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homer75

Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

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Commento ora la partita dopo 12 ore. Nel primo tempo ho visto una buona Juventus non la migliore della stagione, come ha sostenuto qualche giornalista, ma una buona prestazione. Nel secondo tempo gli episodi ci sono stati sfavorevoli e l'arbitro ci ha messo del suo permettendo ai laziali di picchiare come fabbri prima Dybala e poi Matuidi. Due falli da giallo e quello su Matuidi da rosso diretto. Spero solo che non c'è lo rimandino in finale di supercoppa. Poi è chiaro che abbiamo problemi a centrocampo tra infortunati e fuori forma. Ma questa è la conseguenza di un mercato estivo incomprensibile. Nulla è compromesso ma la società deve passarsi una mano sulla coscienza e rafforzare la squadra in mezzo al campo con uno o due innesti di qualità. Altrimenti sarà dura arrivare in fondo alla champions.

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9 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

Data una dimostrazione di forza in una serata infausta!

 

Arriva a dicembre la prima sconfitta stagionale dell'unica squadra ancora imbattuta in Europa (rileggere e memorizzare). Si perde a casa della squadra più in forma del campionato dopo averla dominata per larghi tratti, dovendo fare a meno anche del nostro miglior centrocampista (in quel momento il migliore in campo) per l'ennesimo infortunio.

Fino a quando, dal possibile 1-2 (con Dybala che non la passa a CR7), va in scena la fiera degli episodi tra rossi dati e rossi negati!

Restiamo in 10 e andiamo sotto.

Grazie a Szczesny resistiamo anche ad un rigore viziato da fallo su Pjanic ad inizio azione, inspiegabilmente confermato dal var.

Ci proviamo fino alla fine, com'è giusto che sia, ovviamente rischiando, ma non va. E alla fine prendiamo il terzo a campo aperto.
Paradossalmente buoni segnali in una gara persa (nel gioco e nei singoli, con Ronaldo buono e Berna in ripresa). Ma prima o poi doveva arrivare una sconfitta. Ci sta.

Ora si tratta di metabolizzarla e ripartire ancora più cattivi!

 

Se vogliamo iniziare (come già si è iniziato) con il lamento delle sirene che va avanti da ANNI… prego: facciamo pure! Tanto una volta era colpa di Marotta, oggi di Paratici e Nedved, ieri di Allegri, oggi di Sarri, e a turno, ieri e oggi, dei vari giocatori che stanno antipatici. Robe difronte alle quali veramente sembra di trovarsi in una classe di asilo.

 

Se però nel farlo si vuole analizzare la partita, capire CONTRO CHI abbiamo giocato (a casa della squadra più in palla della Serie A, che in casa deteneva sia il miglior attacco che  la miglior difesa), COME abbiamo giocato (cioè, per il 70% del tempo in cui siamo rimasti 11vs11, banchettando nella loro metà campo, subendo il primo tiro nello specchio al 45°), e IN CHE MODO la partita è cambiata (frutto di un misto di episodi arbitrali tutti contrari e scelte scellerate di alcuni singoli), allora si abbia il buon gusto (se non il buon senso) di lasciare da parte i propri preconcetti, le proprie fazioncine, i propri stereotipi ricchi di contraddizioni, e non sputare addosso a Tizio e Caio tanto per farlo. Criticando ovviamente, ma ragionando di calcio.

 

La Juve ha giocato fino all’espulsione di Cuadrado una delle migliori partite stagionali.

Io temevo questa partita, molto incazzato e deluso dall’atteggiamento contro il Sassuolo, e più di tutto (specialmente dopo il pareggio dell’inter di ieri) avrei voluto vedere un approccio e una gestione della partita diversa rispetto a domenica scorsa.

L’ho vista, al di là del risultato.

E per l’ennesima volta contro una “grande” o nelle sfide che contano (Atletico, Napoli, Bayer, Inter, di nuovo Atletico nel 1°t, Lazio).

Difesa altissima, pressing nella metà campo avversaria, riconquista palla puntuale ad ogni loro uscita, fraseggi continui, RAPIDI, e fatti nella maniera GIUSTA (palla avanti palla dietro), e così via.

Se poi ci metti un Ronaldo che sembra proseguire nel suo ritrovamento della forma (lo avevo già visto in ripresa con il Sassuolo) allora ecco un gol del vantaggio che esce dopo un’azione bellissima, finalizzata da un triangolo fra i migliori in campo: Cristiano e Bentancur.

Bentancur che alcuni qui definivano “Pippancur”, prigionieri delle loro battaglie di cui sopra.

Bentancur che ad un certo punto fa un numero pazzesco sulla fascia.

Bentancur che si infortuna, perché la sfiga con noi ci vede davvero benissimo, ed è costretto ad uscire al 37°.

Già dal momento in cui “zoppicava” si era notato che la Juve aveva un po’ attutito quella pressione continua che aveva prodotto diverse occasioni, al punto che anche un giocatore come Bernardeschi appariva in partita facendo le scelte giuste (finalmente) a livello offensivo (culminate nella bella giocata per l’assist a Cristiano, il cui colpo di testa è salvato sulla linea da Strakosha).

Entra Emre Can, e non entrerà bene, se non per l’unica palla degna di nota della sua partita (quella appunto che libererà Bernardeschi nell’azione appena descritta).

Da lì iniziano cinque minuti finali pieni di imprecisioni in uscita ad opera dello stesso Emre Can e di Cuadrado. Dalla sintesi di queste ultime nasce l’angolo da cui subiamo il pareggio all’ultimo minuto, al primo tiro preso nello specchio! Non perfetti Bonucci e Alex Sandro nella  fattispecie. La difesa aveva le giuste posizioni, ma un po’ la palla perfetta e millimetrica di Luis Alberto, un po’ una comunione di disattenzioni, e arriva il pareggio nel momento peggiore, prima di andare negli spogliatoi.

Bella partita comunque.

 

Inizia il secondo tempo all’insegna dell’equilibrio, sebbene sia un equilibrio non statico, perché spesso si vedono folate da una parte e dall’altra. Ma l’unica occasione ce l’abbiamo ancora noi, ed è GIGANTESCA! Su errore di Strakosha, Dybala recupera palla e invece di darla a Cristiano, SOLO in mezzo all’area, decide di tirare con lo specchio della porta mezzo coperto. Strakosha para, e ti scorre un brivido sulla schiena pensando al famoso detto “gol mangiato…”.

 

Ma il modo in cui si rovina la partita è kafkiano.

Dopo che Fabbri aveva risparmiato un rosso a Luiz Felipe (nemmeno fischiato il fallo)... ecco che da un nostro corner un mancato rispetto delle consegne tra Dybala e Bernardeschi innesca un contropiede  che si conclude con fallo di Cuadrado da ultimo uomo, ma ad una quarantina di metri dalla porta. Cuadrado che forse poteva temporeggiare (e che da dopo l’ultima sosta delle Nazionali vive un momento di down), ma io ricordo benissimo che un episodio simile in questa stagione venne valutato non da rosso (ma non ricordo la gara, se qualcuno la rammenta me la segnali, grazie).

 

Sliding door.

 

Una gara tosta, interpretata benissimo, rovinata sul più bello, appena dopo aver fallito l’1-2!

 

E andiamo un po’ nel pallone. Per carità, bisognerebbe mantenere una certa solidità anche in 10, ma contro questa Lazio a casa sua (e che meritava di vincere a San Siro con l’Inter ad inizio anno, quando i risultati non le entravano) non è la cosa più semplice del mondo. Specie se poi a confezionare il gol del 2-0 arriva un’altra giocata PERFETTA, ancor più di quella del primo gol, ovvero un lancio stupendo di Luis Alberto e un inserimento, stop, e tiro, da fenomeno di Milinkovic-Savic. Chapeau! De Ligt forse non perfetto nella circostanza, anche se c’è chi si perde il taglio iniziale di Milinkovic. Ma giocata grandiosa.

 

A quel punto è un Everest. La Lazio è la squadra che attacca meglio la profondità in Italia, la migliore a giocare di ripartenza. E infatti noi abbiamo il merito di provarci, ma aprendoci mortalmente ai loro contropiedi. Da uno di questi arriva un rigore, giusto, ma viziato da fallo su Pjanic al limite della loro area ad inizio azione che gli permette la riconquista della sfera. Né menzionato in telecronaca da un Pardo che non vedeva l’ora di commentare una serata del genere, né da Fabbri, né (credo) rivisto dal var che stasera dormiva.

 

Szczesny, quasi inoperoso per oltre un’ora, nell’ultima parte decide di prendere 8 in pagella con alcuni interventi strepitosi, e para un “doppio rigore” ad Immobile, regalandoci gli ultimi minuti di forcing. Anche qui… un tempo a parti invertite si sarebbe detto “non puoi lasciarli giocare a casa tua con un uomo in più” (perché noi è questo che abbiamo provato a fare), ma la serata delle scelte dei singoli scellerate si conclude con un paio di soluzioni di Danilo totalmente incomprensibili (un tiro dalla distanza con l’area piena di nostri giocatori e un cross sbilenco dalla trequarti, entrambi finiti in Curva Nord). E nell’estremo atto di generosità becchiamo il terzo a campo apertissimo.

 

Se ho descritto qualcosa che non torna fatemelo presente.

 

Ma se la partita è stata questa, al di là della delusione a caldo per la prima sconfitta stagionale (la prima sconfitta stagionale!) a dicembre, allora serve dire con onestà che Sarri l’aveva preparata benissimo, che la Juve aveva giocato benissimo, che meritava di chiudere il 1°t almeno 1-0 (se non 2-0), che avrebbe potuto ripassare in vantaggio nel 2°t, e che l’espulsione ha cambiato totalmente la partita.

Se questi sono motivi per urlare di tutto contro Sarri, contro Paratici e Nedved (meno male che ci sono gli esuberi, senò tra poco dovevo giocare io), contro chiunque, allora forse sono io che interpreto le partite in un modo sbagliato.

Siamo in linea coi punteggi degli scorsi anni, siamo addirittura oltre per quanto riguarda la Champions: è l'andamento da record storico dell’inter l’anomalia (ed è vero, è il loro record storico di punti). Ed è un'anomalia che fa perddere la brocca a molti, esattamente come la faceva perdere il testa a testa con Sarri di due anni fa.

Per contro si può dire che pesano i punti persi col Sassuolo (con quelli saremmo primi) e che quelli persi a Lecce sono stati certificati come “rubati” (come piace "definirli" ai nostri haters) grazie ad un rigore che non doveva essere assegnato (e a tante occasioni nostre non concretizzate). E’ una lotta punto a punto, ma restiamo lì ad una partita di distanza.

 

Vanno evidenziate però due cose su tutte.

Questa squadra a volte pecca di concentrazione in alcuni singoli (può essere il Pjanic che gioca in modo altalenante, Emre Can o l’ultimo Cuadrado che regalano palloni agli avversari, o alcune altre disattenzioni varie come quelle sui corner a nostro favore, o la scelta dell’ultima giocata, ecc), che meritano un cambio di rotta da parte dei singoli stessi e strigliate più convincenti da parte del mister. Ed io, sul tema “strigliate”, mi soffermerei, perchè è più di questo aspetto, cioè il saper tenere tutti sulla corda, che a volte mi preoccupo, specie in assenza di un leader caratteriale e tecnico in campo come Chiellini (che non è un’assenza da poco), quando dall’altra parte Conte, che spesso fatica pure lui a portarle a casa persino contro la Spal o l’Udinese, nel saper dare stimoli è un maestro, e si ritrova in squadra “un Chiellini” in Godin (e questa cose contano). A volte non si deve focalizzare tutto solo sul campo e sulla tattica, bisogna anche iniziare a stimolare la squadra facendole capire che si sta facendo la lotta con quelli là.

L’altro aspetto è che è necessario concretizzare di più quanto si crea anche dopo essere andati in vantaggio. E saperlo mantenere il vantaggio! Al di là degli errori tecnici che possono capitare nell’una e nell’altra fase, serve essere ben mentalizzati su questo, VOLER concretizzare (quindi essere cattivi sotto porta, non provare sempre sto cacchio di tiro a giro per i fotografi), VOLER non subire, come se ci si stesse giocando la vita (invece di regalare letteralmente assist per i gol degli avversari). Se si abbassa un minimo la guardia, allora si corrono pericoli seri.

 

Detto ciò, contro le grandi le prove a livello di gioco sono state tutte buone o ottime, e  i margini sarebbero tanti. Dico “sarebbero” perché lo stato di forma e gli infortuni ci impediscono di fare voli pindarici. Avevamo trovato in Bentancur un interprete perfetto per il ruolo di mezzala al posto di Khedira. Se il suo infortunio sarà grave, aggiungendosi a quelli di Chiellini di Douglas Costa, di Ramsey, alla forma misteriosa di Rabiot, ecc, bisognerà sempre rincorrere un assetto ideale all’interno di un percorso di rinnovamento che già di per sé ha i suoi ostacoli (Guardiola al primo anno di City agguantò il quarto posto valido per la Champions all’ultima giornata come uno Spalletti qualsiasi, e parliamo di Guardiola e della squadra che ha speso di più al mondo).

 

Però una cosa… siccome abbiamo già fin troppi nemici, siccome abbiamo quelli lì come nostra peggiore rivale (con alla guida e in dirigenza chi sappiamo), siccome i media e i giornalisti godono nel vederci inciampare… quantomeno freniamoci noi con le shit storm, calmiamoci con lo sputare su tutto e tutti, riflettiamo, prima di lanciarci in intemerate assurde, provando a ripensare ai casi del passato, a fare paragoni, ad essere logici.

La Juve ha sin troppi nemici per avere anche noi tra di loro. E certi atteggiamenti (intendo alcuni pubblici, sui social ecc) "arrivano", e ci giocano contro.

 

Chissà se si riuscirà mai a criticare senza essere prigionieri delle proprie religioni, esasperandole.

E’ in questi momenti che dobbiamo "scendere in campo" pure noi.

Sempre se si è tifosi.

Posso condivider gran parte di quello che hai scritto e senza problemi, l'importante è non confondere le valutazioni con i processi. Quello che mai capirò e credo a giusta ragione è perchè ci siamo ridotti così: con Mandzukic, Demiral e E. Can ai margini se non fuori rosa. Con Rabiot e Ramsey acquistati già fallati, Con Rugani in rosa e mai considerato, e con un centrocampo fatto da giocatori con una lentezza pachidermica. Amico, questo vuol dire non amare la Juve? P.S su quelli "fallati" mi sono tenuto anche stretto.

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6 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

Data una dimostrazione di forza in una serata infausta!

 

Arriva a dicembre la prima sconfitta stagionale dell'unica squadra ancora imbattuta in Europa (rileggere e memorizzare). Si perde a casa della squadra più in forma del campionato dopo averla dominata per larghi tratti, dovendo fare a meno anche del nostro miglior centrocampista (in quel momento il migliore in campo) per l'ennesimo infortunio.

Fino a quando, dal possibile 1-2 (con Dybala che non la passa a CR7), va in scena la fiera degli episodi tra rossi dati e rossi negati!

Restiamo in 10 e andiamo sotto.

Grazie a Szczesny resistiamo anche ad un rigore viziato da fallo su Pjanic ad inizio azione, inspiegabilmente confermato dal var.

Ci proviamo fino alla fine, com'è giusto che sia, ovviamente rischiando, ma non va. E alla fine prendiamo il terzo a campo aperto.
Paradossalmente buoni segnali in una gara persa (nel gioco e nei singoli, con Ronaldo buono e Berna in ripresa). Ma prima o poi doveva arrivare una sconfitta. Ci sta.

Ora si tratta di metabolizzarla e ripartire ancora più cattivi!

 

Se vogliamo iniziare (come già si è iniziato) con il lamento delle sirene che va avanti da ANNI… prego: facciamo pure! Tanto una volta era colpa di Marotta, oggi di Paratici e Nedved, ieri di Allegri, oggi di Sarri, e a turno, ieri e oggi, dei vari giocatori che stanno antipatici. Robe difronte alle quali veramente sembra di trovarsi in una classe di asilo.

 

Se però nel farlo si vuole analizzare la partita, capire CONTRO CHI abbiamo giocato (a casa della squadra più in palla della Serie A, che in casa deteneva sia il miglior attacco che  la miglior difesa), COME abbiamo giocato (cioè, per il 70% del tempo in cui siamo rimasti 11vs11, banchettando nella loro metà campo, subendo il primo tiro nello specchio al 45°), e IN CHE MODO la partita è cambiata (frutto di un misto di episodi arbitrali tutti contrari e scelte scellerate di alcuni singoli), allora si abbia il buon gusto (se non il buon senso) di lasciare da parte i propri preconcetti, le proprie fazioncine, i propri stereotipi ricchi di contraddizioni, e non sputare addosso a Tizio e Caio tanto per farlo. Criticando ovviamente, ma ragionando di calcio.

 

La Juve ha giocato fino all’espulsione di Cuadrado una delle migliori partite stagionali.

Io temevo questa partita, molto incazzato e deluso dall’atteggiamento contro il Sassuolo, e più di tutto (specialmente dopo il pareggio dell’inter di ieri) avrei voluto vedere un approccio e una gestione della partita diversa rispetto a domenica scorsa.

L’ho vista, al di là del risultato.

E per l’ennesima volta contro una “grande” o nelle sfide che contano (Atletico, Napoli, Bayer, Inter, di nuovo Atletico nel 1°t, Lazio).

Difesa altissima, pressing nella metà campo avversaria, riconquista palla puntuale ad ogni loro uscita, fraseggi continui, RAPIDI, e fatti nella maniera GIUSTA (palla avanti palla dietro), e così via.

Se poi ci metti un Ronaldo che sembra proseguire nel suo ritrovamento della forma (lo avevo già visto in ripresa con il Sassuolo) allora ecco un gol del vantaggio che esce dopo un’azione bellissima, finalizzata da un triangolo fra i migliori in campo: Cristiano e Bentancur.

Bentancur che alcuni qui definivano “Pippancur”, prigionieri delle loro battaglie di cui sopra.

Bentancur che ad un certo punto fa un numero pazzesco sulla fascia.

Bentancur che si infortuna, perché la sfiga con noi ci vede davvero benissimo, ed è costretto ad uscire al 37°.

Già dal momento in cui “zoppicava” si era notato che la Juve aveva un po’ attutito quella pressione continua che aveva prodotto diverse occasioni, al punto che anche un giocatore come Bernardeschi appariva in partita facendo le scelte giuste (finalmente) a livello offensivo (culminate nella bella giocata per l’assist a Cristiano, il cui colpo di testa è salvato sulla linea da Strakosha).

Entra Emre Can, e non entrerà bene, se non per l’unica palla degna di nota della sua partita (quella appunto che libererà Bernardeschi nell’azione appena descritta).

Da lì iniziano cinque minuti finali pieni di imprecisioni in uscita ad opera dello stesso Emre Can e di Cuadrado. Dalla sintesi di queste ultime nasce l’angolo da cui subiamo il pareggio all’ultimo minuto, al primo tiro preso nello specchio! Non perfetti Bonucci e Alex Sandro nella  fattispecie. La difesa aveva le giuste posizioni, ma un po’ la palla perfetta e millimetrica di Luis Alberto, un po’ una comunione di disattenzioni, e arriva il pareggio nel momento peggiore, prima di andare negli spogliatoi.

Bella partita comunque.

 

Inizia il secondo tempo all’insegna dell’equilibrio, sebbene sia un equilibrio non statico, perché spesso si vedono folate da una parte e dall’altra. Ma l’unica occasione ce l’abbiamo ancora noi, ed è GIGANTESCA! Su errore di Strakosha, Dybala recupera palla e invece di darla a Cristiano, SOLO in mezzo all’area, decide di tirare con lo specchio della porta mezzo coperto. Strakosha para, e ti scorre un brivido sulla schiena pensando al famoso detto “gol mangiato…”.

 

Ma il modo in cui si rovina la partita è kafkiano.

Dopo che Fabbri aveva risparmiato un rosso a Luiz Felipe (nemmeno fischiato il fallo)... ecco che da un nostro corner un mancato rispetto delle consegne tra Dybala e Bernardeschi innesca un contropiede  che si conclude con fallo di Cuadrado da ultimo uomo, ma ad una quarantina di metri dalla porta. Cuadrado che forse poteva temporeggiare (e che da dopo l’ultima sosta delle Nazionali vive un momento di down), ma io ricordo benissimo che un episodio simile in questa stagione venne valutato non da rosso (ma non ricordo la gara, se qualcuno la rammenta me la segnali, grazie).

 

Sliding door.

 

Una gara tosta, interpretata benissimo, rovinata sul più bello, appena dopo aver fallito l’1-2!

 

E andiamo un po’ nel pallone. Per carità, bisognerebbe mantenere una certa solidità anche in 10, ma contro questa Lazio a casa sua (e che meritava di vincere a San Siro con l’Inter ad inizio anno, quando i risultati non le entravano) non è la cosa più semplice del mondo. Specie se poi a confezionare il gol del 2-0 arriva un’altra giocata PERFETTA, ancor più di quella del primo gol, ovvero un lancio stupendo di Luis Alberto e un inserimento, stop, e tiro, da fenomeno di Milinkovic-Savic. Chapeau! De Ligt forse non perfetto nella circostanza, anche se c’è chi si perde il taglio iniziale di Milinkovic. Ma giocata grandiosa.

 

A quel punto è un Everest. La Lazio è la squadra che attacca meglio la profondità in Italia, la migliore a giocare di ripartenza. E infatti noi abbiamo il merito di provarci, ma aprendoci mortalmente ai loro contropiedi. Da uno di questi arriva un rigore, giusto, ma viziato da fallo su Pjanic al limite della loro area ad inizio azione che gli permette la riconquista della sfera. Né menzionato in telecronaca da un Pardo che non vedeva l’ora di commentare una serata del genere, né da Fabbri, né (credo) rivisto dal var che stasera dormiva.

 

Szczesny, quasi inoperoso per oltre un’ora, nell’ultima parte decide di prendere 8 in pagella con alcuni interventi strepitosi, e para un “doppio rigore” ad Immobile, regalandoci gli ultimi minuti di forcing. Anche qui… un tempo a parti invertite si sarebbe detto “non puoi lasciarli giocare a casa tua con un uomo in più” (perché noi è questo che abbiamo provato a fare), ma la serata delle scelte dei singoli scellerate si conclude con un paio di soluzioni di Danilo totalmente incomprensibili (un tiro dalla distanza con l’area piena di nostri giocatori e un cross sbilenco dalla trequarti, entrambi finiti in Curva Nord). E nell’estremo atto di generosità becchiamo il terzo a campo apertissimo.

 

Se ho descritto qualcosa che non torna fatemelo presente.

 

Ma se la partita è stata questa, al di là della delusione a caldo per la prima sconfitta stagionale (la prima sconfitta stagionale!) a dicembre, allora serve dire con onestà che Sarri l’aveva preparata benissimo, che la Juve aveva giocato benissimo, che meritava di chiudere il 1°t almeno 1-0 (se non 2-0), che avrebbe potuto ripassare in vantaggio nel 2°t, e che l’espulsione ha cambiato totalmente la partita.

Se questi sono motivi per urlare di tutto contro Sarri, contro Paratici e Nedved (meno male che ci sono gli esuberi, senò tra poco dovevo giocare io), contro chiunque, allora forse sono io che interpreto le partite in un modo sbagliato.

Siamo in linea coi punteggi degli scorsi anni, siamo addirittura oltre per quanto riguarda la Champions: è l'andamento da record storico dell’inter l’anomalia (ed è vero, è il loro record storico di punti). Ed è un'anomalia che fa perddere la brocca a molti, esattamente come la faceva perdere il testa a testa con Sarri di due anni fa.

Per contro si può dire che pesano i punti persi col Sassuolo (con quelli saremmo primi) e che quelli persi a Lecce sono stati certificati come “rubati” (come piace "definirli" ai nostri haters) grazie ad un rigore che non doveva essere assegnato (e a tante occasioni nostre non concretizzate). E’ una lotta punto a punto, ma restiamo lì ad una partita di distanza.

 

Vanno evidenziate però due cose su tutte.

Questa squadra a volte pecca di concentrazione in alcuni singoli (può essere il Pjanic che gioca in modo altalenante, Emre Can o l’ultimo Cuadrado che regalano palloni agli avversari, o alcune altre disattenzioni varie come quelle sui corner a nostro favore, o la scelta dell’ultima giocata, ecc), che meritano un cambio di rotta da parte dei singoli stessi e strigliate più convincenti da parte del mister. Ed io, sul tema “strigliate”, mi soffermerei, perchè è più di questo aspetto, cioè il saper tenere tutti sulla corda, che a volte mi preoccupo, specie in assenza di un leader caratteriale e tecnico in campo come Chiellini (che non è un’assenza da poco), quando dall’altra parte Conte, che spesso fatica pure lui a portarle a casa persino contro la Spal o l’Udinese, nel saper dare stimoli è un maestro, e si ritrova in squadra “un Chiellini” in Godin (e questa cose contano). A volte non si deve focalizzare tutto solo sul campo e sulla tattica, bisogna anche iniziare a stimolare la squadra facendole capire che si sta facendo la lotta con quelli là.

L’altro aspetto è che è necessario concretizzare di più quanto si crea anche dopo essere andati in vantaggio. E saperlo mantenere il vantaggio! Al di là degli errori tecnici che possono capitare nell’una e nell’altra fase, serve essere ben mentalizzati su questo, VOLER concretizzare (quindi essere cattivi sotto porta, non provare sempre sto cacchio di tiro a giro per i fotografi), VOLER non subire, come se ci si stesse giocando la vita (invece di regalare letteralmente assist per i gol degli avversari). Se si abbassa un minimo la guardia, allora si corrono pericoli seri.

 

Detto ciò, contro le grandi le prove a livello di gioco sono state tutte buone o ottime, e  i margini sarebbero tanti. Dico “sarebbero” perché lo stato di forma e gli infortuni ci impediscono di fare voli pindarici. Avevamo trovato in Bentancur un interprete perfetto per il ruolo di mezzala al posto di Khedira. Se il suo infortunio sarà grave, aggiungendosi a quelli di Chiellini di Douglas Costa, di Ramsey, alla forma misteriosa di Rabiot, ecc, bisognerà sempre rincorrere un assetto ideale all’interno di un percorso di rinnovamento che già di per sé ha i suoi ostacoli (Guardiola al primo anno di City agguantò il quarto posto valido per la Champions all’ultima giornata come uno Spalletti qualsiasi, e parliamo di Guardiola e della squadra che ha speso di più al mondo).

 

Però una cosa… siccome abbiamo già fin troppi nemici, siccome abbiamo quelli lì come nostra peggiore rivale (con alla guida e in dirigenza chi sappiamo), siccome i media e i giornalisti godono nel vederci inciampare… quantomeno freniamoci noi con le shit storm, calmiamoci con lo sputare su tutto e tutti, riflettiamo, prima di lanciarci in intemerate assurde, provando a ripensare ai casi del passato, a fare paragoni, ad essere logici.

La Juve ha sin troppi nemici per avere anche noi tra di loro. E certi atteggiamenti (intendo alcuni pubblici, sui social ecc) "arrivano", e ci giocano contro.

 

Chissà se si riuscirà mai a criticare senza essere prigionieri delle proprie religioni, esasperandole.

E’ in questi momenti che dobbiamo "scendere in campo" pure noi.

Sempre se si è tifosi.

Ti ringrazio, post illuminante e definitivo.

  • Grazie 1

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3 minuti fa, JuveXXXLsempre ha scritto:

Hai perfettamente ragione ,anzi il nostro ciclo è durato anche troppo .In questo i dirigenti sono stati bravissimi.I nostri giocatori sono scarichi mentalmente ed inoltre sono logorati da mille battaglie.Cambiare formazione titolare  in corsa è difficile perché o trovi i vecchi che non vogliono mettersi da parte oppure i nuovi arrivati per il poco minutaggio o per gli infortuni non riescono ad inserirsi. Io spero che a gennaio si riesca a prendere un rinforzo a centrocampo poi al resto si penserà in estate.Comunque criticare Paratici per qualche errore di valutazione è diritto di ogni tifoso,  dire che è incompetente è follia pura.

Mai userò un termine così offensivo "incompetente" verso un professionista. Ma, ma non lo è nemmeno Marotta però.

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27 minuti fa, Smaramaus ha scritto:

Recuperiamo un po' di pezzi e cerchiamo di stare al meglio della condizione fisica e poi ne riparliamo....arbitro cmq da calcio balilla

Se i pezzi sono Costa, Ramsey e Kedhira meglio non considerarli nemmeno. Sono sempre rotti.

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7 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

Data una dimostrazione di forza in una serata infausta!

 

Arriva a dicembre la prima sconfitta stagionale dell'unica squadra ancora imbattuta in Europa (rileggere e memorizzare). Si perde a casa della squadra più in forma del campionato dopo averla dominata per larghi tratti, dovendo fare a meno anche del nostro miglior centrocampista (in quel momento il migliore in campo) per l'ennesimo infortunio.

Fino a quando, dal possibile 1-2 (con Dybala che non la passa a CR7), va in scena la fiera degli episodi tra rossi dati e rossi negati!

Restiamo in 10 e andiamo sotto.

Grazie a Szczesny resistiamo anche ad un rigore viziato da fallo su Pjanic ad inizio azione, inspiegabilmente confermato dal var.

Ci proviamo fino alla fine, com'è giusto che sia, ovviamente rischiando, ma non va. E alla fine prendiamo il terzo a campo aperto.
Paradossalmente buoni segnali in una gara persa (nel gioco e nei singoli, con Ronaldo buono e Berna in ripresa). Ma prima o poi doveva arrivare una sconfitta. Ci sta.

Ora si tratta di metabolizzarla e ripartire ancora più cattivi!

 

Se vogliamo iniziare (come già si è iniziato) con il lamento delle sirene che va avanti da ANNI… prego: facciamo pure! Tanto una volta era colpa di Marotta, oggi di Paratici e Nedved, ieri di Allegri, oggi di Sarri, e a turno, ieri e oggi, dei vari giocatori che stanno antipatici. Robe difronte alle quali veramente sembra di trovarsi in una classe di asilo.

 

Se però nel farlo si vuole analizzare la partita, capire CONTRO CHI abbiamo giocato (a casa della squadra più in palla della Serie A, che in casa deteneva sia il miglior attacco che  la miglior difesa), COME abbiamo giocato (cioè, per il 70% del tempo in cui siamo rimasti 11vs11, banchettando nella loro metà campo, subendo il primo tiro nello specchio al 45°), e IN CHE MODO la partita è cambiata (frutto di un misto di episodi arbitrali tutti contrari e scelte scellerate di alcuni singoli), allora si abbia il buon gusto (se non il buon senso) di lasciare da parte i propri preconcetti, le proprie fazioncine, i propri stereotipi ricchi di contraddizioni, e non sputare addosso a Tizio e Caio tanto per farlo. Criticando ovviamente, ma ragionando di calcio.

 

La Juve ha giocato fino all’espulsione di Cuadrado una delle migliori partite stagionali.

Io temevo questa partita, molto incazzato e deluso dall’atteggiamento contro il Sassuolo, e più di tutto (specialmente dopo il pareggio dell’inter di ieri) avrei voluto vedere un approccio e una gestione della partita diversa rispetto a domenica scorsa.

L’ho vista, al di là del risultato.

E per l’ennesima volta contro una “grande” o nelle sfide che contano (Atletico, Napoli, Bayer, Inter, di nuovo Atletico nel 1°t, Lazio).

Difesa altissima, pressing nella metà campo avversaria, riconquista palla puntuale ad ogni loro uscita, fraseggi continui, RAPIDI, e fatti nella maniera GIUSTA (palla avanti palla dietro), e così via.

Se poi ci metti un Ronaldo che sembra proseguire nel suo ritrovamento della forma (lo avevo già visto in ripresa con il Sassuolo) allora ecco un gol del vantaggio che esce dopo un’azione bellissima, finalizzata da un triangolo fra i migliori in campo: Cristiano e Bentancur.

Bentancur che alcuni qui definivano “Pippancur”, prigionieri delle loro battaglie di cui sopra.

Bentancur che ad un certo punto fa un numero pazzesco sulla fascia.

Bentancur che si infortuna, perché la sfiga con noi ci vede davvero benissimo, ed è costretto ad uscire al 37°.

Già dal momento in cui “zoppicava” si era notato che la Juve aveva un po’ attutito quella pressione continua che aveva prodotto diverse occasioni, al punto che anche un giocatore come Bernardeschi appariva in partita facendo le scelte giuste (finalmente) a livello offensivo (culminate nella bella giocata per l’assist a Cristiano, il cui colpo di testa è salvato sulla linea da Strakosha).

Entra Emre Can, e non entrerà bene, se non per l’unica palla degna di nota della sua partita (quella appunto che libererà Bernardeschi nell’azione appena descritta).

Da lì iniziano cinque minuti finali pieni di imprecisioni in uscita ad opera dello stesso Emre Can e di Cuadrado. Dalla sintesi di queste ultime nasce l’angolo da cui subiamo il pareggio all’ultimo minuto, al primo tiro preso nello specchio! Non perfetti Bonucci e Alex Sandro nella  fattispecie. La difesa aveva le giuste posizioni, ma un po’ la palla perfetta e millimetrica di Luis Alberto, un po’ una comunione di disattenzioni, e arriva il pareggio nel momento peggiore, prima di andare negli spogliatoi.

Bella partita comunque.

 

Inizia il secondo tempo all’insegna dell’equilibrio, sebbene sia un equilibrio non statico, perché spesso si vedono folate da una parte e dall’altra. Ma l’unica occasione ce l’abbiamo ancora noi, ed è GIGANTESCA! Su errore di Strakosha, Dybala recupera palla e invece di darla a Cristiano, SOLO in mezzo all’area, decide di tirare con lo specchio della porta mezzo coperto. Strakosha para, e ti scorre un brivido sulla schiena pensando al famoso detto “gol mangiato…”.

 

Ma il modo in cui si rovina la partita è kafkiano.

Dopo che Fabbri aveva risparmiato un rosso a Luiz Felipe (nemmeno fischiato il fallo)... ecco che da un nostro corner un mancato rispetto delle consegne tra Dybala e Bernardeschi innesca un contropiede  che si conclude con fallo di Cuadrado da ultimo uomo, ma ad una quarantina di metri dalla porta. Cuadrado che forse poteva temporeggiare (e che da dopo l’ultima sosta delle Nazionali vive un momento di down), ma io ricordo benissimo che un episodio simile in questa stagione venne valutato non da rosso (ma non ricordo la gara, se qualcuno la rammenta me la segnali, grazie).

 

Sliding door.

 

Una gara tosta, interpretata benissimo, rovinata sul più bello, appena dopo aver fallito l’1-2!

 

E andiamo un po’ nel pallone. Per carità, bisognerebbe mantenere una certa solidità anche in 10, ma contro questa Lazio a casa sua (e che meritava di vincere a San Siro con l’Inter ad inizio anno, quando i risultati non le entravano) non è la cosa più semplice del mondo. Specie se poi a confezionare il gol del 2-0 arriva un’altra giocata PERFETTA, ancor più di quella del primo gol, ovvero un lancio stupendo di Luis Alberto e un inserimento, stop, e tiro, da fenomeno di Milinkovic-Savic. Chapeau! De Ligt forse non perfetto nella circostanza, anche se c’è chi si perde il taglio iniziale di Milinkovic. Ma giocata grandiosa.

 

A quel punto è un Everest. La Lazio è la squadra che attacca meglio la profondità in Italia, la migliore a giocare di ripartenza. E infatti noi abbiamo il merito di provarci, ma aprendoci mortalmente ai loro contropiedi. Da uno di questi arriva un rigore, giusto, ma viziato da fallo su Pjanic al limite della loro area ad inizio azione che gli permette la riconquista della sfera. Né menzionato in telecronaca da un Pardo che non vedeva l’ora di commentare una serata del genere, né da Fabbri, né (credo) rivisto dal var che stasera dormiva.

 

Szczesny, quasi inoperoso per oltre un’ora, nell’ultima parte decide di prendere 8 in pagella con alcuni interventi strepitosi, e para un “doppio rigore” ad Immobile, regalandoci gli ultimi minuti di forcing. Anche qui… un tempo a parti invertite si sarebbe detto “non puoi lasciarli giocare a casa tua con un uomo in più” (perché noi è questo che abbiamo provato a fare), ma la serata delle scelte dei singoli scellerate si conclude con un paio di soluzioni di Danilo totalmente incomprensibili (un tiro dalla distanza con l’area piena di nostri giocatori e un cross sbilenco dalla trequarti, entrambi finiti in Curva Nord). E nell’estremo atto di generosità becchiamo il terzo a campo apertissimo.

 

Se ho descritto qualcosa che non torna fatemelo presente.

 

Ma se la partita è stata questa, al di là della delusione a caldo per la prima sconfitta stagionale (la prima sconfitta stagionale!) a dicembre, allora serve dire con onestà che Sarri l’aveva preparata benissimo, che la Juve aveva giocato benissimo, che meritava di chiudere il 1°t almeno 1-0 (se non 2-0), che avrebbe potuto ripassare in vantaggio nel 2°t, e che l’espulsione ha cambiato totalmente la partita.

Se questi sono motivi per urlare di tutto contro Sarri, contro Paratici e Nedved (meno male che ci sono gli esuberi, senò tra poco dovevo giocare io), contro chiunque, allora forse sono io che interpreto le partite in un modo sbagliato.

Siamo in linea coi punteggi degli scorsi anni, siamo addirittura oltre per quanto riguarda la Champions: è l'andamento da record storico dell’inter l’anomalia (ed è vero, è il loro record storico di punti). Ed è un'anomalia che fa perddere la brocca a molti, esattamente come la faceva perdere il testa a testa con Sarri di due anni fa.

Per contro si può dire che pesano i punti persi col Sassuolo (con quelli saremmo primi) e che quelli persi a Lecce sono stati certificati come “rubati” (come piace "definirli" ai nostri haters) grazie ad un rigore che non doveva essere assegnato (e a tante occasioni nostre non concretizzate). E’ una lotta punto a punto, ma restiamo lì ad una partita di distanza.

 

Vanno evidenziate però due cose su tutte.

Questa squadra a volte pecca di concentrazione in alcuni singoli (può essere il Pjanic che gioca in modo altalenante, Emre Can o l’ultimo Cuadrado che regalano palloni agli avversari, o alcune altre disattenzioni varie come quelle sui corner a nostro favore, o la scelta dell’ultima giocata, ecc), che meritano un cambio di rotta da parte dei singoli stessi e strigliate più convincenti da parte del mister. Ed io, sul tema “strigliate”, mi soffermerei, perchè è più di questo aspetto, cioè il saper tenere tutti sulla corda, che a volte mi preoccupo, specie in assenza di un leader caratteriale e tecnico in campo come Chiellini (che non è un’assenza da poco), quando dall’altra parte Conte, che spesso fatica pure lui a portarle a casa persino contro la Spal o l’Udinese, nel saper dare stimoli è un maestro, e si ritrova in squadra “un Chiellini” in Godin (e questa cose contano). A volte non si deve focalizzare tutto solo sul campo e sulla tattica, bisogna anche iniziare a stimolare la squadra facendole capire che si sta facendo la lotta con quelli là.

L’altro aspetto è che è necessario concretizzare di più quanto si crea anche dopo essere andati in vantaggio. E saperlo mantenere il vantaggio! Al di là degli errori tecnici che possono capitare nell’una e nell’altra fase, serve essere ben mentalizzati su questo, VOLER concretizzare (quindi essere cattivi sotto porta, non provare sempre sto cacchio di tiro a giro per i fotografi), VOLER non subire, come se ci si stesse giocando la vita (invece di regalare letteralmente assist per i gol degli avversari). Se si abbassa un minimo la guardia, allora si corrono pericoli seri.

 

Detto ciò, contro le grandi le prove a livello di gioco sono state tutte buone o ottime, e  i margini sarebbero tanti. Dico “sarebbero” perché lo stato di forma e gli infortuni ci impediscono di fare voli pindarici. Avevamo trovato in Bentancur un interprete perfetto per il ruolo di mezzala al posto di Khedira. Se il suo infortunio sarà grave, aggiungendosi a quelli di Chiellini di Douglas Costa, di Ramsey, alla forma misteriosa di Rabiot, ecc, bisognerà sempre rincorrere un assetto ideale all’interno di un percorso di rinnovamento che già di per sé ha i suoi ostacoli (Guardiola al primo anno di City agguantò il quarto posto valido per la Champions all’ultima giornata come uno Spalletti qualsiasi, e parliamo di Guardiola e della squadra che ha speso di più al mondo).

 

Però una cosa… siccome abbiamo già fin troppi nemici, siccome abbiamo quelli lì come nostra peggiore rivale (con alla guida e in dirigenza chi sappiamo), siccome i media e i giornalisti godono nel vederci inciampare… quantomeno freniamoci noi con le shit storm, calmiamoci con lo sputare su tutto e tutti, riflettiamo, prima di lanciarci in intemerate assurde, provando a ripensare ai casi del passato, a fare paragoni, ad essere logici.

La Juve ha sin troppi nemici per avere anche noi tra di loro. E certi atteggiamenti (intendo alcuni pubblici, sui social ecc) "arrivano", e ci giocano contro.

 

Chissà se si riuscirà mai a criticare senza essere prigionieri delle proprie religioni, esasperandole.

E’ in questi momenti che dobbiamo "scendere in campo" pure noi.

Sempre se si è tifosi.

Analisi fantastica,tuttavia c’è un aspetto che hai toccato in modo marginale che è decisivo: per giocare come i primi trenta minuti di ieri devi avere gambe e polmoni a centrocampo,oltre ai necessari ricambi ,rotto Benta che si fa?

  • Grazie 1

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7 ore fa, ArturoCR93 ha scritto:

ancoraaaaaa?

 

Ma basta, guardate avanti, con Allegri avremmo mandato a **** la stagione, lo volete capire che i giocatori più importanti non lo sopportavano più, che se lo filavano solo i suoi cocchi, del quale uno è fuori rosa e l'altro in infermeria? 

Per prendere Sarri...si ancora !!!

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4 minuti fa, 77luca ha scritto:

ma tu stai scherzando. L’anno di transizione? Ma davvero ci credi?

Siete ossessionati da conte. Se il Liverpool oggi è la squadra piu forte in Europa è perche c’è stato un percorso. Percorso che dobbiamo attuare anche noi. Abbiamo una mentalità troppo antica

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12 minuti fa, marcot9788 ha scritto:

No caro amico mio,io non darei la colpa ai media, li abbiamo sempre avuti contro,la pancia strapiena ci ha accecati e abbiamo perso il senso dell'equilibrio,il sogno del bel gioco è un'enorme ca##ata,nello sport conta solamente  battere l'avversario,naturalmente è la mia opinione 😊

i media hanno lavorato sodo, altroché. d'accordo sul bel gioco, che sia una grande boiata. semplicemente il bel gioco non esiste. o almeno ne parli quando si abbina alle vittorie.

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Una partita maledetta e storta che dopo mesi a imporre gioco e fare punti ci sta.

 

Immagino però che le vedove livornesi abbiano già preteso le dimissioni di Sarri.

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Per rispondere a chi parla di una nostra grande partita dico che abbiamo fatto 3 occasioni nel primo tempo e nel secondo solo quella gentilmente regalata a Dybala che se l'è mangiata (l'avesse fatto cr7 sarebbe stato massacrato )

In pratica abbiamo giocato mezzora

E pare che abbiamo giocato col grande Real...era la Lazio signori, la lazio dei lazzari immobile leiva acerbi radu lulic

Gente che abbiamo sempre battuto 

 

Certo a cc hanno 2 giocatori che ci hanno fatto a fettine e che paragonati ai 3 che avevamo noi in campo sono 2 fuoriclasse 

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26 minuti fa, colpodimano ha scritto:

Ho già preso sanzioni per rispondere a tifosi barboncini da salotto. Se non conoscete il calcio e le regole del gioco io non posso farci niente

Ma infatti, come detto in altro post forse abbiamo subito tremila falli da dietro, non fischiava mai, mentre sei in fase d'attacco e concedi tutte ste ripartenze agli avversari il gol lo prendi.

O quanto meno non lo fai mai.

Arbitro prevenuto che è molto peggio che essere scarso.

 

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30 minuti fa, haciemmi ha scritto:

abbiamo il logo, la maglia del palio e i followers

Il logo e la maglia fanno *, i followers che ormai sembrano diventato la risorsa più preziosa sul pianeta terra non ci servono a una mazza se cliccano dei pulsanti su facebook o altre * simili e poi non sganciano soldi perchè la maglia è orrenda.

Eh ma poi facciamo l'accordo con PES tagliandoci fuori dalla visibilità almeno decupla presso i videogiocatori di Fifa perchè ci daranno tre palanche in più... Sun Tzu e Clausewitz erano proprio degli scarsoni rispetto ai nostri strateghi in dirigenza.

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5 minuti fa, colpodimano ha scritto:

Ti ringrazio, post illuminante e definitivo.

Forse ... un po’ troppo lungo che non invita ad essere letto, almeno per i miei gusti...

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9 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

 

perfetto,infatti non viene voglia nemmeno di commentare ,perché che ci siano cose da migliorare è ovvio ma fino a quando non si supererà questa voglia di "rivalsa" da parte di alcuni verso chi criticava Max,sarà impossibile farlo

come se quella di quest anno non sia Juventus,solo perché non c'è chi piace a loro in panchina

 

 

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16 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

Data una dimostrazione di forza in una serata infausta!

 

Arriva a dicembre la prima sconfitta stagionale dell'unica squadra ancora imbattuta in Europa (rileggere e memorizzare). Si perde a casa della squadra più in forma del campionato dopo averla dominata per larghi tratti, dovendo fare a meno anche del nostro miglior centrocampista (in quel momento il migliore in campo) per l'ennesimo infortunio.

Fino a quando, dal possibile 1-2 (con Dybala che non la passa a CR7), va in scena la fiera degli episodi tra rossi dati e rossi negati!

Restiamo in 10 e andiamo sotto.

Grazie a Szczesny resistiamo anche ad un rigore viziato da fallo su Pjanic ad inizio azione, inspiegabilmente confermato dal var.

Ci proviamo fino alla fine, com'è giusto che sia, ovviamente rischiando, ma non va. E alla fine prendiamo il terzo a campo aperto.
Paradossalmente buoni segnali in una gara persa (nel gioco e nei singoli, con Ronaldo buono e Berna in ripresa). Ma prima o poi doveva arrivare una sconfitta. Ci sta.

Ora si tratta di metabolizzarla e ripartire ancora più cattivi!

 

Se vogliamo iniziare (come già si è iniziato) con il lamento delle sirene che va avanti da ANNI… prego: facciamo pure! Tanto una volta era colpa di Marotta, oggi di Paratici e Nedved, ieri di Allegri, oggi di Sarri, e a turno, ieri e oggi, dei vari giocatori che stanno antipatici. Robe difronte alle quali veramente sembra di trovarsi in una classe di asilo.

 

Se però nel farlo si vuole analizzare la partita, capire CONTRO CHI abbiamo giocato (a casa della squadra più in palla della Serie A, che in casa deteneva sia il miglior attacco che  la miglior difesa), COME abbiamo giocato (cioè, per il 70% del tempo in cui siamo rimasti 11vs11, banchettando nella loro metà campo, subendo il primo tiro nello specchio al 45°), e IN CHE MODO la partita è cambiata (frutto di un misto di episodi arbitrali tutti contrari e scelte scellerate di alcuni singoli), allora si abbia il buon gusto (se non il buon senso) di lasciare da parte i propri preconcetti, le proprie fazioncine, i propri stereotipi ricchi di contraddizioni, e non sputare addosso a Tizio e Caio tanto per farlo. Criticando ovviamente, ma ragionando di calcio.

 

La Juve ha giocato fino all’espulsione di Cuadrado una delle migliori partite stagionali.

Io temevo questa partita, molto incazzato e deluso dall’atteggiamento contro il Sassuolo, e più di tutto (specialmente dopo il pareggio dell’inter di ieri) avrei voluto vedere un approccio e una gestione della partita diversa rispetto a domenica scorsa.

L’ho vista, al di là del risultato.

E per l’ennesima volta contro una “grande” o nelle sfide che contano (Atletico, Napoli, Bayer, Inter, di nuovo Atletico nel 1°t, Lazio).

Difesa altissima, pressing nella metà campo avversaria, riconquista palla puntuale ad ogni loro uscita, fraseggi continui, RAPIDI, e fatti nella maniera GIUSTA (palla avanti palla dietro), e così via.

Se poi ci metti un Ronaldo che sembra proseguire nel suo ritrovamento della forma (lo avevo già visto in ripresa con il Sassuolo) allora ecco un gol del vantaggio che esce dopo un’azione bellissima, finalizzata da un triangolo fra i migliori in campo: Cristiano e Bentancur.

Bentancur che alcuni qui definivano “Pippancur”, prigionieri delle loro battaglie di cui sopra.

Bentancur che ad un certo punto fa un numero pazzesco sulla fascia.

Bentancur che si infortuna, perché la sfiga con noi ci vede davvero benissimo, ed è costretto ad uscire al 37°.

Già dal momento in cui “zoppicava” si era notato che la Juve aveva un po’ attutito quella pressione continua che aveva prodotto diverse occasioni, al punto che anche un giocatore come Bernardeschi appariva in partita facendo le scelte giuste (finalmente) a livello offensivo (culminate nella bella giocata per l’assist a Cristiano, il cui colpo di testa è salvato sulla linea da Strakosha).

Entra Emre Can, e non entrerà bene, se non per l’unica palla degna di nota della sua partita (quella appunto che libererà Bernardeschi nell’azione appena descritta).

Da lì iniziano cinque minuti finali pieni di imprecisioni in uscita ad opera dello stesso Emre Can e di Cuadrado. Dalla sintesi di queste ultime nasce l’angolo da cui subiamo il pareggio all’ultimo minuto, al primo tiro preso nello specchio! Non perfetti Bonucci e Alex Sandro nella  fattispecie. La difesa aveva le giuste posizioni, ma un po’ la palla perfetta e millimetrica di Luis Alberto, un po’ una comunione di disattenzioni, e arriva il pareggio nel momento peggiore, prima di andare negli spogliatoi.

Bella partita comunque.

 

Inizia il secondo tempo all’insegna dell’equilibrio, sebbene sia un equilibrio non statico, perché spesso si vedono folate da una parte e dall’altra. Ma l’unica occasione ce l’abbiamo ancora noi, ed è GIGANTESCA! Su errore di Strakosha, Dybala recupera palla e invece di darla a Cristiano, SOLO in mezzo all’area, decide di tirare con lo specchio della porta mezzo coperto. Strakosha para, e ti scorre un brivido sulla schiena pensando al famoso detto “gol mangiato…”.

 

Ma il modo in cui si rovina la partita è kafkiano.

Dopo che Fabbri aveva risparmiato un rosso a Luiz Felipe (nemmeno fischiato il fallo)... ecco che da un nostro corner un mancato rispetto delle consegne tra Dybala e Bernardeschi innesca un contropiede  che si conclude con fallo di Cuadrado da ultimo uomo, ma ad una quarantina di metri dalla porta. Cuadrado che forse poteva temporeggiare (e che da dopo l’ultima sosta delle Nazionali vive un momento di down), ma io ricordo benissimo che un episodio simile in questa stagione venne valutato non da rosso (ma non ricordo la gara, se qualcuno la rammenta me la segnali, grazie).

 

Sliding door.

 

Una gara tosta, interpretata benissimo, rovinata sul più bello, appena dopo aver fallito l’1-2!

 

E andiamo un po’ nel pallone. Per carità, bisognerebbe mantenere una certa solidità anche in 10, ma contro questa Lazio a casa sua (e che meritava di vincere a San Siro con l’Inter ad inizio anno, quando i risultati non le entravano) non è la cosa più semplice del mondo. Specie se poi a confezionare il gol del 2-0 arriva un’altra giocata PERFETTA, ancor più di quella del primo gol, ovvero un lancio stupendo di Luis Alberto e un inserimento, stop, e tiro, da fenomeno di Milinkovic-Savic. Chapeau! De Ligt forse non perfetto nella circostanza, anche se c’è chi si perde il taglio iniziale di Milinkovic. Ma giocata grandiosa.

 

A quel punto è un Everest. La Lazio è la squadra che attacca meglio la profondità in Italia, la migliore a giocare di ripartenza. E infatti noi abbiamo il merito di provarci, ma aprendoci mortalmente ai loro contropiedi. Da uno di questi arriva un rigore, giusto, ma viziato da fallo su Pjanic al limite della loro area ad inizio azione che gli permette la riconquista della sfera. Né menzionato in telecronaca da un Pardo che non vedeva l’ora di commentare una serata del genere, né da Fabbri, né (credo) rivisto dal var che stasera dormiva.

 

Szczesny, quasi inoperoso per oltre un’ora, nell’ultima parte decide di prendere 8 in pagella con alcuni interventi strepitosi, e para un “doppio rigore” ad Immobile, regalandoci gli ultimi minuti di forcing. Anche qui… un tempo a parti invertite si sarebbe detto “non puoi lasciarli giocare a casa tua con un uomo in più” (perché noi è questo che abbiamo provato a fare), ma la serata delle scelte dei singoli scellerate si conclude con un paio di soluzioni di Danilo totalmente incomprensibili (un tiro dalla distanza con l’area piena di nostri giocatori e un cross sbilenco dalla trequarti, entrambi finiti in Curva Nord). E nell’estremo atto di generosità becchiamo il terzo a campo apertissimo.

 

Se ho descritto qualcosa che non torna fatemelo presente.

 

Ma se la partita è stata questa, al di là della delusione a caldo per la prima sconfitta stagionale (la prima sconfitta stagionale!) a dicembre, allora serve dire con onestà che Sarri l’aveva preparata benissimo, che la Juve aveva giocato benissimo, che meritava di chiudere il 1°t almeno 1-0 (se non 2-0), che avrebbe potuto ripassare in vantaggio nel 2°t, e che l’espulsione ha cambiato totalmente la partita.

Se questi sono motivi per urlare di tutto contro Sarri, contro Paratici e Nedved (meno male che ci sono gli esuberi, senò tra poco dovevo giocare io), contro chiunque, allora forse sono io che interpreto le partite in un modo sbagliato.

Siamo in linea coi punteggi degli scorsi anni, siamo addirittura oltre per quanto riguarda la Champions: è l'andamento da record storico dell’inter l’anomalia (ed è vero, è il loro record storico di punti). Ed è un'anomalia che fa perddere la brocca a molti, esattamente come la faceva perdere il testa a testa con Sarri di due anni fa.

Per contro si può dire che pesano i punti persi col Sassuolo (con quelli saremmo primi) e che quelli persi a Lecce sono stati certificati come “rubati” (come piace "definirli" ai nostri haters) grazie ad un rigore che non doveva essere assegnato (e a tante occasioni nostre non concretizzate). E’ una lotta punto a punto, ma restiamo lì ad una partita di distanza.

 

Vanno evidenziate però due cose su tutte.

Questa squadra a volte pecca di concentrazione in alcuni singoli (può essere il Pjanic che gioca in modo altalenante, Emre Can o l’ultimo Cuadrado che regalano palloni agli avversari, o alcune altre disattenzioni varie come quelle sui corner a nostro favore, o la scelta dell’ultima giocata, ecc), che meritano un cambio di rotta da parte dei singoli stessi e strigliate più convincenti da parte del mister. Ed io, sul tema “strigliate”, mi soffermerei, perchè è più di questo aspetto, cioè il saper tenere tutti sulla corda, che a volte mi preoccupo, specie in assenza di un leader caratteriale e tecnico in campo come Chiellini (che non è un’assenza da poco), quando dall’altra parte Conte, che spesso fatica pure lui a portarle a casa persino contro la Spal o l’Udinese, nel saper dare stimoli è un maestro, e si ritrova in squadra “un Chiellini” in Godin (e questa cose contano). A volte non si deve focalizzare tutto solo sul campo e sulla tattica, bisogna anche iniziare a stimolare la squadra facendole capire che si sta facendo la lotta con quelli là.

L’altro aspetto è che è necessario concretizzare di più quanto si crea anche dopo essere andati in vantaggio. E saperlo mantenere il vantaggio! Al di là degli errori tecnici che possono capitare nell’una e nell’altra fase, serve essere ben mentalizzati su questo, VOLER concretizzare (quindi essere cattivi sotto porta, non provare sempre sto cacchio di tiro a giro per i fotografi), VOLER non subire, come se ci si stesse giocando la vita (invece di regalare letteralmente assist per i gol degli avversari). Se si abbassa un minimo la guardia, allora si corrono pericoli seri.

 

Detto ciò, contro le grandi le prove a livello di gioco sono state tutte buone o ottime, e  i margini sarebbero tanti. Dico “sarebbero” perché lo stato di forma e gli infortuni ci impediscono di fare voli pindarici. Avevamo trovato in Bentancur un interprete perfetto per il ruolo di mezzala al posto di Khedira. Se il suo infortunio sarà grave, aggiungendosi a quelli di Chiellini di Douglas Costa, di Ramsey, alla forma misteriosa di Rabiot, ecc, bisognerà sempre rincorrere un assetto ideale all’interno di un percorso di rinnovamento che già di per sé ha i suoi ostacoli (Guardiola al primo anno di City agguantò il quarto posto valido per la Champions all’ultima giornata come uno Spalletti qualsiasi, e parliamo di Guardiola e della squadra che ha speso di più al mondo).

 

Però una cosa… siccome abbiamo già fin troppi nemici, siccome abbiamo quelli lì come nostra peggiore rivale (con alla guida e in dirigenza chi sappiamo), siccome i media e i giornalisti godono nel vederci inciampare… quantomeno freniamoci noi con le shit storm, calmiamoci con lo sputare su tutto e tutti, riflettiamo, prima di lanciarci in intemerate assurde, provando a ripensare ai casi del passato, a fare paragoni, ad essere logici.

La Juve ha sin troppi nemici per avere anche noi tra di loro. E certi atteggiamenti (intendo alcuni pubblici, sui social ecc) "arrivano", e ci giocano contro.

 

Chissà se si riuscirà mai a criticare senza essere prigionieri delle proprie religioni, esasperandole.

E’ in questi momenti che dobbiamo "scendere in campo" pure noi.

Sempre se si è tifosi.

Semplicemente perfetto. Analisi che condivido a pieno. In piu avevamo molte assenze importanti e nonostante ciò la lazio non ci ha capito nulla. Prima di farci il funerale io ci penserei

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7 minuti fa, badboy ha scritto:

Mai userò un termine così offensivo "incompetente" verso un professionista. Ma, ma non lo è nemmeno Marotta però.

Per me invece “incompetente” è il minimo che si può dire a Paratici, quasi un complimento, visti i disastri che ha fatto e sta facendo, sia in termini di rosa e di risultati, sia di numeri di bilancio che iniziano ad “inquietare”...

”Professionista”, poi non so di cosa...

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18 minuti fa, Leevancleef ha scritto:

Data una dimostrazione di forza in una serata infausta!

 

Arriva a dicembre la prima sconfitta stagionale dell'unica squadra ancora imbattuta in Europa (rileggere e memorizzare). Si perde a casa della squadra più in forma del campionato dopo averla dominata per larghi tratti, dovendo fare a meno anche del nostro miglior centrocampista (in quel momento il migliore in campo) per l'ennesimo infortunio.

Fino a quando, dal possibile 1-2 (con Dybala che non la passa a CR7), va in scena la fiera degli episodi tra rossi dati e rossi negati!

Restiamo in 10 e andiamo sotto.

Grazie a Szczesny resistiamo anche ad un rigore viziato da fallo su Pjanic ad inizio azione, inspiegabilmente confermato dal var.

Ci proviamo fino alla fine, com'è giusto che sia, ovviamente rischiando, ma non va. E alla fine prendiamo il terzo a campo aperto.
Paradossalmente buoni segnali in una gara persa (nel gioco e nei singoli, con Ronaldo buono e Berna in ripresa). Ma prima o poi doveva arrivare una sconfitta. Ci sta.

Ora si tratta di metabolizzarla e ripartire ancora più cattivi!

 

Se vogliamo iniziare (come già si è iniziato) con il lamento delle sirene che va avanti da ANNI… prego: facciamo pure! Tanto una volta era colpa di Marotta, oggi di Paratici e Nedved, ieri di Allegri, oggi di Sarri, e a turno, ieri e oggi, dei vari giocatori che stanno antipatici. Robe difronte alle quali veramente sembra di trovarsi in una classe di asilo.

 

Se però nel farlo si vuole analizzare la partita, capire CONTRO CHI abbiamo giocato (a casa della squadra più in palla della Serie A, che in casa deteneva sia il miglior attacco che  la miglior difesa), COME abbiamo giocato (cioè, per il 70% del tempo in cui siamo rimasti 11vs11, banchettando nella loro metà campo, subendo il primo tiro nello specchio al 45°), e IN CHE MODO la partita è cambiata (frutto di un misto di episodi arbitrali tutti contrari e scelte scellerate di alcuni singoli), allora si abbia il buon gusto (se non il buon senso) di lasciare da parte i propri preconcetti, le proprie fazioncine, i propri stereotipi ricchi di contraddizioni, e non sputare addosso a Tizio e Caio tanto per farlo. Criticando ovviamente, ma ragionando di calcio.

 

La Juve ha giocato fino all’espulsione di Cuadrado una delle migliori partite stagionali.

Io temevo questa partita, molto incazzato e deluso dall’atteggiamento contro il Sassuolo, e più di tutto (specialmente dopo il pareggio dell’inter di ieri) avrei voluto vedere un approccio e una gestione della partita diversa rispetto a domenica scorsa.

L’ho vista, al di là del risultato.

E per l’ennesima volta contro una “grande” o nelle sfide che contano (Atletico, Napoli, Bayer, Inter, di nuovo Atletico nel 1°t, Lazio).

Difesa altissima, pressing nella metà campo avversaria, riconquista palla puntuale ad ogni loro uscita, fraseggi continui, RAPIDI, e fatti nella maniera GIUSTA (palla avanti palla dietro), e così via.

Se poi ci metti un Ronaldo che sembra proseguire nel suo ritrovamento della forma (lo avevo già visto in ripresa con il Sassuolo) allora ecco un gol del vantaggio che esce dopo un’azione bellissima, finalizzata da un triangolo fra i migliori in campo: Cristiano e Bentancur.

Bentancur che alcuni qui definivano “Pippancur”, prigionieri delle loro battaglie di cui sopra.

Bentancur che ad un certo punto fa un numero pazzesco sulla fascia.

Bentancur che si infortuna, perché la sfiga con noi ci vede davvero benissimo, ed è costretto ad uscire al 37°.

Già dal momento in cui “zoppicava” si era notato che la Juve aveva un po’ attutito quella pressione continua che aveva prodotto diverse occasioni, al punto che anche un giocatore come Bernardeschi appariva in partita facendo le scelte giuste (finalmente) a livello offensivo (culminate nella bella giocata per l’assist a Cristiano, il cui colpo di testa è salvato sulla linea da Strakosha).

Entra Emre Can, e non entrerà bene, se non per l’unica palla degna di nota della sua partita (quella appunto che libererà Bernardeschi nell’azione appena descritta).

Da lì iniziano cinque minuti finali pieni di imprecisioni in uscita ad opera dello stesso Emre Can e di Cuadrado. Dalla sintesi di queste ultime nasce l’angolo da cui subiamo il pareggio all’ultimo minuto, al primo tiro preso nello specchio! Non perfetti Bonucci e Alex Sandro nella  fattispecie. La difesa aveva le giuste posizioni, ma un po’ la palla perfetta e millimetrica di Luis Alberto, un po’ una comunione di disattenzioni, e arriva il pareggio nel momento peggiore, prima di andare negli spogliatoi.

Bella partita comunque.

 

Inizia il secondo tempo all’insegna dell’equilibrio, sebbene sia un equilibrio non statico, perché spesso si vedono folate da una parte e dall’altra. Ma l’unica occasione ce l’abbiamo ancora noi, ed è GIGANTESCA! Su errore di Strakosha, Dybala recupera palla e invece di darla a Cristiano, SOLO in mezzo all’area, decide di tirare con lo specchio della porta mezzo coperto. Strakosha para, e ti scorre un brivido sulla schiena pensando al famoso detto “gol mangiato…”.

 

Ma il modo in cui si rovina la partita è kafkiano.

Dopo che Fabbri aveva risparmiato un rosso a Luiz Felipe (nemmeno fischiato il fallo)... ecco che da un nostro corner un mancato rispetto delle consegne tra Dybala e Bernardeschi innesca un contropiede  che si conclude con fallo di Cuadrado da ultimo uomo, ma ad una quarantina di metri dalla porta. Cuadrado che forse poteva temporeggiare (e che da dopo l’ultima sosta delle Nazionali vive un momento di down), ma io ricordo benissimo che un episodio simile in questa stagione venne valutato non da rosso (ma non ricordo la gara, se qualcuno la rammenta me la segnali, grazie).

 

Sliding door.

 

Una gara tosta, interpretata benissimo, rovinata sul più bello, appena dopo aver fallito l’1-2!

 

E andiamo un po’ nel pallone. Per carità, bisognerebbe mantenere una certa solidità anche in 10, ma contro questa Lazio a casa sua (e che meritava di vincere a San Siro con l’Inter ad inizio anno, quando i risultati non le entravano) non è la cosa più semplice del mondo. Specie se poi a confezionare il gol del 2-0 arriva un’altra giocata PERFETTA, ancor più di quella del primo gol, ovvero un lancio stupendo di Luis Alberto e un inserimento, stop, e tiro, da fenomeno di Milinkovic-Savic. Chapeau! De Ligt forse non perfetto nella circostanza, anche se c’è chi si perde il taglio iniziale di Milinkovic. Ma giocata grandiosa.

 

A quel punto è un Everest. La Lazio è la squadra che attacca meglio la profondità in Italia, la migliore a giocare di ripartenza. E infatti noi abbiamo il merito di provarci, ma aprendoci mortalmente ai loro contropiedi. Da uno di questi arriva un rigore, giusto, ma viziato da fallo su Pjanic al limite della loro area ad inizio azione che gli permette la riconquista della sfera. Né menzionato in telecronaca da un Pardo che non vedeva l’ora di commentare una serata del genere, né da Fabbri, né (credo) rivisto dal var che stasera dormiva.

 

Szczesny, quasi inoperoso per oltre un’ora, nell’ultima parte decide di prendere 8 in pagella con alcuni interventi strepitosi, e para un “doppio rigore” ad Immobile, regalandoci gli ultimi minuti di forcing. Anche qui… un tempo a parti invertite si sarebbe detto “non puoi lasciarli giocare a casa tua con un uomo in più” (perché noi è questo che abbiamo provato a fare), ma la serata delle scelte dei singoli scellerate si conclude con un paio di soluzioni di Danilo totalmente incomprensibili (un tiro dalla distanza con l’area piena di nostri giocatori e un cross sbilenco dalla trequarti, entrambi finiti in Curva Nord). E nell’estremo atto di generosità becchiamo il terzo a campo apertissimo.

 

Se ho descritto qualcosa che non torna fatemelo presente.

 

Ma se la partita è stata questa, al di là della delusione a caldo per la prima sconfitta stagionale (la prima sconfitta stagionale!) a dicembre, allora serve dire con onestà che Sarri l’aveva preparata benissimo, che la Juve aveva giocato benissimo, che meritava di chiudere il 1°t almeno 1-0 (se non 2-0), che avrebbe potuto ripassare in vantaggio nel 2°t, e che l’espulsione ha cambiato totalmente la partita.

Se questi sono motivi per urlare di tutto contro Sarri, contro Paratici e Nedved (meno male che ci sono gli esuberi, senò tra poco dovevo giocare io), contro chiunque, allora forse sono io che interpreto le partite in un modo sbagliato.

Siamo in linea coi punteggi degli scorsi anni, siamo addirittura oltre per quanto riguarda la Champions: è l'andamento da record storico dell’inter l’anomalia (ed è vero, è il loro record storico di punti). Ed è un'anomalia che fa perddere la brocca a molti, esattamente come la faceva perdere il testa a testa con Sarri di due anni fa.

Per contro si può dire che pesano i punti persi col Sassuolo (con quelli saremmo primi) e che quelli persi a Lecce sono stati certificati come “rubati” (come piace "definirli" ai nostri haters) grazie ad un rigore che non doveva essere assegnato (e a tante occasioni nostre non concretizzate). E’ una lotta punto a punto, ma restiamo lì ad una partita di distanza.

 

Vanno evidenziate però due cose su tutte.

Questa squadra a volte pecca di concentrazione in alcuni singoli (può essere il Pjanic che gioca in modo altalenante, Emre Can o l’ultimo Cuadrado che regalano palloni agli avversari, o alcune altre disattenzioni varie come quelle sui corner a nostro favore, o la scelta dell’ultima giocata, ecc), che meritano un cambio di rotta da parte dei singoli stessi e strigliate più convincenti da parte del mister. Ed io, sul tema “strigliate”, mi soffermerei, perchè è più di questo aspetto, cioè il saper tenere tutti sulla corda, che a volte mi preoccupo, specie in assenza di un leader caratteriale e tecnico in campo come Chiellini (che non è un’assenza da poco), quando dall’altra parte Conte, che spesso fatica pure lui a portarle a casa persino contro la Spal o l’Udinese, nel saper dare stimoli è un maestro, e si ritrova in squadra “un Chiellini” in Godin (e questa cose contano). A volte non si deve focalizzare tutto solo sul campo e sulla tattica, bisogna anche iniziare a stimolare la squadra facendole capire che si sta facendo la lotta con quelli là.

L’altro aspetto è che è necessario concretizzare di più quanto si crea anche dopo essere andati in vantaggio. E saperlo mantenere il vantaggio! Al di là degli errori tecnici che possono capitare nell’una e nell’altra fase, serve essere ben mentalizzati su questo, VOLER concretizzare (quindi essere cattivi sotto porta, non provare sempre sto cacchio di tiro a giro per i fotografi), VOLER non subire, come se ci si stesse giocando la vita (invece di regalare letteralmente assist per i gol degli avversari). Se si abbassa un minimo la guardia, allora si corrono pericoli seri.

 

Detto ciò, contro le grandi le prove a livello di gioco sono state tutte buone o ottime, e  i margini sarebbero tanti. Dico “sarebbero” perché lo stato di forma e gli infortuni ci impediscono di fare voli pindarici. Avevamo trovato in Bentancur un interprete perfetto per il ruolo di mezzala al posto di Khedira. Se il suo infortunio sarà grave, aggiungendosi a quelli di Chiellini di Douglas Costa, di Ramsey, alla forma misteriosa di Rabiot, ecc, bisognerà sempre rincorrere un assetto ideale all’interno di un percorso di rinnovamento che già di per sé ha i suoi ostacoli (Guardiola al primo anno di City agguantò il quarto posto valido per la Champions all’ultima giornata come uno Spalletti qualsiasi, e parliamo di Guardiola e della squadra che ha speso di più al mondo).

 

Però una cosa… siccome abbiamo già fin troppi nemici, siccome abbiamo quelli lì come nostra peggiore rivale (con alla guida e in dirigenza chi sappiamo), siccome i media e i giornalisti godono nel vederci inciampare… quantomeno freniamoci noi con le shit storm, calmiamoci con lo sputare su tutto e tutti, riflettiamo, prima di lanciarci in intemerate assurde, provando a ripensare ai casi del passato, a fare paragoni, ad essere logici.

La Juve ha sin troppi nemici per avere anche noi tra di loro. E certi atteggiamenti (intendo alcuni pubblici, sui social ecc) "arrivano", e ci giocano contro.

 

Chissà se si riuscirà mai a criticare senza essere prigionieri delle proprie religioni, esasperandole.

E’ in questi momenti che dobbiamo "scendere in campo" pure noi.

Sempre se si è tifosi.

Su qualche cosa si può discutere, ma la sostanza del post è totalmente condivisibile

  • Grazie 1

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L'errore da cui nasce questa enorme declusione è quello di credere di essere uno squadrone quando invece anche in Serie A c'è chi qualitativamente è meglio di noi. 

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10 minuti fa, Emanuele99 ha scritto:

Analisi fantastica,tuttavia c’è un aspetto che hai toccato in modo marginale che è decisivo: per giocare come i primi trenta minuti di ieri devi avere gambe e polmoni a centrocampo,oltre ai necessari ricambi ,rotto Benta che si fa?

Esatto, bisogna leggerele partite e dopo la sostituzione di benta bisognava cambiare atteggiamento 

Noi pensiamo di poter giocare mezzora a partita e vincere lo stesso non si sa come mai...

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1 minuto fa, andrea200 ha scritto:

Su qualche cosa si può discutere, ma la sostanza del post è totalmente condivisibile

tutto va bene madama la marchesa.

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3 minuti fa, NaneVecchina ha scritto:

Per me invece “incompetente” è il minimo che si può dire a Paratici, quasi un complimento, visti i disastri che ha fatto e sta facendo, sia in termini di rosa e di risultati, sia di numeri di bilancio che iniziano ad “inquietare”...

”Professionista”, poi non so di cosa...

Libero di pensarla come vuoi. Professionista perchè come tale è iscritto ad un albo. Mica è un complimento.

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