Qui rientrano anche la domanda sugli aggiustamenti e quella sull'accordo di lungo periodo. Serve molto pensiero, molta programmazione e molta pianificazione. È qui che dobbiamo essere molto vicini e molto allineati: proprietà, management, area sportiva e Luciano sul piano tecnico. Finora tutto ciò che abbiamo mostrato a Luciano, ogni piano e ogni obiettivo, è stato condiviso in totale accordo. Potrebbe arrivare un momento in cui Luciano ci propone un giocatore e noi rispondiamo: "Guardate, sotto un settlement agreement con la UEFA non possiamo permettercelo". Oppure Marco può mostrare un giocatore a Luciano e Luciano può dire: "Non sono del tutto convinto". Ma quel momento finora non è arrivato. L'accordo non è ancora formalizzato ufficialmente, ma siamo molto vicini". Si può fare meglio, in generale, nel commentare la stagione? Si può fare meglio anche sul mercato e anche nell'applicazione alla Juventus e al calcio italiano dell'altra parola ormai famosa in questi mesi, l'algoritmo? Si è parlato molto del rapporto con Spalletti e si è parlato molto anche dell'algoritmo di Comolli. Si può fare meglio nell'applicare questo metodo al calcio, al mercato italiano e alla Juventus? Qual è la sua visione sull'utilizzo dei dati? "L'algoritmo, i dati e le analitiche sono un modo per filtrare più velocemente le caratteristiche dei giocatori. E, per questo motivo, è anche un modo più economico, perché ci permette di usare meno risorse e di arrivare prima a una selezione più precisa. Il punto non è che l'algoritmo decide da solo. Il punto è mettere davanti all'area tecnica nomi di giocatori che siano stati filtrati dai dati, approvati dallo scouting e valutati anche dal punto di vista della personalità. Dobbiamo pensare che quei giocatori abbiano la personalità per giocare nella Juventus. È un lavoro comune, che mette insieme tre fonti diverse: i dati, lo scouting e la valutazione umana. In modo interessante, Luciano questa settimana mi ha chiesto se esistesse un modo per analizzare scientificamente il comportamento dei giocatori. Gli ho risposto che esiste, perché alcuni club europei di grande successo stanno usando approcci scientifici per analizzare linguaggio del corpo, personalità e comportamenti dei giocatori. Luciano era molto interessato e mi ha chiesto di mostrargli questo tipo di lavoro. Dopo la partita di domenica, stavamo parlando proprio della personalità e del carattere dei giocatori. Credo che giocare qui sia qualcosa di speciale. Per questo, soprattutto in questa finestra di mercato, stiamo cercando giocatori con un certo tipo di carattere. Luciano parlava di personalità. Ci sono giocatori che giocano ogni pallone, che competono su ogni situazione. Penso, per esempio, a giocatori come Locatelli, McKennie e altri. Non significa che gli altri non lo facciano, ma magari lo fanno in modo diverso o non con la stessa continuità. È per questo che, in modo condiviso tra management e area tecnica, stiamo cercando quel tipo di profilo. È interessante anche che questo tipo di giocatori ti faccia domande. Quando parliamo con loro, chiedono: "Qual è la vostra ambizione? Come volete che giochi? Dove volete arrivare?". Vogliono risposte anche loro, e questa personalità ci piace". Le chiedo se, nella vostra strategia di mercato, è previsto che aggrediate il mercato dei free agent. Sarà importante portare più giocatori, tra virgolette, a parametro zero? "Se guardate quello che ha fatto il Real Madrid negli ultimi 10-15 anni, vedete che ha spesso puntato giocatori alla fine del contratto o vicini alla fine del contratto. Se lo fa uno dei club più grandi e ricchi del mondo, significa che per ogni club il mercato dei free agent è importante. In alcuni anni, come l'anno scorso, io e Giorgio siamo arrivati tardi e quindi quel mercato era diverso. Quest'anno può essere diverso. Sì, ci stiamo concentrando anche sul mercato dei free agent dal primo gennaio, perché le regole FIFA lo consentono. Ma questo non significa che prenderemo tanti giocatori a parametro zero. Ci concentriamo su giocatori specifici per posizioni specifiche. Se alcuni di loro sono free transfer, fantastico. Se per altri dovremo pagare, allora investiremo". Yildiz resta alla Juve? "Yildiz non si muove". Nell'ottica del lavoro in comune con l'area sportiva, le è dispiaciuto che alcuni giocatori sui quali la società aveva investito molto, come Openda e Zhegrova, abbiano avuto poco spazio per mettersi in mostra e siano finiti un po' ai margini del progetto? Questo può rendere anche più difficile collocarli eventualmente sul mercato? "Su Zhegrova, il club sapeva che poteva esserci frustrazione, ma abbiamo scelto di portarlo perché ha una capacità molto chiara: può creare qualcosa dal nulla. Può uscire da una situazione con il destro o con il sinistro, ha una qualità specifica che sia l'algoritmo sia lo scouting ci avevano mostrato. C'era un accordo chiaro con il giocatore, che conosceva il suo ruolo. Capisco la sua frustrazione. Mi ha detto: "Se avessi segnato quel gol, forse avrebbe cambiato la mia stagione e la mia carriera". Gli ho risposto: "Sì, è possibile, ma ora devi essere abbastanza forte mentalmente per reagire". Siamo felici del suo contributo e anche l'allenatore è felice del suo contributo. Il discorso su Openda è diverso. Dopo la partita contro il Monaco, intorno al 28 gennaio, in cui aveva iniziato dall'inizio, non ha mostrato molto. Qui torniamo al tema della personalità e della capacità di adattarsi. La lista dei club che volevano Openda la scorsa stagione, anche in Champions League, era molto lunga. So che è un giocatore che ha mercato. Abbiamo analizzato molto e abbiamo parlato con lui per capire che cosa non abbia funzionato. L'errore è nostro, perché probabilmente abbiamo portato un giocatore con caratteristiche che non erano del tutto adatte alla Juventus, oppure un giocatore che non era ancora pronto per giocare nella Juventus. Non sto cercando scuse, ma va ricordato anche che abbiamo fatto una scelta per un certo tipo di giocatore e per un certo tipo di allenatore, e poi abbiamo cambiato allenatore. Quando cambia l'allenatore, spesso alcuni giocatori si perdono o fanno più fatica. Questo è uno dei motivi per cui cambiare allenatore è molto costoso: non incide solo sulla guida tecnica, ma anche sul valore dei giocatori e sulla loro collocazione. Quando le cose non funzionano, bisogna essere onesti. Io voglio avere una relazione aperta con tutti voi. Non sto criticando l'allenatore e non sto criticando i giocatori: sto criticando noi stessi. Se qualcosa non ha funzionato, la responsabilità è probabilmente di tutti. Non ho niente da nascondere. Se non posso entrare nei dettagli, ve lo dico. Ma in questo caso dobbiamo mostrare onestà. Se abbiamo sbagliato, dobbiamo capire perché. Alla fine della stagione stiamo facendo una sorta di post mortem: guardiamo tutto, ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato, dagli infortuni ai risultati, fino all'area aziendale. Vogliamo essere aperti e comunicare. L'ultima cosa che voglio fare è scaricare la responsabilità su qualcuno. Un giocatore probabilmente avrebbe potuto fare meglio, ma probabilmente anche noi abbiamo fatto qualcosa che non era giusto". Qual è in questo momento, anche senza qualificazione in Champions League, la situazione con Dusan Vlahovic? In positivo o in negativo può cambiare radicalmente l'impostazione del vostro lavoro estivo, considerati anche i costi degli attaccanti. Quanto tempo c'è ancora? È fiducioso? "Alla fine è tutto nelle mani del ragazzo. Il potere decisionale è nelle mani del ragazzo, non nelle nostre soltanto. Non so se vi ricordate, ma l'ho detto molte volte dopo l'ultima finestra di mercato: l'accordo morale che ho fatto con Dusan, faccia a faccia, era questo: ne parleremo alla fine della stagione. Qualunque cosa fosse successa durante la stagione, non si sarebbe trasferito a gennaio, non avremmo parlato di un nuovo contratto e avremmo affrontato tutto alla fine. Abbiamo avuto discussioni con lui e con suo padre, e ci stiamo preparando ad altre discussioni. Come andrà non lo so. Dusan e suo padre ci hanno detto: finiamo la stagione, vediamo dove saremo, Champions League o non Champions League, e poi parleremo. Se avremo buone notizie ve lo diremo. O magari lo saprete prima voi di me". Il mercato sarà molto simile a quello descritto da Spalletti qualche giorno fa oppure ci sarà comunque un mercato di respiro ampio, nonostante l'assenza delle risorse Champions? "Pensiamo di avere una base forte di giocatori e vogliamo proteggerla. Pensiamo che su quella base si possa costruire, aggiungendo giocatori con determinate caratteristiche in determinate posizioni. Vogliamo inserire giocatori che possano elevare la squadra dal punto di vista mentale, personale e caratteriale. I risultati sono stati analizzati e sono molto chiari, ma sappiamo anche di avere una base che può competere. Vogliamo completare quella base con giocatori che possano aumentare ulteriormente il livello competitivo. Aggiungendo un paio di giocatori con mentalità, approccio e caratteristiche diverse, possiamo elevare tutta la squadra e anche i giocatori che sono già qui". La Juventus non è particolarmente abituata all'Europa League, anche se ci ha giocato nel 2023. Cambia qualcosa? Finora, parlando di Champions League, si parlava sempre dell'obiettivo ottavi di finale anche a livello di bilancio. Con l'Europa League cambia la prospettiva? La Juventus, guardando anche i ranking, non partira' necessariamente con la patente di favorita. Che riflessione fa? "Andremo in quella competizione con ambizione. Le ultime due volte in cui la Juventus ha giocato l'Europa League è arrivata in semifinale. Abbiamo già guardato rapidamente la mappa europea per capire quali squadre potrebbero entrare nella competizione nella prossima stagione: club dei principali campionati, squadre portoghesi, greche, turche e così via. Sappiamo che tipo di competizione ci aspettera'. Ma un club che entra in una competizione deve essere ambizioso. E questo vale ancora di più per la Juventus, anche perché la storia recente, e anche quella meno recente, dice che nelle ultime partecipazioni siamo arrivati due volte in semifinale". Per la prossima stagione, in campionato, la qualificazione alla Champions League sarà l'obiettivo minimo. Ma con gli aggiustamenti che farete sul mercato si può già tornare a usare la parola scudetto? Oppure la Juventus deve andare per gradi, anche seguendo il ragionamento che lei faceva sui tempi necessari per avere certe risposte? "Il "quando" non può essere fissato in cinque anni, ma non posso dire che sarà l'anno prossimo o l'anno dopo. Non so cosa faranno gli altri club, non so che mercato faranno. Ci sono due nostri principali competitor che al momento non hanno ancora un allenatore. C'è tanto movimento, alcune cose le controlliamo e altre no. Per questo è davvero difficile rispondere in modo assoluto. Non è facile immaginare una situazione in cui il primo settembre andiamo davanti a tutti e diciamo: "Vogliamo vincere lo scudetto", perché ci sono ancora troppi pezzi del puzzle da sistemare. Sarebbe anche abbastanza arrogante. Quello che posso dire è che vogliamo riportare il successo al club nel futuro prevedibile. Sicuramente. Ma non posso garantire oggi che l'anno prossimo vinceremo lo scudetto. L'anno prossimo vogliamo vincere. Vogliamo essere in posizione per vincere. Non so se vinceremo o no, ma vogliamo vincere". A proposito degli aggiustamenti, immagino che una strategia di mercato l'aveste già in mente prima della conclusione della stagione. Senza Champions League teme di dover cambiare qualcosa? C'è qualche giocatore che avevate in mente e che ora potrebbe non arrivare perché la Juventus non giocherà la Champions? "È una situazione che stiamo cercando di controllare. È interessante, perché questa domanda me l'hanno fatta anche alcune persone dentro il club, oltre ai tifosi. In questo momento nessuno dei giocatori con cui avevamo parlato prima della fine della stagione ci ha detto che non verrà perché la Juventus non giocherà la Champions League. Abbiamo sentito molti giocatori e agenti dirci che vogliono giocare per la Juventus perché è la Juventus. Quando dico questo, intendo che ci sono molti motivi per voler giocare per la Juventus. Non voglio essere irresponsabile verso il club, ma diversi giocatori ci hanno detto che vogliono venire alla Juventus indipendentemente dalla Champions League. Nessuno dei giocatori con cui avevamo parlato ha cambiato idea il giorno dopo Torino o il giorno dopo Fiorentina perché il club non sarà in Champions". La situazione di break-even era prevista per il 2026-27 o per il 2027-28? "Pensiamo di essere in posizione per raggiungere il break-even, o essere molto vicini al break-even, nel 2026-27, anche considerando la mancata Champions League. Sicuramente pensiamo di arrivarci nel 2027-28. E non dimenticate una cosa: l'accordo che stiamo discutendo con la UEFA non ci lascia molta scelta. Anche se non volessimo, dobbiamo andare verso il break-even. Penso sia importante che la nostra comunità e i nostri tifosi capiscano il contesto. C'è stato un cambiamento delle regole UEFA qualche anno fa. Anche se avessimo un aumento di capitale da 200 o 300 milioni, non potremmo semplicemente spenderli sul mercato. È molto limitato ciò che un proprietario può immettere in un club che gioca competizioni europee. Questa è la realtà in cui dobbiamo vivere. Se vogliamo partecipare alle competizioni europee, dobbiamo rispettare le regole. Quindi non abbiamo scelta: dobbiamo andare verso il break-even". Questa è quella completa..
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8 puntiInteressante l’intervista a Comolli, si capiscono tante cose, la più evidente è che siamo fottuti
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8 puntiMamma mia ma come vi riducete a parlare delle persone. Se questo è il vostro livello di analisi ci credo che poi il massimo che sapete fare è denigrare ed insultare
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8 puntiRiassumendo: l'ottavo arbitro più pagato d'Italia è un tizio che non arbitra più dal 2019, ma che è stato piazzato al VAR in pianta stabile. Peraltro è un tizio che manco ricordavo fosse stato un arbitro in vita sua, nonostante il fatto che nel decennio scorso mi sia visto praticamente tutte le partite di serie A, pure le più schifide, avendo l'abbonamento tv completo. Gli arbitri top oggi sono quelli che io allora valutavo come i peggiori di tutti - Chiffi, Maresca, Guida, Massa, Doveri, Abisso - gente che avrei preso a calci in xulo dalla mattina alla sera e cacciato a pedate perché secondo me fischiavano senza il benché minimo criterio e ammonivano un po' come caxxo gli pareva a loro. Però poi ti vengono a dire che sei COMPLOTTISTA Per non parlare di quelli che non fanno una piega quando leggono DELLE GRAN CAXXATE su come la Juve stia per svendere giocatori all'Inter, ovviamente dando per scontato che sia vero, senza domandarsi in quale realtà onirica creata da questi giornalistucoli miserabili stanno vivendo, la realtà onirica in cui un club strafallito e posseduto da un fondo sciacallo americano anonimo (NESSUNO SA CHI POSSIEDE REALMENTE I DUE CLUB DI MILANO, signori miei) strapperebbe i migliori giocatori al club controllato dalla prima realtà industriale italiana perché per una stagione non fa la Champions, e che in realtà è nei fatti l'unico club italiano in cui vengono immessi dalla proprietà dei capitali reali. Epperò mi venite a dire "eh, ma i media non ne parlano, quindi è tutto finito". I due club di Milano sono dei fantasmini seduti su una montagna di debiti e controllati da dei fondi americani anonimi, epperò sono 35 ANNI che questi giornalisti di * vi vanno ripetendo come un mantra che la Juve deve stare attenta al bilancio. O ci siete o ci fate o siete dei troll.
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8 puntiPerfetto... Così potremo finalmente fiondarci su Kolo Muani autore di 1 (uno) gol in 30 partite O chiedere direttamente all'algoritmo.
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8 puntiServono calciatori con mentalità forte e Spalletti mi ha chiesto se l algoritmo possa aiutare a trovarli comolli
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7 puntiVisto che qualcuno lo chiede spiego che intendo da giorni con demansionamento. Nessun giocatore verrà venduto o comprato senza il placet dell’allenatore. Pratica non concessa alla Juve nemmeno a Lippi, Conte o Allegri. All’allenatore verrà concesso di fare dei nomi direttamente dí giocatori da acquistare e non si limiterà ad esprimere i suoi desiderata su tipologia e ruolo. Nei rapporti con la proprietà ci sarà sempre più spesso il filtro di Chiellini. Testuali parole della fonte, il filtro di Chiellini. Anche nella comunicazione esterna sebbene sia stato richiesto a Comolli di “metterci la faccia” e i problemi di lingua non saranno più considerati una scusa plausibile, ci sarà una costante presenza di Chiello.
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7 puntiTrovo molto interessante l’interesse del mister sul comportamento dei giocatori. Badate bene non sulle qualità tecniche ma sul comportamento. Detto questo compari angolari un paio di news: vi confermo bremer e Gatti in uscita. Dal primo ci si aspetta una cifra interessante. Idea di riportare Koop stabilmente dietro. Si fa solo un difensore centrale nel caso, giovane ma forte in prospettiva. Vero che Spalletti vuole conoscere e valutare Douglas Luis, e per finire mi dicono che non c’è stata alcuna lite sull’ingresso di David. Quantomeno non nei termini che leggiamo. Ah Spalletti che chiede di visionare come funzioni l’algoritmoè l’ennesima prova che Comolli non decide più da solo nemmeno che calzini mettersi. @Lev
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7 punti
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7 puntiNon se ne è accorto nemmeno che Spalletti lo ha preso in giro... 😂😂😂
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6 punti@Giupolfour Buongiorno, ti rispondo qui perchè hanno mandato il precedente topic nel cestino. L'intervista di cui parli e di cui accenavamo ieri, la ritengo una cosa superiore al ridicolo per un club come il nostro. Era prevedibile che questa fosse l'intenzione. Comolli ha puntato i piedi (giustamente), ponendo dei paletti. Io sono io, gli altri li ho scelti io (ad eccezione di Chiellini che non considera proprio) e quindi sono io a doverli gestire. Tutto corretto per una azienda che possa definirsi sana. Il punto di domanda è: come mai non è stata indetta una conferenza stampa congiunta per fare insieme il punto della situazione a tutta la stampa. La risposta è semplicissima, perchè c'è una narrazione da portare avanti, che tutto è ok e si lavora tutti uniti. Se ci fosse stato qualche giornalista curioso con delle domande scomode avrebbe reso difficile il racconto della storiella. A me non sembra un Comolli ridimensionato (anche perchè il CDA si sarebbe dovuto riunire per redigere e notificare i vincoli eventuali di mandato), anzi, mi sembra un Comolli autoritario. Ti aggiungo, ha ripetuto più volte che Yldiz non si tocca (mi pare più un modo per far capire che se lo vogliono devono fare l'offertona irrinunciabile), e che non crede si possa parlare di Juve che lotta per lo scudetto gia dal prossimo anno. In ultimo la questione sul FPF, mi è sembrata una supercazzola utile a nascondere il concetto che si venderà il possibile e si faranno innesti di occasione.
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6 puntiOttimo, vada a fare panchina a Londra, bellissima città. A mai più rivederci
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6 puntiMa poi Modesto che chiede a Spalletti di mettere David. Ma chi caxxo è Modesto? cosa ci sta a fare qui? cosa ha fatto fino ad oggi?
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5 punti#Comolli dice: “Non ho rischiato l’esonero. #Openda è arrivato quando non c’era #Spalletti ma un altro allenatore”. Peccato che Tudor non lo volesse e che ha trattato per tre mesi Kolo Muani senza prenderlo. Poi è rimasto con il cerino e si è buttato sul primo che ha visto passeggiare affacciandosi alla finestra. #Comolli avrebbe dovuto dire da subito: “Ho sbagliato tutto, chiedo scusa, devo dimostrare di essere da #Juventus, non farò più il mercato”. Le scuse in ritardo per salvare il posto hanno un altro sapore, come gli algoritmi Pedullà
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