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Contenuti Popolari

Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 04/04/2026 in tutte le aree

  1. 8 punti
    attende il rigore propizio o l'espulsione da festeggiare.
  2. 6 punti
    A me fa ridere quando si è in difficoltà chi fa cmq sempre polemica invece di fare quadrato Dusan è l'unica punta vera che abbiamo speriamo segni e ci porti il 4 posto Invece c'è gentaglia qui dentro che tifa contro per potere dire lo avevo detto. Ma andate a fan.....
  3. 6 punti
    Ci conviene sperare che faccia un gran finale. Altroché malignarli contro… il destino della prossima stagione della Juve passa anche da lui, mica da chi lo disprezza quotidianamente…
  4. 5 punti
    Io vado oltre bastoni che resta il perfetto simbolo della plebe calcistica (con enorme rispetto per il concetto di plebeo). Preferisco sottolineare cio che oramai è chiaro al mondo buonista fatto di varie pletore di antijuventini incalliti. Gravina è stato il braccio armato di ceferin inserito in fgic con un unico obiettivo:uccidere politicamente Andrea Agnelli e la Juventus per giochi di potere e logiche antisuperlega. L'unica missione del nostro caro ex presidente, al livello nazionale, era quella, ed ahimè è stata compiuta, tramite un accanimento giuridico sportivo senza precedenti, una gestione arbitrale e di var pressoché persecutoria grazie anche (forse soprattutto) a stampa e media vari totalmente asserviti ed imbevuti di odio sportivo e forse non solo. L'era Gravina non aveva alcun interesse allo sviluppo, al progresso e alla realizzazione di un progetto a favore del calcio italiano e della sua nazionale. Si è compiuta e realizzata con la regia della uefa e del suo presidente con un unico scopo. Oggi, dopo il solito conto presentato puntuale dalla storia, se ne sono accorti tutti, ma non lo dice quasi nessuno. Eliminato DAL calcio italiano il miglior manager DEL calcio italiano, quello che inaugura uno stadio di proprietà costruito da lui e dalla sua famiglia ormai quasi 20 anni fa (mentre altre presunte gradi ancora lottano con burocrazia e immobilismo per arrivarci), quello che inventa la "seconda squadra", quello che da vita alla realtà del calcio femminile, porta in Italia il più forte giocatore del mondo acquistando dal real Madrid. Si, proprio lui... un visionario che stava migliorando il movimento calcio tentando di riportare riuscendoci la squadra più rappresentativa sul tetto del mondo. Si, proprio lui che a un certo punto, nel bel mezzo della crociata più giusta e sacrosanta che si potesse intraprendere, la superlega, si è visto abbattere solo dell'onda mafiosa della uefa di cui Gravina era timoniere con il silenzioso vassallo marotta designato guardaspalle e controllore dello status quo dagli uffici di Appiano.. Oggi, l'estromissione di Agnelli dal calcio italiano contribuisce in modo essenziale a tramonto di questo sport nel belPaese. Perché di questi anni restano solo umiliazioni, processi e var, bastoni e simili, senza che arrivino mondiali ne minime soddisfazioni. Non ci sono idee, sviluppo, crescita del movimento in nessuna direzione. La regressione del livello è lampante. Nessuno porta piu in serie A giocatori di fama mondiale. Nessuno li coltiva e li fa crescere. Nessuno, tranne chi ha ideato la seconda squadra e potenziato la nextgen ma è stato eliminato con il sistema ceferin, prova a crearli talenti in casa o li acquista giovanissimi, come insegna la storia del nostro calcio e dei suoi cicli mitici vedi anni 80 o 2006. Nazionali basate su calciatori meravigliosi diventati tali a 20 anni, vedi zoff gentile cabrini furino scirea causio bettega conti, lo stesso bergomi, e poi ancora totti del piero pirlo buffon ferrara. Valorizzati da dirigenti che non ci sono piu, perche vissuti in epoche sane dove nessuno, a parte il tifoso che non vinceva mai, applicava il suo odio al calcio italiano renddndo lo stesso perdente e quasi ridicolo. Oggi questo è il risultato più giusto, in barba anche a chi, con ipocrisia più o meno consapevole, lo ha sempre negato e lo nega ancora, sotto la bandiera dell'odio per la Juventus e per il suo presidente.
  5. 5 punti
    Giocatore e uomo di infimo livello, vomitevole, capace di sceneggiate imbarazzanti e falli criminali e stupidi. Spero che il karma continui a punirlo sul campo (anche perché è un accanito antijuventino).
  6. 4 punti
    Ci sono leggi non scritte nel gioco del calcio, una sorta di codice invisibile che sfugge all'occhio del VAR, alle statistiche xG e alle tattiche degli allenatori. Come la legge del goal dell'ex, oppure "goal sbagliato, goal subito"... Ma è la legge della compensazione, quel tribunale presieduto dagli Dei del pallone che, prima o poi, pareggia sempre i conti. E se per Douglas Adams il 42 era la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, per Alessandro Bastoni, difensore nerazzurro e della Nazionale, è diventato il numero di un'impeccabile e spietata sceneggiatura karmica. Il primo atto va in scena in quel di San Siro, in un Inter-Juve nel bel mezzo di febbraio. Sul punteggio di 1-1, l'Inter ha una occasionassima su corner. Non la sfrutta e la Juventus parte in contropiede. Siamo al 42esimo. Miretti sbaglia un passaggio e Bastoni (già ammonito) anticipa Kalulu. Il difensore dell'Inter vola per terra e un inadeguato La Penna sventola il secondo cartellino giallo e, di conseguenza, il rosso al povero ed incredulo Kalulu. Ma il vero peccato originale non è la caduta in se, quello ahimè fa parte del gioco del calcio. È quello che succede dopo. Bastoni non si limita ad averla fatta franca ma esulta. Nel suo sguardo c'è il compiacimento di chi sa di aver fregato il sistema, di aver regalato un vantaggio inestimabile alla propria squadra con l'inganno. Quell'esultanza per l'espulsione di un collega, quel pugno stretto e quell'urlo mentre l'avversario prova a dire all'arbitro di non aver commesso fallo, è un atto di hybris, di arroganza suprema che il destino calcistico non può tollerare. E infatti... arriviamo al secondo atto. Il secondo atto cambia scenario, maglia e posta in palio, ma non il tempismo. Siamo in campo internazionale, Bosnia-Italia. Spareggio per l'accesso alla fase finale dei mondiali giocato a Zenica. Partita ruvida e spigolosa. L'Italia è in vantaggio per 1-0. Al 42esimo, Donnarumma rinvia il pallone. Il pallone viene intercettato da un centrocampista bosniaco e la difesa azzurra si fa sorprendere da una ripartenza letale. L'attaccante bosniaco Memic scappa via verso la porta. Bastoni, colto alla sprovvista, insegue disperatamente un pallone e un uomo che ormai sono lontani. Non c'è spazio per la malizia, non ci sono trucchi a cui appellarsi, c'è solo un fallo goffo e inevitabile da ultimo uomo. L'arbitro fischia, la mano va al taschino. Rosso diretto. Ed è proprio in questo istante che il cerchio karmico si chiude in modo fatale. Mentre Bastoni realizza la gravità del suo errore, il difensore bosniaco Katic si gira e fa la cosa più umana e crudele possibile, esulta per l'espulsione dell'azzurro. Il bosniaco festeggia quel cartellino rosso sventolato in faccia a Bastoni con la stessa identica foga, con la stessa viscerale soddisfazione che il difensore dell'Inter aveva provato ai danni di Kalulu. Il carnefice è diventato vittima, costretto a guardare negli occhi di un avversario il riflesso della propria passata arroganza. La simmetria di questi due eventi è talmente perfetta da sembrare finta. L'inganno calcolato e festeggiato contro l'errore disperato e punito, fusi insieme nello stesso identico momento della partita. Eppure, in questa ironia della sorte non c'è neanche troppa cattiveria, c'è solo una profonda umanità. Noi tifosi, comodamente seduti sul divano, tendiamo a giudicare questi ragazzi come macchine infallibili, ma la verità è che il prato verde è solo uno specchio della vita reale. Tutti noi, almeno una volta, abbiamo peccato di superbia credendo di essere più furbi degli altri, ed esattamente come Bastoni, tutti noi abbiamo poi dovuto incassare il colpo quando la vita ci ha rimesso al nostro posto, magari proprio mentre qualcun altro sorrideva delle nostre sfortune. Bastoni rimane un ragazzo che continuerà a vincere e a cadere. Ma c'è da scommettere che questa lezione gli rimarrà incollata addosso per sempre. Da oggi in poi, è facile immaginare che, arrivati al 41esimo minuto, un brivido gli correrà lungo la schiena, ricordandogli che nel calcio si può ingannare l'arbitro, si può ingannare l'avversario, ma non si può mai, in nessun caso, ingannare il destino.
  7. 4 punti
  8. 4 punti
    Repubblica dice che i giocatori della nazionale, prima della Bosnia, pretendevano 10k in caso di qualificazione. Fosse vero sarebbero da cacciare.
  9. 4 punti
  10. 4 punti
    C'è solo una cosa peggiore degli idioti sui social. Le mogli degli idioti sui social.
  11. 4 punti
    Ok, ma col Genoa, in casa, si deve vincere. Anche fossero 4000 i minuti giocati in Nazionale...
  12. 3 punti
    «Sorpreso dall’eliminazione dell’Italia? In un certo senso sì, d’altro canto la Bosnia ha una squadra giovane e forte e ha giocato in casa. C’era molta più pressione sull’Italia. La Bosnia ha meritato di andare al Mondiale, l’Italia ha perso la partita dopo l’espulsione». Lo ha detto il presidente della UEFA Aleksander Ceferin, intervistato dalla Gazzetta dello Sport. «Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: “Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due”. Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa…», ha aggiunto, parlando di Gravina, suo alleato e vicepresidente UEFA. «Mi fa arrabbiare e mi rattrista che ci siano persone che aspettano “nascoste” che qualcosa vada storto per poi saltare fuori e iniziare a criticare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere». «Gabriele è il mio primo vicepresidente ed è molto importante per me. Ma la perdita più grande sarebbe per la Figc. Non sarà facile trovare un gentiluomo che ami così tanto il calcio e l’Italia. Ma non sono così ingenuo da credere che le persone egocentriche, che aspettavano solo che qualcosa andasse storto, ci pensino. A loro non importa. Se si dimettesse? Sarebbe una sua decisione, non credo sia opportuno che io la commenti. Penso di essere stato chiaro nelle mie risposte precedenti». «Euro 2032 è in programma e si svolgerà di sicuro: spero che le infrastrutture saranno pronte. L’Italia è uno dei paesi calcistici più grandi e tornerà ai vertici. Il problema più grande del calcio italiano è il rapporto tra la politica calcistica e la politica “normale”. Se tutti si allineassero, diventereste presto di nuovo campioni d’Europa e del mondo. E se le persone sempre negative continueranno così, allora le cose nel calcio andranno terribilmente male», ha concluso. Fonte: Calcio&Finanza
  13. 3 punti
    Io utilizzerei questo video per decidere chi tenere e chi dare via. Perché se a 20-25 anni, da giocatore di calcio, se non sorridi - o almeno non dai adeguatamente relazione - ai ragazzini che vengono a farti festa vuol dire che non hai capito quanto fortunato sei (e quanto devi lavorare per meritarti questa fortuna). Io ho il ricordo di Roberto Bettega, che dedicò alla mia famiglia dieci minuti interi per le foto e i saluti, subito dopo un allenamento (e non eravamo nessuno, e non ci conosceva), e fu gentilissimo. Era il dicembre 1976, quella squadra vinse tutto quel che c'era da vincere, e c'era evidentemente un perché. Uomini veri.
  14. 3 punti
  15. 3 punti
    Sì beh.. però così finiamo ai livelli di quando Homer Simpson fa la visita guidata al giornale di Springfield e mentre la guida decanta le gesta del loro fondatore di oltre un secolo prima, Homer la interrompe e dice: "scusi eh? Ma se questo tizio era così intelligente, allora com'è che poi è morto?" Cioè.. tornando seri.. è evidente che tutti prima o poi, anche calcisticamente parlando, muoiano.. è madre natura.. ma: A) vediamo, "alla sopraggiunta morte sportiva", quale sia stato il loro lascito per ispirare altri allenatori, innovare, portare qualcosa di diverso/vincente nel calcio, ecc.. B) parimenti appunto, come dicevamo, sono "morti" i Sacchi e i Lippi che tu citavi, certo; ma anche "il mio papà calcistico" Bearzot con il flop di Messico 86, o Allegri che negli ultimi 7 anni ha vinto meno di Pioli o di Pirlo e al pari di Vincenzo Italiano.. com'era calcisticamente morto il Trap nel suo Juve-bis dei primi anni '90, ecc.. o Capello che, per le squadre letteralmente spaziali che ha avuto a disposizione, ha vinto mooooolto meno di quanto avrebbe potuto/dovuto e infatti ora sta in tv.. ecc ecc.. Ma le persone, così come i mister, van giudicati per quel che han fatto in vita, non da morti... e "in vita", i Sacchi, i Guardiola, i Lippi, i Klopp, ecc.. non solo hanno dimostrato "qualcosa", ma hanno anche vinto, più di tanta altra gente.. così come di certo non ha vinto mai, a livello di Champions o di nazionali chi, negli ultimi 15 anni, ha presentato gli autobus nella propria area regalando 80 metri di campo su 120 all'avversario. E poi comunque alla fine son morti pure loro (sempre calcisticamente s'intende), ma avendo vinto un quindicesimo di quegli altri che avevamo citato poco più su... 😉
  16. 3 punti
    Secondo me voi sottovalutate estremamente Zirkzee che è un giocatore di grande talento e qualità nonché fisico. Il quale se decidesse finalmente di dedicarsi al gol,diventerebbe immarcabile ☝️
  17. 3 punti
  18. 3 punti
    Formazione che non piace minimamente E per dirle tutta Carnesecchi Palestra Greenwood sono impossibili e ZIRKZEE é pietoso
  19. 3 punti
    Diciamolo francamente, Bastoni è veramente scarso come difensore, sa solo imbrogliare. Gattuso aveva occasione per lasciarlo a casa, ma da bravo pollo servo del sistema si è fatto infinocchiare per bene e adesso ne paghi le conseguenze... E da uno come lui mi aspettavo un esempio, che delusione ex-ringhio...
  20. 2 punti
    Posto che sono le classiche e risibili narrazioni dei giornaletti, ma quando ci si sente in dovere di ricorrere o di supporre la necessità di questi sproni motivazionali non è mai bel segno
  21. 2 punti
  22. 2 punti
    Grande potenziale il 9. Amen. Qui avrebbero schifato Ibrahimovic mi sa.
  23. 2 punti
    Quanto mi mancano i tempi di Del Piero Trezeguet in attacco Non si parla solo di talento ovviamente... Ora la moda è avere una punta e 3 uomini dietro... Ma sinceramente penso che il 4-4-2 e 4312 con due attaccanti erano poesia...
  24. 2 punti
  25. 2 punti
    Gattuso, convocandolo e facendolo giocare, ha avuto pure lui ciò che meritava.
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00
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