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Sylar 87

(Repubblica) Plusvalenze Napoli, spuntano le intercettazioni: "Non deve restare traccia". "È mio dovere metterti in guardia sui rischi di quest'affare". Ma Chinè ha già archiviato

Post in rilievo

49 minuti fa, Spatalo ha scritto:

questa situazione per cui: rubi te = ladro, rubo io = eh ma bisogna contestualizzare

Non è quello che intendevo ovviamente, cercavo solo di interpretare il ragionamento dei giudici che ha portato alla condanna per la Juve, e a un nulla di fatto per il Napoli.

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3 ore fa, endriux ha scritto:

Sta bene in primis a chi comanda JE che la Juve periodicamente venga ridimensionata.

Su questo però dovresti entrare un po' più nel merito. Che ci guadagna con questo periodico ridimensionamento?

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10 minuti fa, McFratm ha scritto:

Non è quello che intendevo ovviamente, cercavo solo di interpretare il ragionamento dei giudici che ha portato alla condanna per la Juve, e a un nulla di fatto per il Napoli.

Il ragionamento dei giudici te lo ha spiegato in maniera abbastanza eloquente Santoriello: nel mio lavoro sono antijuventino. Più chiaro di così che doveva fare, i disegnini?

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3 minuti fa, Totik ha scritto:

Su questo però dovresti entrare un po' più nel merito. Che ci guadagna con questo periodico ridimensionamento?

Se il tuo obiettivo è andare al lavoro o fare la spesa quotidiana, piuttosto che “rimorchiare” o andare a fare serata brillante, ti basta acquistare una Fiat Panda; non hai bisogno dei costi (anche collaterali) di una Porsche Panamera.

Almeno, questa è l’idea che mi sono fatto io.

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6 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

Esattamente.

La Juve era avviata verso una china (bilanci negativi, calciatori strapagati e invendibili) che avrebbe previsto, prima o poi (più prima che poi) una ricapitalizzazione folle e continuativa.

Adesso, chi comanda può sempre dire alla pancia della tifoseria che “ha stato il Covid” o “ha stato Chinè” a determinare la perdita di competitività, quando invece è vero che ci sono stati ammanchi per l’esclusione dalle coppe europee, ma è anche vero che sono stati colmati da una ricapitalizzazione che, altrimenti, non sarebbe mai stata effettuata al solo fine di rendere più competitiva la squadra.

La proprietà della Juve, se solo lo volesse, potrebbe garantire un presente molto migliore in termini di competitività, tramite iniezione di liquidità e scelta di persone competenti, ma galleggiare attorno al quarto posto è quanto basta, perché oramai il “sistema calcio” è così, non importa alzare trofei ma prendersi la propria fetta di torta, andare al Mondiale per club, andare in Australia e così via.

Chiudo dicendo che, dopo il disastro del 2006, la Juve arrivò subito prima terza e poi seconda in campionato; il declino degli ultimi 5 anni non è certamente dipeso dalla vicenda plusvalenze.

Ma nemmeno per sogno.

Questa è una tua libera interpretazione sulla quale non sono assolutamente d'accordo.

La Juve è stata depotenziata perché vinceva troppo e a nessuno interessava più investire e seguire il calcio italiano.

Ora è diventato tutto più bello perché vincono tutti. Non si sono resi conto che però, come dal 2006, si cade sempre più in basso.

Non possiamo dire quello che sarebbe accaduto alla Juve per non l'avessero pesantemente penalizzata. Possiamo invece dire quello che è accaduto. Più di 100M in meno e ridimensionamento. Questi sono i fatti.

 

Dopo la risalita dalla serie B la Juve era comunque una squadra con vari campioni del mondo al suo interno ed era facile arrivare in alto in campionato.

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35 minuti fa, 32sulcampo ha scritto:

Nel caso Osimhen, invece, il Napoli stava spendendo soldi per comprare il nigeriano: quindi gonfiare il valore dei ragazzi in uscita non porta lo stesso vantaggio contabile di quando vendi un tuo giocatore e incassi una plusvalenza “pulita”.

Eh certo…

Facciamo così: oggi vai dal concessionario. Vedi la macchina dei tuoi sogni. Bella, lucida, fuori budget. Però tu, genio della finanza creativa, un classico, tiri fuori dal portafoglio tre figurine Panini, dai nomi altisonanti tipo Mimì, Cocò e Cacamiocazz.

Il concessionario ti guarda perplesso. Ma tu insisti: "Guardi che questi valgono, eh… il 30 per cento del totale!"
Lui, non si sa come, accetta. Ti prendi la macchina, sei felice, e torni a casa.

 

Poi, quando qualcuno ti fa notare che forse pagare con le figurine non è proprio regolare, tu rispondi:
"Eh ma attenzione! Io mica ho venduto le figurine! Le ho usate come contropartita! È diversissimo!"

 

E in effetti hai ragione: invece di fare una plusvalenza gonfiata su una vendita, hai semplicemente fatto una valutazione creativa durante un acquisto. Una specie di baratto fantasy. Una partita di scambio Pokémon, solo che invece di Pikachu ci metti Osimhen e Karnezis.

 

Ma non è un sistema, eh! È successo una volta sola. Come se rapinare una banca, ma solo il lunedì, ti rendesse un onesto correntista.

 

E poi il bello: "Chi ne trae vantaggio è il Lille!"
Certo, perché il Napoli ha tirato fuori 70 milioni veri, tutti in contanti, giusto? Ah no? Ha usato valutazioni creative per coprire parte della cifra? Ah, allora è proprio una novità! Si chiama “plusvalenza passiva a scopo artistico”.

 

Riassunto per chi ha fretta:
La differenza tra la Juve e il Napoli non è nel metodo, ma nel numero di volte in cui è stato usato. La Juve l’ha fatto a raffica, il Napoli (per ora) una volta sola.
È un po’ come dire che chi ruba una volta sola è un dilettante, non un ladro professionista.


Giuridicamente può anche fare la differenza. Moralmente, un po’ meno.

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10 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

Se il tuo obiettivo è andare al lavoro o fare la spesa quotidiana, piuttosto che “rimorchiare” o andare a fare serata brillante, ti basta acquistare una Fiat Panda; non hai bisogno dei costi (anche collaterali) di una Porsche Panamera.

Almeno, questa è l’idea che mi sono fatto io.

Però dovresti spiegare perché tenere una società solo per vivacchiare mentre potresti invece vincere.

Perché l'obiettivo è diventato quello di fare solo la spesa quando invece stavi brillantemente facendo serate con la Porsche?

A chi ha giovato tutto questo?

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9 ore fa, McFratm ha scritto:

Entro nella discussione in punta di piedi e senza voler difendere nessuno, ma permettermi di dire che il caso del Napoli con Osimhen è diverso da quello per cui è stata condannata la Juve.

Non sto dicendo che sia tutto pulito eh, ma la logica delle operazioni non è la stessa.

 

Nel caso Juve, la Procura aveva contestato un sistema vero e proprio: tante operazioni di scambio tra club, valori gonfiati in modo sistematico, bilanci “abbelliti” per più stagioni. Insomma, una pratica ripetuta, non un episodio isolato.

 

Nel caso del Napoli invece si parla solo dell’affare Osimhen: lì il problema sarebbero i quattro giovani mandati al Lille con valutazioni alte, dentro un’operazione più grossa.

 

Però qui c’è una cosa importante: nel caso Napoli le presunte plusvalenze non nascono da giocatori venduti, ma da giocatori usati come “contropartite” in un acquisto.

E questa cosa è molto strana, perché di solito le plusvalenze “fittizie” servono a gonfiare i ricavi da vendita (cioè per far apparire un guadagno maggiore). Quelle valutazioni possono essere considerate alte, siamo d’accordo, ma se qualcuno ha gonfiato i valori, chi ne trae vantaggio contabile è il club che vende, cioè il Lille — perché registra una plusvalenza più grossa e migliora il proprio bilancio.

 

Nel caso Osimhen, invece, il Napoli stava spendendo soldi per comprare il nigeriano: quindi gonfiare il valore dei ragazzi in uscita non porta lo stesso vantaggio contabile di quando vendi un tuo giocatore e incassi una plusvalenza “pulita”.

 

Per questo molti dicono che è una situazione un po’ diversa: non c’è la stessa logica di “sistema contabile”, e finora non ci sono prove di un comportamento ripetuto nel tempo.

Infatti il Napoli e De Laurentiis erano stati prosciolti in primo grado.

 

Poi oh, se dovesse uscire roba nuova, è giusto che si facciano i conti anche loro.

Ma a oggi, la differenza grossa è questa:

- Juve = tante operazioni, plusvalenze “simulate” su vendite, ripetute negli anni.

- Napoli = una singola operazione, su un acquisto, con contropartite valutate tanto.

 

Insomma, due cose che possono sembrare simili sulla carta, ma a livello tecnico e contabile non giocano proprio nello stesso campionato 

 

 

 

il classico SISTEMA tra club che ti fa punire solo la Juve....

 

 

 

 

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19 minutes ago, McFratm said:

Non è quello che intendevo ovviamente, cercavo solo di interpretare il ragionamento dei giudici che ha portato alla condanna per la Juve, e a un nulla di fatto per il Napoli.

ma infatti ho specificato che è piu un discorso generale, che esiste.

il mondo del tifo calcistico è estremamente tossico anche per questo, e ci metto pure i tifosi juventini di mezzo.

 

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24 minutes ago, SuperEagle said:

Esattamente.

La Juve era avviata verso una china (bilanci negativi, calciatori strapagati e invendibili) che avrebbe previsto, prima o poi (più prima che poi) una ricapitalizzazione folle e continuativa.

Adesso, chi comanda può sempre dire alla pancia della tifoseria che “ha stato il Covid” o “ha stato Chinè” a determinare la perdita di competitività, quando invece è vero che ci sono stati ammanchi per l’esclusione dalle coppe europee, ma è anche vero che sono stati colmati da una ricapitalizzazione che, altrimenti, non sarebbe mai stata effettuata al solo fine di rendere più competitiva la squadra.

La proprietà della Juve, se solo lo volesse, potrebbe garantire un presente molto migliore in termini di competitività, tramite iniezione di liquidità e scelta di persone competenti, ma galleggiare attorno al quarto posto è quanto basta, perché oramai il “sistema calcio” è così, non importa alzare trofei ma prendersi la propria fetta di torta, andare al Mondiale per club, andare in Australia e così via.

Chiudo dicendo che, dopo il disastro del 2006, la Juve arrivò subito prima terza e poi seconda in campionato; il declino degli ultimi 5 anni non è certamente dipeso dalla vicenda plusvalenze.

rispondo anche a te

quello fatto dalla giustizia sportiva è stato uno schifo. basti guardare in ordine:

l'assoluzione di tutte le altre squadre

la condanna di arrivabene, nemmeno coinvolto in queste operazioni

la noncuranza nei confronti di marotta

 

sono fatti, non pugnette. e non mi metto nemmeno a contestare quanto gia descritto in passato

 

che i giochi contabili della juve fossero pericolosi tutti lo avevano notato, anche all'interno della stessa tifoseria. ma da qui a parlare di sistema sleale ce ne passa, soprattutto in ragione del fatto che TUTTI si muovono in questo modo. 

 

Vogliamo parlare per esempio della cessione di Casadei a 30milioni senya aver giocato una partita in serie a?

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13 minuti fa, Totik ha scritto:

Però dovresti spiegare perché tenere una società solo per vivacchiare mentre potresti invece vincere.

Perché l'obiettivo è diventato quello di fare solo la spesa quando invece stavi brillantemente facendo serate con la Porsche?

A chi ha giovato tutto questo?

Perché il “Delta” tra costi e ricavi, per chi vuole vincere sul serio, è del tutto sballato e consiglia di perseguire, piuttosto, la strada della competitività ad alti livelli (piazzamento Champions / ottavi di finale in Europa), sperando che il melone ogni tanto esca rosso.

A meno che si pensi che i costi annui di Real, Barcellona, Psg, City siano realmente sostenibili. Non lo sono. E infatti c’è chi spingeva per la Superlega (in quanto alla canna del gas) e chi si fa finanziare da fondi sovrani…

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Il Napoli è sicuramente colpevole in questa faccenda, ma non ne aveva bisogno. Il punto è che il Napoli non voleva andare oltre i 50 milioni per Osimhen ma il Lille aveva l'assoluta necessità di un ricavo di almeno 70 milioni. Prima provarono ad avere come contropartite per raggiungere i 70 milioni Llorente, poi Ounas ed alla fine avrebbero accettato qualunque cosa. L'affare Osimhen insieme alla vendita di Gabriel avrebbe permesso al Lille di "superare" grossi problemi.
 

Quoto

Il Napoli è stato "disonesto"? Si, ma più che altro "opportunista".

Quanto mi offri per Osimhen?
50 milioni.
Ma a me ne servono almeno 70!
Io più di 50 non ti do.
Dai allora dammi 50 + llorente che ti valuto 20.
Non se ne parla!
50 + Ounas che ti valuto sempre 20?
Neanche per sogno!
50 + chi vuoi tu ...  che ti valuto sempre 20?
Si, se ne può parlare ...

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Finirà a tarallucci e vino....

 

Non c'è la Juventus di mezzo

1 minuto fa, cirro ha scritto:

Il Napoli è sicuramente colpevole in questa faccenda, ma non ne aveva bisogno. Il punto è che il Napoli non voleva andare oltre i 50 milioni per Osimhen ma il Lille aveva l'assoluta necessità di un ricavo di almeno 70 milioni. Prima provarono ad avere come contropartite per raggiungere i 70 milioni Llorente, poi Ounas ed alla fine avrebbero accettato qualunque cosa. L'affare Osimhen insieme alla vendita di Gabriel avrebbe permesso al Lille di "superare" grossi problemi.
 

Il Napoli è stato "disonesto"? Si, ma più che altro "opportunista".

Quanto mi offri per Osimhen?
50 milioni.
Ma a me ne servono almeno 70!
Io più di 50 non ti do.
Dai allora dammi 50 + llorente che ti valuto 20.
Non se ne parla!
50 + Ounas che ti valuto sempre 20?
Neanche per sogno!
50 + chi vuoi tu ...  che ti valuto sempre 20?
Si, se ne può parlare ...

Dimentichi il fatto che a noi ci hanno penalizzato per molto meno....quindi dove sta la giustizia?

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9 ore fa, McFratm ha scritto:

Poi oh, se dovesse uscire roba nuova, è giusto che si facciano i conti anche loro.

Ma a oggi, la differenza grossa è questa:

- Juve = tante operazioni, plusvalenze “simulate” su vendite, ripetute negli anni.

- Napoli = una singola operazione, su un acquisto, con contropartite valutate tanto.

 

Insomma, due cose che possono sembrare simili sulla carta, ma a livello tecnico e contabile non giocano proprio nello stesso campionato 

Lo dico senza giri di parole: la nostra dirigenza in certe circostanze è stata ingenua, anzi proprio sprovveduta. Sistema o non sistema, alcune operazioni sono finite sotto la lente perché abbiamo fatto delle mosse evitabili, che nel contesto erano oggettivamente stupide e hanno reso la Juve un bersaglio facile.

 

Detto questo, non esistono due casi perfettamente identici. Se vogliamo contestualizzare, facciamolo fino in fondo.. la Juventus ha sbagliato e ha pagato. Altre situazioni, come quella del Napoli-Osimhen, hanno dinamiche tecniche diverse (operazione singola, contropartite in un acquisto) e quindi vengono lette con un'ottica diversa. Va bene. Il problema, però, è che non si applica lo stesso modus ovunque: a Torino c'è una Procura che lavora in maniera "anti-juventina" (citazione del diretto interessato, non mia).. altrove si "contestualizza", si parla di sfumature, di emozioni, e alla fine non paga nessuno.

 

Questo è il punto: il doppiopesismo. Stesse logiche? No. Stesse conseguenze? Men che meno. Due pesi e due misure, a seconda di chi è coinvolto e di dove succede. Quindi ok, riconosco le cavolate fatte dalla Juve, ma questo non può diventare il metro con cui si giudicano gli altri casi.. "io ho fatto una cosa diversa da te quindi non pago" non regge quando emergono elementi concreti e intercettazioni che lasciano poco spazio ad interpretazioni. Sono due situazioni diverse e, se ci sono prove, entrambe punibili. Finché la percezione sarà che a Torino si setaccia ogni starnuto e altrove si archivia, il tifoso juventino si sentirà preso in giro. E che vuoi dirgli? Che vuoi fare? Prendi atto, vai avanti, e speri che un giorno criteri e sanzioni siano davvero gli stessi per chiunque.. pazienza.

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9 ore fa, McFratm ha scritto:

Entro nella discussione in punta di piedi e senza voler difendere nessuno, ma permettermi di dire che il caso del Napoli con Osimhen è diverso da quello per cui è stata condannata la Juve.

Non sto dicendo che sia tutto pulito eh, ma la logica delle operazioni non è la stessa.

 

Nel caso Juve, la Procura aveva contestato un sistema vero e proprio: tante operazioni di scambio tra club, valori gonfiati in modo sistematico, bilanci “abbelliti” per più stagioni. Insomma, una pratica ripetuta, non un episodio isolato.

 

Nel caso del Napoli invece si parla solo dell’affare Osimhen: lì il problema sarebbero i quattro giovani mandati al Lille con valutazioni alte, dentro un’operazione più grossa.

 

Però qui c’è una cosa importante: nel caso Napoli le presunte plusvalenze non nascono da giocatori venduti, ma da giocatori usati come “contropartite” in un acquisto.

E questa cosa è molto strana, perché di solito le plusvalenze “fittizie” servono a gonfiare i ricavi da vendita (cioè per far apparire un guadagno maggiore). Quelle valutazioni possono essere considerate alte, siamo d’accordo, ma se qualcuno ha gonfiato i valori, chi ne trae vantaggio contabile è il club che vende, cioè il Lille — perché registra una plusvalenza più grossa e migliora il proprio bilancio.

 

Nel caso Osimhen, invece, il Napoli stava spendendo soldi per comprare il nigeriano: quindi gonfiare il valore dei ragazzi in uscita non porta lo stesso vantaggio contabile di quando vendi un tuo giocatore e incassi una plusvalenza “pulita”.

 

Per questo molti dicono che è una situazione un po’ diversa: non c’è la stessa logica di “sistema contabile”, e finora non ci sono prove di un comportamento ripetuto nel tempo.

Infatti il Napoli e De Laurentiis erano stati prosciolti in primo grado.

 

Poi oh, se dovesse uscire roba nuova, è giusto che si facciano i conti anche loro.

Ma a oggi, la differenza grossa è questa:

- Juve = tante operazioni, plusvalenze “simulate” su vendite, ripetute negli anni.

- Napoli = una singola operazione, su un acquisto, con contropartite valutate tanto.

 

Insomma, due cose che possono sembrare simili sulla carta, ma a livello tecnico e contabile non giocano proprio nello stesso campionato 

 

Che alla Juve sia stato contestato un "sistema" durato più anni è falso. Già durante la prima archiviazione Chinè era consapevole che il "sistema" era durato più anni, ma aveva archiviato lo stesso. Chinè riaprì l'indagine quando la procura gli mandò nuove intercettazioni/comunicazioni interne varie in cui i dirigenti Juve si dimostravano consapevoli che registrare plusvalenze significava abbellire i bilanci. (Che fa già ridere così, perchè implicitamente si fa passare l'idea che i dirigenti normalmente non sono consapevoli che fare plusvalenze serva a quello). E' sufficiente leggere le motivazioni della sentenza: la discrimine nella condanna della Juve rispetto all'archiviazione di società come Samp, Empoli, Parma (vado a memoria) fu che per la Juve era dimostrabile il dolo, la consapevolezza da parte dei dirigenti che appunto fare plusvalenze abbelliva i bilanci, per le altre non era dimostrabile in quanto nessuna Procura indagava su di loro e dunque non c'erano intercettazioni/comunicazioni varie.

Questa roba fa ridere a scriverla, a leggerla, a dirla, ma è ciò che è scritto nelle motivazioni della sentenza. 

Dato che si parla di "sistema" è importante se non fondamentale aggiungere che le plusvalenze contestate alla Juve in quei tre anni consistevano in circa 60 milioni su un fatturato complessivo di 1600 milioni (una cifra che balla tra il 3,5% e il 4%). Non ci vuole uno scienziato per capire che un "sistema" di plusvalenze fittizie di 20 milioni annui per la Juve che fatturava in quegli anni 500-550 milioni annui incida molto meno di una singola plusvalenza a specchio fatta da Samp o Empoli o Parma di 5 milioni su un fatturato di 50...E' semplice matematica. Chi ha seguito quelle vicende sa però che la logica e il buon senso non hanno nulla a che vedere con la giustizia sportiva.

Nel caso del Napoli, dalle intercettazioni emerge chiaramente la volontà di arrivare a certi numeri e la consapevolezza che questi numeri siano gonfiati artificiosamente, sia da parte Lille che Napoli. Questa consapevolezza è esattamente ciò che ha inguaiato la Juve e non la Samp, non l'Empoli, non il Parma, secondo il metro di giudizio tenuto della procura Figc.

Quindi, se Chinè quando ha archiviato una prima volta il Napoli (come fece anche per la Juve) non aveva questi elementi a disposizioni, ora li ha e deve riaprire l'indagine (come ha fatto per la Juve).

Se invece Chinè aveva già questi elementi in sede di archiviazione, è la prova tombale sul doppiopesismo che ha portato a condannare la Juve e ad archiviare tutti gli altri. Anche un bambino di 8 anni lo capirebbe.

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19 minuti fa, Manne ha scritto:

Finirà a tarallucci e vino....

 

Non c'è la Juventus di mezzo

Dimentichi il fatto che a noi ci hanno penalizzato per molto meno....quindi dove sta la giustizia?

Molto meno non direi proprio. Ecco secondo me un articolo "giusto":
 

xxx

 

Modificato da Dale_Cooper
no link esterni

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A me fanno ridere gli utenti che in questo topic rispondono e discutono con i tifosi napoletani, che fanno quasi tenerezza nel ridicolo tentativo di difendere la loro bieca società. 

La verità è che il Napoli non avrebbe mai avuto la forza economica per acquistare Osimhen senza questa porcata fatta con il Lille, vincendoci poi uno scudetto (visto il ruolo determinante del nigeriano quell'anno) e pagandosi in gran parte il mercato di quest'anno rivedendolo. Questa è la verità. 

Un individuo come De Laurentis, senza grosse disponibilità economiche e senza grandi qualità (a stento riesce a parlare un italiano decente e il suo intercalare è fatto perlopiù da parolacce), non avrebbe mai e poi mai potuto vincere uno scudetto a Napoli. 

Quindi per rispetto dell'intelligenza di chi legge, consiglierei di ignorare le disquisizioni dei tifosi napoletani ospiti del nostro forum. 

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7 minuti fa, cirro ha scritto:

Molto meno non direi proprio. Ecco secondo me un articolo "giusto":

Ma giusto proprio per niente. 

Il Napoli non avrebbe potuto permettersi Osimhen? Ma dove, ma quando? Panzana colossale! Al Lille bastavano 50 milioni cash, se avesse avuto chi le offriva 70 cash, lo avrebbe dato ad altri. Gliene servivano 70 da far figurare, per problemi LORO di bilancio.

Osimhen decisivo per vincere lo scudetto? Uno scudetto vinto con 200 punti di vantaggio sulla seconda? E Osimhen non c’era nel 2020/2021, 2021/2022, 2023/2024? Dove sono quegli scudetti?

Con la sua cessione si è pagato l’ultimo mercato? Avvenuta un anno dopo gli investimenti che hanno permesso a Conte di vincere lo scudetto? 
Ma per carità….chiudete l’internet, se questo è il livello cognitivo….

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8 minuti fa, Icarius ha scritto:

A me fanno ridere gli utenti che in questo topic rispondono e discutono con i tifosi napoletani, che fanno quasi tenerezza nel ridicolo tentativo di difendere la loro bieca società. 

Amen.

 

Senza entrare nel merito che quella tifoseria se ti vede camminare per strada nella loro città con mezzo braccialetto bianconero ti fa la battutina intimidatoria.

Senza entrare nel merito che loro in trasferta possono mettersi in tutti i posti, tifare regolarmente, se poi gli fai presente che forse è meglio evitare fanno i risentiti.

Senza entrare nel merito che da loro in casa non vedi mai mezza persona con la maglia/colori della squadra ospite.

Senza entrare nel merito che loro hanno il mare più bello, il cibo più buono, il clima ideale ma se poi a Ferragosto vai in Groenlandia li trovi pure lì (lamentandosi che da loro il mare è più bello, il cibo è più buono ed il clima è ideale).

 

PS: senza nulla togliere agli utenti presenti di altre squadre, ma a parti opposte sarebbe possibile fare una cosa del genere?

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15 minuti fa, Icarius ha scritto:

A me fanno ridere gli utenti che in questo topic rispondono e discutono con i tifosi napoletani, che fanno quasi tenerezza nel ridicolo tentativo di difendere la loro bieca società. 

La verità è che il Napoli non avrebbe mai avuto la forza economica per acquistare Osimhen senza questa porcata fatta con il Lille, vincendoci poi uno scudetto (visto il ruolo determinante del nigeriano quell'anno) e pagandosi in gran parte il mercato di quest'anno rivedendolo. Questa è la verità. 

Un individuo come De Laurentis, senza grosse disponibilità economiche e senza grandi qualità (a stento riesce a parlare un italiano decente e il suo intercalare è fatto perlopiù da parolacce), non avrebbe mai e poi mai potuto vincere uno scudetto a Napoli. 

Quindi per rispetto dell'intelligenza di chi legge, consiglierei di ignorare le disquisizioni dei tifosi napoletani ospiti del nostro forum. 

Se mai c’è stato un calciatore che il Napoli non poteva proprio permettersi, e che gli ha consentito in maniera decisiva di cambiare i propri destini e la propria storia, quel calciatore era argentino e riccioluto. Non di certo Osimhen.

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10 minuti fa, Icarius ha scritto:

A me fanno ridere gli utenti che in questo topic rispondono e discutono con i tifosi napoletani, che fanno quasi tenerezza nel ridicolo tentativo di difendere la loro bieca società. 

La verità è che il Napoli non avrebbe mai avuto la forza economica per acquistare Osimhen senza questa porcata fatta con il Lille, vincendoci poi uno scudetto (visto il ruolo determinante del nigeriano quell'anno) e pagandosi in gran parte il mercato di quest'anno rivedendolo. Questa è la verità. 

Un individuo come De Laurentis, senza grosse disponibilità economiche e senza grandi qualità (a stento riesce a parlare un italiano decente e il suo intercalare è fatto perlopiù da parolacce), non avrebbe mai e poi mai potuto vincere uno scudetto a Napoli. 

Quindi per rispetto dell'intelligenza di chi legge, consiglierei di ignorare le disquisizioni dei tifosi napoletani ospiti del nostro forum. 

1. Il Napoli "non poteva permetterselo"? Non è esatto.

Il punto non è mai stato che il Napoli non avesse la forza economica per Osimhen. Il problema era il valore del giocatore in quel momento. Nel 2020, dopo una sola buona stagione in Francia, nessuno lo valutava 70-80 milioni. Infatti, come riportato da diverse inchieste (es. Repubblica), il Napoli aveva fissato un tetto di spesa cash di 50 milioni di euro.

Il problema era dall'altra parte. Il Lille era in una crisi finanziaria disperata e sotto la lente della DNCG (l'organo di controllo francese). Aveva un bisogno vitale di iscrivere a bilancio una plusvalenza "monstre" per sanare i conti. Lo ha ammesso persino l'allora DG del Lille, Marc Ingla, che in un'intervista a Foot01.com disse che stavano dialogando con la DNCG per "trovare soluzioni".

La "soluzione" fu proposta proprio dal presidente del Lille, Gérard Lopez, in una mail agli atti dell'inchiesta:

“Questo vi permette di pagare un prezzo inferiore rispetto a qualsiasi altro club ma con un valore nominale necessario per chiudere.

Tradotto: "Aiutatemi a far sembrare l'affare da 70 milioni per i miei bilanci, anche se cash ne pagate meno". Il Napoli non si è tirato indietro, è vero, ma la spinta e la necessità venivano da Lille. La conclusione degli investigatori è chiara: "La costruzione dei valori da parte del Napoli era finalizzata al raggiungimento del valore nominale di 70 milioni quale corrispettivo per Osimhen richiesto dal presidente del Lille".

2. L'illecito non si giudica dalle sue conseguenze.

L'argomento che "con quei soldi ci avete vinto uno scudetto" è emotivo, ma logicamente debole. La gravità di un presunto illecito (in questo caso, il falso in bilancio) non si misura in base ai suoi risultati sportivi successivi.

Facciamo un parallelo: se una persona commette una frode finanziaria per ottenere un prestito, il reato è la frode in sé. Non importa se con quel prestito poi costruisce un casinò o se ci sperpera tutto al casinò. L'atto illegale non diventa "più grave" perché l'investimento ha avuto successo, né "meno grave" se fosse fallito.

Applicandolo al calcio: se Osimhen si fosse rivelato un flop colossale, l'operazione sarebbe stata meno "porcata"? Ovviamente no. La struttura dell'accordo, con le sue presunte irregolarità, resta identica. Giudicare la gravità dell'atto in base al fatto che il giocatore sia diventato un campione che ha trascinato la squadra allo scudetto significa confondere il piano legale/etico con il risultato sportivo. L'eventuale illecito sta nella costruzione dell'operazione, non nei gol che Osimhen ha segnato dopo.

In sintesi: la situazione è complessa e le responsabilità sono condivise. Ma addossare tutto al Napoli, dipingendolo come l'unico artefice di un piano per "vincere barando", significa ignorare le prove che indicano come il club si sia adeguato alle disperate richieste di un venditore con l'acqua alla gola.

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4 minuti fa, cirro ha scritto:

1. Il Napoli "non poteva permetterselo"? Non è esatto.

Il punto non è mai stato che il Napoli non avesse la forza economica per Osimhen. Il problema era il valore del giocatore in quel momento. Nel 2020, dopo una sola buona stagione in Francia, nessuno lo valutava 70-80 milioni. Infatti, come riportato da diverse inchieste (es. Repubblica), il Napoli aveva fissato un tetto di spesa cash di 50 milioni di euro.

Il problema era dall'altra parte. Il Lille era in una crisi finanziaria disperata e sotto la lente della DNCG (l'organo di controllo francese). Aveva un bisogno vitale di iscrivere a bilancio una plusvalenza "monstre" per sanare i conti. Lo ha ammesso persino l'allora DG del Lille, Marc Ingla, che in un'intervista a Foot01.com disse che stavano dialogando con la DNCG per "trovare soluzioni".

La "soluzione" fu proposta proprio dal presidente del Lille, Gérard Lopez, in una mail agli atti dell'inchiesta:

“Questo vi permette di pagare un prezzo inferiore rispetto a qualsiasi altro club ma con un valore nominale necessario per chiudere.

Tradotto: "Aiutatemi a far sembrare l'affare da 70 milioni per i miei bilanci, anche se cash ne pagate meno". Il Napoli non si è tirato indietro, è vero, ma la spinta e la necessità venivano da Lille. La conclusione degli investigatori è chiara: "La costruzione dei valori da parte del Napoli era finalizzata al raggiungimento del valore nominale di 70 milioni quale corrispettivo per Osimhen richiesto dal presidente del Lille".

2. L'illecito non si giudica dalle sue conseguenze.

L'argomento che "con quei soldi ci avete vinto uno scudetto" è emotivo, ma logicamente debole. La gravità di un presunto illecito (in questo caso, il falso in bilancio) non si misura in base ai suoi risultati sportivi successivi.

Facciamo un parallelo: se una persona commette una frode finanziaria per ottenere un prestito, il reato è la frode in sé. Non importa se con quel prestito poi costruisce un casinò o se ci sperpera tutto al casinò. L'atto illegale non diventa "più grave" perché l'investimento ha avuto successo, né "meno grave" se fosse fallito.

Applicandolo al calcio: se Osimhen si fosse rivelato un flop colossale, l'operazione sarebbe stata meno "porcata"? Ovviamente no. La struttura dell'accordo, con le sue presunte irregolarità, resta identica. Giudicare la gravità dell'atto in base al fatto che il giocatore sia diventato un campione che ha trascinato la squadra allo scudetto significa confondere il piano legale/etico con il risultato sportivo. L'eventuale illecito sta nella costruzione dell'operazione, non nei gol che Osimhen ha segnato dopo.

In sintesi: la situazione è complessa e le responsabilità sono condivise. Ma addossare tutto al Napoli, dipingendolo come l'unico artefice di un piano per "vincere barando", significa ignorare le prove che indicano come il club si sia adeguato alle disperate richieste di un venditore con l'acqua alla gola.

Mi sono fermato al "Napoli non poteva permetterselo? Non è esatto."

Non offendere la mia intelligenza con queste caxxate, dai... 

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34 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

Se mai c’è stato un calciatore che il Napoli non poteva proprio permettersi, e che gli ha consentito in maniera decisiva di cambiare i propri destini e la propria storia, quel calciatore era argentino e riccioluto. Non di certo Osimhen.

I soldi per prendere Osimhen ce li avevano, ma non potevano/volevano andare oltre quei 50 milioni, come si legge fra le righe degli sfottò che si scambiano Pomilio e Giuntoli (SMS, WhatsApp, non ricordo: sono citati un po' dappertutto).

 

C'è differenza fra la situazione Napoli-Lille e quella della Juventus. Concordo. Il Napoli non avrebbe avuto bisogno di aggiustare i bilanci. Non era e non è una società quotata in borsa e, nel periodo De Laurentiis, non ha mai avuto problemi con il bilancio, essendo sempre dentro a quanto previsto dalle regole per l'iscrizione (cosa non sempre avvenuta per altre squadre importanti, che hanno dovuto fare salti mortali per rientrare, come per es. l'Inter).

 

Anche fare quel favore al Lille significa non rispettare le regole e non potersi dire "onesti". Questo bisogna ammetterlo, altrimenti non si ha il diritto di discutere, imho. De Laurentiis avrebbe fatto molto meglio a non vantarsi così tanto di essere stato sempre onesto. Essere onesti significa rispettare sempre le regole, anche quando sono a proprio svantaggio.

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Dico solo che è una vergogna.....gli atti sono arrivati a Chine' ad Aprile ed in tutto questo tempo non ha fatto nulla.

Il fatto grave che Chine',Gravina e&Co non capiscono (ma non c'è da meravigliarsi di questo,visto i personaggi) è che facendo figli e figliastri,amministrando la giustizia a proprio piacimento allontanano la gente dal calcio.....

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