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Rocchi accusato di frode sportiva, nelle intercettazioni riferimenti ad un dirigente dell’Inter, si indaga su incontro tra i 2. PM: "Arbitri graditi all'Inter e pressioni al VAR"

Post in rilievo

9 ore fa, messapicoprimitivo ha scritto:

A quanto dicono sul tubo 

Nuove intercettazioni 

Nuovi dirigenti Inter

Sistema Inter e sistema Napoli 

Dove di preciso su youtube?

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Altro articolo, questa volta di Panorama

 

Il contenuto dell’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni aggiunge particolari sull’inchiesta che sta scuotendo il calcio italiano. Ecco quali sarebbero state le pressioni dell’Inter per avere arbitri graditi.

Uno sfogo al telefono senza immaginare di essere intercettato. Dall’altra parte il braccio destro e supervisore al Var, Andrea Gervasoni, l’uomo che raccoglie le parole dell’ex designatore Gianluca Rocchi nell’aprile 2025. Si delinea il contenuto dell’intercettazione al centro del filone sportivamente più interessante sul sistema arbitri e si aggiunge un particolare non di poco conto perché, secondo quanto rivela il Corriere della Sera, le captazioni telefoniche su Rocchi e pochi altri sono durate alcune settimane ma si sono interrotte nell’estate scorsa visto che il Gip ha smesso di autorizzarle alla Procura non avendo raggiunto alcun risultato.

Dunque, l’intercettazione alla base del doppio capo di imputazione per Rocchi, nel quale si contesta la frode sportiva in concorso per aver dato all’Inter arbitri graditi nel finale della scorsa stagione, contiene un dialogo con Gervasoni. Rocchi riferisce che "loro" proprio non vogliono l’arbitro Doveri e, così riferisce il Corriere della Sera, il designatore e quasi infastidito per questa presa di posizione che avrebbe raccolto incontrando qualcuno a San Siro il 2 aprile 2025 in occasione del derby di Coppa Italia con il Milan.

Nessuna certezza su chi fosse l’interlocutore di Rocchi
Chi? La Procura non ha una prova certa ed evidentemente non l’ha trovata nelle settimane successive di intercettazioni, a un certo punto non più autorizzate dal giudice. E nemmeno ha avuto riscontri nelle decine di deposizioni raccolte dai grandi accusatori di Rocchi o da chi, come Doveri e Colombo, è stato chiamato in Procura. Nella telefonata si fa riferimento a un certo "Giorgio" che, per intuizione, dovrebbe essere Giorgio Schenone che della società nerazzurra è Club Referee Manager, figura addetta a tenere i rapporti con il settore arbitrale.

In ogni caso l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso rimane con persone non identificate, almeno per ora. Potevano "loro" dire espressamente chi designare e chi no? Tecnicamente la risposta è no, visito che non ricade tra i compiti del Club Referee Manager e nemmeno delle società in senso largo. E che è vietato parlare con il designatore esistendo un suo delegato a tenere i rapporti con i dirigenti. 

Però di sfoghi contro un arbitro sono piene le cronache sportive e spesso hanno costretto i designatori di turno a evitare nuovi incroci per lungo tempo, anche solo per questione di opportunità.
Peraltro lo sgradito Doveri su mandato a dirigere i nerazzurri sia nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (come da presunta richiesta), sia a Parma la giornata successiva di campionato per un totale di cinque presenze stagionali e ha ricominciato quest’anno, arbitro di molti top match dell’Inter. E’ abbastanza per identificare una frode sportiva con ricadute sulle classifiche? La risposta la dovrà dare la Procura della Figc che ha già chiesto le carte a Milano e che deve attendere il momento in cui il pm Ascione considererà chiusa la sua attività investigativa e deciderà di spedirle.

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Come detto, se nessuno degli arbitri confermerà che Rocchi parlava con Schenone, se la caverànno sostenendo che quel "Giorgio" può essere chiunque. Per la giustizia ordinaria è più che sufficiente, per quella sportiva potrebbero correre qualche rischio in più, ma nulla di trascendentale temo. 

Resta il fatto che, anche se non si è riusciti a comprovare i fatti con certezza, si è capito che Marotta indirizzava le scelte di Rocchi a suo vantaggio e a svantaggio delle concorrenti. A riprova che il sistema opaco che noi denunciamo da tempo, esiste eccome. 

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8 minutes ago, Anubic said:

Altro articolo, questa volta di Panorama

 

Il contenuto dell’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni aggiunge particolari sull’inchiesta che sta scuotendo il calcio italiano. Ecco quali sarebbero state le pressioni dell’Inter per avere arbitri graditi.

Uno sfogo al telefono senza immaginare di essere intercettato. Dall’altra parte il braccio destro e supervisore al Var, Andrea Gervasoni, l’uomo che raccoglie le parole dell’ex designatore Gianluca Rocchi nell’aprile 2025. Si delinea il contenuto dell’intercettazione al centro del filone sportivamente più interessante sul sistema arbitri e si aggiunge un particolare non di poco conto perché, secondo quanto rivela il Corriere della Sera, le captazioni telefoniche su Rocchi e pochi altri sono durate alcune settimane ma si sono interrotte nell’estate scorsa visto che il Gip ha smesso di autorizzarle alla Procura non avendo raggiunto alcun risultato.

Dunque, l’intercettazione alla base del doppio capo di imputazione per Rocchi, nel quale si contesta la frode sportiva in concorso per aver dato all’Inter arbitri graditi nel finale della scorsa stagione, contiene un dialogo con Gervasoni. Rocchi riferisce che "loro" proprio non vogliono l’arbitro Doveri e, così riferisce il Corriere della Sera, il designatore e quasi infastidito per questa presa di posizione che avrebbe raccolto incontrando qualcuno a San Siro il 2 aprile 2025 in occasione del derby di Coppa Italia con il Milan.

Nessuna certezza su chi fosse l’interlocutore di Rocchi
Chi? La Procura non ha una prova certa ed evidentemente non l’ha trovata nelle settimane successive di intercettazioni, a un certo punto non più autorizzate dal giudice. E nemmeno ha avuto riscontri nelle decine di deposizioni raccolte dai grandi accusatori di Rocchi o da chi, come Doveri e Colombo, è stato chiamato in Procura. Nella telefonata si fa riferimento a un certo "Giorgio" che, per intuizione, dovrebbe essere Giorgio Schenone che della società nerazzurra è Club Referee Manager, figura addetta a tenere i rapporti con il settore arbitrale.

In ogni caso l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso rimane con persone non identificate, almeno per ora. Potevano "loro" dire espressamente chi designare e chi no? Tecnicamente la risposta è no, visito che non ricade tra i compiti del Club Referee Manager e nemmeno delle società in senso largo. E che è vietato parlare con il designatore esistendo un suo delegato a tenere i rapporti con i dirigenti. 

Però di sfoghi contro un arbitro sono piene le cronache sportive e spesso hanno costretto i designatori di turno a evitare nuovi incroci per lungo tempo, anche solo per questione di opportunità.
Peraltro lo sgradito Doveri su mandato a dirigere i nerazzurri sia nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (come da presunta richiesta), sia a Parma la giornata successiva di campionato per un totale di cinque presenze stagionali e ha ricominciato quest’anno, arbitro di molti top match dell’Inter. E’ abbastanza per identificare una frode sportiva con ricadute sulle classifiche? La risposta la dovrà dare la Procura della Figc che ha già chiesto le carte a Milano e che deve attendere il momento in cui il pm Ascione considererà chiusa la sua attività investigativa e deciderà di spedirle.

Se in più di un anno non hanno trovato altro...

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27 minuti fa, dany-aq ha scritto:

Il problema, da come ho capito, resta sempre quello di individuare il dirigente interista dell'intercettazione di Rocchi che, parlando con Gervasoni, dice "loro non vogliono Doveri e vogliono Colombo". Quel "loro" ad oggi non sanno con certezza chi sia, perché il nome di Schenone esce solo per deduzione. Speriamo lo abbia riferito Gervasoni nell'interrogatorio. 

Il corriere di Milano scrive che anche dalle successive intercettazioni concesse dal gip, la procura non sia riuscita ad individuare con certezza questo Schenone. 

sarà schenone

loro fanno impicci alla luce del sole sefz

 

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1 minuto fa, Dio Zigo ha scritto:

Se in più di un anno non hanno trovato altro...

... chi era intercettato sapeva di esserlo.

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27 minuti fa, Dio Zigo ha scritto:

Se in più di un anno non hanno trovato altro...

gli intercettati avranno saputo? 

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Almeno uscita questa vicenda si spera in un reset ed un ambiente in cui le regole valgono per tutti allo stesso modo

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Adesso, Juvecare ha scritto:

Almeno uscita questa vicenda si spera in un reset ed un ambiente in cui le regole valgono per tutti allo stesso modo

Io nutro poche speranze, l'opera di riportare la delinquentese ai fasti anelati da la russa e Company, con soprattutto bilanci messi a posto, e' ancora lontana dall'essere completata

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Siamo nel 2026

 

la gente usa le chat: whatsapp, telegram, element dove è tutto bello criptato….

 

molto molto difficile trovare prove, è ovvio che al telefono in chiamate normali parlino di cosa mangino a pranzo 

 

Dovrebbero ritirare il telefono a Rocchi e vedere miniziosamente cosa c’è dentro…se non lo ha già cambiato 

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7 minuti fa, Dio Zigo ha scritto:

Se in più di un anno non hanno trovato altro...

Non credo abbiano inviato avvisi di garanzia per queste cose...avranno altro... 

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6 minuti fa, dany-aq ha scritto:

Come detto, se nessuno degli arbitri confermerà che Rocchi parlava con Schenone, se la caverànno sostenendo che quel "Giorgio" può essere chiunque. Per la giustizia ordinaria è più che sufficiente, per quella sportiva potrebbero correre qualche rischio in più, ma nulla di trascendentale temo. 

Resta il fatto che, anche se non si è riusciti a comprovare i fatti con certezza, si è capito che Marotta indirizzava le scelte di Rocchi a suo vantaggio e a svantaggio delle concorrenti. A riprova che il sistema opaco che noi denunciamo da tempo, esiste eccome. 

Un sistema che, in base alle notizie che circolano, abbraccia, oltre ai rapporti opachi con il sistema arbitrale, la figc, la uefa, il mondo economico (proprietá cinese/fondi/ stadio nuovo) , le curve malavitose e quindi la 'ndrangheta.

Non si sarebbero fatti mancare nulla 🤔.

Ma forse è vero che in tutto questo loro sono estranei se non parte lesa... 👍

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5 minuti fa, Dio Zigo ha scritto:

Dai su...

Prisco in confronto era un mero e tiepido simpatizzante.

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Ascione ha chiesto una proroga di indagine per altri 6 mesi a quanto pare...speriamo riesca a trovare altri riscontri per il filone Rocchi-Inter.

 

Se è Gervasoni l'interlocutore di Rocchi in quella telefonata a San Siro, a Gervasoni nell'interrogatorio sarà stato chiesto chi fosse quel "Giorgio" e di spiegare il senso di quel colloquio telefonico dove si parlava di arbitri graditi e non graditi "a loro" (cioè all'Inter).

 

Una inchiesta sportiva sicuramente ci sarà, bisognerà capire se, con gli elementi contenuti nelle carte di Ascione, quella inchiesta porterà ad un deferimento dell'Inter. 

 

Resta che però il capo di accusa per l'episodio di San Siro è di frode sportiva, e che Ascione descrive come sistema teso a designare per l'Inter arbitri graditi e non graditi: sulla base di quell'accusa Rocchi è indagato penalmente...se il PM non avesse avuto qualche riscontro, avrebbe evitato al momento di inserire quel capo di accusa nell'avviso di garanzia, limitandosi ad imputare a Rocchi i suoi comportamenti a Lissone e nella gestione più generale degli arbitri.

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Sempre tenendo in considerazione che tutto ciò che trapela va preso con le pinze,  Il punto chiave è capire quando Rocchi verrà interrogato quanto vorrà rischiare per eventualmente salvare il c* ad altri, sempre presupponendo che non ci siano intercettazioni più chiare. 

Alla chiara domande a chi si riferisse non può certo rispondere con nomi falsi o mentendo spudoratamente. Si tratta di penale non scordiamolo. 

La strada è ancora lunga. 

 

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Da questa vicenda però ho scoperto che Doveri era sgradito all'inda, nonostante lo zainetto in aeroporto 😅

Adesso, Anubic ha scritto:

fonte?

Rocchetta

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35 minuti fa, Anubic ha scritto:

Non so a voi ma a me pare un articolo scritto da un interista 

 

Corriere della Sera
Riflettori puntati su Giorgio Schenone, dal 2009 al 2020 guardialinee spesso in tandem con Rocchi (quando faceva l’arbitro) e da sei anni «club referee manager» dei nerazzurri. Ma per la Procura non è certo che si tratti di lui

«Loro non lo vogliono più vedere», quel certo arbitro. «Loro». Che non è il film di Sorrentino sulle trasfigurate vicende del berlusconismo. Ma un pronome che dopo un anno la Procura non è sinora riuscita a trasformare in un nome e cognome. Un «loro» che, da quando fu pronunciato in una intercettazione dell’aprile 2025 tra il designatore arbitrale della serie A Gianluca Rocchi e il supervisore del Var Andrea Gervasoni, resta in cerca di paternità nella galassia Inter: al punto che — senza che si sia saputo — a un certo momento l’estate scorsa il gip dell’indagine disse basta alla Procura, e smise di autorizzare le proroghe delle intercettazioni con le quali il pm per settimane aveva sperato di arrivare all’identificazione. Un «loro» al quale da 13 mesi è comunque appesa l’ipotesi di frode sportiva formulata nell’invito a comparire notificato a Rocchi dieci giorni fa, e non raccolto dal dirigente che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nell’intercettazione del 2025 Gervasoni è colui che più che altro ascolta lo sfogo di
Rocchi, il quale alle orecchie della GdF appare a tratti insofferente e scocciato dal fatto che «loro» abbiano insistito (in un incontro allo stadio di San Siro il 2 aprile 2025) affinché egli designi il malvisto dagli interisti Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025 in modo da «schermarlo» e cioè creare la situazione per cui l’Inter non rischi più di averlo tra i piedi nelle successive partite del finale campionato più importanti per la lotta scudetto; e affinché designi l’invece apprezzato Andrea Colombo per la gara Bologna-Inter del 20 aprile 2025. I desideri interisti (che, pur esauditi, paradossalmente porteranno male ai nerazzurri, sconfitti in entrambi i casi, in Bologna-Inter pure con polemiche su un possibile errore ai danni dell’Inter) nell’intercettazione sembrano ricondotti da Rocchi a «loro» per indiretto tramite del riferimento a una terza persona, che però per la Procura in quell’aprile 2025 non consente di identificare con sufficiente attendibilità il possibile portavoce interista: questo anche se ovviamente il ruolo (da 6 anni «club referee manager» e cioè dirigente addetto a interloquire con il referente della «Commissione arbitri nazionale» per i rapporti ufficiali con le società), e un nome di battesimo nel dialogo tra Rocchi e Gervasoni (Giorgio), si intuisce facciano prendere in considerazione agli inquirenti, come ragionamento, l’eventualità che sia Giorgio Schenone, dal 2009 al 2020 guardialinee spesso in tandem con Rocchi quando Rocchi faceva l’arbitro.

Per cercare di identificare quel «loro», la Procura nella primavera 2025 chiede e ottiene dal gip su alcuni bersagli altre settimane di intercettazioni, che tuttavia non portano alcun risultato agli inquirenti: tanto che a un certo punto all’inizio dell’estate 2025 il gip dice basta alle intercettazioni, negando al pm la proroga dell’autorizzazione alle captazioni di cui ravvisa interamente spremuta ed ormai essiccata l’utilità investigativa. L’impasse sull’identità del supposto emissario interista non viene sciolta neanche dalle audizioni di testi nei mesi successivi, come conferma il fatto che dieci giorni fa l’invito a comparire a Rocchi continuasse a fare riferimento al «concorso di altre persone» non identificate.

 

All’inchiesta resta dunque il bisogno di fare due gradini. Riuscire a dare con certezza un nome e cognome al portavoce di «loro». E poi, se si trattasse di un dirigente interista, avventurarsi in una disamina quasi psicologica sui tre scenari possibili. Nel più favorevole ai nerazzurri, infatti, Rocchi potrebbe aver ascoltato notori giudizi del club su questo o quell’arbitro, poi però giungendo autonomamente (e per motivi magari differenti) proprio al medesimo tipo di designazioni auspicate.
Intermedio sarebbe lo scenario di prese di posizione dell’Inter nelle interlocuzioni con i vertici arbitrali, che però in questo caso per protocollo l’Inter avrebbe allora potuto avere non tra Schenone e il designatore Rocchi (vietato sportivamente), ma solo tra Schenone e il referente della «Can» per i rapporti con le società, Andrea De Marco. Nel peggiore scenario per i nerazzurri, invece, l’insofferenza di Rocchi percepibile nell’intercettazione, sommata alle designazioni «interiste» da lui poi davvero fatte, potrebbe essere indice di un reale condizionamento proveniente dal club e incidente sulle scelte del designatore a prescindere dai risultati delle gare sfavorevoli all’Inter.

 

 

Comunque se è davvero tutto qui, è palese che non succederà nulla 

Ci sono degli spunti molto interessanti e Schenone mi sembra tutto tranne che non riconducibile alla vicenda.

I Pm hanno sicuramente molto altro.

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