Spallettone, mi sbagliavo.
Non ho mai pensato che un allenatore non potesse fare la differenza. Anzi... ho sempre creduto che il tecnico conti e che, paradossalmente, sotto certi aspetti sia la variabile più sottovalutata di tutte. Quello su cui mi sbagliavo era un altro punto, più specifico e più di pancia... non pensavo che questa Juventus potesse ribaltarsi così. Non credevo possibile una sterzata del genere... tanto netta, tanto veloce, tanto totale. Perché io questa Juve qui, con questi limiti e con quella fragilità mentale che abbiamo visto per mesi, un 180 del genere non pensavo potesse MAI farlo. Pensavo, ad esempio, che dopo la sconfitta di Cagliari ci fosse il rischio di entrare nel solito loop composto da musi lunghi, partita successiva giocata col freno a mano, "impareremo dagli errori", paura di sbagliare, due passaggi orizzontali e via... E invece no, proprio no... questa squadra è andata a dare un 5-0 complessivo a Mou e Conte. Due personaggi che, se ti vedono mezzo indeciso, ti mangiano vivo. E invece li ha travolti.
La Juve attuale non è diventata certo perfetta ma è una Juve diciamo "sbrogliata", con un'identità (abbastanza) ritrovata. Prima viveva di episodi, fiammate, singoli e soprattutto nervi. Oggi, almeno per atteggiamento, prova a controllare e fare la gara, pressa meglio, accompagna di più, parte con più coraggio, non aspetta sempre l'episodio per svegliarsi e, soprattutto, non si scioglie al primo schiaffo, che per noi tifosi era diventata la normalità da vedere. Il merito grosso di Spalletti, a mio parere, è aver ridato fiducia al gruppo e averlo preso in mano. Non solo nella gestione ma proprio nella leadership. Ha capito che questa rosa, così com’è, manca di leadership vera in campo. Manca quello che nei momenti storti ti prende per il collo, alza la linea, urla, sposta l'inerzia e trascina anche chi è in giornata no. E allora quel ruolo, se non ce l'hai nei giocatori, lo devi compensare fuori... E lui lo sta facendo mettendoci personalità, facendosi presente, pesante e dando una direzione chiara ai giocatori. La differenza più evidente, infatti, non è, a mio parere, tattica (anche se ovviamente c'è) ma mentale. Questa Juve adesso sembra sapere cosa vuole fare per novanta minuti e lo applica senza farsi influenzare da fattori e variabili. Sembra non arrendersi anche quando le cose non arrivano subito. Sembra più squadra e meno somma di pezzi messi insieme. La Juve fino a tre o quattro mesi fa mi sembrava quelle scatole di puzzle che apri dopo vent'anni e ci trovi dentro Lego, gusci di noci, carte da briscola e tre quarti del puzzle vero e proprio. Prima vedevi gente che si nascondeva e giocava per non sbagliare, adesso vedi MOLTA più responsabilità... chi riceve si gira, chi sbaglia non si imbruttisce, si provano filtranti, chi è sotto pressione prova comunque la giocata semplice ma in avanti. Sembra banale, ma è TANTISSIMO.
Poi non voglio certo raccontare favole... questa Juve ha ancora difetti strutturali e li rivedremo. Ci saranno partite sporche, cali, momenti in cui tornerà la paura. Ci saranno altri Lecce e Cagliari. Però il punto è che non è un caso se la squadra è cambiata così... È grazie ad uno che è entrato e ha detto "qui si fa così" e lo sta facendo rispettare tramite lavoro, fiducia ricostruita, gerarchie e mentalità.
Quindi mi prendo l’errore. Io pensavo che questa Juve non potesse girarsi così, che fosse troppo fragile e troppo priva di leader per farlo. E invece l'ha fatto. E se l'ha fatto, una fetta ENORME di merito è di Spalletti...
E oggi, finalmente, posso dire che questa Juventus dà l'idea di essere una squadra di calcio.
Avevate ragione voi. Io mi sbagliavo.