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VincentJuventus

DAZN, numeri in calo: 13 milioni di spettatori in meno rispetto alla scorsa stagione

Post in rilievo

Bene così! L'Inda ha perso male la Champions ed è così riuscita a spostare l'attenzione su altro, ma le indagini a suo carico non sono svanite nel nulla, o almeno spero. Nel frattempo DISDIRE ad oltranza finché il teatrino a tinte nerazzurre non inizia davvero a scricchiolare... :uhmm:

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1 ora fa, garrison ha scritto:

Se lo dici te...

io sono solo tifoso della Juve e voglio solo guardare la Juve, senza dover rubare il servizio a chi ha pagato per trasmetterlo.

Non mi piace Dazn ma se la trasmette Dazn devo abbonarmi a loro.

Se questo mi rende "indegno" agli occhi di 4 soggetti su internet, pazienza.

Se lo dici te ….

magari  ti piace “prendertela” e pagare pure.

BRAVO, non cedere agli  “onesti”che continuano a spalare melma su una squadra che non ti appartiene.

tutto d’un pezzo, sempre !! 

 

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38 minuti fa, VincentJuventus ha scritto:

 

 

 

Quindi con "l'utilissimo" strumento "piracy shield" l'ignaro contribuente finisce per dare soldi alla famiglia Previti?

 

Azz... hai capito?

 

Per la serie se le suonano e se le cantano tutte tra di loro!

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Il dolore dei soldi: ecco perché il calcio italiano è a rischio

 

La Super Champions, il nuovo Mondialclub e la pirateria stanno impoverendo i campionati nazionali. Il nostro teme la riduzione dei diritti tv. L’allarme è scattato

Alessandro F. Giudice - C.d.S

 

Il rischio di una riduzione degli introiti televisivi garantiti da contratto con DAZN prospetta effetti mortali per la salute, già precaria, del calcio italiano. Spifferi circolati in questi giorni evocano analogie sinistre con quanto accaduto in Francia dove DAZN ha unilateralmente sospeso i pagamenti alla Ligue 1, accusandola di non contrastare la pirateria e di non promuovere il calcio televisivo. Argomenti in cui molti hanno visto dei pretesti per rinegoziare al ribasso un contratto già povero, circa metà di quello italiano. Dopo una serie di schermaglie giudiziarie, Ligue 1 e DAZN hanno risolto il rapporto e la lega francese proverà a lanciare la sua piattaforma di streaming. Nel caso della Serie A, a dare retta ai boatos, si teme un taglio di poco inferiore a 200 milioni, cioè quasi un q uarto dei circa 900 annui sottoscritti, con effetti chiaramente distruttivi. Anzitutto perché il taglio colpirebbe in parti pressoché uguali tutte le società, ma per le minori avrebbe un impatto proporzionalmente ben più doloroso.

 

Questo penalizzerebbe anche la competitività del campionato, vero valore da preservare se si vuole migliorarne l’appetibilità. Un contraccolpo immediato colpirebbe i risultati economici dei club: per quelli che non partecipano alle coppe europee, i diritti domestici sono la fonte primaria di ricavo. Il calcio professionistico italiano viene da quasi 5 miliardi di perdite nel quinquennio 2018-2023, come si legge nel Report Calcio Figc. L’ulteriore compressione dei ricavi finirebbe per aggravare uno scenario già tremendo perché i costi di gestione delle società continuano inevitabilmente, per inerzia, a salire. Il calcio europeo a livello di club ha registrato nell’ultimo anno una crescita dei ricavi del 7,6% (dati contenuti nell’ultimo Report di Deloitte). Quello italiano solo dell’1,6%. Poiché una fetta consistente e stabile dei ricavi dei club (pari a circa due terzi) finisce nelle tasche dei calciatori, è facile capire come la corsa dei ricavi internazionali produca un’inflazione simile sui costi per stipendi e cartellini. Se i club italiani vedessero salire i propri ricavi meno della media europea (o addirittura scendere con la temuta decurtazione dei diritti televisivi) diventerebbero in proporzione più poveri e potrebbero permettersi meno qualità. In prima battuta, registrerebbero risultati economici ancora più negativi di quelli attuali e ciò costringerebbe molti a cedere i migliori giocatori, causando un depauperamento ancora maggiore del livello tecnico e dell’appetibilità commerciale del movimento.

La crisi del calcio italiano, già cronica, rischia poi di colpire in maniera perfino più fragorosa le categorie inferiori. La Serie B e la C sono gli anelli deboli di una catena del valore fragile ed esposta ai venti della concorrenza internazionale. La B viene da 826 milioni di perdita: un risultato drammatico in rapporto ai minori ricavi, le cui conseguenze sono visibili nella crisi esistenziali di molte società, anche storiche. La C ha registrato quasi mezzo miliardo di perdite su 750 milioni di ricavi: in pratica, per ogni euro che incassa ne spende due. Ha già subìto quasi 10 milioni di riduzione dalla mutualità e dalla revisione della Melandri e rischia una legnata fortissima su un corpo già assai debilitato. Prospettive simili non sono solo tristi dal punto di vista dei tifosi, di comunità per cui la squadra della città è un concentrato di passioni che si tramanda da generazioni, ma soprattutto da quello dell’intero movimento che rischia di inaridire ulteriormente la formazione di giovani talenti e lo sfogo del calcio minore, naturale prosecuzione della pratica sportiva di chi esce dal settore giovanile per ragioni di età. Sarebbe l’accelerazione traumatica di un declino secolare già in corso, su cui è urgente porre ripari.

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52 minuti fa, el titan ha scritto:

Il dolore dei soldi: ecco perché il calcio italiano è a rischio

 

La Super Champions, il nuovo Mondialclub e la pirateria stanno impoverendo i campionati nazionali. Il nostro teme la riduzione dei diritti tv. L’allarme è scattato

Alessandro F. Giudice - C.d.S

 

Il rischio di una riduzione degli introiti televisivi garantiti da contratto con DAZN prospetta effetti mortali per la salute, già precaria, del calcio italiano. Spifferi circolati in questi giorni evocano analogie sinistre con quanto accaduto in Francia dove DAZN ha unilateralmente sospeso i pagamenti alla Ligue 1, accusandola di non contrastare la pirateria e di non promuovere il calcio televisivo. Argomenti in cui molti hanno visto dei pretesti per rinegoziare al ribasso un contratto già povero, circa metà di quello italiano. Dopo una serie di schermaglie giudiziarie, Ligue 1 e DAZN hanno risolto il rapporto e la lega francese proverà a lanciare la sua piattaforma di streaming. Nel caso della Serie A, a dare retta ai boatos, si teme un taglio di poco inferiore a 200 milioni, cioè quasi un q uarto dei circa 900 annui sottoscritti, con effetti chiaramente distruttivi. Anzitutto perché il taglio colpirebbe in parti pressoché uguali tutte le società, ma per le minori avrebbe un impatto proporzionalmente ben più doloroso.

 

Questo penalizzerebbe anche la competitività del campionato, vero valore da preservare se si vuole migliorarne l’appetibilità. Un contraccolpo immediato colpirebbe i risultati economici dei club: per quelli che non partecipano alle coppe europee, i diritti domestici sono la fonte primaria di ricavo. Il calcio professionistico italiano viene da quasi 5 miliardi di perdite nel quinquennio 2018-2023, come si legge nel Report Calcio Figc. L’ulteriore compressione dei ricavi finirebbe per aggravare uno scenario già tremendo perché i costi di gestione delle società continuano inevitabilmente, per inerzia, a salire. Il calcio europeo a livello di club ha registrato nell’ultimo anno una crescita dei ricavi del 7,6% (dati contenuti nell’ultimo Report di Deloitte). Quello italiano solo dell’1,6%. Poiché una fetta consistente e stabile dei ricavi dei club (pari a circa due terzi) finisce nelle tasche dei calciatori, è facile capire come la corsa dei ricavi internazionali produca un’inflazione simile sui costi per stipendi e cartellini. Se i club italiani vedessero salire i propri ricavi meno della media europea (o addirittura scendere con la temuta decurtazione dei diritti televisivi) diventerebbero in proporzione più poveri e potrebbero permettersi meno qualità. In prima battuta, registrerebbero risultati economici ancora più negativi di quelli attuali e ciò costringerebbe molti a cedere i migliori giocatori, causando un depauperamento ancora maggiore del livello tecnico e dell’appetibilità commerciale del movimento.

La crisi del calcio italiano, già cronica, rischia poi di colpire in maniera perfino più fragorosa le categorie inferiori. La Serie B e la C sono gli anelli deboli di una catena del valore fragile ed esposta ai venti della concorrenza internazionale. La B viene da 826 milioni di perdita: un risultato drammatico in rapporto ai minori ricavi, le cui conseguenze sono visibili nella crisi esistenziali di molte società, anche storiche. La C ha registrato quasi mezzo miliardo di perdite su 750 milioni di ricavi: in pratica, per ogni euro che incassa ne spende due. Ha già subìto quasi 10 milioni di riduzione dalla mutualità e dalla revisione della Melandri e rischia una legnata fortissima su un corpo già assai debilitato. Prospettive simili non sono solo tristi dal punto di vista dei tifosi, di comunità per cui la squadra della città è un concentrato di passioni che si tramanda da generazioni, ma soprattutto da quello dell’intero movimento che rischia di inaridire ulteriormente la formazione di giovani talenti e lo sfogo del calcio minore, naturale prosecuzione della pratica sportiva di chi esce dal settore giovanile per ragioni di età. Sarebbe l’accelerazione traumatica di un declino secolare già in corso, su cui è urgente porre ripari.

A gravigna gli basta che salva le medde, poi tutto il resto non conta…

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7 minuti fa, cuorebianconero-v2.0 ha scritto:

A gravigna gli basta che salva le medde, poi tutto il resto non conta…

Colpa dei pirati .sisi

 

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1 ora fa, el titan ha scritto:

La Super Champions, il nuovo Mondialclub e la pirateria stanno impoverendo i campionati nazionali.

Pazzesco, non ci hanno ancora capito niente.

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Il 26/06/2025 Alle 13:27, Volumix ha scritto:

Mi chiedo come possa uno juventino abbonarsi. Comunque bene così, speriamo continuino a calare.

Magari uno che vuole vedersi la domenica la sua squadra di calcio in santa pace? Perché è distante non può andare allo stadio? O magari non può per questioni diverse? Che dici? D’altronde che ci fa in un forum di appassionati di calcio uno che dice che non vale la pena vedere le partite? O forse tu sei sempre allo stadio e sempre in trasferta? A me chi segue una squadra senza vedere le partite mi sembra solamente un asino! Avete anche rotto le palle! Uno non può abbonarsi, uno non può andare allo stadio a vedersi le partite, e che * siete qua a fare? Che poi, cosa c’entra Dazn che è un’azienda con le questioni politiche di gravina? Che poi la Juventus ha sempre sostenuto gravina ma tant’è! Pensatela come volete.

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1 ora fa, Ste88 ha scritto:

Pazzesco, non ci hanno ancora capito niente.

Direi di cancellare la Champions, il Mondiale per club è il siti russi e arabi e si abboneranno tutti per vedersi la serie A a 50€ al mese .sisi

 

Già che ci siamo cancelliamo anche premier, liga e bundes .ghgh

 

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9 ore fa, Ste88 ha scritto:

Pazzesco, non ci hanno ancora capito niente.

De Siervo: “La Nazionale non va al Mondiale anche per colpa dei pirati. Tolgono soldi ai talenti”

 

Ma non c'è di sicuro da stupirsi....E' come se i personaggi dei film di Fantozzi avessero preso vita qui nella realtà e gestissero il sistema calcio

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2 ore fa, andreabeppeprato82 ha scritto:

De Siervo: “La Nazionale non va al Mondiale anche per colpa dei pirati. Tolgono soldi ai talenti”

 

Ma non c'è di sicuro da stupirsi....E' come se i personaggi dei film di Fantozzi avessero preso vita qui nella realtà e gestissero il sistema calcio

Claudio Gentile, nella sua esperienza in Nazionale, ha affrontato pressioni legate alle convocazioni, rifiutando offerte di denaro da parte di procuratori per favorire giocatori. Inoltre, Gentile ha raccontato di aver subito pressioni per convocare determinati giocatori, dichiarando di essere stato odiato per questo, ma di essere fiero di aver resistito...

 

P.S. E infatti poi lo hanno messo fuori dal giro... Evidentemente questi "pirati" di cui ha parlato Gentile non interessano a nessuno... chissà come mai... .the

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Fino al 2006 eravamo il campionato piu bello e difficile del mondo, avevamo la forza di andare in premier e liga e prendere i loro giocatori migliori, poi hanno deciso che qualcuno era scomodo e da lì è iniziato il declino, lento ma inesorabile. Ora la colpa è del mondiale per club, la Champions, ecc., come se in Inghilterra non ci siano le stesse competizioni. 

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1 ora fa, mirco84 ha scritto:

Fino al 2006 eravamo il campionato piu bello e difficile del mondo, avevamo la forza di andare in premier e liga e prendere i loro giocatori migliori, poi hanno deciso che qualcuno era scomodo e da lì è iniziato il declino, lento ma inesorabile. Ora la colpa è del mondiale per club, la Champions, ecc., come se in Inghilterra non ci siano le stesse competizioni. 

Dipende da quelli che sono gli obiettivi.

Se l’obiettivo è vincere la (modesta) serie A, é bello andare a ramazzare soldi al Mondiale per club, così come anche giocare millemila partite in Champions.

Se però si guarda la luna, oltre al dito, si capirà che a fronte di 20 milioni che entrano a te, squadra italiana, ne entrano 100 a una big europea, e allora in realtà si é sempre MENO competitivi, li dove conta davvero.

Ma si, buttiamoci in superleghe varie, a festeggiare decimi posti, con le solite big sempre più ricche e competitive…..

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31 minuti fa, Ich bin Strunz ha scritto:

Ma se nel 2022 gli abbonati a dazn nel mondo erano circa 15 mln come fanno a essere calati di 13 in Italia? 😂😂😂

fanno dei calcoli sulle visualizzazioni , gli abbonati sono "segreti".

 

Per me hanno dati che non divulgano che sono orrendi. 

 

Il calcio italiano sta fallendo

47 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

.

Ma si, buttiamoci in superleghe varie, a festeggiare decimi posti, con le solite big sempre più ricche e competitive…..

la SL con salary cap e budget cap è l' unica soluzione. 

Chi non lo capisce sta credendo di vivere negli anni 90

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6 minuti fa, Furino1968 ha scritto:

la SL con salary cap e budget cap è l' unica soluzione. 

Chi non lo capisce sta credendo di vivere negli anni 90

Siamo sempre lì…. il salary cap (ammesso e non concesso che sia attuabile senza “aggiramenti”, e ci credo poco in un mondo di squali come il calcio) può funzionare in leghe chiuse e private, non in una Superlega “mobile”, con ingressi nuovi (e proprietà, personaggi nuovi) ad ogni stagione.

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Adesso, SuperEagle ha scritto:

Siamo sempre lì…. il salary cap (ammesso e non concesso che sia attuabile senza “aggiramenti”, e ci credo poco in un mondo di squali come il calcio) può funzionare in leghe chiuse e private, non in una Superlega “mobile”, con ingressi nuovi (e proprietà, personaggi nuovi) ad ogni stagione.

così come è oggi  il calcio si va a schiantare, fine.

 

Le cose devono cambiare , che poi con la proprietà che ha la Juve in Italia gli ultimi a saltare siamo noi, detto egoisticamente.

 

Campionato europeo stile NBA, campionato italiano riportato alla realtà , Lega minore.

 

non voglio parlare nemmeno di Serie B e Lega Pro, metà sono falliti.

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7 minuti fa, Furino1968 ha scritto:

così come è oggi  il calcio si va a schiantare, fine.

 

Le cose devono cambiare , che poi con la proprietà che ha la Juve in Italia gli ultimi a saltare siamo noi, detto egoisticamente.

 

Campionato europeo stile NBA, campionato italiano riportato alla realtà , Lega minore.

 

non voglio parlare nemmeno di Serie B e Lega Pro, metà sono falliti.

Appunto. 
Se servi alla gente costantemente, e comodamente (una larghissima fetta NON paga, per guardare il calcio in tv), Vinicius e Yamal, eradichi la componente popolare, erodi la base, e il calcio finisce per diventare un intrattenimento come un altro, dove i ricchi saranno sempre più ricchi, ed i poveri sempre più poveri.

Ed è inutile dire “ah ma il campionato Italiano è inferiore solo alla Premier, la Fiorentina batterebbe il Rayo Vallecano”…..il punto non è quello, ma è che bastano 5/6 club di Premier, il PSG, il Bayern e le tre spagnole, per “drenare” tutto il meglio sul piano tecnico e costringere qualsiasi squadra italiana a non partire MAI nella top-10 delle favorite per il trofeo che davvero conta, ossia quello di campione d’Europa (e tra meno di una decina di anni ci sarà anche un mazzetto di squadre arabe nel lotto, e parteciperanno alle competizioni UEFA, mi ci gioco tutto).

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Se i conti non sono sbagliati l'Inter prende poco più di 100 mln di diritti TV e quella che prende di più.

Gli stessi soldi vengono elargiti per tutte le squadre del campionato A olandese.

Che vuol dire che li non si abbona nessuno alle TV?

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