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Il TAR boccia la FIGC: La carta negata da Chiné sarà a disposizione della difesa

Post in rilievo

@zebra romana se rivedo quell'essere su questo forum giuro che ti sospendo, perché sarebbe evidente il tentativo di flame. Non devi ascoltarle certe persone.

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6 minuti fa, Sergio Cervato ha scritto:

qualcuno potrebbe dirmi se la sentenza del TAR è appellabile ?

Si, entro 60 giorni. 

MA, MA, MA sorpresa sorpresa, resta esecutiva. Ergo fuori la carta. 

 

No ma poi ce la vedo la FIGC e / o procura e/o coni andare in appello contro il TAR 🤣

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6 ore fa, gobbamente ha scritto:

Esatto, è stati presentato dai dirigenti o ex perchè sono loro quelli che hanno effettuato quelle operazioni. Ma il pool difensivo è quello della Juventus.

Credo che la necessità di esperire il ricorso di urgenza al Tar sia stato presentato da Cherubini, perché x loro l'inibizione é partita subito ed é lesiva della loro libertà e inficia dal punto di vista economico

 

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1 ora fa, Bobby Sands ha scritto:

Vi do un consiglio, prendete coscienza del fatto che con elementi del genere non si può mai discutere nel merito di qualsiasi cosa riguardi il calcio.
Io mi sono messo l'animo in pace e a queste persone con molta calma e pacatezza rispondo che considero il loro parere irrilevante e cambio subito argomento.
Il mio fegato ringrazia

Esatto.

 

È l'unico modo sensato di rispondere.

 

Non ha il minimo senso discutere con chi non vuole sentire.

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1 ora fa, Bobby Sands ha scritto:

Vi do un consiglio, prendete coscienza del fatto che con elementi del genere non si può mai discutere nel merito di qualsiasi cosa riguardi il calcio.
Io mi sono messo l'animo in pace e a queste persone con molta calma e pacatezza rispondo che considero il loro parere irrilevante e cambio subito argomento.
Il mio fegato ringrazia

Si potrebbero scrivere dei saggi sociologici molto rilevanti facendo un giro di un paio d’ore nelle sezioni commenti dei giornali sportivi che riportano la notizia .ghgh 

 

Roba da mettere seriamente in dubbio il suffragio universale 

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3 ore fa, Teo9 ha scritto:

@zebra romana se rivedo quell'essere su questo forum giuro che ti sospendo, perché sarebbe evidente il tentativo di flame. Non devi ascoltarle certe persone.

Se dovessi riascoltare sto cog….sospendimi per  l’eternita’…è la prima volta che lo sento e non lo conoscevo

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5 minuti fa, Paulo Roberto Cotechiño ha scritto:

assolutamente e per motivi di urgenza si può chiedere anche la sospensione degli effetti della sentenza del tar

Ma non lo faranno mai

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Una domanda agli avvocati presenti nel forum...ma tra covisoc,figc, procura federale e tribunale federale....è possibile riscontrare il reato di associazione a delinquere?

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20 minuti fa, Sergio Cervato ha scritto:

qualcuno potrebbe dirmi se la sentenza del TAR è appellabile ?

Sarebbe un autogol pazzesco se la procura federale facesse ricorso, non dimentichiamoci che il TAR ha detto che la procura federale non è al disopra della legge, qui potrebbe scattare un indagine dagli ispettori giudiziari 

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Adesso, luciobar56 ha scritto:

Una domanda agli avvocati presenti nel forum...ma tra covisoc,figc, procura federale e tribunale federale....è possibile riscontrare il reato di associazione a delinquere?

il reato penale è personale amico mio, parliamo del nulla dai...:d

 

Chinè ci ha negato il documento perché secondo la sua personale interpretazione si tratterebbe di atto endo-procedimentale e non procedimentale.

 

Riprendiamoci i 15 punti e ringraziamo il Dio del calcio... Sentiamme...:d

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Capuano (intertriste) visibilmente preoccupato dalla sentenza TAR. Bene. iniziano a tremare perchè teme (penso io) che altre società possano essere state coperte (Inda? Miulan? Riomma? Lazie? Pulcinellonia? Dea? ). 

 

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40 minuti fa, klausy72 ha scritto:

La Juve , se il contenuto è scottante,  secondo me intavolara una trattativa .

Via i 15 punti.

Per manovra stipendi multa magari salata ma non oppressiva per salvare la faccia alla Figc ( la nostra è danneggiata).

O una sospensiva che duri giusto il tempo di capire come e quando inizia la SL in modo da non venire estromessi dalle coppe almeno per il tempo necessario a levarci dai piedi.

 

Diversamente credo che casualmente Tuttosport farà uno scoop che inguaiera la Serie A più di quanto non lo sia già. 

E da cui in pochi avranno scampo.

 

Un ipotesi credo verosimile 

avevo pensato praticamente la stessa cosa... dipende dal contenuto della carta... se riguarda solo un problema di data o se sotto ci sono omissioni MOLTO più scottanti

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11 minuti fa, nomevisualizzato ha scritto:

Si potrebbero scrivere dei saggi sociologici molto rilevanti facendo un giro di un paio d’ore nelle sezioni commenti dei giornali sportivi che riportano la notizia .ghgh 

 

Roba da mettere seriamente in dubbio il suffragio universale 

il problema dei social è che danno voce agli "scemi del paese", prima che una persona fosse stupida lo sapevano in famiglia e basta, ora  viene espresso al mondo tramite commenti.

se ci aggiungiamo che l'italia è uno dei paesi con un livello altissimo di analfabetismo funzionale e che pure per le "istituzioni" (presidente anm) l'odio nel calcio è normale, si capiscono molte cose.

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37 minuti fa, messapicoprimitivo ha scritto:

Aggiungo anche che quanto affermato dal Tar ossia 

- il principio del giusto processo deve estendersi anche in sede sportiva, ridimensiona non di poco tutte le bojate che ci hanno raccontato in questi giorni i vari avvocati Napolicchi (sull'autonomia dell'ordinamento sportivo)ed estende una ombra lunga su Calcipoli, dove si cassarono due gradi di giudizio e fu compresso notevolmente il diritto alla difesa...

Spero che Moggi e Giraudo non muoiano prima di vedersi riconosciuta l'infamia del 2006 e di risvolto la juve

 

Se avesse voluto veramente difendersi allora... Monnezzemolo maledetto!!!!

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2 minuti fa, nubedioort ha scritto:

Capuano (intertriste) visibilmente preoccupato dalla sentenza TAR. Bene. iniziano a tremare perchè teme (penso io) che altre società possano essere state coperte (Inda? Miulan? Riomma? Lazie? Pulcinellonia? Dea? ). 

 

Ho avuto anch'io la medesima sensazione. Ripeteva continuamente che la cosa importante è il contenuto della famosa "carta negata"

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14 minuti fa, Paulo Roberto Cotechiño ha scritto:

il reato penale è personale amico mio, parliamo del nulla dai...:d

 

Chinè ci ha negato il documento perché secondo la sua personale interpretazione si tratterebbe di atto endo-procedimentale e non procedimentale.

 

Riprendiamoci i 15 punti e ringraziamo il Dio del calcio... Sentiamme...:d

Ma.....non sono così sicuro come dici....il Dio del calcio poi ....lo vedo molto terreno 🤨🤨

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1 ora fa, VincentJuventus ha scritto:

 

Fosse vera una roba del genere, chinotto dovrebbe finire al gabbio.. In Italia invece lo faranno ministro  bah

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44 minuti fa, Fino alla fine… ha scritto:

Penso che nel caso si possa trattare di società già "fallite" come la Samp, purtroppo non penso che sia una società nerazzurra di Milano.

Anche se, onestamente, non capisco il motivo per cui volevano "salvare" la Samp...

Perché imho sono tante. Prima del covid erano già alla canna del gas, figuriamoci dopo, tanto più che nessuno ha mai ricapitalizzato.

 

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2 ore fa, scienzo ha scritto:

Per conto di paratici e Cherubini non per conto Juventus, vabbè frega poco chi se ne sbatte

La juventus non poteva farlo e l'ha fatto fare a Cherubini e Paratici, per mezzo dei suoi legali. In questo modo non ha violato alcuna clausola compromissoria.  In pratica è andata al Tar senza andarci, in modo indiretto. 

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Molto Molto Interessante il pezzo di Cataldo Intrieri su Linkiesta, Ve lo riporto pezzo per pezzo.

 

Quoto

 

La sentenza del Tar sulla Juventus e la necessaria rivoluzione della giustizia sportiva

di Cataldo Intrieri

 

La decisione del tribunale amministrativo potrebbe ribaltare la penalizzazione inflitta al club bianconero, ma soprattutto sancisce che chi amministra lo sport non può prescindere dai principi costituzionali e non può nemmeno impedire alla difesa di adire le vie ordinarie

 

È ancora presto per dire se il “papello” indirizzato dalla Procura Federale alla Covisoc agli albori dell’indagine sportiva sui conti della Juventus, e che presto sarà disvelato per ordine del Tar, sia realmente decisivo per ribaltare la pesante penalizzazione inflitta al club bianconero.

 

Secondo i legali della difesa, il Tar potrebbe dare la prova che l’indagine abbia avuto termini di durata superiori a quelli consentiti dalla legge e dunque vanificherebbe tutte le prove raccolte e lo stesso capo d’incolpazione contestato alla Juventus.

 

Sarebbe un proscioglimento tecnico e di natura procedurale, una cosa che in questo Paese pullulante di Torquemada frustrati suonerebbe come un “cavillo”, una scappatoia, un tunnel da “fuga da Alcatraz” che non risplenderebbe di adamantina giustizia.

Vedremo, per ora sono illazioni, ma la sentenza emessa dalla terza sezione del Tar intanto dice già moltissimo all’addetto ai lavori, e di assai importante, su temi cruciali di ciò che chiamiamo con una certa fantasia giustizia sportiva e che sta franando sotto i continui colpi della giustizia ordinaria.

 

Ancora qualche giorno fa, il presidente della Corte di appello della Figc Mario Luigi Torsello in una lectio magistralis spiegava agli adoratori del giustizialismo sportivo che il diritto regolante le competizioni è una sorta di regolamento da bocciofila, un accordo tra privati che come al circolo Aniene decidono le proprie regole di accesso (ad esempio estromettere le donne per un secolo) e i punti da assegnare al Burraco sociale.

In base a ciò, il magistrato ha osservato che in tema di sport «la giustizia sostanziale» prevale su quella ordinaria che si basa sul giusto processo, il complesso di regole e di garanzie che ogni tribunale di uno Stato di diritto applica a tutela dei diritti del cittadino inquisito.

Sono questi dei lussi (dei gargarismi, direbbe Travaglio) che l’ordinamento sportivo non può concedersi, almeno secondo l’autorevole giurista, perché prevalgono esigenze di velocità e di certezza sportiva (intanto, la Juventus da un paio di mesi gioca senza sapere se debba preoccuparsi di salvarsi o di accedere alla Champions League).

Ebbene, qualcuno dovrebbe avere la bontà di spiegare che da un po’ di tempo non è più così e non per un capriccio di moda, ma perché lo hanno scritto le corti supreme regolatrici del diritto, quello ordinario come la Corte Europea di giustizia, la Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato ma anche – udite udite – lo stesso giudice supremo sportivo, ovvero il Collegio di garanzia del Coni, come scrive nella sentenza di oggi il Tar.

Il giudice amministrativo era chiamato a decidere se la Covisoc, la commissione che la Federazione calcio ha preposto al controllo dei conti dei club, avesse diritto a rifiutare come aveva fatto nel corso del processo sportivo un documento di direttive a lei impartite dalla procura federale durante le ispezioni sui conti bianconeri.

I legali della Juve invocavano la legge 241/90 che impone alla pubblica amministrazione di fornire l’accesso al cittadino sui documenti da lei formati. Il Tar ha accolto la richiesta con due importanti argomenti dai potenziali effetti dirompenti sul sistema odierno.

Il tribunale amministrativo ha innanzitutto ribadito l’indirizzo sancito negli ultimi anni dalla Corte Europea di Giustizia e dal Consiglio di stato, di cui si era già parlato qui, per cui la Federcalcio come tutte le consorelle e i propri organismi interni, come la Covisoc, «pur essendo “associazioni di diritto privato” sono al contempo inserite nell’ambito dell’ordinamento sportivo ed esercitano sia poteri di autonomia privata sia potestà amministrative rilevanti per l’ordinamento statale, con applicazione di regimi giuridici differenti in ragione della natura dell’atto che di volta in volta viene in rilievo».

Sono dunque enti che perseguono finalità di pubblico interesse e in tal senso «i profili relativi alla regolarità dei campionati, che attengono sia al regolare funzionamento degli stessi sia alla salvaguardia della par condicio tra i partecipanti, sono rilevanti per l’ordinamento statale, che prevede al riguardo una tutela giurisdizionale piena affidata alla giurisdizione amministrativa». Dunque, attenzione, sono aspetti – compresi quelli sulla regolarità delle competizioni – che riguardano anche la giustizia ordinaria con le sue regole, a partire dal giusto processo.

Il secondo profilo non meno decisivo è la fine della «pregiudiziale sportiva», e cioè di quel principio che antepone e tutela la giustizia di settore come un’enclave a parte rispetto a quella ordinaria, costituzionalmente orientata.

Ai sensi dell’articolo 3 della legge 280 del 2003, solo dopo aver «esaurito i gradi della giustizia sportiva» è possibile adire da parte degli associati il giudice amministrativo. Insieme alla clausola compromissoria di cui all’articolo 2, la «pregiudiziale» costituisce l’architrave dell’autonomia dell’ordinamento sportivo.

Ebbene, la sentenza del Tar apre uno squarcio su questa corazza e statuisce, punto fondamentale, che invece ci si possa rivolgere al giudice ordinario anche quando il processo sportivo in cui il soggetto interessato è coinvolto è ancora aperto, e lo può fare al fine di tutelare il suo diritto alla difesa.

Nel caso di specie, Fabio Paratici e Federico Cherubini, manager della Juventus, hanno chiesto alla Covisoc un documento che ritengono indispensabile alla loro difesa.

Gli era stato risposto picche, sostenendo – in base alla pregiudiziale sportiva – che lo avrebbero avuto semmai dopo la fine del processo sportivo. Il giudice amministrativo invece ha stabilito che ne hanno pieno diritto ora, anche se il processo sportivo per le plusvalenze non è ancora terminato.

E qui spuntano, veicolati da una sentenza del Consiglio di Garanzia del Coni che sarà chiamato a decidere, due termini fondamentali: «diritto di difesa» e «articolo 111 della Costituzione». Il diritto alla difesa deve essere «effettivo» e pieno per cui il documento, come mezzo di esercizio reale del diritto a difendersi, deve essere rilasciato ora perché altrimenti ne verrebbe leso il diritto di difesa nelle forme previste dall’articolo 111 Costituzione. Basta così.

Non sappiamo quanto sarà utile il documento, ma poco importa: qui non è più in ballo il singolo problema della Juventus ma l’intero sistema giudiziario dello sport. Se le federazioni sono enti con finalità di pubblico interesse, se la giustizia sportiva “scorre parallela” a quella ordinaria, se il giudice ordinario e il giudice supremo dello sport citano nelle loro sentenze l’articolo 111 della Costituzione, col corollario di giusto processo e diritto di difesa ad armi pari con l’accusa, allora non è possibile salvare indagini e sentenze che violano questi principi.

Per intenderci, come è possibile che resistano sentenze basate su mozziconi di intercettazioni, prove acquisite senza contraddittorio, accuse cambiate in corsa con violazione del principio di legalità.

Sarebbe riduttivo per la stessa Juventus limitarsi a un profilo di pura improcedibilità tecnica quando la posta in gioco è una giustizia sportiva, moderna e garantista. Parafrasando Marshall McLuhan si potrebbe dire che il «giusto processo è il messaggio» e non un mezzo per una giustizia di parte, ma per un diritto reale. Forse il club bianconero non realizzerà la Superlega, ma certo ha l’occasione di una inaspettata quanto meritoria e attesa rivoluzione italiana.

 

 

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