Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

0oo-rooze

Rocchi accusato di frode sportiva, nelle intercettazioni riferimenti ad un dirigente dell’Inter, si indaga su incontro tra i 2. PM: "Arbitri graditi all'Inter e pressioni al VAR"

Post in rilievo

6 minuti fa, bianconero75 ha scritto:

Ma gli elementi di indagine (farlocchi) erano stati elaborati dalla giustizia penale …

 

per far partire un’indagine come vogliamo noi e’ necessario che le “carte” siano già agli atti dell’indagine penale …

 

poi il processo sportivo potrà svolgersi indipendentemente dagli esiti del giudizio penale.

Su questo concordo appieno.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 minuti fa, bianconero75 ha scritto:

Che non c’è…

 

Poiché dipende dall’evoluzione di quella penale (che quindi ci interessa).

basterebbe quello che c’ê, infatti Chinè è stato costretto a chiedere la documentazione.

Ma dove avete vissuto negli ultimi 20anni?

 

  • Mi Piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sky ha detto che lunedì partiranno altri avvisi di garanzia.

 

Bisogna cercare di avere pazienza anche se è dura, durissima. 

Adesso, Till Lindemann ha scritto:

lo so, ma sono 20 anni che aspettiamo. La pazienza l'abbiamo persa

Lo so, io (e moltissimi miei compagni di tifo) li detesto quanto e più di quanto li detestiate voi, ma bisogna sforzarsi di rimanere lucidi, anche se è dura. 

  • Mi Piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
5 minuti fa, Lv426 ha scritto:

Sky ha detto che lunedì partiranno altri avvisi di garanzia.

 

Bisogna cercare di avere pazienza anche se è dura, durissima. 

Lo so, io (e moltissimi miei compagni di tifo) li detesto quanto e più di quanto li detestiate voi, ma bisogna sforzarsi di rimanere lucidi, anche se è dura. 

Perdonami ma...quanto noi ancora ancora...più di noi...credimi...è semplicemente IMPOSSIBILE!

  • Mi Piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Giorgino ha scritto:

Perdonami ma...quanto noi ancora ancora...più di noi...credimi...è semplicemente IMPOSSIBILE!

Per uno che è cresciuto a Milano in mezzo a quelle * lì, circondato, fidati che è possibile eccome. 😂

  • Haha 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, bartvanzetti ha scritto:

la fai un po' troppo semplice .. in un'ipotesi come quella che hai fatto, per ritenere provato il contatto diretto andrebbero quantomeno sentiti Tizio e Caio per chiedergli se confermano quanto hanno detto al telefono.. poi, se non confermano, dovranno giustificarlo e non è detto che il PM gli creda

Non occorre "provare" alcunchè all'interno della "giustizia sportiva": è questo lo sviamento che sta portando fuori strada in parecchi a quanto vedo: nella giustizia sportiva non esiste il principio del formarsi della "prova" in tribunale, obbligo di prova al quale nel diritto ordinario è chiamata l'accusa, la stessa celerità del procedimento (pochi giorni per ciascun grado di giudizio) ed il fatto che a dimostrare la propria innocenza debba essere il soggetto deferito, e non la pubblica accusa a dover fondare il capo di accusa su appigli "solidi", ci proietta in un universo opposto rispetto al normale diritto giuridico, perchè differente è la natura della giustizia sportiva.

 

Antonio Conte fu squalificato per le combine del Siena, anche se nessuno, e ripeto nessuno, dei suoi calciatori e dei suoi collaboratori lo chiamò mai in causa per quel reato, tanto che nel filone penale la sua posizione fu archiviata, non andò nemmeno a processo perchè contro di lui non esisteva nessuna prova - eppure prese alcuni mesi di squalifica (mi sembra 8 in primo grado, 4 nel definitivo)...sulla base di quale "principio"? Su quello (unicamente interno alla giustizia sportiva) del "non poteva non sapere": in quanto allenatore del Siena, secondo i giudici "non poteva non sapere", e dunque non poteva non aver avuto sentore che qualcosa, all'interno dello spogliatoio, dove l'allenatore è signore e padrone, non poteva non sapere che stesse accadendo qualcosa di irregolare tra i suoi calciatori e anche tra i suoi collaboratori: eccola qua la natura della "giustizia" sportiva.

 

La procura di Milano nell'avviso di garanzia a Rocchi cita espressamente, sotto al capo di accusa di frode sportiva (nell'ordinamento sportivo equivale all'accusa di illecito, il reato più grave), il designatore di serie A che si attiva per figurare uno schema di designazioni a favore di una squadra anch'essa citata nell'atto (l'Inter) dove arbitri sgraditi (all'Inter) Rocchi li vuol mettere in coppa Italia per poter designare arbitri graditi (all'Inter) nelle "più importanti partite" di campionato.

 

Da un articolo di due mattine fa di Repubblica, si viene a sapere che quanto sopra è stato captato via intercettazione, e che Rocchi sta parlando con qualcuno di quello schema e che in quella conversazione si fa il nome di Schenone, dirigente interista addetto agli arbitri.

 

Il fatto che Rocchi parli di designazioni, di arbitri graditi e non graditi all'Inter, ne parli ad un terzo soggetto tranquillamente, "pubblicamente", senza farsi tema di citare pure un dirigente interista, è anche un elemento aggravante in quanto indicativo di un "comune sentore" che l'Inter avesse arbitri graditi e non graditi - diversamente Rocchi avrebbe taciuto, e agito senza illustrare il suo schema a nessuno. La fonte del gradimento e non gradimento è citata dallo stesso Rocchi, comunicata ad una terza persona: Schenone, il tesserato interista.

 

Prove? Quelle sopra, per il metro della giustizia sportiva, sono una montagna di prove: Schenone verrà deferito con Rocchi; l'Inter verrà deferita per responsabilità oggettiva; l'accusa sarà di illecito. Gli elementi di "prova" sono le parole di Rocchi, che, ignorando di essere intercettato, non poteva "millantare" - a che pro? Lui è il designatore, non deve giustificare le sue designazioni a nessuno, avrebbe anche potuto tacere e invece comunica il suo "schema" (ad hoc per una squadra) al suo interlocutore, il che è "prova" provata della diffusa conoscenza del fatto (illecito) che l'Inter comunicasse al designatore nomi di arbitri graditi e non graditi, tanto che il designatore ne parla liberamente con terze persone.

 

Il fatto che quello schema di designazione si sia poi realizzato (Doveri in coppa Italia, Colombo, il "gradito", in campionato) è una ulteriore "prova" a conferma dell'assunto accusatorio.

 

L'Inter manterrà la seria A perchè la responsabilità sarà oggettiva e non diretta (almeno fino a questo punto della indagine penale) ma verrà penalizzata per l'illecito del suo tesserato: resta solo da scoprire con quante e quali penalità - che per loro natura devono essere afflittive, per questo credo che lo scudetto che festeggeranno domani sarà in gravissimo pericolo (non può esistere una squadra campione di Italia penalizzata, è un assurdo logico-sportivo: il titolo deve essere immacolato), ed anche la qualificazione alle prossime coppe, ma questo lo scopriremo a tempo debito

 

 

  • Mi Piace 4
  • Grazie 6

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Stile&Stiletto ha scritto:

Non occorre "provare" niente all'interno della "giustizia sportiva": è questo lo sviamento che sta portando fuori strada in parecchi a quanto vedo: nella giustizia sportiva non esiste il principio del formarsi della "prova" in tribunale, obbligo di prova al quale è chiamata l'accusa, la stessa celerità del procedimento (pochi giorni per ciascun grado di giudizio) ed il fatto che a dimostrare la propria innocenza debba essere il soggetto deferito, e non la pubblica accusa a dover fondare il capo di accusa su appigli "solidi", ci proietta in un universo opposto rispetto al normale diritto giuridico, perchè differente è la natura della giustizia sportiva.

 

Antonio Conte fu squalificato per le combine del Siena, anche se nessuno, e ripeto nessuno, dei suoi calciatori e dei suoi collaboratori lo chiamò mai in causa per quel reato, tanto che nel filone penale la sua posizione fu archiviata, non andò nemmeno a processo perchè contro di lui non esisteva nessuna prova - eppure prese alcuni mesi di squalifica (mi sembra 8 in primo grado, 4 nel definitivo)...sulla base di quale "principio"? Su quello (unicamente interno alla giustizia sportiva) del "non poteva non sapere": in quanto allenatore del Siena, secondo i giudici "non poteva non sapere", e dunque non poteva non aver avuto sentore, che qualcosa all'interno dello spogliatoio, dove l'allenatore è signore e padrone, non poteva non sapere che stesse accadendo qualcosa di irregolare tra i suoi calciatori e anche tra i suoi collaboratori: eccola qua la natura della "giustizia" sportiva.

 

La procura di Milano nell'avviso di garanzia a Rocchi cita espressamente, sotto al capo di accusa di frode sportiva (nell'ordinamento sportivo equivale all'accusa di illecito, il reato più grave), il designatore di serie A che si attiva per figurare uno schema di designazioni a favore di una squadra anch'essa citata nell'atto (l'Inter) dove arbitri sgraditi (all'Inter) Rocchi li vuol mettere in coppa Italia per poter designare arbitri graditi (all'Inter) nelle "più importanti partite" di campionato.

 

Da un articolo di due mattine fa di Repubblica, si viene a sapere che quanto sopra è stato captato via intercettazione, e che Rocchi sta parlando con qualcuno di quello schema e che in quella conversazione si fa il nome di Schenone, dirigente interista addetto agli arbitri.

 

Il fatto che Rocchi parli di designazioni, di arbitri graditi e non graditi all'Inter, ne parli ad un terzo soggetto tranquillamente, "pubblicamente", senza farsi tema di citare pure un dirigente interista, è anche un elemento aggravante in quanto indicativo di un "comune sentore" che l'Inter avesse arbitri graditi e non graditi - diversamente Rocchi avrebbe taciuto, e agito senza illustrare il suo schema a nessuno. La fonte del gradimento e non gradimento è citata dallo stesso Rocchi, comunicata ad una terza persona: Schenone, il tesserato interista.

 

Prove? Quelle sopra, per il metro della giustizia sportiva, sono una montagna di prove: Schenone verrà deferito con Rocchi; l'Inter verrà deferita per responsabilità oggettiva; l'accusa sarà di illecito. Gli elementi di "prova" sono le parole di Rocchi, che, ignorando di essere intercettato, non poteva "millantare" - a che pro? Lui è il designatore, non deve giustificare le sue designazioni a nessuno. Il fatto che quello schema di designazione si sia poi realizzato (Doveri in coppa Italia, Colombo, il "gradiro", in campionato) è una ulteriore "prova".

 

L'Inter manterrà la seria A perchè la responsabilità sarà oggettiva e non diretta (almeno fino a questo punto della indagine penale) ma verrà penalizzata per l'illecito del suo tesserato: resta solo da scoprire con quante e quali penalità.

 

 

Infatti è da temere la velocità della giustizia sportiva . Per chiuderla presto con pene minime . Ci fa gioco che stiamo attendendo per il commissariamento . 

  • Mi Piace 1
  • Haha 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Lv426 ha scritto:

Sky ha detto che lunedì partiranno altri avvisi di garanzia.

 

Bisogna cercare di avere pazienza anche se è dura, durissima. 

Lo so, io (e moltissimi miei compagni di tifo) li detesto quanto e più di quanto li detestiate voi, ma bisogna sforzarsi di rimanere lucidi, anche se è dura. 

Se non riguarderanno le società allora molto probabilmente c'è da aspettare e sperare solo nella giustizia sportiva perché vorrà dire davvero che non ci sono indagati delle società.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, Stile&Stiletto ha scritto:

Non occorre "provare" niente all'interno della "giustizia sportiva": è questo lo sviamento che sta portando fuori strada in parecchi a quanto vedo: nella giustizia sportiva non esiste il principio del formarsi della "prova" in tribunale, obbligo di prova al quale è chiamata l'accusa, la stessa celerità del procedimento (pochi giorni per ciascun grado di giudizio) ed il fatto che a dimostrare la propria innocenza debba essere il soggetto deferito, e non la pubblica accusa a dover fondare il capo di accusa su appigli "solidi", ci proietta in un universo opposto rispetto al normale diritto giuridico, perchè differente è la natura della giustizia sportiva.

 

Antonio Conte fu squalificato per le combine del Siena, anche se nessuno, e ripeto nessuno, dei suoi calciatori e dei suoi collaboratori lo chiamò mai in causa per quel reato, tanto che nel filone penale la sua posizione fu archiviata, non andò nemmeno a processo perchè contro di lui non esisteva nessuna prova - eppure prese alcuni mesi di squalifica (mi sembra 8 in primo grado, 4 nel definitivo)...sulla base di quale "principio"? Su quello (unicamente interno alla giustizia sportiva) del "non poteva non sapere": in quanto allenatore del Siena, secondo i giudici "non poteva non sapere", e dunque non poteva non aver avuto sentore, che qualcosa all'interno dello spogliatoio, dove l'allenatore è signore e padrone, non poteva non sapere che stesse accadendo qualcosa di irregolare tra i suoi calciatori e anche tra i suoi collaboratori: eccola qua la natura della "giustizia" sportiva.

 

La procura di Milano nell'avviso di garanzia a Rocchi cita espressamente, sotto al capo di accusa di frode sportiva (nell'ordinamento sportivo equivale all'accusa di illecito, il reato più grave), il designatore di serie A che si attiva per figurare uno schema di designazioni a favore di una squadra anch'essa citata nell'atto (l'Inter) dove arbitri sgraditi (all'Inter) Rocchi li vuol mettere in coppa Italia per poter designare arbitri graditi (all'Inter) nelle "più importanti partite" di campionato.

 

Da un articolo di due mattine fa di Repubblica, si viene a sapere che quanto sopra è stato captato via intercettazione, e che Rocchi sta parlando con qualcuno di quello schema e che in quella conversazione si fa il nome di Schenone, dirigente interista addetto agli arbitri.

 

Il fatto che Rocchi parli di designazioni, di arbitri graditi e non graditi all'Inter, ne parli ad un terzo soggetto tranquillamente, "pubblicamente", senza farsi tema di citare pure un dirigente interista, è anche un elemento aggravante in quanto indicativo di un "comune sentore" che l'Inter avesse arbitri graditi e non graditi - diversamente Rocchi avrebbe taciuto, e agito senza illustrare il suo schema a nessuno. La fonte del gradimento e non gradimento è citata dallo stesso Rocchi, comunicata ad una terza persona: Schenone, il tesserato interista.

 

Prove? Quelle sopra, per il metro della giustizia sportiva, sono una montagna di prove: Schenone verrà deferito con Rocchi; l'Inter verrà deferita per responsabilità oggettiva; l'accusa sarà di illecito. Gli elementi di "prova" sono le parole di Rocchi, che, ignorando di essere intercettato, non poteva "millantare" - a che pro? Lui è il designatore, non deve giustificare le sue designazioni a nessuno. Il fatto che quello schema di designazione si sia poi realizzato (Doveri in coppa Italia, Colombo, il "gradiro", in campionato) è una ulteriore "prova".

 

L'Inter manterrà la seria A perchè la responsabilità sarà oggettiva e non diretta (almeno fino a questo punto della indagine penale) ma verrà penalizzata per l'illecito del suo tesserato: resta solo da scoprire con quante e quali penalità.

 

 

tutto ineccepibile a parte l'ultimo passaggio. la responsabilità dell'inter si aggancia alla partecipazione di un suo tesserato alla vicend, tal Schenone,e il paracadute Meani non esiste piu. Art 30, ci sarebbero tutti gli estremi. Ora, nel caso in cui Ascione sia uno sprovveduto dedito all'utilizzo di allucinogeni, come dice zazzaroni,allora tutto decade

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'inter è da anni che ha giocatori impuniti...

 

Ma ci ricordiamo Skriniar? doveva essere espulso una partita si e l'altra pure, poi de Vraj, adesso Bastoni ..

Non pariamo di Barella che protesta sempre se gli danno 1 rimessa contro.

 

Sapere di essere impunito ti fa giocare con maggiore tranquillità, non è  1 cosa da poco...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 minuti fa, Alberto da Messina ha scritto:

Ma poi è stata confermata la notizia di Sky di questa notte sugli altri avvisi di garanzia?

Si ma credo che riguarderanno altri arbitri

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 minuti fa, Stile&Stiletto ha scritto:

Non occorre "provare" niente all'interno della "giustizia sportiva": è questo lo sviamento che sta portando fuori strada in parecchi a quanto vedo: nella giustizia sportiva non esiste il principio del formarsi della "prova" in tribunale, obbligo di prova al quale è chiamata l'accusa, la stessa celerità del procedimento (pochi giorni per ciascun grado di giudizio) ed il fatto che a dimostrare la propria innocenza debba essere il soggetto deferito, e non la pubblica accusa a dover fondare il capo di accusa su appigli "solidi", ci proietta in un universo opposto rispetto al normale diritto giuridico, perchè differente è la natura della giustizia sportiva.

 

Antonio Conte fu squalificato per le combine del Siena, anche se nessuno, e ripeto nessuno, dei suoi calciatori e dei suoi collaboratori lo chiamò mai in causa per quel reato, tanto che nel filone penale la sua posizione fu archiviata, non andò nemmeno a processo perchè contro di lui non esisteva nessuna prova - eppure prese alcuni mesi di squalifica (mi sembra 8 in primo grado, 4 nel definitivo)...sulla base di quale "principio"? Su quello (unicamente interno alla giustizia sportiva) del "non poteva non sapere": in quanto allenatore del Siena, secondo i giudici "non poteva non sapere", e dunque non poteva non aver avuto sentore, che qualcosa all'interno dello spogliatoio, dove l'allenatore è signore e padrone, non poteva non sapere che stesse accadendo qualcosa di irregolare tra i suoi calciatori e anche tra i suoi collaboratori: eccola qua la natura della "giustizia" sportiva.

 

La procura di Milano nell'avviso di garanzia a Rocchi cita espressamente, sotto al capo di accusa di frode sportiva (nell'ordinamento sportivo equivale all'accusa di illecito, il reato più grave), il designatore di serie A che si attiva per figurare uno schema di designazioni a favore di una squadra anch'essa citata nell'atto (l'Inter) dove arbitri sgraditi (all'Inter) Rocchi li vuol mettere in coppa Italia per poter designare arbitri graditi (all'Inter) nelle "più importanti partite" di campionato.

 

Da un articolo di due mattine fa di Repubblica, si viene a sapere che quanto sopra è stato captato via intercettazione, e che Rocchi sta parlando con qualcuno di quello schema e che in quella conversazione si fa il nome di Schenone, dirigente interista addetto agli arbitri.

 

Il fatto che Rocchi parli di designazioni, di arbitri graditi e non graditi all'Inter, ne parli ad un terzo soggetto tranquillamente, "pubblicamente", senza farsi tema di citare pure un dirigente interista, è anche un elemento aggravante in quanto indicativo di un "comune sentore" che l'Inter avesse arbitri graditi e non graditi - diversamente Rocchi avrebbe taciuto, e agito senza illustrare il suo schema a nessuno. La fonte del gradimento e non gradimento è citata dallo stesso Rocchi, comunicata ad una terza persona: Schenone, il tesserato interista.

 

Prove? Quelle sopra, per il metro della giustizia sportiva, sono una montagna di prove: Schenone verrà deferito con Rocchi; l'Inter verrà deferita per responsabilità oggettiva; l'accusa sarà di illecito. Gli elementi di "prova" sono le parole di Rocchi, che, ignorando di essere intercettato, non poteva "millantare" - a che pro? Lui è il designatore, non deve giustificare le sue designazioni a nessuno. Il fatto che quello schema di designazione si sia poi realizzato (Doveri in coppa Italia, Colombo, il "gradiro", in campionato) è una ulteriore "prova".

 

L'Inter manterrà la seria A perchè la responsabilità sarà oggettiva e non diretta (almeno fino a questo punto della indagine penale) ma verrà penalizzata per l'illecito del suo tesserato: resta solo da scoprire con quante e quali penalità.

 

 

se non ho letto male la mera penalizzazione di punti é prevista per l'art. 22 (slealtà sportiva). Per l'art. 30 (illecito sportivo) é prevista la retrocessione oltre alla penalizzazione. Poi posso sbagliare

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 minuti fa, Stile&Stiletto ha scritto:

Non occorre "provare" niente all'interno della "giustizia sportiva": è questo lo sviamento che sta portando fuori strada in parecchi a quanto vedo: nella giustizia sportiva non esiste il principio del formarsi della "prova" in tribunale, obbligo di prova al quale è chiamata l'accusa, la stessa celerità del procedimento (pochi giorni per ciascun grado di giudizio) ed il fatto che a dimostrare la propria innocenza debba essere il soggetto deferito, e non la pubblica accusa a dover fondare il capo di accusa su appigli "solidi", ci proietta in un universo opposto rispetto al normale diritto giuridico, perchè differente è la natura della giustizia sportiva.

 

Antonio Conte fu squalificato per le combine del Siena, anche se nessuno, e ripeto nessuno, dei suoi calciatori e dei suoi collaboratori lo chiamò mai in causa per quel reato, tanto che nel filone penale la sua posizione fu archiviata, non andò nemmeno a processo perchè contro di lui non esisteva nessuna prova - eppure prese alcuni mesi di squalifica (mi sembra 8 in primo grado, 4 nel definitivo)...sulla base di quale "principio"? Su quello (unicamente interno alla giustizia sportiva) del "non poteva non sapere": in quanto allenatore del Siena, secondo i giudici "non poteva non sapere", e dunque non poteva non aver avuto sentore, che qualcosa all'interno dello spogliatoio, dove l'allenatore è signore e padrone, non poteva non sapere che stesse accadendo qualcosa di irregolare tra i suoi calciatori e anche tra i suoi collaboratori: eccola qua la natura della "giustizia" sportiva.

 

La procura di Milano nell'avviso di garanzia a Rocchi cita espressamente, sotto al capo di accusa di frode sportiva (nell'ordinamento sportivo equivale all'accusa di illecito, il reato più grave), il designatore di serie A che si attiva per figurare uno schema di designazioni a favore di una squadra anch'essa citata nell'atto (l'Inter) dove arbitri sgraditi (all'Inter) Rocchi li vuol mettere in coppa Italia per poter designare arbitri graditi (all'Inter) nelle "più importanti partite" di campionato.

 

Da un articolo di due mattine fa di Repubblica, si viene a sapere che quanto sopra è stato captato via intercettazione, e che Rocchi sta parlando con qualcuno di quello schema e che in quella conversazione si fa il nome di Schenone, dirigente interista addetto agli arbitri.

 

Il fatto che Rocchi parli di designazioni, di arbitri graditi e non graditi all'Inter, ne parli ad un terzo soggetto tranquillamente, "pubblicamente", senza farsi tema di citare pure un dirigente interista, è anche un elemento aggravante in quanto indicativo di un "comune sentore" che l'Inter avesse arbitri graditi e non graditi - diversamente Rocchi avrebbe taciuto, e agito senza illustrare il suo schema a nessuno. La fonte del gradimento e non gradimento è citata dallo stesso Rocchi, comunicata ad una terza persona: Schenone, il tesserato interista.

 

Prove? Quelle sopra, per il metro della giustizia sportiva, sono una montagna di prove: Schenone verrà deferito con Rocchi; l'Inter verrà deferita per responsabilità oggettiva; l'accusa sarà di illecito. Gli elementi di "prova" sono le parole di Rocchi, che, ignorando di essere intercettato, non poteva "millantare" - a che pro? Lui è il designatore, non deve giustificare le sue designazioni a nessuno, avrebbe anche potuto tacere e invece comunica il suo "schema" (ad hoc per una squadra) al suo interlocutore, il che è "prova" provata della diffusa conoscenza del fatto (illecito) che l'Inter comunicasse al designatore nomi di arbitri graditi e non graditi, tanto che il designatore ne parla liberamente con terze persone.

 

Il fatto che quello schema di designazione si sia poi realizzato (Doveri in coppa Italia, Colombo, il "gradito", in campionato) è una ulteriore "prova" a conferma dell'assunto accusatorio.

 

L'Inter manterrà la seria A perchè la responsabilità sarà oggettiva e non diretta (almeno fino a questo punto della indagine penale) ma verrà penalizzata per l'illecito del suo tesserato: resta solo da scoprire con quante e quali penalità - che per loro natura devono essere afflittive, per questo credo che lo scudetto che festeggeranno domani sarà in gravissimo pericolo (non può esistere una squadra campione di Italia penalizzata, è un assurdo logico-sportivo: il titolo deve essere immacolato), ed anche la qualificazione alle prossime coppe, ma questo lo scopriremo a tempo debito

 

 

Tutto ciò ha senso se non sarà Chiné ad occuparsene. 

  • Mi Piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se si dimostrerà tutta la struttura illecita (ed io penso che gli inquirenti hanno un bel po' di materiale in mano) allora l'illecito sportivo sara tutt'altro che remoto.

Combinare e pilotare le designazioni arbitrali, direttamente il designatore, è di una gravità inaudita.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 minuti fa, zacmayo ha scritto:

Infatti è da temere la velocità della giustizia sportiva . Per chiuderla presto con pene minime . Ci fa gioco che stiamo attendendo per il commissariamento . 

Io temo Chinè e preferirei un altro procuratore meno schierato, oggettivo, terzo.

Ma temo anche il riordino della Giustizia Sportiva a principi di equità mai utilizzati prima e meno che mai con noi.

Spero che rischino la B, così la terzultima potrebbe fare pressioni con ricorsi per farla retrocedere e salvarsi a sue spese.

Questa sarebbe giustizia divina... l'unica che ci compenserebbe di 20anni di soprusi.

I più colpevoli Moratti, Marotta, i media, i giornalisti della carta stampata e delle tv, i bifolchi sui social e per ultimi i giocatori e l'allenatore.

A F F L I T T I V I T A'

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, nubedioort ha scritto:

Io temo Chinè e preferirei un altro procuratore meno schierato, oggettivo, terzo.

Ma temo anche il riordino della Giustizia Sportiva a principi di equità mai utilizzati prima e meno che mai con noi.

Spero che rischino la B, così la terzultima potrebbe fare pressioni con ricorsi per farla retrocedere e salvarsi a sue spese.

Questa sarebbe giustizia divina... l'unica che ci compenserebbe di 20anni di soprusi.

I più colpevoli Moratti, Marotta, i media, i giornalisti della carta stampata e delle tv, i bifolchi sui social e per ultimi i giocatori e l'allenatore.

A F F L I T T I V I T A'

Ma infatti qui dentro pochi hanno capito che converrebbe più a loro la riforma della giustizia . Non vorrei ce l’avessero messa in quel posto anche stavolta . Riforma per salvarli 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.