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Beetgogh

Una riflessione (lunga) sul "DNA" della Juventus

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Ormai seguo la Juve da 48 anni. Ne ho viste letteralmente di ogni. E se devo indicare un denominatore comune di tutte le squadre 'vincenti' che ho visto, direi che erano squadre solide e toste, che prendevano le partite e le portavano dove volevano loro. Del resto, la squadra era proprietà di un industriale dell'automobile, abituato a ragionare con la logica del problem solving, e a riservare alla fantasia e all'estetica un ruolo, diciamo così, accessorio.


Il fantasista e il fuoriclasse (ne abbiamo avuti parecchi, ovviamente, in questi 48 anni) si integravano in un progetto nel quale, però, erano centrali, centralissimi, anche i faticatori.

La Juventus ha sempre vinto un sacco di campionati grazie a successi di misura difesi con le unghie e con i denti, anche quando l'impostazione era decisamente offensiva. L'esempio che mi viene più facile è la Juve di Lippi, l'ultima ad aver vinto anche un trofeo internazionale. Conquistato, non a caso, ai rigori. Il "futbol bailado" non ha mai abitato dalle nostre parti, e gli "scudetti del bel gioco" li abbiamo sempre lasciati agli altri.

 

Il DNA di questa squadra è quello di un grande vincitore di corse a tappe nel ciclismo, o di un maratoneta nell'atletica. Solido e metodico, implacabile quando serve, anche se magari un po' noioso. Una filosofia che - ovviamente - penalizza le prestazioni europee, dove più che la qualità costante conta l'accensione di un momento. Il genio invece del metodo. Perché sono partite secche. 

 

Tuttavia, quando abbiamo cercato di uscire da questo seminato, con l'idea di poter vincere magari meno in Italia, ma qualcosa di più in Europa, ci abbiamo sempre rimesso le penne; con Maifredi, per citare l'esempio più clamoroso, ma anche - in un certo senso - con Sarri e con Pirlo. 

 

Adesso, però, è perfettamente logico che vincere in Italia non ci basti più. Abbiamo metabolizzato abbastanza rapidamente il fatto che a vincere il campionato saranno quelli là, quello che ci metterebbe in crisi davvero sarebbe restare fuori dall'Europa che conta. E anche questa assuefazione ai trofei nazionali - io credo - ha spinto la proprietà ad un cambio di indirizzo, i cui esiti, per il momento, sono però disastrosi.

 

Richiamare - ad esempio - Allegri (un allenatore che a quel DNA "operaio" si adattava benissimo) significherebbe forse tornare a vincere in Italia, ma probabilmente continuare a raccogliere poco in Europa. La strada che si è cercato di intraprendere con Sarri e con Pirlo dà meno garanzie a livello nazionale, e non sta portando alcun risultato europeo. Anzi. 

 

Voi, al posto di Agnelli, cosa fareste? Oppure pensate che il DNA di una squadra non esista, e che le squadre le fanno i singoli giocatori, dirigenti e tecnici con il trascorrere delle epoche?

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Belle parole e certamente molto condivisibili ma con Allegri dal DNA "operaio" hai fatto due finali di CL e questo significa che con un progetto e giocatori funzionali tutto è raggiungibile 

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Per vincere ci vogliono i grandi giocatori .sisi il resto come moduli,DNA ecc mi sono sempre sembrati discorsi che lasciano il tempo che trovano .sisi

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16 minuti fa, Juve★★★ ha scritto:

Tanti club hanno modificato la propria storia con scelte rivoluzionarie.

Infatti qui manca questo.

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Questa storia del DNA non è altro che una scusa per chi non ha voglia di cambiare o non ha le risorse per farlo. Allestissero una rosa con 11 campioni poi vediamo se ancora si parla di DNA operaio e robe del genere. Invece noi ne abbiamo 3/4 e per questo poi si fanno certi discorsi. E no nelle due finali di Champions perse ultimamente il DNA era tutt'altro che operaio, contro il Barça l'unico non forte tecnicamente era Lichtsteiner mentre con il Real decisero deliberatamente di mettere Barzagli terzino e Alves ala con Cuadrado in panchina, il resto dei titolari erano tutti dei campioni anche se qualcuno era stremato per l'assenza di riserve. 

Il Milan attualmente ha un DNA operaio altro che europeo perchè hanno solo buoni giocatori, piazzagli 11 campioni e tornano a parlare di DNA europeo e * varie.

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26 minuti fa, Beetgogh ha scritto:

Ormai seguo la Juve da 48 anni. Ne ho viste letteralmente di ogni. E se devo indicare un denominatore comune di tutte le squadre 'vincenti' che ho visto, direi che erano squadre solide e toste, che prendevano le partite e le portavano dove volevano loro. Del resto, la squadra era proprietà di un industriale dell'automobile, abituato a ragionare con la logica del problem solving, e a riservare alla fantasia e all'estetica un ruolo, diciamo così, accessorio.


Il fantasista e il fuoriclasse (ne abbiamo avuti parecchi, ovviamente, in questi 48 anni) si integravano in un progetto nel quale, però, erano centrali, centralissimi, anche i faticatori.

La Juventus ha sempre vinto un sacco di campionati grazie a successi di misura difesi con le unghie e con i denti, anche quando l'impostazione era decisamente offensiva. L'esempio che mi viene più facile è la Juve di Lippi, l'ultima ad aver vinto anche un trofeo internazionale. Conquistato, non a caso, ai rigori. Il "futbol bailado" non ha mai abitato dalle nostre parti, e gli "scudetti del bel gioco" li abbiamo sempre lasciati agli altri.

 

Il DNA di questa squadra è quello di un grande vincitore di corse a tappe nel ciclismo, o di un maratoneta nell'atletica. Solido e metodico, implacabile quando serve, anche se magari un po' noioso. Una filosofia che - ovviamente - penalizza le prestazioni europee, dove più che la qualità costante conta l'accensione di un momento. Il genio invece del metodo. Perché sono partite secche. 

 

Tuttavia, quando abbiamo cercato di uscire da questo seminato, con l'idea di poter vincere magari meno in Italia, ma qualcosa di più in Europa, ci abbiamo sempre rimesso le penne; con Maifredi, per citare l'esempio più clamoroso, ma anche - in un certo senso - con Sarri e con Pirlo. 

 

Adesso, però, è perfettamente logico che vincere in Italia non ci basti più. Abbiamo metabolizzato abbastanza rapidamente il fatto che a vincere il campionato saranno quelli là, quello che ci metterebbe in crisi davvero sarebbe restare fuori dall'Europa che conta. E anche questa assuefazione ai trofei nazionali - io credo - ha spinto la proprietà ad un cambio di indirizzo, i cui esiti, per il momento, sono però disastrosi.

 

Richiamare - ad esempio - Allegri (un allenatore che a quel DNA "operaio" si adattava benissimo) significherebbe forse tornare a vincere in Italia, ma probabilmente continuare a raccogliere poco in Europa. La strada che si è cercato di intraprendere con Sarri e con Pirlo dà meno garanzie a livello nazionale, e non sta portando alcun risultato europeo. Anzi. 

 

Voi, al posto di Agnelli, cosa fareste? Oppure pensate che il DNA di una squadra non esista, e che le squadre le fanno i singoli giocatori, dirigenti e tecnici con il trascorrere delle epoche?

Sono d'accordo con i concetti che hai espresso, tuttavia la Juve di Lippi esprimeva un calcio che era anche bello da vedere in quanto c'erano molti elementi (pressing, mentalità offensiva, applicazione feroce, lucidità, spirito di sacrificio, grande atletismo) che si ritrovano anche nei big team attuali.

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Ci sono state epoche diverse e regole diverse. La Juventus era costruita per vincere in Italia, e se questo non succedeva la vecchia coppa campioni nemmeno la giocavi. Poi con la regola della prime 4 in Champions non sei obbligato a vincere. Oggi è più importante giocare la champions che vincere il campionato. I dna delle squadre quindi sono cambiati in relazione a questo. 

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Bel post, complimenti. Con Allegri i primi due anni, ovvero quando la squadra era un mix di campioni e ottimi giocatori, il gioco era gradevole. Abbiamo vinto, dominato e giocato bene su qualsiasi campo d'Europa e contro ogni avversario. Io non credo sia così impossibile il connubio bel gioco-squadra solida basta solo avere gente all'altezza della maglia che indossa. Negli ultimi anni alla Juventus si è smesso di pianificare per dar spazio all'improvvisazione é questo il nostro più grande problema. 

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Il DNA c'è negli organismi viventi, non nelle società. Quel che c'è, invece, è la storia, caratterizzata dalla continuità della proprietà più lunga forse dell'intero mondo calcistico. E gli Agnelli, se nel bene hanno garantito stabilità e investimenti adeguati per primeggiare in Italia quasi costantemente d'altro canto non hanno mai allargato i cordoni della borsa al punto da creare un ciclo europeo stile Real o Milan anni ottanta-novanta. Quando ci siamo riusciti è stato per merito di dirigenti che hanno saputo far rendere da dieci investimenti da sette e mezzo, diciamo.

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Sono d'accordo sulla mentalità "da maratoneta" della Juve, però paradossalmente non sono d'accordo sulla Juve di Lippi che invece era una squadra arrembante e tutt'altro che metodica.

Io ritengo che il "dna" non esista, esistono solo staff e dirigenti competenti e giocatori ben disposti in campo e con le giuste motivazioni / disposizioni tattiche; oppure staff con qualche limite di capacità e squadre assemblate male...

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non sono assolutamente d'accordo

 

1) i "DNA" delle società esistono !!!! ma esistono in quanto esistono gruppi di lavoro, non esistono in quanto società il cui nome inizia per j e finisce per uventus !!!! il dna juve esiste in quanto esiste una famiglia con un certo modus operandi. Il dna milan esisteva quando c'era berlusconi !!!! ora il milan sempre milan si chiama eppure in europa fa pietà, a volte rinuncia pure a partecipare per come è messa male e quando ci va, ovviamente in e.l., un mediocre utd basta per eliminarla. 

 

2) il DNA juventus della famiglia agnelli non ha mai portato scarsi risultati in europa. Per cortesia piantiamola di convincerci delle str0nzate che ci dicono gli antijuventini. La juventus è una società che in europa s'è resa protagonista negli ultimi 20 anni, è tipo la 2 o 3 società ad aver disputato piu' finali, la juventus è al centro del calcio europeo. Per cortesia, basta con queste storie. Non c'è proprio nessuno che deve insegnarci come dominare in europa. 

 

3) In campo europeo, il bandolo della matassa è rappresentato PROPRIO DA ALLEGRI !!!! è proprio con allegri che s'è fatto l'ulteriore step in campo europeo che tutti auspicavamo. Gli allenatori da campionato italiano sono altri.

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Non so se si tratta di DNA, fatto sta che ad esempio Trapattoni, che è assunto a simbolo di un certo calcio (secondo me a torto) è l'allenatore con il quale abbiamo vinto i primi trofei in Europa, ad oggi è l'allenatore che ha portato più trofei continentali. 

Nonostante tutto con allegri abbiamo raggiunto due finali, e in generale la Juventus ha disputato 9 finali di Champions, dietro solo a real milan e Bayern, più le altre (tra cui 3 uefa vinte, e allora la uefa contava molto più dell'attuale El). 

Quindi è un discorso che regge fino ad un certo punto 

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57 minuti fa, kohler ha scritto:

con un progetto e giocatori funzionali tutto è attivabile 

Se Adani e gli adanini, se Sacchi e i sacchetti, se Paratici e i paralitici, se il popolo Antijuventino, e quello juventino klopparo e guardiolista,  sono d'accordo!

Altrimenti sarai sempre un lurido provinciale sparagnino.

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Meglio parlare di tradizione (che può cambiare) più che di DNA.

 

Io auspico un cambiamento nello stile di gioco, ma non perchè questo ci porterà necessariamente alla CL.

Solo perchè vincere e giocar bene è possibile e probabilmente molto utile all'appeal internazionale del club (inoltre rendere meno complicato sorbirsi le partite).

 

Non mi stupisce che nel passato i tentativi di fare un gioco spettacolare siano falliti (Maifredi e Sarri).

Per farlo credo che lo si debba programmare e perseguire nel tempo.

Se lo abbozzi (male) e alla prima difficoltà lo abbandoni, è chiaro che non avverrai mai.

 

L'esempio del Bayern è molto interessante. I bavaresi, nella loro storia, sono sempre stati vincenti, ma mai particolarmente spettacolari.

Quando hanno deciso di cambiare hanno preso allenatori di progetto e li hanno assecondati.

Non sempre le cose sono andate bene, ma hanno proseguito su quella strada e oggi l'immagine del Bayer fisico e cinico è cambiata.

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I NOVAX dicono che il vaccino per il Covid possa far mutare anche il DNA.

Faccismo vaccinare tutta la squadra, dal capitano fino ai magazzinieri, e il prossimo anno si va in Europa a comandare!

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51 minuti fa, Arkant ha scritto:

Questa storia del DNA non è altro che una scusa per chi non ha voglia di cambiare o non ha le risorse per farlo. Allestissero una rosa con 11 campioni poi vediamo se ancora si parla di DNA operaio e robe del genere. Invece noi ne abbiamo 3/4 e per questo poi si fanno certi discorsi. E no nelle due finali di Champions perse ultimamente il DNA era tutt'altro che operaio, contro il Barça l'unico non forte tecnicamente era Lichtsteiner mentre con il Real decisero deliberatamente di mettere Barzagli terzino e Alves ala con Cuadrado in panchina, il resto dei titolari erano tutti dei campioni anche se qualcuno era stremato per l'assenza di riserve. 

Il Milan attualmente ha un DNA operaio altro che europeo perchè hanno solo buoni giocatori, piazzagli 11 campioni e tornano a parlare di DNA europeo e * varie.

Quoto anche le virgole. 

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Il DNA di una squadra non esiste, ogni 5 anni cambiano tutti i giocatori e/o gli allenatori.

La ricostruzione del post iniziale è un mantra che leggo spesso...in realtà la Juve in Europa di strada ne ha SEMPRE fatta vincendo poche finali, ma per arrivare in finale devi dare molti scontri su 2 partite, quindi non è vero che ci sia solo la mentalità da maratoneta anzi.

Il problema per me che si vive da anni è l'enorme equivoco che a fare la differenza in Europa sia un certo tipo di gioco o di allenatore, quando non è affatto così.

Non è il gioco offensivo ma al massimo sono i giocatori offensivi che decidono le sfide secche, ma semplicemente perché sono i più bravi. E di solito stanno nelle squadre più ricche (ed in questo momento storico non siamo tra queste).

Io non sono per il ritorno di Allegri, pur stimandolo tantissimo, in quanto non amo i ritorni, a distanza di due anni poi...ma scrivere che sarebbe lui un ostacolo per la crescita europea fa abbastanza sorridere.

Al posto di Agnelli tirerei dritto con le decisioni prese, ormai, curandomi poco delle paturnie dei tifosi.

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Che cosa è il DNA sportivo? E un concetto,un idea di gioco operaio basata sullo zoccolo duro all'italiana condita da qualche Campione funzionale al progetto,  ed è stato  così da sempre nell'immaginario collettivo,anche per gli Agnelli...io francamente non so' se "Barcelonizzandoci" vinceremo di più o di meno,resta il fatto che per cambiare mentalità (sempre se si vuole farlo) bisogna partire da un intero sistema calcio Italiano...partire dai vivai ed insegnare ai ragazzi che la tecnica e la fantasia viene prima della tattica esasperata,che bisogna "giocarla" senza paura di sbagliare perché succede e l'esperienza ti aiuterà a sbagliare sempre meno anche osando...vado un attimo OT,il figlio di un mio amico gioca nelle giovanili di una squadretta qua da noi,gioca a centrocampo ed e' un dribblatore micidiale come non ne ho mai visti,e potente e veloce...insomma era bello vederlo giocare sul campetto vs amici più grandi che va loro volta giocano in squadre più blasonateli ammazzava tecnicamente ed in velocità...ne parlavamo con suo padre,da quando gioca in una squadra più"organizzata tatticamente" non fa più un dribbling che non sia uno (l'allenatore lo lascia fuori se dribbla più di una volta ogni 10 minuti)e viaggia di passaggi laterali quando invece era abituato a giocare in verticale oppure a scattare velocissimo dopo aver dribblato...oenso che adesso lo terrà a casa perché non si diverte più e quindi un altro talento che finisce...era venuto anche uno scouting del Milan a vederlo e l'avrebbero preso però sua mamma non lo lascia partire,fine OT.

Comunque bisogna cambiare mentalità poi il gioco e le vittorie vengono da sole.

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Finalmente si inizia a disprezzare le frasi fatte, è un passo avanti.

Noi in pochissime occasioni siamo stati nettamente favoriti in finale, ed ovviamente abbiamo perso la maggior parte di queste.

Contro Real e Barca per esempio potevamo anche sperarci, ma la casa se costretti, l'avremmo scommessa sulle 2 spagnole sefz 

 

Il Milan ha vinto ciò che ha vinto perchè puntava tutto sulla qualità, idem le altre più vincenti in Europa.

Il gioco può essere bello o brutto, ma quando giochi con Mandzukic in fascia e gli altri con Bale e Ronaldo/ Neymar e Messi non è che puoi pretendere troppo.

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35 minuti fa, IoBiancoNero ha scritto:

Vincere con la bellezza è più facile che vincere con la furbizia.

:tsa:

Se io perdo una partita con la bellezza, quindi giocando bene (terremoti e saette), so che posso giocarmela, che sono stato comunque bravo, che ho delle capacità, che magari alla seconda volta, se gioco ancora meglio, posso vincerla, l'esempio è il Liverpool, di anno in anno non ha fatto altro che perfezionare il suo gioco, giocare bene da loro equivale ad essere efficienti, se sei efficiente vinci e fai sudare acido a qualsiasi avversario, anche irraggiungibile. Per farlo naturalmente ti serve la combinazione giusta di tecnica e gioco di squadra. 
Al contrario, se tu giochi di furbizia (mi viene in mente Mourinho), proprio per l'imponderabilita' del calcio, tu difficilmente potrai replicare la cosa, e da un grande successo potresti passare a una gran figuraccia, mentre la prima cosa come detto è facilmente replicabile. È come l'esperienza nel fare una determinata attività, più la faccio e più mi automatizzo a farla. 
La "furbizia" sta alla speculazione (compreso il farsi troppe menate), per come vedo il calcio io, contrario alla bellezza e semplicità di questo sport.

 

Aggiungo un aneddoto a parte per ricollegarmi al post iniziale. 
Lippi, l'allenatore da tutti più celebrato specie per le sue vittorie europee, disse che il giocatore più forte che abbia mai allenato è Zidane, Zidane che è emigrato a fare fortuna europea a Madrid portandosi con se il pallone d'oro vinto qui. Questo riassume un po' il tutto.

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