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Contenuti Popolari

Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 01/03/2026 in tutte le aree

  1. 22 punti
    Ci può stare il discorso sul fatto che non sia da Juve e si trovi meglio in un ambiente come Bologna, però alla Juve non hanno provato nemmeno a farlo giocare. Forse non piaceva per quanto si vedeva in allenamento, però se ci gioca un Cabal con tutte le cavolate che combina, si poteva dare più fiducia anche a questo ragazzo
  2. 15 punti
    IL PROSSIMO CHE PARLA DI MERCATO BLOCCATO E CITA ZILIANI VA DUE ANNI A CASA SUA
  3. 13 punti
    Giusto provarci. Trattenere Vlahovic secondo me darà i suoi frutti col gioco di Spalletti. E se non li desse, almeno possiamo venderlo senza perderlo a zero. Nel frattempo coi soldi risparmiati non dovendo comprare una punta titolare, sotto con gli acquisti dove serve gente valida. Goretzka e Bernardo a zero sarebbero due colpacci. E Palestra esterno più un portierone.
  4. 12 punti
  5. 11 punti
    Questo topic va messo in rilievo in homepage e lasciato lì in eterno perché io mi sono rotto il ***** degli juventini addormentati che ancora negano determinate cose EVIDENTI in questo sistema marcio e corrotto
  6. 11 punti
    credo l` abbiano capito tutti tranne i soliti noti del forum. Per fortuna non pago da anni per questa farsa.
  7. 10 punti
    Le nuove regole approvate dall'IFAB introducono un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio troppo lenti, impongono che i giocatori sostituiti lascino il campo entro dieci secondi (pena squadra in inferiorità numerica per un minuto o fino alla seguente interruzione di gioco) e ampliano il raggio d'intervento del VAR su secondo giallo chiaramente errato, scambio di identità e calci d'angolo assegnati in modo palesemente sbagliato. Le nuove misure approvate dall'IFAB vanno nella direzione giusta. Sarebbe sterile e inutile negarlo. Il calcio ha un problema evidente di tempi morti, di interruzioni artificiose, di perdite di tempo scientemente organizzate e di sostituzioni usate tatticamente per spezzare ritmo e inerzia. Intervenire su rimesse laterali, calci di rinvio, sostituzioni e su alcuni margini operativi del VAR significa almeno riconoscere che il problema esiste e che non è più tollerabile fare spallucce e dire che nel mondo si sbaglia. MA ... pur accogliendo positivamente questo pacchetto di novità, resta una sensazione difficile da fare altre spallucce... nel calcio ogni passo avanti regolamentare arriva con un ritardo ESASPERANTE, quasi patologico. Perché ci si arriva sempre così tardi? Come si fa a pensare alla revisione di un secondo cartellino giallo chiaramente errato solo NOVE anni dopo l'introduzione del VAR? Come si fa a intervenire su una delle storture più evidenti del sistema soltanto dopo che per anni si sono accumulate espulsioni sbagliate, partite indirizzate, classifiche alterate, proteste e sfiducia sullo strumento e chi lo usa? E soprattutto, come si fa a correggere quel segmento della decisione e a lasciare però aperto il buco regolamentare sulla prima ammonizione inventata o totalmente forzata, che è il detonatore del secondo giallo? Perché so già che alla prima situazione in cui un giocatore prende un secondo giallo corretto, ma il primo è palesemente errato, salteranno fuori altri discorsi tecnici e strutturali che la metà ne basterebbe.. Una ammonizione inventata è una decisione che modifica SUBITO il comportamento del giocatore (ne limita l'aggressività, ne condiziona ogni contrasto successivo, altera il pressing, obbliga eventualmente l'allenatore a sostituirlo per prudenza, ecc.) Una prima ammonizione errata può falsare una partita quasi quanto un'espulsione (enfasi sul quasi eh..) Se poi su quella base dovesse addirittura arrivare un secondo giallo, il sistema si conferma fallace, che nasce da un errore iniziale non correggibile... E allora la questione torna alla coerenza regolamentare. Se il principio del VAR è correggere gli errori chiari e decisivi, non si capisce perché quel principio debba fermarsi davanti a una soglia artificiale costruita intorno ad un tavolo a Zurigo... Un secondo giallo sì, ma il primo no. Un angolo chiaramente assegnato male sì, ma una simulazione evidente no... Un rigore sì, ma una punizione al limite, no. Ma perché? Perché si interviene su alcuni effetti estremi, ma si continua a ignorare le cause intermedie che li generano? Il calcio oggi ha bisogno di una parola che sembra far tremare tutti per un motivo che non capisco proprio: OGGETTIVITÀ. Prendiamo la questione del tempo effettivo e delle perdite di tempo... Bene. Bene introdurre un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio quando l'arbitro ritiene che si stia eccedendo o ritardando deliberatamente. Benissimo. Bene anche l'idea di velocizzare le sostituzioni imponendo l'uscita dal campo entro dieci secondi. Super benissimo. Ma sapete qual'è la parola che mi fa ribrezzo qui sopra? Visivo. Chi decide quando parte il countdown? Con quale criterio? Con quale uniformità? Con quale soglia comune tra un arbitro e l'altro, tra un campionato e l'altro, tra il primo minuto e il novantesimo? Perché se il cronometro parte "quando l'arbitro ritiene", il rischio è che la norma, invece di ridurre l'arbitrio, lo sposti semplicemente un po' più in là. Come al solito, si annuncia una regola apparentemente rigida e poi la si rimette immediatamente dentro la discrezionalità arbitrale. Il calcio è pieno di regole teoricamente precise ma praticamente elastiche, applicate in modo intermittente, emotivo, contestuale. Vi ricordate i famosi otto secondi per la ripresa del gioco del portiere? Ecco, sono l'esempio perfetto. Sono stati fatti rispettare rigorosamente per quanto? due o tre giornate? Facciamo anche quattro o cinque? Magari sull'onda di una direttiva o di una polemica mediatica? E poi? ... E poi tutto torna nel limbo della tolleranza discrezionale. A quel punto gli otto secondi diventano dodici, poi quindici, poi venti... soprattutto se una squadra è in vantaggio di un goal a mezz'ora dalla fine. E tutti lo sanno eh... giocatori, allenatori, dirigenti, tifosi, commentatori.. La regola resta scritta, ma la sua applicazione evapora nell'aria. Lo stesso discorso vale anche per il criterio del tocco di mano "immediatamente" precedente al goal. "Immediatamente" sul piano regolamentare è una formula pericolosamente elastica. Che cosa delimita l'immediatezza? Il tempo trascorso? Il numero di tocchi? La continuità dell'azione? Il numero di giocatori coinvolti? L'assenza di una nuova fase di possesso? Se il pallone viene toccato più volte in pochi secondi prima del goal, chi stabilisce dove finisca la conseguenza diretta del fallo di mano e dove inizi una nuova azione? Questo è veramente il peggiore dei mondi possibili, perché non produce certezza, non produce deterrenza e delegittima sia il regolamento sia chi dovrebbe farlo rispettare. Il contrario di oggettività, praticamente. Per questo servono criteri verificabili, meccanismi automatici, protocolli di applicazione non interpretabili. Se si vuole davvero colpire la perdita di tempo, allora bisogna introdurre segnali visivi standardizzati, cronometri ufficiali visibili, procedure uguali per tutti, senza dipendere dall'umore del direttore di gara o dal contesto ambientale... In assenza di oggettività, la discrezionalità si trasforma fatalmente in sospetto. E da sempre il calcio vive già immerso nel sospetto... Lo stesso vale per la simulazione. Da anni si discute di tuffi, contatti cercati, cadute teatrali, accerchiamenti, richieste compulsive di cartellino... E che si fa? Niente. La risposta continua a essere debole, episodica, incoerente, inconcludente, disorganica, insufficiente, contraddittoria.... Boh, aggiungete voi altri aggettivi che vi vengono in mente... è davvero incomprensibile. Se il sistema vuole davvero tutelare il gioco, deve SMETTERE di considerare la simulazione come un peccato veniale e trattarla per ciò che è, ovvero una condotta fraudolenta che altera una decisione disciplinare. È un tentativo di ingannare l'arbitro. E se riesce, può generare un rigore, un'espulsione, una punizione dal limite, una seconda ammonizione, e altre robe... E quindi perché una condotta deliberatamente ingannevole continua a essere sanzionata con tanta timidezza? Perché non si introducono meccanismi severi, automatici e soprattutto retroattivi? Perché non si prevede una revisione disciplinare post-partita sistematica per i casi più evidenti? Perché non si costruisce una giurisprudenza sportiva forte, capace di far capire che la simulazione non è "mestiere", ma alterazione del risultato? Ecco, nessuna risposta, come al solito. Poi il problema non è l'errore in se. L'errore è fisiologico in ogni attività umana, anche ai massimi livelli. Il problema è la centralità eccessiva dell'arbitro dentro l'evento. Troppo spesso chi dirige una partita sembra volerla per forza interpretare e marchiare. È questo che esaspera il mondo calcistico. Si ha l'impressione costante che alcune direzioni arbitrali siano dominate da un protagonismo esasperato, da una presenza invasiva, da una voglia di lasciare una firma più che di garantire equilibrio (che è quello che dovrebbero fare). Il miglior arbitro, in teoria, è quello che si nota il meno possibile perché ha tenuto il controllo con autorevolezza e misura... Nel calcio di oggi, invece, troppo spesso si assiste al contrario.. arbitri che interrompono continuamente, che adottano metri disciplinari altalenanti, che cambiano soglia del fallo nel corso della stessa partita (o della stessa azione...), che usano i cartellini in modo scenografico, che alimentano tensione invece di raffreddarla e voler far vedere al mondo questa autorevolezza che però è solo di facciata. L'autorevolezza vera sta nella coerenza. Ovvero avere un criterio riconoscibile dal primo all'ultimo minuto. Sta nel distinguere il fallo dal contatto, la protesta dall'accerchiamento, il contrasto duro dalla condotta violenta... Quando una partita finisce e il dibattito pubblico si concentra quasi interamente sull'arbitro, il sistema dovrebbe interrogarsi su questa cosa. Poi certo che è una scappatoia easy quando c'è un errore a sfavore e perdi la partita. Certo che non sempre è colpa dell'arbitro. Ma troppo spesso ahimè sì. E non voglio demonizzare la categoria eh, ma voglio semplicemente che si pretenda finalmente una riforma arbitrale profonda, moderna, valutabile e soprattutto trasparente. Quattro punti che dovrebbero avere la priorità. Uniformità applicativa. Non è più accettabile che episodi quasi identici vengano trattati in modo opposto a seconda dell'arbitro, della competizione o del momento mediatico. Trasparenza valutativa. Le prestazioni arbitrali non possono restare chiuse in un sistema opaco, autoreferenziale, quasi sacro. Se il calcio professionistico vive di analisi, dati, metriche, responsabilità pubblica, non vedo perché il comparto arbitrale debba sottrarsi a una cultura della verifica più chiara e visibile. Depersonalizzazione della direzione di gara. L'arbitro deve tornare a essere garante della gara, non interprete. Meno ego, meno gestualità superflua, meno teatralità disciplinare, più sobrietà tecnica. Sanzione delle condotte antisportive sistemiche (perdite di tempo, simulazioni, proteste, accerchiamenti, ostruzionismi tattici, uso manipolatorio delle interruzioni). Le novità IFAB sono un passo avanti, ma non sono una svolta definitiva. Sono un segnale, ok, ma sembrano sempre una toppa più che un'implementazione pensata a fondo... Il calcio, oggi, ha bisogno di meno interpretazione e più protocollo. Meno discrezionalità e più oggettività. Meno zone grigie e più standard. Meno arbitri protagonisti e più arbitri affidabili. Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata non per come è stata diretta. E finché questo principio non tornerà centrale (per tutti, non solo per l'IFAB, anche per i tifosi), ogni riforma sarà utile ma sempre insufficiente.
  8. 10 punti
    quindi secondo te Emerson Vieira era un cc più tecnico che muscolare? Allora il cc del Milan (Seedorf Pirlo Kaka ecc) cos'era? Avere qualità non significa fare rabone ma significa giocare bene e veloce la palla, avere fantasia, essere imprevedibili. Quella Juventus era fortissima, con grandi calciatori ma con poca attitudine alle competizioni internazionali, era assolutamente più muscolare che tecnica e non a caso soffriva i ritmi di Champions con squadre più intense e reattive. Lo stesso Ibrahimovic non è che quando sia andato in altri top club abbia dominato a livello internazionale Capello c'entra poco o nulla, se non principalmente per aver indirizzato il mercato moggiano a costruire una squadra con quelle caratteristiche (forte, fisica e solida per la serie A ma poco adatta alla tipologia di calcio che si gioca in Champions).
  9. 8 punti
    Oggi è obbligatorio per la nostra tribù celebrare Dino Zoff che compie 84 anni. Uno dei portieri più forti della storia del calcio Undici stagioni e 330 presenze nella Juventus, giocatore con il record di presenze continue in serie A. Sei campionati vinti, due coppe Italia e una coppa UEFA. Due stagioni da allenatore sulla nostra panchina con una Coppa UEFA e una Coppa Italia in bacheca. In maglia azzurra 112 presenze, campione d'Europa nel '68 e uno dei pilastri della grande squadra che nell'82 si laureò campione del mondo. Buon compleanno Dino, festeggiandoti oggi ricordo anche un po' il mio babbo, un tuo tifoso DOCG, ti citava spesso come esempio da seguire.
  10. 8 punti
  11. 7 punti
    E' scomparso oggi all'età di 89 anni Rino Marchesi. Allenò la Juve nel periodo 1986-1988, arrivando purtroppo nel momento del tramonto del grande ciclo di Platini e dei campioni del mondo 1982 e dell'esplosione del Milan di Sacchi. Persona seria e competente, preso ahimé in anni di confusa transizione fra Trapattoni e Lippi.
  12. 7 punti
  13. 7 punti
    Rimane l' errore di una dirigenza inadeguata per una società chiamata Juventus.
  14. 6 punti
    Il calcio ha bisogno di FARE PULIZIA di gente come GRAVINA CEFERIN E INFANTINO IN PRIMIS, gente che considera il CALCIO COME COSA LORO e ritiene di decidere a priori chi deve vincere e chi non deve; il VAR è solo un potente strumento per arrivare a questi fini, al pari del controllo dei designatori. Il resto è cibo per le menti piccole e gli sprovveduti. Cominciamo a mettere PLATINI COME PRESIDENTE che conosce tutte le magagne di questi "galantuomini".
  15. 6 punti
    La risposta è semplice: tramite gli arbitri - e il VAR - è possibile ricattare politicamente i club. Non nascondiamoci dietro un dito: strutturalmente, per via delle regole del gioco, un arbitro può scientemente indirizzare il risultato di una gara. E se mi dite che bisogna credere nella buona fede degli arbitri (sì Garrison, so già che stai ALZANDO IL DITINO), la mia risposta è che da quando è stato introdotto il VAR IO NON CI CREDO PIU'. E se mi rispondete che allora devo essere coerente, la mia risposta è che lo sono. L'ultima partita che ho visto che non sia una partita della Juventus è stata nel 2020, e non sono più abbonato a niente tranne che ad Amazon Prime dalla stagione successiva a quella del covid. Dallo schifo che provo non riesco più a vedere neanche le partite in chiaro della coppetta italia.
  16. 6 punti
    Io l'ho sempre detto che non mi sembrava così scarso...rimane l'errore a monte ,scambiarlo con Alberto Costa per 4 spiccioli
  17. 6 punti
    Vlahovic? farebbero una mega cappella nel puntare su di lui come punta titolare, non è roba da Juve! Troppo umorale, discontinuo (gioca in base a come si sveglia la mattina) e tecnicamente non eccelle sicuramente! Se proprio-proprio, come riserva a non più di 4ml
  18. 5 punti
    Abbiamo due portieri che non ne fanno mezzo buono
  19. 5 punti
    Unici nel globo a rinnovare mezza rosa in una stagione, ad ora, fallimentare
  20. 5 punti
  21. 5 punti
    Il VAR sta uccidendo il calcio. Questo non è più il gioco che abbiamo tanto amato. Bisogna tenere 3 semplici cose: - goal line technology - fuorigioco - 3 chiamate a testa per qualsiasi episodio dubbio. Stop. Basta. Nessuna discrezionalità nell'uso del VAR lasciata agli arbitri/varisti. Basta invenzioni strane... conteggi... giochini... Le perdite di tempo hanno sempre fatto parte del gioco. Sono tattiche anche quelle. È il calcio. Altrimenti diventa un'altra cosa.
  22. 5 punti
  23. 5 punti
    È meglio di Cabal e non più scarso di Holm.
  24. 5 punti
    Io toglierei var e tecnologia e rimetterei tutto come prima Così tanto per parlare ancora di calcio
  25. 4 punti
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